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Lyra Stark

The Witcher - la serie TV

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"Il logo della serie TV che racchiude, in un unico simbolo i riferimenti ai tre protagonisti e per la precisione: il lupo (Geralt di Rivia), la stella (Yennefer con il simbolo che richiama il pendente della sua collana) e la rondine (Ciri che giovanissima era soprannominata proprio la rondine)."

Quindi quella relativa a Yen e che richiama il pendente della sua collana è una stella! Assomiglia molto anche al fiore che lei usava all'inizio per usare la magia.

Ho controllato ma sulle foto si vede bene che invece Geralt ha solo il lupo sul suo ciondolo.

 

In generale con le grafiche hanno fatto un ottimo lavoro.

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Così s'imparano a guardare le serie tv sul telefonino.

Comunque a me, più che la notizia, fa ridere l'obiezione mossa da un tizio sul motivo per cui hanno chiamato Ciri così. Mi sa non sa dei libri...

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Difatti ^^" ormai siamo arrivati al punto che si vorrebbe cambiare nome ai personaggi perché altrimenti fanno conflitto col telefonino. :(

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Me la sono presa con calma, e ieri sera mi sono goduto l'ultimo episodio della serie.

Io sono partito da lettore dei libri e da giocatore della serie videoludica (tranne il terzo episodio, ancora sulla wishlist), a guardare una serie che si basa sui primi ma non ripudia completamente la seconda, a livello stilistico, almeno. Buona cosa, comunque.

Nel complesso, la prima stagione fornisce una buona panoramica dell'universo narrativo creato da Sapkowski e mi è piaciuta la scelta di giocare con fabula ed intreccio strutturando la narrazione su più linee temporali (anche se hanno parecchio rotto la narrazione anche per qualche lettore) . Per il resto, non c'è la stessa profondità dei racconti, cosa abbastanza scontata, parlando di una serie tv (e specialmente di una serie che è stata eletta "il nuovo GoT" non dico dal primo trailer ma dalle prime immagini che ritraevano l'Enricone col parrucchino bianco), e ci sono delle differenze rispetto ai libri che servono a legare meglio i racconti in una singola serie più coerente, ma alcune scelte sono decisamente poco ispirate, tipo Calanthe, che sembra uscita più da Neverwinter Nights che dai racconti, o l'aver eccessivamente snellito la storia di Ciri, fino a renderla quasi noiosa. Qualcuno ha storto il naso per via di alcuni casting multietnici, che ormai sono la norma in una qualsiasi produzione televisiva, anche se personalmente avrei pagato di tasca mia per mantenere Triss com'è rappresentata nei romanzi, o soprattutto nei giochi (ma solo perchè ho un debole per le rosse :unsure:, nel secondo capitolo era semplicemente deliziosa), c'è poi da dire che nei libri Fringilla somiglia molto a Yennefer, e questa somiglianza le torna molto utile ne La Signora del Lago. Ma vabbè. Azzeccatissimo Ranuncolo, invece, uno dei personaggi migliori della saga.

Sul fronte tecnico, c'è da sperare che nella seconda stagione Netflix spenda qualcosa in più in effetti visivi e in scenografie, che sono due pecche di questa prima stagione, ma del resto neppure le prime stagioni di GoT erano messe tanto meglio, da quel punto di vista (anche se GoT aveva decisamente meno fantasy da mostrare che giustificasse CGI a catinelle).

 

Nel complesso, la serie è fedele al materiale cartaceo quanto basta da soddisfare i lettori, e in maniera non troppo approfondita da annoiare i non lettori, un protagonista calatissimo nella parte e con una coreografia studiata ad arte. Avrei gradito che venisse mostrato/spiegato qualcosina in più, ma Netflix ha comunque confezionato una serie più che rispettabile.

 

 

 

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5 minutes fa, Menevyn dice:

Qualcuno ha storto il naso per via di alcuni casting multietnici, che ormai sono la norma in una qualsiasi produzione televisiva, anche se personalmente avrei pagato di tasca mia per mantenere Triss com'è rappresentata nei romanzi, o soprattutto nei giochi (ma solo perchè ho un debole per le rosse :unsure:, nel secondo capitolo era semplicemente deliziosa)


Se poi contiamo che i “rossi naturali” sono meno del 2% della popolazione globale e la percentuale tende a calare, si può dire che è stata sacrificata la rappresentazione di un’altra importante minoranza. :stralol:;) 

 

Mi trovo completamente d’accordo con il giudizio di @Menevyn : complessivamente un buon prodotto che parla molto ai lettori, ma può affascinare i non-lettori. 
 

