Jump to content

Eccesso di politically correct?


Recommended Posts

quanto vorrei vedere nella crew di black panther un bianco...tipo un cugino di bp...così tanto per vedere le reazioni...

 

intanto la Rowling dopo la polemica su questioni lgbt ha fatto una lettera aperta firmata da altri scrittori per la libertà di pensiero ed espressione. io sinceramente nella polemica che è sorta non so da cosa sia dipeso e cosa lei abbia detto. sta di fatto che è giusto cmq fare dei dibattiti e non una parte ha ragione e altra torto a prescindere.

poi a dirla tutta per chi è un personaggio in vista non capisco cosa vada ad impegolarsi in certi argomenti. ormai è chiaro conviene stare zitti che basta anche un fraintendimento che si è subissati di polemiche social, con successive perdite economiche.

Link to post
Share on other sites
  • Replies 691
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

7 minutes fa, Maya dice:

Scusate, ma invece a me questa cosa di Halle Berry mi sembra una gigantesca sciocchezza.

 

Seguendo questa logica, Tom Hanks non avrebbe mai dovuto interpretare Andrew Beckett in Philadelphia dal momento che non è omosessuale. E non essendo autistico Dustin Hoffman non avrebbe mai dovuto vestire i panni di Raymond Babbit in Rain Man. Ci saremmo persi così due eccezionali prove di recitazione. 

 

ma infatti è una polemica totalmente idiota. anche perchè allora cosa bisognerebbe fare? tutti i film precedenti al 2020 li cancelliamo perchè ci sono attori etero? 

x me se un film è una biografia o film storico o che è una trasposizione da libri/fumetto è giusto seguire certi connotati. per essere fedeli al materiale di partenza. a meno che nel caso di un fumetto libro se ne rifaccia una totale reinterpretazione. allora ci sta cambiare ma appunto perchè è una rilettura.

tyrion non poteva che essere un attore nano x esempio. 

Link to post
Share on other sites
9 minutes fa, Maya dice:

Scusate, ma invece a me questa cosa di Halle Berry mi sembra una gigantesca sciocchezza.

 

Seguendo questa logica, Tom Hanks non avrebbe mai dovuto interpretare Andrew Beckett in Philadelphia dal momento che non è omosessuale. E non essendo autistico Dustin Hoffman non avrebbe mai dovuto vestire i panni di Raymond Babbit in Rain Man. Ci saremmo persi così due eccezionali prove di recitazione. 

 

Sono assolutamente d'accordo. Vi sia libertà totale di interpretare ruoli e personaggi.

Link to post
Share on other sites

ho letto un attimo un articolo sulla questione halle berry - ruolo trans.

praticamente lei ha detto che aveva questa offerta che voleva accettare proprio per conoscere meglio quell'ambiente. e da lì è partita la stessa polemica rivolta anche qualche anno fa a scarlett johansson. sostanzialmente tipo se fai quel ruolo sei contro di noi in quanto rubi il lavoro ad attrici trans...tra l'altro se queste possono solo fare ruoli di trans di lavoro ce ne sarà ben poco visto che sono pochi film-serie all'anno con quelle parti.

la cosa assurda di queste polemiche sono le successive scuse. come se la berry avesse offeso i trans con ingiurie varie.

l'ipocrisia americana è fantastica

 

Link to post
Share on other sites
23 minutes fa, joramun dice:

 

Sono assolutamente d'accordo. Vi sia libertà totale di interpretare ruoli e personaggi.

 

Sei uno spasso Joramun (e non sono sarcastico :stralol:). Credo (ovvio che potrei sbagliarmi) di aver capito cosa stai facendo con gli ultimi messaggi. Tuttavia non credo ci sia alcun controsenso nel dire "ci vuole un bianco per fare Achille" e contemporaneamente sostenere che "non serve un trans per fare un trans".

Ci sarebbe se si affermasse che "ci vuole un antico eroe greco per fare Achille" e "non serve un trans per fare un trans".

Ma se non sei un pasoliniano convinto, un attore interpreta ruoli: il suo compito é quello di "passare per" qualcun'altro. Puoi "passare per" un trans anche se non lo sei, ma se scegli un attore nero per fare Achille, stai facendo una precisa scelta (ideologica o stilistica, vedi tu). Ed é questa quella che si commenta qui.

 

Quindi, no, non si cade in contraddizione affermando "ci vuole un bianco per fare Achille" e "non serve un trans per fare un trans"

 

(a onor del vero, tu potresti replicare che allora "non serve una donna per fare una donna, basta un uomo che riesca a "passare per donna", ma questo A) rientrerebbe nella categoria della scelta ideologica e stilistica e B) non sto dicendo che la posizione che ho espresso sia la conclusione del discorso, ma solo che IMHO non c'é contraddizione, al momento e nel contesto della attuale discussione)

Link to post
Share on other sites

LOL :stralol:

 

Riguardo la questione Berry e Johansson. 

