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Metamorfo

Eccesso di politically correct?

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6 minutes fa, Il Lord dice:

E quindi in soldoni come si devono muovere?

 

Nel caso di film tratti da fumetti e opere letterarie in generale, rispettare il materiale originale.

 

6 minutes fa, Il Lord dice:

relegando le minoranze a ruoli marginali, magari dandogli il contentino con qualche film autonomo e mantenere questa politica fino a che la società non avrà naturalmente accettato la cosa?

 

Ecco, è questo il problema: considerare le minoranze come qualcosa di fragile da tutelare in modo ossessivo. Alla fine non mi pare che nel cinema americano non ci siano stati attori afroamericani o asiatici che non abbiano vinto premi importanti o non abbiano costruito una carriera di successo (mi vengono in mente Denzel Washington e Samuel L. Jackson). Quindi non mi sembra sia necessario forzare la cosa anche quando è inopportuna.

Fermo restando che condanno qualsiasi tentativo di "whitewashing " in ambito cinematografico, perché è altrettanto sbagliato. Il materiale di partenza va sempre rispettato.

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Ma quindi quando Gordon è passato da irlandese ad esteurpeo andava tutto bene, niente lesione del materiale di partenza? Quando è passato da esteuropa ad italoamericano tutto bene di nuovo? Quando passa da italoamericano ad afroamericano apriti cielo: la lore, la lore, il mio regno per la lore!!!!

Purtroppo quando ci si scontra con un soggetto in posizione dominante si è per forza di cose in condizione di debolezza, le quote son state necessarie addirittura per le donne che hanno un peso identico a quello degli uomini, figuriamoci i non bianchi USA che corrispondono ad appena un quarto del totale. Penso sia comprensibile la voglia di fare parte della cultura cinematografica del proprio paese non soltanto nei film loro dedicati ma anche nei film più generalisti (specialmente quelli che trattano pietre miliari della cultura USA come Batman).

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Personalmente quello che mi urta non é la presenza di attori di colore (tranne nelle serie storiche), anche perché potrebbero esserci degli attori afro-americani così bravi da indurre gli sceneggiatori a castarli, quello che mi da fastidio é il ragionamento:

Al ragazzino afro-americano SERVE il supereroe di colore di riferimento;

Alle ragazzine SERVE la supereroina di riferimento;

 

Questo ragionamento finisce inevitabilmente per intaccare la scrittura del personaggio. Per esempio io noto che, nel tentativo di distaccarsi sempre di più dallo stereotipo di "brava ragazza", i personaggi femminili appaiono sempre più ambiziosi, freddi, cinici, str***i, mentre ad acquistare reale profondità e umanitá sono i personaggi maschili. 

Il che é paraddossale, perché lo stereotipo di donna manipolatrice è ancora piú antico di quello di donna-angelo.

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Il tutto, però, spesso finisce in critiche a strascico senza grossi distinguo. In questo caso, poi, il problema non ha nulla a che vedere con i film, il problema è il telespettatore che ha bisogno di identificarsi con qualcuno che gli assomigli, e sarà proprio il mettere forzatamente personaggi "diversi" a far superare questo problema perchè ci obbliga ad immedesimarci con personaggi diversi, sbattendoci in faccia che prima ancora di essere donne, neri, cinesi sono personaggi con un messaggio universale esattamente come le quote rosa hanno sbattuto in faccia ai bigotti che le donne sanno svolgere benissimo lavori al di fuori della cucina.

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Sono contrarissima alle quote rosa perché una donna di valore alla fine la spunta faticando il triplo ovvio ma la spunta e si forgia in tutto ciò diventando migliore dell’uomo mediamente perché ha anche altre peculiarità .Punto 

Di attori bravissimi di colore ce ne sono in giro e certamente non devono essere ghettizzati in certi ruoli ma ribadisco Achille è Achille come Ettore è Ettore nell’immaginario collettivo di tutto il mondo e il politicamente corretto nel loro caso è ipocrita e ridicolo 

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Ed infatti le donne di valore, faticando il triplo, sostenute anche da uomini con un po' di materia grigia in testa hanno ottenuto diversi successi, le quote rosa sono uno di questi.