Aggiungo che la componente “fantasy” - notevolmente più marcata rispetto a GoT - finisce tuttavia per essere secondaria rispetto all’ “intreccio umano” (e vale anche per i libri per quello che ho notato finora). È una storia centrata sull’animo umano, sulle sue debolezze, sulle vette che può raggiungere e sul baratro in cui riesce a sprofondare più che sulla magia, sui mostri e  sulle creature fantastiche che affollano la storia.

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3 minutes fa, Maya dice:

si può dire che è stata sacrificata la rappresentazione di un’altra importante minoranza. :stralol:;)

 

Se facciamo abbastanza chiasso sui social, nella prossima stagione sarà rosso anche Geralt. Coi tempi che corrono... :blink:

 

3 minutes fa, Maya dice:

È una storia centrata sull’animo umano, sulle sue debolezze, sulle vette che può raggiungere e sul baratro in cui riesce a sprofondare più che sulla magia, sui mostri e  sulle creature fantastiche che affollano la storia.

 

Brava, è quello che affascina di più di questa saga, e che Sapkowski sa fare molto bene. Peccato che nella serie questo aspetto sia sacrificato un pò troppo, per i miei gusti, ma appunto, è la televisione.

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Non si può pretendere che una riduzione televisiva abbia la profondità dei libri cui si ispira ,giusto :) 

Ma certi messaggi sono passati secondo me certamente per quanto accade ai 2 protagonisti principali (Ciri per ora poco pervenuta ) e per la brama di conquista dei nilfgaardiani che appunto mi hanno ricordato la conquista della Polonia da parte dei nazisti 

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Anche nelle tensioni sociali e politiche tra Umani e Non-Umani si legge una buona dose di mondo reale. Sapkowski è cresciuto oltre la Cortina di Ferro, ed è abbastanza facile che la sua scrittura sia stata condizionata dalla storia del suo Paese (anche se lui dice di no...).

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Sono comunque ascrivibili a tematiche molto generali e per questo associabili a molteplici contesti.

 

Peraltro già l’uso reiterato della parola mostro, che è centrale anche nello slogan di lancio della serie “gli unici mostri sono quelli che creiamo noi”, è interessante per la sua etimologia poiché in latino monstrum significa principalmente “qualcosa che è fuori del normale” ovvero “prodigio”, ma non ha la connotazione negativa che ha acquisito poi e che gli è propria nell’italiano di oggi. Anzi, la cosa interessante è proprio che anticamente si tratta di un termine con valore ambivalente, tanto positivo quanto negativo, poiché di fronte a un qualcosa che esula dal normale sussistono entrambe le reazioni umane, di paura e di meraviglia. Il termine, derivato quasi sicuramente da monere = ammonire, acquista dunque il valore di monito derivante da qualcosa di eccezionale, che appunto doveva portare un messaggio, solitamente in relazione alla condotta da seguire e di origine divina. In relazione ad eventi o esseri viventi acquista comunque quindi anche il significato di “strano” o “diverso”. Si nota quindi come tutto il tema centrale dell’opera e della serie sia racchiuso già in questa singola parola.

 

 

Dunque, ho terminato anche io la visione da qualche giorno, posto prima le recensioni alle ultime puntate che avevo salvato su un altro PC e quindi non ho avuto sottomano in questi giorni, per passare poi a quella globale.

 

Episodio 1x06

Spoiler

Puntata densa di tematiche e rivelazioni, che risolleva in parte alcune problematiche rilevate in precedenza.

Dunque anche in questo mondo fantasy esistono i draghi, qui rappresentati in una forma peculiare, nemmeno troppo scadente dal punto di vista della cgi o del design, e dotati di abilità molto magiche come parlare e trasformarsi in persone (che poi chi può dire se siano proprie del drago dorato unicum della sua razza o di tutti). Al solito rimangono aperte o vaghe alcune questioni (chi ha ucciso il cavaliere, cosa accadrà all’uovo di drago), tuttavia se non altro se ne approfondiscono altre relative ai personaggi principali.