Halle Berry è stata attaccata perché ha definito i trans una donna che vuole fare l'uomo o viceversa (non mi ricordo).

In pratica è accusata di non capire cos'è un trans.

La Johansonn perché paragonó l'interpretare un trans a una grande sfida, come poteva essere interpretare un albero (o una cosa del genere). 

Diciamo che resero dichiarazioni un po' infelici. E quando si tratta di certe minoranze "apriti cielo!"

Link to post
Share on other sites
Il 7/7/2020 at 11:51, Zelda dice:

E allora secondo il tuo ragionamento dovrebbero chiudere decine di migliaia di programmi, serie tv e spettacoli di comici visto che questi si basano largamente su stereotipi (es Griffin, South Park ma ne avrei a centinaia da citare) e incitano alla discriminazione. 

Beh questo no, nessuno di questi programmi incita lla discriminazione.

 

Seth MacFarlane è un convinto sostenitore dei diritti dei gay, e gli autori di South Parl sono dei libertariani. 

Link to post
Share on other sites
20 minutes fa, Manifredde dice:

a onor del vero, tu potresti replicare che allora "non serve una donna per fare una donna, basta un uomo che riesca a "passare per donna"

Tenendo anche conto del fatto che le prime attrici donne, che potessero recitare in pubblico, nella storia apparvero solo dopo la Restaurazione inglese del 1660.......fino ad allora i ruoli femminili erano interpretati da uomini.

Link to post
Share on other sites
2 minutes fa, Manifredde dice:

Puoi "passare per" un trans anche se non lo sei, ma se scegli un attore nero per fare Achille, stai facendo una precisa scelta (ideologica o stilistica, vedi tu).

 

Anche nel far interpretare un trans ad un attore non trans. Solo che non volete vederla.

 

Perchè in teoria è vero che conta solo il talento.
E sì, aveva ragione Sir Laurence Olivier quando, parlando con Dustin Hoffman e sentendo come questi si allenasse a correre ogni mattina per calarsi nei panni del personaggio de "il Maratoneta" gli rispose "buffo, io, invece, recito e basta". Però se mi fermo un attimo a riflettere sulla mia condizione mi rendo conto che io sono un uomo, etero, bianco, con una mentalità formata da secoli e secoli di storia dominati da uomini etero, bianchi.
E che forse la faccio troppo facile.

 

Perchè se mi vado a riguardare la storia del teatro occidentale, scopro che ai tempi dei greci, le donne non solo non potevano recitare (i ruoli femminili erano affidati agli uomini), ma nemmeno assistere alle rappresentazioni.
Storia antica, direte voi.
E, in effetti, le cose andarono meglio in epoca romana, dove alle donne era permesso far parte del pubblico e interpretare ruoli da mimi, mute e (spesso) nude.
Nell’Impero Romano d’Oriente le donne potevano intraprendere la carriera della recitazione, come fece l’imperatrice Teodora prima di sposare Giustiniano, ma spesso tale attività era considerata alla stregua della prostituzione.
Nel medioevo il teatro era largamente bandito, figuratevi le donne a teatro. Bisogna aspettare fino al 1600 perché i ruoli femminili delle donne fossero poi interpretati da vere donne.

 

Ora, sapete cosa rispondevano gli uomini (come me) a quelli che si lamentavano del fatto che i ruoli femminili venissero interpretati da uomini e non da donne?
Che un attore è un attore, conta solo se sia bravo o meno, non il suo sesso (ovviamente il concetto di identità di genere, all'epoca, non era presa nemmeno in considerazione).

E allora, forse, il problema è un pelo più articolato di quanto crediamo, che ne dite?
Forse il problema è che quel maschio bianco, etero, patriarcale e dominante, ce lo abbiamo scolpito così a fondo nella nostra identità e nel sistema in cui viviamo, che non ci rendiamo nemmeno conto di quanto domini la maniera in cui noi interpretiamo il mondo.

Link to post
Share on other sites

Il mio discriminante è il preesistente substrato culturale che alimenta un certo personaggio, almeno quello di cui sono a conoscenza.

 

È il motivo per cui non ho alcun problema con Idris Elba nel ruolo di Heimdall nei film del MCU (dio nordico, quindi in teoria non proprio un nero), visto che, almeno nel mio caso, 1) non leggo i fumetti Marvel (non so come lo rappresentino là, ma immagino alto, biondo e occhi azzurri) e 2) non mi pare che l'iconografia di Heimdall sia così martellante come quella di Thor (pun intended). In entrambi i casi, non ho addosso un'influenza culturale  tale da essere infastidito da un Heimdall nero.

