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JonSnow;

ADWD - Robert Baratheon. La furia. Il declino. La fuga.

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« Passion persuades me one way, reason another. I see the better and approve it, but I follow the worse.  » - Ovidio

 

Le parole di Ovidio sono il sottofondo tonante della vita di un uomo che si è auto condotto verso le scelte più errate possibili, con consapevolezza e inquietante noncuranza. Profondamente eloquente, ogni istinto alla vita si riversa in tratti dalle espressioni ridanciane e potenti. Completamente disteso al circondario, la sua estroversione ed il suo Io sono un tempio di aggregazione, estensione di uno spasmodico desiderio di boria e caos, i quali si riversano su ogni azione e incontro dialettico, sino ad annullarne le costituzioni più stabili, sino ad avvicendarlo in una territorio prorompente e passionale, privo di elementi costrittivi quanto di sana indicazione.

 

Irresponsabile e onnipotente, da sempre vittima di contraddizione brutale. Il coraggio profuso sul campo è inversamente proporzionale alla penetrante codardia da cui i suoi rapporti sono permeati. Concettualmente incapace di avvicinarsi realmente all'altro, le sue relazioni, sia familiari che esterne, vivono e muoiono in momenti che si configurano in elevati slanci di emotività, ma che nascondono un evidente disinteresse all'altro e un'incapacità di fondo di stabilire un contatto empatico. Lo sforzo costituito dalla comprensione dell'altro e dalla lettura e ricevimento dei suoi patemi, così come il peso delle proprie conseguenti reazioni, è un atto ritenuto atroce e intenso, pertanto egli se ne distanzia, individuando sé stesso e l'altro e aggregando entrambi ad una dimensione di superficialità.

 

Incline alla belligeranza, irascibile e realmente disinvolto solamente nella banale soddisfazione del proprio Sé, egli respinge l'assorbimento di concetti quali la morale o l'ideale, esiliandosi da essi con mesta rassegnazione e con universale pigrizia, incapace di sublimarsi al loro significato e di integrarli dentro di sé. L'apparente amoralità è quindi la scelta successiva, che non richiede alcun impegno, ma solo il presenziare di una responsiva inerzia. La sua esistenza si addensa pertanto ad una spietata lussuria che lo rende da sempre depotenziato e decadente, schiavo della sua stessa impossibilità di affacciarsi ad un responsabile divenire.

 

Irriducibile e indomito, il suo amore sfumato, nonché pervertito dall'idealizzazione, lo rende succube di un'esistenza indisciplinata e scostante. Egli non ha amato che una proiezione, ciò che la sua stessa psiche ha configurato e piegato alla propria esigenza sino a corromperlo e svuotarlo di ogni puro significato, rendendolo incapace di raggiungerlo in maniera autentica e priva di filtri. La sua robusta tendenza all'insignificante e frivola virilità si divulga con il suo seme ed assieme ad esso si diffonde anche il proprio fallimento personale e umano. Decadente perfino come padre, egli non ha la minima spinta alla prole, ma è solo istigato di continuo da un plagiante e sollecitante egoismo che soddisfa e a cui risponde perennemente in modo ossequioso e devoto.

 

Le sue roboanti risate accompagnano un'esistenza effimera e puramente carnale, e il suo volto sempre madido di sudore diviene l'esprimersi di tutto ciò che egli ha perso e rigettato, tutto ciò che a differenza del Trono non è mai stato in grado di conoscere realmente e di conquistare. Solo nei fiumi di vino egli si concede di guardare sé stesso e scorgerne un riflesso avvilente e deformato, ma che egli contribuisce solo a rendere più vivido.

 

L'autocommiserazione, illimitata e poderosa, diviene così l'unico fondale in cui trovare ristoro e la propria collocazione, vittima di una coscienza che non riesce ad accusarlo di nulla. Vacuo e inerte di fronte alle proprie debolezze, non all'altezza di cogliere realmente le proprie colpe, i residui della sua esistenza si trascinano in una spirale di costante frustrazione e melliflua assicurazione del piacere, dando vita ad un essere insensato e misero, schiavo dell'edonismo.