Di nuovo la gestione temporale non è delle migliori, ci viene fatto intendere in modo abbastanza pasticciato, anche se meno rispetto al solito, che è passato del tempo dagli eventi che hanno coinvolto Geralt e Yennefer nell’episodio precedente (più che altro il salto temporale è netto e non si ha bene la percezione di quanto tempo sia passato). Di nuovo con un meccanismo abbastanza semplicistico da sembrare ingenuo, più che mostrato ci viene sbandierato tramite le affermazioni degli altri personaggi questa volta il fatto che lo Strigo si sia preso una sbandata davvero potente e che Yennefer sia sfuggente e pericolosa. Inevitabile un chiarimento tra i due, che non può sottrarsi all’approccio fisico, fin troppo melenso e romantico (ho rischiato un attacco di diabete infatti ^^”) quanto nell’episodio precedente era stato brusco e freddo, visto da entrambi come un modo di comunicare e soprattutto riempire la propria solitudine e lenire la sofferenza. Peraltro abbastanza ridicola la scena del letto matrimoniale nella tenda da viaggio che ha subito fatto capire dove si sarebbe andato a parare.

Interessante ma non inaspettata la rivelazione finale relativa alla vicenda dell’episodio: la presenza di un cucciolo era facilmente ipotizzabile fin da quando ci si domandava il perché dello strano comportamento del drago (e qui sorprende che l’attenzione di Geralt abbia toppato, anche se lo scusiamo perché era obnubilato da altro), più sorprendente il fattore trasformazione. E anche in questo caso aldilà della bella morale della fiaba, sorgono domande di natura pratica come il motivo per cui un drago sputafuoco di una certa possenza abbia necessità di rivolgersi altrove per tenere a bada dei nemici o faccia fare in pratica tutto il lavoro a Geralt e alla maga. Ma facendo opportuno esercizio di astrazione, la vicenda narrata è piacevole, pur nella sua semplicità molto favolistica.

Certo non poteva mancare, dopo una risoluzione positiva della questione, l’inevitabile quid che scompiglia le carte in tavola: il drago per ringraziare non trova di meglio che fare a meno di farsi i fatti suoi e se da un lato profetizza a Yennefer che il suo desiderio di concepire è destinato a rimanere irrealizzabile (sterilità che lei ascrive sempre ad altri, ma in realtà come vale per Geralt e le sue montagne di me**a, la scelta è stata solo sua), dall’altro regala pure una profezia che, nello screzio che segue, forse passa quasi in sordina nella sua drammaticità. Mi pare che le parole esatte fossero “capisco perché non volevi perderla ma la perderai” ma non ho ben capito perché dall’affermazione del drago Yennefer tragga le conclusioni di essere stata vittima del jinn e soprattutto indotta all’innamoramento. Ad ogni modo è comprensibile la sua indignazione per essere stata vincolata a qualcosa di simile in modo artificiale, soprattutto proprio ora che aveva cominciato ad accettarlo, anche se Geralt prova in un labile tentativo a sostenere che non tutto è falso ma che c’è anche del vero.

E comunque la drammaticità della profezia (che non credo proprio si riferisse allo screzio che accade subito dopo e alla separazione che ne consegue) viene quasi a perdersi nel confronto tra i 2. Peraltro a posteriori quello che Tissaia ripete fino alla nausea per 2 episodi riguardo Yennefer “a volte la cosa migliore che un fiore può fare per noi è morire”, acquista un retrogusto molto amaro.

Inevitabile lo sbotto finale di Geralt che riversa sul bardo le sue frustrazioni, anche se come preannunciato viene meno uno dei suoi assiomi fondamentali: in entrambi i casi, infatti, nonostante fosse stato coinvolto nelle situazioni per opera di Ranuncolo, è stato lui a compiere la scelta che lo ha portato “in una montagna di me**a”, in un caso appellandosi proprio alla incontrollabile legge della sorpresa (una delle trovate di questa storia che non digerirò mai per l’assurdità^^”), nell’altro scegliendo di esprimere proprio quel tipo di desiderio (che poi nello specifico ancora non ci è dato sapere che parole esatte abbia pronunciato).

 

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posto anche la recensione della 1x07

 

Spoiler

Puntata che sfrutta la narrazione ciclica, com’era prevedibile, riallacciandosi agli eventi mostrati nel pilot ma da un altro punto di vista, quello di Geralt, il quale resosi conto della minaccia sempre più incombente su Cintra, con il solito altruismo che lo contraddistingue decide di andare a proteggere la sua figlioccia.