Attori di colore bravissimi ce ne sono e quando c'è da criticare si critica ma il fatto che sia stato castato un attore di colore non è per forza sintomo di politicamente corretto malato.

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Se per te le quote rosa sono un successo mi sa che c'è ancora tanta strada da fare :blink:

Successo sarebbe non averle.

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@Il Lord

Sostenute da nessuno ci mancherebbe e che mai ruberebbero a chi lo merita un lavoro o una carica o un incarico  ,non scherziamo !La meritocrazia deve avere agio su tutto .

Circa un ruolo per bravissimi attori di colore io non vedrò mai un prodotto che ruba Achille alla sua gente 

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1 hour fa, Figlia dell' estate dice:

Al ragazzino afro-americano SERVE il supereroe di colore di riferimento;

Alle ragazzine SERVE la supereroina di riferimento;

 

E' un ragionamento meramente commerciale, e ci sta fino in fondo. Alla fin fine la Disney, la Warner e compagnia ballante vendono dei prodotti, e i ragazzini, maschi, femmine, neri, cinesi, gay o altro sono consumatori da accontentare per far sì che spendano di più. E' un'industria.

Quello che urta un pò è che anzichè lavorare per creare nuovi personaggi si prenda quello collaudato e lo si cambi ad arte "perchè bisogna". Possono anche scritturare Denzel Washington, ma resta il fatto che si va a modificare un personaggio che è com'è da decenni e che ormai, come nel caso dei supereroi (o degli eroi della mitologia, visto che si parla di Achille), sono vere e proprie icone culturali.

Luke Cage è nato come personaggio afroamericano e ha riscosso un'enorme successo anche tra i bianchi. Se anzichè creare un personaggio ex-novo avessero reso afroamericano chessò, Steve Rogers, penso che il discorso sarebbe stato diverso.

 

3 minutes fa, Lyra Stark dice:

Se per te le quote rosa sono un successo mi sa che c'è ancora tanta strada da fare :blink:

Successo sarebbe non averle.

 

Sono d'accordo. Sarebbero state un successo se si fosse giunti al risultato prefissato senza che si fosse mai dovuto neanche formulare l'espressione "quote rosa".

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18 minutes fa, Lyra Stark dice:

Se per te le quote rosa sono un successo mi sa che c'è ancora tanta strada da fare :blink:

Successo sarebbe non averle.

2a0.jpg

Ti sei persa tutti i miei messaggi precedenti allora, non ho mai parlato ti quote rosa=successo totale, ho sempre parlato ti quote rosa come uno degli strumenti con cui si stà portando avanti la battaglia per la parità effettiva, purtroppo questo è un altro caso in cui ragionate per assoluti.

E @Menevyn quello avrebbe voluto dire non incontrare resistenze, ma siccome una parte della popolazione le resistenze le ha avute è lapalissiano che ci si sia dovuti arrangiare con quello che capitava per mano. Ho sempre trovato molto curioso che i discorsi come i vostri, apparentemente pregni di cinismo, in realtà si basino su una visione da mondo delle fiabe.

Edit: so che i moderatori hanno consigliato di aprire una nuova discussione sui diritti del donne, ma parlarne qui è funzionale al resto del discorso proprio perché uomini e donne sono uguali in tutto (o meglio hanno delle differenze anche importanti ma queste si bilanciano a vicenda al punto essere irrilevanti al fine dei diritti) ivi compreso il numero, se è complicato il cammino per l'eguaglianza sostanziale tra 2 gruppi umani di pari numero e a così stretto contatto l'uno con l'altro, figuriamoci per altri gruppi se sono appunto delle minoranze nelle rispettive società.

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%d/%m/%Y %i:%s, Il Lord dice:

Ed infatti le donne di valore, faticando il triplo, sostenute anche da uomini con un po' di materia grigia in testa hanno ottenuto diversi successi, le quote rosa sono uno di questi.

È evidente che ho seri problemi a capire l'italiano, ormai non ho più dubbi. Sarà la traduzione dall'italiano all'entese :unsure:

Comunque non è visione da mondo delle fiabe in quanto abbiamo detto tutti che si tratta di uno strumento che lascia il tempo che trova, discriminatorio esso stesso nel suo voler combattere la discriminazione e pertanto paradossale, e alla fine palliativo per una situazione lungi dall'essere ideale. Non mi pare di leggere niente di fiabesco in tutto ciò.