 

E' una figura che sceglie costantemente di autodistruggersi e di guardare altrove. Ma egli non guarda altrove dinanzi a due innocenti spoglie avvolte nel porpora di un drappo straziante e mortificante, che si presenta solo come l'offensiva parvenza di una dignità che è stata invece sradicata da quei corpi. Lì, in quell'imperdonabile sollievo, emerge tutta la sua amoralità e tutto ciò che egli è sempre stato.

 

Un uomo in fuga da ogni sorta di responsabilità.

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1 minute fa, JonSnow; dice:

E' una figura che sceglie costantemente di autodistruggersi e di guardare altrove. Ma egli non guarda altrove dinanzi a due innocenti spoglie avvolte nel porpora di un drappo straziante e mortificante, che si presenta solo come l'offensiva parvenza di una dignità che è stata invece sradicata da quei corpi. Lì, in quell'imperdonabile sollievo, emerge tutta la sua amoralità e tutto ciò che egli è sempre stato.

 

Un uomo in fuga da ogni sorta di responsabilità.

 

Sintesi forse perfetta del personaggio, e che lo differenzia in maniera molto marcata da Stannis, che invece ha un senso della responsabilità fin troppo elevato.

Nonostante ciò, non riesco a provare avversione per Robert, anzi confesso che mi è pure simpatico. È ingiustificabile la sua mancanza di senso di responsabilità, ed è indegna la sua ipocrisia nel lasciare che gli eredi di Rhaegar venissero barbaramente uccisi dal cavaliere di uno dei suoi alfieri, mentre lui non avrebbe mai osato fare il lavoro sporco da solo perché lo avrebbe reputato indegno di un uomo d'onore. Ma la lista dei difetti prosegue: ordine l'omicidio di una bambina come Dany (e del fratello Viserys, ma vabbè); lascia che Cersei ordini la morte di Lady senza mettersi in mezzo (non gliene importava nulla); è totalmente passivo verso l'educazione dei figli, lasciando che Joffrey diventi quello che è (certo ce ne ha messo del suo anche la madre), E ancora, si lascia pigramente e distrattamente sfuggire una frase che porta Joffrey ad attentare alla vita di Bran.

 

Eppure...lo ritengo umano. Forse nel lato peggiore del termine, ma molto umano. Durante la guerra ha lottato davvero strenuamente, sorretto anche dall'amicizia verso Ned e da un carisma oggettivamente innato (faceva breccia persino tra gli avversari, che passavano dalla sua parte); in battaglia era quasi invincibile e, nei suoi momenti migliori, riusciva ad essere anche un buon amico verso chi gli era simpatico. Il problema è nato con la conquista del trono e il matrimonio, che lo hanno smontato insieme alla perdita di Lyanna (che comunque non era innamorata di lui). Da lì è prevalsa la parte peggiore di Robert: quella approssimativa, pigra e annoiata, che lasciava il lavoro, sporco e non sporco, agli altri. Il governo era sostenuto dal concilio ristretto, in particolare da Stannis e Jon Arryn; l'educazione dei figli da Cersei, con i risultati evidenti. Talmente pigro da non rendersi neanche conto del colossale inganno della nascita stessa dei figli. Robert prendeva tanto per i fondelli Jaime da non rendersi mai conto che lo cornificava!

 

Eppure, il suo regno è stato prospero e pacifico. Merito degli altri, certamente. Eppure il popolo, mi pare, ricorda con affetto Robert. Forse il suo lascito, tutto sommato, non è stato del tutto insoddisfacente?

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%d/%m/%Y %i:%s, Euron Gioiagrigia dice:

Eppure, il suo regno è stato prospero e pacifico. Merito degli altri, certamente. Eppure il popolo, mi pare, ricorda con affetto Robert. Forse il suo lascito, tutto sommato, non è stato del tutto insoddisfacente?

Mica tanto,Robert non  governava  pensava solo ad essere un crapulone senza limiti  infatti aveva voluto Ned a KL per governare al posto suo, e inoltre le casse del regno erano vuote e la gente del popolo era alla fame.Non aveva saputo educare  Joffrey rendendolo preda di una fanatica, ergo ha fallito come padre e marito e anche  come RE.E poi ha umiliato Stannis che tanto si era speso per lui.Non aveva senso del dovere e della giustizia ,  non conosceva le vere priorità .Pessimo come uomo ,pessimo come re ma formidabile combattente.