Anche in questo caso assistiamo a qualche leggerezza, come per esempio la grande sventatezza di Cintra che pur essendosi preparata alla guerra per anni (come ci viene detto) viene presa nel giro di 5 minuti senza che esista un minimo di piano di emergenza contro un assedio o per mettere in salvo la famiglia reale (cosa più evidente nella 1x01), così come il fatto che Geralt e la regina adottino subito un atteggiamento di scontro invece che collaborativo. Ella avrebbe per esempio potuto tenerlo come guardia del corpo o ultima risorsa piuttosto che imprigionarlo, ma in genere più che da Geralt, il quale si dimostra come sempre piuttosto passivo di fronte alla controparte, è da parte della regina Calanthe che si assiste a un atteggiamento sì fiero ma allo stesso tempo arrogante, come le fa notare peraltro lo stesso Geralt. Un po’ la morale di come confidare troppo in sé stessi e nelle proprie capacità a volte ci ottenebri la visuale con risultati nefasti. Vero che nel caso specifico subentra la questione ribellarsi al destino che porterebbe sciagure, ad ogni modo tutto concorre.

Lezione che forse sembra invece aver imparato Yen, la quale si reca dall’ex fidanzato in cerca di conforto  (peraltro da notare come sia l’unico ad averla amata per com’era prima della trasformazione in supergnocca), e difatti cerca di intortarselo neanche trascorsi 2 minuti senza successo, forse anche per mettere alla prova sé stessa e la sua capacità di provare sentimenti per un uomo cosa in cui non è più libera, o come tentativo di ribellione. 

La vera novità è che anche i maghi sempre più preoccupati da Nilfgaard si stanno interessando alla situazione, e ciò ci fa capire quanto sia grave, decidendo se schierarsi: ancora una volta ci viene fatto capire come la congrega magica abbia un certo peso nel gestire le sorti del mondo, e di come le intenzioni di questi ultimi siano poco chiare. Ad ogni modo, nonostante nessuno risulti proprio caritatevole, alcuni dimostrano di avere ancora un barlume di coscienza, o di interessi ^^

Purtroppo, nonostante il disinteresse della maggior parte, un manipolo decide di prendere in mano la situazione. E giustamente siccome sono maghi che possono creare portali magici li ritroviamo in barchetta in mezzo al mare … e tutti sulla stessa XD

Come già sappiamo Cintra viene sbaragliata velocemente, Geralt riesce a fuggire ma questa volta, casualmente, le sue abilità di cacciatore e guerriero sembrano anestetizzate. Egli è anche l’unico che riesce a girare indisturbato per Cintra (gli invasori tutti spariti nel mentre) proprio quando non dovrebbe perdere tempo e dovrebbe mettersi a cercare la sua “protetta” della cui sorte è ignaro (non che in caso di assedio non si possa immaginare cosa potrebbe esserle successo). Situazioni leggermente forzate, come quando gli viene presentata una falsa Ciri e lui, guardacaso neanche 5 minuti dopo, capita giusto nel momento in cui lei si sgama con la vera principessa.

Ad ogni modo egli decide finalmente di mettersi in cammino e con l’altruismo che lo contraddistingue finisce per cacciarsi nell’ennesimo guaio, pure un po’ dimentico probabilmente della sua priorità di trovare a salvare Ciri dato che non sembra affannarsi così tanto, venendo ferito gravemente e perdendo i sensi.

Ciri che peraltro rivela una natura testarda, affannandosi in tutti i modi a cacciarsi nei guai e che dà prova di possedere oltre a un potenziale distruttivo di ingente natura anche doti profetiche. Immagino che la profezia sia un elemento molto importante attorno a cui ruotano gli eventi.

Episodio che nonostante le solite situazioni lievemente ingenue è comunque gradevole soprattutto per l’idea di contestualizzazione generale in cui tutte le varie fila cominciano finalmente a raccordarsi.

 

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Recensione ultimo episodio, che comune secondo me va visto insieme al precedente per goderlo appieno.

 

Spoiler

Finale di stagione con il compito di tirare le fila, dare risposte e possibilmente giocare ancora qualche carta per solleticare lo spettatore.  Compito che riesce tutto sommato bene, uno degli episodi che mi sono piaciuti di più.

Interessante la scelta di tenere Geralt fuori dai giochi per tutto il tempo, limitandosi a fornire, tramite le allucinazioni, qualche hint in più su di lui e la sua storia. Pur non amando molto le sequenze onirico visionarie, qui spesso sfocate, tagliate strane e con divertessement per lo spettatore, come la ricomparsa del drago dorato, qui cucciolo? che quindi forse Geralt già conosceva (o forse è il drago a essersi intrufolato nei suoi ricordi), si intuisce che la madre di Geralt era una maga, che alcuni degli insegnamenti che ancora lo muovono provengono da lei nonché la sua natura cavalleresca già da bambino nonché tutta la sua rabbia per essere stato abbandonato, o comunque non perduto così casualmente con ciò che ne è conseguito (anche se magari la madre sapeva già cosa gli sarebbe successo in futuro). Bella la sovrapposizione di figure femminili importanti che si alternano nel curarlo, anche se un po’ insoddisfacente come soluzione. Di fatto credo sia stata la sua fisiologia a salvarlo (più la pozione che ha bevuto) e il resto tutta un’allucinazione legata alle tossine.

