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JonSnow;

ADWD - La Citazione del Giorno.

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Al volo.

 

« No man is free. Only children and fools think elsewise. » - Tywin Lannister

 

L'esistenza come dimensione coattiva e quindi pura prigionia, concetto alla Schopenhauer. La libertà che diviene mera ipnosi, idillio tra l'autoconvinzione e la volontà di determinare sé stessi e gli altri. Irrimediabilmente l'individuo non è mai libero. Qualcuno proverà sempre a plasmarlo o reprimerlo, così come ad assoggettarlo alle proprie volontà, costruendo delle gabbie intorno a lui, siano pure gabbie dorate. Ma è l'individuo stesso ad essere circondato dalla prigionia di Sé, prigioniero delle sue convinzioni, di emozioni cieche, di traumi o di qualsivoglia ideologia abbia invaso il suo animo. Perfino delle sue stesse afflizioni. 

L'esistenza non è mai libera del tutto, e non lo è nemmeno in ASOIAF. 

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15 hours fa, JonSnow; dice:

 No man is free. Only children and fools think elsewise. » - Tywin Lannister

Tantomeno in ASOIAF direi specie per coloro che hanno la sfortuna di avere un padre come Tywin

 

15 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

inoltre esistono limiti necessari alla libertà umana, come quelli dati dalla legge e l'etica.

 Già se non  ci fossero sarebbe sempre valido il detto  Homo Homini lupus, in questa condizione non esiste  alcuna legge: ciascun individuo, mosso dal suo più intimo istinto, anche per esempio una donna si fa per dire ,respinta ,cercherebbe quindi di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei propri desideri.
Questa situazione comporterebbe la possibilità che ognuno vedrebbe nel prossimo un nemico. Esiste quindi una perenne  conflittualità interna, in un continuo bellum omnium contra omnes (letteralmente "guerra di tutti contro tutti"):  non esiste il torto o la ragione che solo la legge può distinguere, ma unicamente il diritto di ciascuno su ogni cosa, anche sulla vita altrui. E anche il diritto di  opprimere un altro con le proprie idee,con le proprie concezioni della vita,con le proprie tenebre morali .Secondo Hobbes, la natura dell’uomo è essenzialmente egoistica e a determinare le azioni umane sono solamente l’istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione; è quindi impossibile che l’uomo si senta spinto ad avvicinare un proprio simile in virtù di un amore naturale, di una vera considerazione,di un vero rispetto ed infatti i legami di amicizia o di società degli uomini sono dovuti solamente al timore reciproco alla voglia precisa e inestinguibile di  usare o abusare del più debole o ritenuto tale..Di parassitarlo con le loro malvagità.

 

Peraltro Tywin  come sempre usa i suoi detti ,certamente,a volte saggi,a suo particolare uso e consumo quando per esempio vorrebbe imporre a Cersei il matrimonio con Loras Tyrell ….

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Infatti quello che intendevo dire (magari sono stato troppo sintetico) è che la citazione di Tywin può essere intesa in due modi: la persona non è libera per colpa di gabbie negative come quelle mentali autolimitanti o poste da amici/familiari, ma non è neanche libera per colpa (anzi, per merito) dei vincoli della società.

Il fatto che i ragazzini e gli stolti non lo capiscano vale in entrambi i casi: nel primo caso, perché sono ingenui; nel secondo, perché non hanno ancora trovato un posto nella società e pensano di avere una libertà eccessiva.

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si ma si era capito, ho solo puntato il discorso sull'importanza della società ma anche sul peso specifico di singoli che possono imporre tutto o quasi per il potere che detengono.Per inciso non è che adesso staremmo molto meglio eh :)

 

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15 hours fa, porcelain.ivory.steel dice:

E’ stato un attimo di folle e delirante suggestione quello in cui il figlio di Balon ha pensato di guadagnarsi con un fortunoso colpo di mano il diritto di rubare ad altri tutto ciò che gli è mancato nella sua prima giovinezza a Pyke: l’amore ed il calore che sempre elemosinerà da un padre inaridito ed anaffettivo, l’appartenenza ad una casata che di fatto egli sente sua meno di quanto non senta invece di essere legato agli Stark. 