Lyanna ha fatto bene a darsela a gambe levate come dimostra il trattamento che il panzone riserva a Cersei:la tratta come una cagna e poi si lamenta pure ...e frigna ah se sposavo Lyanna ergo pure lamentoso,bugiardo e frignone 

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44 minutes fa, Iceandfire dice:

e inoltre le casse del regno erano vuote e la gente del popolo era alla fame 

 

Vero il primo punto, ma mi sembra una costante sistemica delle finanze del Trono di Spade.

Riguardo il secondo punto, mi pare di ricordare però che la gente ricordasse con affetto Robert. La povertà c'è sempre stata a Westeros.

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Al netto di tutte le imperdonabili tare, da voi espresse benissimo, ciò che rende ai miei occhi quella di Robert Baratheon una figura sì miseranda ma umanamente meno squallida di altri - di cui pure ASOIAF è pieno - è la sua profondissima, autentica, inequivocabile umanità, la sua imperfezione.  Mi si dirà bassezza umana, certo, anche, ma per lo meno egli sa chi è, nel momento in cui facciamo la sua conoscenza: sa chi è, sa cosa è stato e cosa è diventato, gli ideali che in gioventù ha incarnato guidando una ribellione verso una casata ormai massimamente invisa sia al popolino che agli alti lord, e che allo stato dei fatti non incarna più; sa che egli non è che la pallida e sbiadita ombra  dell'uomo che era un tempo e di certo non il sovrano più illuminato che i Sette Regni abbiano conosciuto.

Tuttavia sta lì, con i propri limiti, con le proprie debolezze, non fingendo un ruolo che sa benissimo non avere, né capacità politiche particolari, né particolari meriti verso la propria famiglia.

 

Robert Baratheon non bara mai con se stesso, a differenza di quanto fanno in molti nelle Cronache. Conosce i propri limiti e lascia che altri si preoccupino di nasconderli. 

"Attento a ciò che desideri, se questo è un autoritratto potresti non trovarlo lusinghiero", mi viene in mente questa citazione da Westworld quando si parla di Robert, uno che ha desiderato non sappiamo quanto ardentemente il Trono ma che una volta ottenuto si è reso conto di non sapere davvero cosa farsene. Tuttavia, egli il proprio autoritratto lo guarda ogni notte avendo la consapevolezza di non potervi trovare davvero nulla di lusinghiero.

Ci vuole non poco coraggio ad ammettere al proprio amico fraterno di aver fallito praticamente in tutto ciò in cui si è cimentato, eccezion fatta per l'aver vinto la ribellione. Per un uomo della sua tracotanza, del suo orgoglio, della sua audacia, ci vuole davvero non poco coraggio.

 

Anche il discorso su Lyanna, lo abbiamo detto in altri topic in passato, è impossibile da comprendere appieno fino all'uscita di TWOW. Se è vero che la giovane Stark rappresentava per Robert niente di più che l'ennesima conquista, che ha sicuramente idealizzato e sublimato in seguito alla sua perdita, è pur vero che, per quanto egli ne può sapere, ed in questo il fidato amico Ned non lo aiuta - è anzi la prima delle tante cose su cui gli mente - la sua promessa sposa era stata rapita, stuprata e poi uccisa dal nobile Rhaegar Targaryen; dunque, che un carattere indomito come il suo abbia covato per tutta la vita rancore e meditato vendetta/giustizia, una sete mai del tutto appagata, nemmeno dall'aver ucciso con le proprie forze il principe Rhaegar, è cosa del tutto in linea con il personaggio puntualmente tratteggiato da @JonSnow;.

Poi, la trasposizione televisiva a mio avviso è stata talmente perfetta e calzante da farmelo rivalutare per le meno come stratega militare.

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6 minutes fa, porcelain.ivory.steel dice:

uno che ha desiderato non sappiamo quanto ardentemente il Trono 

 

Non credo lo volesse davvero. Voleva solo "salvare" Lyanna e vivere l'ebbrezza della guerra, di cui lui era maestro. Finita la guerra, è finito Robert.