Passando al vero lato action della puntata, dato che Ciri fa poco e niente, vediamo finalmente qualche manifestazione tangibile del potere magico, accanto a un dispendio notevole di budget e cgi al servizio di una delle location più suggestive.

I maghi si ritrovano nella condizione dei pochi eroi che difendono l’unico baluardo che può prevenire il dilagare dell’impero del male nel resto del territorio e si prodigano ognuno nelle arti che più gli sono consone, con Yen lasciata indietro a fare la stratega della situazione (guardacaso).

Purtroppo, al solito con una certa ingenuità nelle dinamiche, i nostri impegnati nei postumi dei festeggiamenti prebattaglia vengono accidentalmente quasi presi alla sprovvista dal primo attacco e provvidenzialmente salvati da Yen (guardacaso), mentre apprendiamo che Nilfgaard e Fringilla non si fanno problemi a usare procedure magiche proibite che prosciugano completamente le persone.

Tissaia, pure con una certa ingenuità, viene neutralizzata quasi subito e si toglie convenientemente dai piedi per gran parte dello scontro in modo da lasciare tutto lo spazio del comando a Yennefer (guardacaso), la qualche comunque si dimostra valida nel compito. Altre ingenuità sono i maghi che pur potendo usare la magia non hanno pensato magari di rinforzare un attimo un portone di entrata mezzo marcio, ma sorvoliamo. Lo scontro si svolge ed è rappresentato comunque in modo soddisfacente, coi nostri che grazie alle varie abilità peculiari di ciascuno sembrano quasi avere la meglio prima che si passi alle maniere forti. In questo frangente appare piuttosto ombrosa la figura del mago V, il quale pur essendo tra i primi a sostenere la necessità di fermare Nilfgaard, si fa sconfiggere in modo abbastanza ingenuo ma non mortale (un caso?), per poi risvegliarsi e uccidere uno dei suoi in modo brutale. Gesto che si presta a diverse letture (non voleva che cadesse nelle mani nemiche? Era un colpo di grazia? In entrambi i casi sorprende la brutalità, la botta in testa lo ha rimbambito? E’ in combutta col nemico e ha fatto tutto per portare allo scoperto i maghi ribelli a Nilfgaard? Per stanare Yen?), si può solo attendere il seguito per capire meglio.

Quando tutto pare perduto, invece, recuperiamo Tissaia che tuttavia è utile solo nello spronare Yen a scatenare la controffensiva, che parte devastante (prima faceva brutto?) e che sembra sortire il suo effetto arrostendo per bene l’esercito nemico (soprattutto laddove invece l’unico ponte per dilagare a Nord, ci si chiede come mai questo sia stato lasciato in piedi). Anche se la questione viene lasciata piuttosto in sospeso, senza sapere chi esattamente dei maghi si è salvato, che fine ha fatto il nemico, oltre ovviamente a che fine ha fatto Yennefer.

Domanda che probabilmente metterà in moto gli eventi della prossima stagione, dato che è anche la prima cosa che chiede Ciri quando nel bosco, dopo tanto girovagare e dopo essersi mancati per un soffio alla fattoria, riesce finalmente a incontrare Geralt in una sequenza molto bella e poetica, tanto da essere facilmente intuibile, così come era prevedibile che il finale verso cui si voleva tendere fosse proprio questo nelle dinamiche (l’incontro tra i 2 e subito stacco).

 

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25 minutes fa, Lyra Stark dice:

Recensione ultimo episodio, che comune secondo me va visto insieme al precedente per goderlo appieno.

 

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Bella la sovrapposizione di figure femminili importanti che si alternano nel curarlo, anche se un po’ insoddisfacente come soluzione. Di fatto credo sia stata la sua fisiologia a salvarlo (più la pozione che ha bevuto) e il resto tutta un’allucinazione legata alle tossine.

 

 

Era proprio sua madre, non un'allucinazione. L'allucinazione è stata solo la sovrapposizione delle altre donne al volto di sua madre.

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