 

Hai individuato bene la questione, Theon si arroga proprio il diritto a rubare e lo fa in quanto Ironborn e Greyjoy, essendo quello uno dei principi cardine del loro stile di vita (nonché il reale significato del motto di famiglia, che suo padre gli aveva infatti sottolineato): ciò che voglio me lo prendo con la forza sottraendolo ad altri. E continua a inventarsi e trovare scusanti, in modo da convincersi che quanto sta compiendo è, non tanto giusto, ma proprio naturale. 

Solo che per lui, ormai "civilizzato", non lo è più, è come costringersi ad indossare un abito che non è il proprio.

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Ed infatti è questo aspetto a mio avviso a rendere Theon il personaggio interessante che è: perché all'inizio della saga lo conosciamo arrogante e presuntuoso, sbruffoncello e leggero, al punto che il suo continuo sorridere diviene quasi ciò che lo caratterizza agli occhi degli altri. Theon si arroga il diritto, come tu dici, in un momento di delirante esaltazione, di sottrarre con un colpo di mano, e ovviamente attraverso il tradimento di quel Robb che in seguito egli ricorda essere suo fratello più di ogni altro fratello naturale nato dai lombi di Balon Greyjoy, quella che è la dimora naturale ed ancestrale degli Stark.

Egli si prende ciò che in quel momento vuole con la violenza e col ferro, come nella migliore delle tradizioni degli Ironborn, solo che ancora non sa quanto pagherà tutto ciò in termini di perdita della propria identità.

Tutto ha un prezzo, nelle Cronache, lo sappiamo, e Theon lo paga.

Già durante l'assedio da parte dei Bolton Theon ha i primi dubbi ma sceglie di ignorarli perché, dice, meglio dare l'impressione di essere spietati che deboli; mentre è rinchiuso nelle stanze padronali con Maestro Luwin che lo supplica di ravvedersi, di abbandonare tale follia, perchè egli non è ancora l'uomo che pretende di essere, Theon sa che sta compiendo qualcosa di innaturale e sacrilego, innaturale per il Theon ormai civilizzato, come lo definisci tu, io direi più il Theon che è il fratello acquisito di Robb, che ha giurato di combattere ed eventualmente morire al suo fianco, ma comunque per lui abbandonare la presa di Grande Inverno vorrebbe dire mostrarsi debole agli occhi di quel padre che l'ha di fatto ripudiato, e Theon in questo momento è ancora illuso di poterselo riguadagnare, quell'amore genitoriale di cui non ha mai beneficiato.

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E ancora più interessante è proprio il fatto che lui, quando vive con gli Stark, adotta modi appunto da sbruffone arrogante che nella sua testa corrispondono a quelli degli Uomini di Ferro, di cui ha una considerazione elevata anche usando la stessa a mò di corazza e scudo per giustificare il suo essere tenuto in disparte, poi però quando torna a Pyke intimamente disprezza quello che è diventata la sua gente e viene deriso perché ritenuto la principessa di Lord Eddard, troppo molle e rispettoso per un Ironborn. Allora non trova di meglio che cominciare a comportarsi "da duro" passando sopra non solo ai suoi sentimenti ma anche alle tradizioni e ai vincoli sacri, pur di dimostrare a suo padre che lui no, non è uno Stark, ma un Greyjoy.

Trovo che tutta questa parte relativa alla psicologia, piuttosto contorta, del personaggio sia stata comunque resa molto bene anche nella serie TV.

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@porcelain.ivory.steel: La cosa bella è che Theon in ACOK si comporta in maniera scorretta anche nei confronti dei Greyjoy. Infatti non saluta sua madre, disubbidisce agli ordini di Balon e inizia una competizione con Asha. Perciò é significativo che nella citazione da te riportata Theon ripensi al consiglio della sorella, così come è significativo che alla fine di ADWD egli riconosca Asha. Apparentemente la scelta di Theon è tra essere un Greyjoy o uno Stark, ma in realtá egli inizia a essere un vero fratello per Asha solo quando inizia a pensare a Robb come un fratello. Quindi ADWD non rappresenta il momento in cui Theon perde la sua identitá, ma in cui la trova.