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16 minutes fa, Euron Gioiagrigia dice:

 

Vero il primo punto, ma mi sembra una costante sistemica delle finanze del Trono di Spade.

Riguardo il secondo punto, mi pare di ricordare però che la gente ricordasse con affetto Robert. La povertà c'è sempre stata a Westeros.

Ma sai se indici tornei et similia alias panem et circenses la gente è con te anche perché muovi l’economia ma a Robert che era un re nulla interessava della povera gente che era solo carne da macello 

E poi era una persona amorale e che si autogiustificava su tutto 

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Adesso, Iceandfire dice:

 a Robert che era un re nulla interessava della povera gente che era solo carne da macello 

 

Carne da macello per cosa? Per le guerre? Perché non mi sembra ve ne siano state durante il suo regno, tranne la ribellione Greyjoy.

Concordo sul fatto che si autogiustificasse sempre, ma penso che su questo siamo tutti d'accordo.

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Bellissime analisi.

 

Non so perché ma ho sempre immaginato Robert come una sorta di “Thor”: sarà il martello, saranno i colossali appetiti, o magari l’assonanza tra fulmini e Capo Tempesta, ma ho sempre pensato che ci fosse qualcosa del dio norreno in lui. Non sono mai riuscita a disprezzarlo, nonostante si sia macchiato di due gesti da vigliacco: lo schiaffo a Cersei per zittirla, e l’ordine di uccidere Dany. Da questo punto di vista, ho sempre trovato molto interessante il suo rapporto con le donne: da una parte le ama e le desidera (tutte le prostitute di cui si circonda rispondono al bisogno di essere riamato e adorato a sua volta), addirittura eleva Lyanna, l’unica che non ha conosciuto carnalmente, a creatura “ideale”. Dall’altra parte, non riesce a tollerare il potere femminile: Cersei ha un carattere troppo forte per lui, quindi la percuote (non solo, le dà anche la colpa di averla percossa, come farebbe il più becero dei mariti violenti); Dany è non solo della stirpe reale “di diritto”, ma ha anche il potere di generare figli - che presumibilmente un giorno prenderanno le armi contro di lui - quindi ne ordina l’assassinio. Un rapporto di odio/amore che è ben contestualizzato nell’epoca similmedievale.

 

Comunque, nonostante i suoi difetti, non sono mai riuscita a trovarlo indegno come altri personaggi. Probabilmente perché, come avete già detto, era umano; e, cosa da non sottovalutare, era in grado di provare vergogna e di riconoscere i propri limiti, tanto da avere la lungimiranza di scegliere un uomo giusto come Ned per governare in sua vece.

 

Spero che Martin approfondisca un po' il suo rapporto con Rhaegar. Mi sono domandata spesso se la storia dello stupro di Lyanna non fosse in realtà un'automenzogna cui finisce per credere.

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Sì, nemmeno io credo desiderasse realmente sedere sul Trono di Spade, infatti ho scritto non sappiamo quanto. Per dire che in realtà i suoi furori giovanili erano rivolti altrove, come tu ben dici a Lyanna ed a vendicare il proprio orgoglio offeso e ferito. Io sono convinta che finchè non sapremo di più sui veri interessi che stavano dietro la ribellione, e mi riferisco in particolare a quelli delle casate che si sono fin da subito coalizzate (Arryn, Stark, Bataheron, forse ne dimentico qualcuna ma queste sono le principali), e finchè queste cose non ci verranno narrate da qualcuno che a quella ribellione ha partecipato attivamente, magari rimanendo nelle retrovie come lord alfiere di lord ben più importanti (mi viene in mente Howland Reed come unico superstite dalla parte dei ribelli), per noi sarà impossibile anche farci un'idea completa del personaggio di Robert, dal quale potremmo avere delle sorprese. La mia idea è che Robert sia stata una pedina mossa da altri.

 

Lo stesso matrimonio con Cersei Lannister è da lui vissuto come un obbligo ed un'imposizione, eppure era la donna riconosciuta come la più bella di Westeros, questo non solo perché ossessionato dal pensiero di Lyanna con annessi e connessi, ma perché sapeva benissimo che un'alleanza matrimoniale con i Lannister sarebbe stata alla lunga per sé deleteria (Robert era tutto fuorché un folle o uno stolto), vedi con quanta insofferenza mascherata da sbeffeggio tratta Jaime.