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Mi sfugge dove le abbia dichiarate un successo totale, ho messo anche in grassetto l'l'uno proprio per sottolineare che sono solo una parte della battaglia.

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Mode MOD On

 

State di nuovo scivolando fuori dal perimetro della discussione con un discorso sicuramente interessante, ma che sinceramente è funzionale al tema trattato fino ad un certo punto. Siamo davvero “border line”. Vi invito nuovamente a proseguire il discorso in una discussione dedicata per non perdere la “bontà” del tema.


Mi raccomando inoltre di far attenzione ai toni. Capisco benissimo che l’argomento possa suscitare reazioni forti, ma vi incoraggio a continuare a cercare una linea di dialogo che premi il confronto e non si fossilizzi piuttosto su una sterile disputa sulle virgole.

 

Buon proseguimento.

 

Mode MOD Off

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Allora, per spiegare meglio il concetto vado sul personale.

 

Io non sono italiana e, anche se ho un compagno, in passato ho avuto esperienze di rapporti con donne. 

Quindi in teoria, quando vedo un film in italia, per forza devono inserire nel cast uno straniero bisessuale altrimenti non mi sento rappresentata e mi devo offendere e accusare gli italiani di essere omofobi e razzisti?

 

Il problema non è che stanno cercando di aprire le porte a chi prima non aveva tanta voce (donne, gay, minoranze etniche) ma è il fatto che spesso, molto spesso si vede che sono scelte forzate che sfiorano la propaganda. Non sono scelte dettate da esigenze narrative ma politiche.

 

Per cui, perché adesso in ogni film e dico ogni film ci deve per forza essere un gay e bisogna assolutamente sottolinearlo affinché non sfugga neanche ai più tardi? 

Perché c'è per forza bisogno di inserire un afroamericano o un latino a tutti i costi anche in contesti in cui sono fuori luogo, per far sentire gli afroamericani che guardano il film "rappresentati"?

 

Ma io, essere umano che si lamenta di essere una minoranza etnica o osteggiato perché gay, posso mai lamentarmi che gli altri fanno differenze etniche e sociali quando poi io stesso, se non mi mettono per forza un nero o un gay nel film grido allo scandalo?

Se io credo che siamo tutti uguali e pretendo l'uguaglianza, quando guardo un film non lo noto nemmeno che non ci sono neri ne gay. Mi capite? Io non lo noto perché per me non ha importanza, non baso la mia valutazione nè sulle quote rosa nè gay ne altro.

Ovviamente sto parlando dell'esplicito marketing culturale che stanno facendo negli ultimi anni, non parlo di situazioni normali.

E' ovvio che, se sono nero e vedo un film dove un Obama viene interpretato da Colin Farrell mi girano i suddetti.

 

 

 

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1 minute fa, Oathkeeper dice:

Se io credo che siamo tutti uguali e pretendo l'uguaglianza, quando guardo un film non lo noto nemmeno che non ci sono neri ne gay. Mi capite? Io non lo noto perché per me non ha importanza, non baso la mia valutazione nè sulle quote rosa nè gay ne altro.

Ovviamente sto parlando dell'esplicito marketing culturale che stanno facendo negli ultimi anni, non parlo di situazioni normali.

E' ovvio che, se sono nero e vedo un film dove un Obama viene interpretato da Colin Farrell mi girano i suddetti.

 

Hai fotografato la situazione: se si è tutti UGUALI perché sottolineare che certe minoranze sono rappresentate in ogni film?

E' la stessa ipocrisia di fondo delle quote rosa a ben vedere .E ripeto salta all'occhio che in ogni film specie se fortemente commerciale e che vuole arrivare a tutti esista come una regola precisa: tot attori di colore,Tot asiatici ( sempre brillantissimi peraltro) , tot gay etc tutte forzature che non dovrebbero esistere.Per inciso basti fare mente locale alla prima trilogia di Guerre Stellari , la migliore, in cui Landonis "Lando" Calrissian è perfetto per il suo ruolo senza alcuna forzatura , altro che Achille nero !

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