Allo stesso modo, pur non leggendo fumetti Marvel, non avrei gradito un Black Panther bianco perché se mi parli di un principe/re di una nazione africana e poi me lo metti bianco, qualunque spiegazione logica ("piccolo bambino bianco salvato nella giungla e cresciuto alla corte") della cosa mi risulterebbe forzata e frutto di una scelta stilistica precisa, risultando meno naturale della scelta fatta poi effettivamente nel film.

Ugualmente, pur non avendo visto il Ghost in the Shell con la Johanson, non avrei avuto problemi a farlo perché negli anime i personaggi giapponesi tutto sono dipinti tranne che come giapponesi, con tratti "somatici" (virgolettato d'obbligo) che li fanno sembrare occidentali. Ora, d'accordo che il character design del maggiore Kusanagi non è proprio il tipico "ragazza giapponese dagli occhioni grandi" che si vede in altri anime, ma non lo vedo nemmeno così legato a una vera giapponese da scandalizzarmi se lo interpreta un'attrice occidentale.

 

Mi sono invece infastidito quando il film "Avatar: l'ultimo dominatore dell'aria" è uscito nelle sale con attori occidentali nel ruolo di 2 dei protagonisti (Katara e il fratello Sokka). Avendo visto il cartone (due volte, in lingua originale e in italiano) e amandolo molto, l'ho ritenuto un tradimento nei confronti della bellezza di quel cartone: creare un intero mondo credibile e affascinante basato esclusivamente su culture non europee, dove ogni popolo è caratterizzato come vicino a una certa cultura particolare (Fire Nation come i giapponesi, Earth Kingdom come cinesi, Water Tribe come inuit, Air Nomads come tibetani) e ne riprende il carattere, con arti marziali che si sposano bene con quel carattere (notare lo stile molto più aggressivo di Zuko rispetto a quello di Aang), è stato uno spettacolo per gli occhi. Mi sarei quindi aspettato attori che confermassero/aiutassero la mia immersione in quel mondo, non le scelte che sono state poi fatte in concreto. In ogni caso, a non farmi vedere il film sono state le recensioni negative che vertevano piuttosto su altri aspetti, fosse stato solo quello l'aspetto negativo l'avrei probabilmente visto.

 

Allo stesso modo, quando ai tempi uscì per la prima volta Merlin, la serie tv, non mi piacque la scelta di una Ginevra nera. Questo perché secoli di letteratura e inconografia me l'hanno dipinta in tutt'altro modo ed essendo influenzato da esse, ho molta più difficoltà a tollerarla.

Link to post
Share on other sites
%d/%m/%Y %i:%s, rhaegar84 dice:

quanto vorrei vedere nella crew di black panther un bianco...tipo un cugino di bp...così tanto per vedere le reazioni...

Be hai già visto il cugino americano occidentale come è stato rappresentato. SPOILER

Spoiler

E la fine che fa. Accoppato male anche se era già vinto mentre gli amici traditori wakandiani perdonati. E il povero cugino str***o che colpa aveva avuto? Quella di essere stato abbandonato al suo destino dalla famiglia paterna.

 

Link to post
Share on other sites
11 minutes fa, joramun dice:

Però se mi fermo un attimo a riflettere sulla mia condizione mi rendo conto che io sono un uomo, etero, bianco, con una mentalità formata da secoli e secoli di storia dominati da uomini etero, bianchi.
E che forse la faccio troppo facile.

Ancora con questa storia? :(

Non so se per me valga perché io sono una femmina però da domani indosseró il cilicio per espiare.

Comunque credo che il problema sia effettivamente più complesso in cui per aggirare alcune osservazioni si tirano fuori altre casistiche gettando tutto in un unico minestrone.

Link to post
Share on other sites
46 minutes fa, joramun dice:

Forse il problema è che quel maschio bianco, etero, patriarcale e dominante

 

Ossignore :(un giorno vivremo tutti in una simulazione al computer. Saremo assessuati (o meglio, cambieremo con la moda del momento), acromatici (o meglio, cambieremo per abbinarci meglio la texture delle scarpe) e nessuno sará dominante.

Cosí saremo tutti contenti e le ingiustizie finalmente finiranno, le persone potranno realizzarsi nella vita e depressione, tristezza e povertá saranno solo un lontano ricordo. E sono certo che finirá tutto bene, come la storia delle rivoluzioni insegna.

Link to post
Share on other sites

il politically correct (in particolare nella sua versione ultra-seriosa, indignata e bacchettona) è lo show tragi-comico che la nostra generazione sta imbastendo a beneficio delle generazioni future.

tutte le generazioni hanno le loro patetiche fisse, ai loro occhi battaglie fondamentali, per i posteri roba demenziale su cui sbellicarsi e fare battute nei cabaret.

 

sento già le risate scomposte dal futuro.

Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×
×
  • Create New...