Sia chiaro, la mia non è un'apologia del Robert che si è voltato dall'altra parte davanti ai corpicini straziati di Aegon e Rhaenys, né quello che ha ordinato al suo Concilio Ristretto di dare disposizioni per l'assassinio di Daenerys; cerco di leggere sotto una luce meno scontata un personaggio che si fa presto a definire misero. Non tutti hanno la forza caratteriale di opporsi alla propria natura, ma per lo meno alcuni riescono a non essere ipocriti quando si guardano allo specchio.

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1 minute fa, Angorian dice:

Comunque, nonostante i suoi difetti, non sono mai riuscita a trovarlo indegno come altri personaggi. Probabilmente perché, come avete già detto, era umano; e, cosa da non sottovalutare, era in grado di provare vergogna e di riconoscere i propri limiti, tanto da avere la lungimiranza di scegliere un uomo giusto come Ned per governare in sua vece.

 

Spero che Martin approfondisca un po' il suo rapporto con Rhaegar. Mi sono domandata spesso se la storia dello stupro di Lyanna non fosse in realtà un'automenzogna cui finisce per credere.

Condivido in toto la prima parte, ed in generale le tue riflessioni, e temo che la verità sulla questione rapimento, quando e se diramata, ci riserverà non poche sorprese, forse anche delusioni, magari qualche rivalutazione.

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Il percorso di Robert é un percorso di progressivo imbarbarimento. Non la classica evoluzione dark, bensí una discesa nella mediocritá. Il Robert di AGOT é l'ombra di ció che era in tempo, non solo dal punto di vista fisico. É un uomo fallito, come fallite sono tutte le sue relazioni. 

Cominciamo con Mya Stone: la sua prima figlia. Dagli stessi ricordi di Mya sappiamo che Robert si era interessato alla piccola:

"Ricordo un uomo che che, quando ero molto piccola, mi lanciava in aria. Era alto come il cielo e mi lanciava talmente in alto che pensavo di volare. Ridevamo tutti e due cosí tanto, ma cosí tanto che facevo fatica a respirare, e una volta me la sono fatta anche addosso e la cosa lo ha fatto ridere ancora di più. Non avevo mai paura quando lui mi lanciava. Sapevo che sarebbe sempre stato lí a riprendermi. [...] Poi, un giorno, é scomparso. Gli uomini vanno e vengono. Mentono, muoiono o ti abbandonano."

 

In questo caso la colpa non é di Robert: lui voleva Mya ad Approdo, ma Cersei si é intromessa. Tuttavia il rapporto con gli altri figli é sempre piú fallimentare. Con Edric tenta ancora un rapporto (Stannis ci informa che gli faceva regali tramite Varys), con gli altri c'é solo indifferenza. E non mi riferisco solo agli innumerevoli bastardi di cui ignora probabilmente l'esistenza, ma agli stessi Joffrey, Tommen e Myrcella. La stessa uccisione di Lady nasconde in realta un menefreghismo totale, sia nei confronti dell'amico che del figlio. Un atteggiamento molto alla SPOILER FIRE E BLOOD:

Spoiler

Vyseris I.

Poi c'é il rapporto con le donne, che diventa sempre poi morboso, più violento. Non potendo avere Lyanna, deve averle tutte, non potendo avere Lyanna, reclama i suoi diritti su Cersei, trattandola come mero oggetto.

Infine c'é Ned. Tutto AGOT é la storia del rapporto tra due amici fraterni, finito amabilmente nel gabbinetto. Sono d'accordo con @Euron Gioiagrigiaquando dice che Robert é finito con la morte di Robert. Se la Ribellione segna la maturazione di Ned, e la svolta (sia positiva che negativa) di Jaime, essa segna anche l'inizio della discesa di Robert, evidente giá dalla reazione alla morte di Rhaenys e Aegon.