@JonSnow;: La tua citazione é molto significativa, soprattutto per il contesto in cui é stata pronunciata. Tyrion compie la maggior etá e si sente libero di viaggiare a Essos, ma vorrebbe farlo con i soldi dei Lannister. Nel corso di ADWD realizzerá il suo sogno di viaggiare, ma lo fará fingendosi un semplice nano e dovendosi guadagnare da vivere in modi degradanti. 

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La mia citazione di oggi è:

 

“You're mine," she whispered. "Mine, as I'm yours. And if we die, we die. All men must die, Jon Snow. But first, we'll live.”

 

Un inno solo apparentemente superficiale alla vita. In realtà, emergono citazioni al senso della vita debitrici a Spinoza ("la filosofia non è una riflessione sulla morte, ma sulla vita") ed Epicuro. La morte è inevitabile, ma ciò non toglie valore a cosa viene prima.

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Questa citazione potrebbe essere anche un'ottima definizione dei diversi punti di vista dei corvi rispetto agli uomini liberi.

I corvi sono tetri, vivono nell'angoscia costante del pericolo, dell'invasione, della morte, del dovere e sacrificio.

I bruti sono un inno alla vita stessa, col loro disprezzo della morale di westeros, delle classificazioni sociali, delle gerarchie.

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38 minutes fa, Figlia dell' estate dice:

Quindi ADWD non rappresenta il momento in cui Theon perde la sua identitá, ma in cui la trova.

Sì, è così. Theon comincia a mettersi in discussione già durante la presa di Grande Inverno, per poi decostruirsi completamente assumendo l'identità di Reek e riconoscendosi a lungo come tale. E' solo durante i travagliati capitoli di ADWD che vediamo il suo lungo percorso di riappropriazione del proprio Io giungere a compimento, con l'ultimo suo POV che non a caso torna ad intitolarsi Theon; ed in particolare non smette mai di pensare ad Asha, dimostrando come quello con la sorella sia sempre stato l'unico cordone ombelicale superstite.

Di certo per lui importantissimi sono stati i riferimenti che ha avuto negli anni di convivenza con i ragazzi Stark, un esempio di nucleo familiare sano nel quale si è sentito comunque più protetto ed amato che nella sua famiglia di origine. Il dialogo nelle cripte con lady Dustin è particolarmente illuminante su questo aspetto, per entrambi.

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La mia citazione odierna appartiene a Jon Snow:

Avrebbe voluto dirgli che mai Lord Eddard avrebbe disonorato se stesso, neppure in nome dell'amore, ma una vocina maligna gli sussurrò: "Tuo padre ha generato un bastardo. Dov'è l'onore in un simile atto? E tua madre? Qual è il suo dovere verso tua madre? Rifiuta addirittura di pronunciarne il nome."

 

Ho scelto questa citazione perché è uno dei passi dove emergono le sofferenze più intime di Jon, non il dolore per la condizione di bastardo o per il trattamento di Catelyn, ma il dolore per l'assenza della madre. È anche uno dei pochi passi in cui Jon mette in discussione la figura di Ned, e in particolare il suo silenzio, prendendo le difese di un'emerita sconosciuta. In seguito Jon Snow arriverà a convincersi che sua madre era un essere abbietto, e si sforzerà di non pensare a lei. Bisogna odiare la madre per amare il padre, bisogna rinunciare alla propria identità per non perdere l'unico punto di riferimento, bisogna auto-convincersi di essere stati abbandonati per non chiedersi se si è stati strappati all'abbraccio materno (eventualità tutt'altro che irrealistica in Asoiaf). Ma ogni tanto quella madre negata riemerge.

Hype altissimo per la R+L=J Revelation.

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Apro la giornata di oggi con un brevissimo estratto del dialogo tra Brynden e Jaime in AFFC a Delta delle Aque:

 

"Do you even know what honor is?"

A horse.

 

La citazione illustra la cattiva fama che ancora circonda Jaime, visto che ovviamente nessuno sa del suo processo intimistico di redenzione. Ma illustra anche la natura mutevole e fallace dell'onore, cosa che Jaime conosce molto bene. Paradossalmente questo è il tipo di consapevolezza a cui sta andando incontro Brienne, che dopo il brutale incontro con Lady Stoneheart non potrà continuare a credere al puro mondo dei cavalieri.

In generale, la citazione mette in evidenza il tipico pensiero disilluso e realistico di Martin riguardo gli ideali.

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