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2 minutes fa, Figlia dell' estate dice:

"Ricordo un uomo che che, quando ero molto piccola, mi lanciava in aria. Era alto come il cielo e mi lanciava talmente in alto che pensavo di volare. Ridevamo tutti e due cosí tanto, ma cosí tanto che facevo fatica a respirare, e una volta me la sono fatta anche addosso e la cosa lo ha fatto ridere ancora di più. Non avevo mai paura quando lui mi lanciava. Sapevo che sarebbe sempre stato lí a riprendermi. [...] Poi, un giorno, é scomparso. Gli uomini vanno e vengono. Mentono, muoiono o ti abbandonano.

Splendida citazione, che avevo dimenticato e che ci dice molto del primo Robert, quello che poi ha ceduto il passo al progressivo menefreghismo ed alla dissipazione di sé. Grazie.

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Bene, mi compiaccio di una tale divisione nella percezione di tale figura.

Personalmente non sono mai stato pervaso da un senso di simpatia nell'approcciarmi a lui, né ha mai suscitato in me ilarità o stimolazione positiva. I tratti goffi e ridanciani sono per me solo altra miseria che rende ancor più misero quanto egli sia. E' un essere non evolutosi per scelta, incapace di assumere una responsabilità in qualunque contesto. E' codardo nella decisionalità quanto coraggioso e ardito nel momento in cui egli impugni un martello sul campo di battaglia. Rifugge a qualunque auto consapevolezza o indagine morale, perché di fatto non ha morale e non può applicarla. E' solo il pigro contenitore di comportamenti edonistici, rivolti peraltro alla costante auto assoluzione. Lascia tutto sulle spalle di altri non perché sia realmente consapevole dei propri limiti, ma per pura inerzia, perché la responsabilità è un peso troppo grande che lo logora e lo demolisce e non è pertanto in grado di essere coinvolto da qualsivoglia atteggiamento di rigore. Tutto ciò si propaga perfino al contesto relazionale e familiare, dove è incapace di sostenere relazioni fruttuose con i fratelli o di esercitare in modo sano la funzione di padre. Anzi, in quest'ultimo ruolo è ancor più disinteressato e distante, non è in grado di profondere alcun riferimento nella prole, se non gozzoviglio e atteggiamenti beceri, andando ad acuire in loro un manifesto di povertà umana.

 

Verso le donne non ha mezze misure. Laddove Stannis ne è essenzialmente disarmato e a disagio, egli non fa che ascriverle ad oggetti in carne, categorizzandole di volta in volta o in un'ideale di purezza e grandezza effimera, o in un'ideale dalle forme demoniche e repressive. E questo, il come egli si rapporti alla figura della donna è ancor più meschino e miserevole. Nonostante Cersei sia ciò che ella è, i suoi comportamenti nei suoi confronti sono brutali e gratuiti.

 

Quanto poi compie verso i corpi di Rhaenys ed Aegon è incommentabile e lo qualifica come essere umano che di umano ha solo una profonda fallibilità e tendenza al piacere. Difatti egli è una continua fuga, e il solo fatto che nel vedere quei corpi si senta in sollievo lo rende ai miei occhi bestiale e inqualificabile.

 

Troppo facile poi assolversi e vivere solo d'edonismo, nascondendosi nell'auto commiserazione di Sé senza mai evidenziare le proprie colpe o incanalarle in qualcosa di positivo.

 

Per quanto ciò possa apparire un giudizio cinico e sferzante, è quanto egli mi ha sempre ispirato; è profondamente lontano da qualunque ideale in cui io creda, come da ogni sfera comportamentale che ritengo sana. E' molto ciò che di sbagliato ci possa essere in un essere umano a livello morale.

 

Ps. Non è degno di Thor, emblema di potenza e dignità. 

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Concordo con @JonSnow;

Robert non sa neanche cosa sia la parola dignità 

Oltretutto si reca ad GI sapendo che avrebbe rovinato la vita a Ned portandolo tra gli intrighi di Approdo del re .E proprio Ned ne evidenzia la pochezza umana quando si ribella alla sua decisione di far ammazzare una ragazzina .

Per me è inqualificabile ,sleale inoltre si assolve sempre per tutto e taccio di come tratta le donne come oggetto da usare e gettare 

 

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