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JonSnow;

ASOIAF/GoT Music Challenge On The Wall.

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3 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

Giorno 13 - Robert Baratheon

 

 

Per questo motivo scelgo una canzone che parla di desiderio, che è quello onnipresente che manifesta Robert in molti campi (guerra, lussuria, VINOH!) ma che non viene mai completamente soddisfatto, data la sua vuotezza morale e la sua superficialità di fondo. Forse è una scelta poco coerente, ma me la sento così.

 

NIN - Wish

Scelta interessante direi.Comunque parlando di desiderio quelli di Robert lo sono  solo fino  ad un certo punto, visto che egli appaga la sua crapula in senso lato, perché anche desiderare è cercare obiettivi, il desiderio non è solo passività in cui ci si piange addosso non volendo rischiare di essere delusi annegando la propria presunta coscienza nel vino, ma anche farsi carico di pesi che servano a soddisfare  desideri di altro tipo che portino ad un reale miglioramento  .

Ieri sera in The New Pope ( serie profondissima per i messaggi che da anche crudi) del grande affabulatore Sorrentino è stata fatta una bella riflessione su differenza tra sesso e amore. E' stato detto dalla madre del disabile a Esther , pagata per certe prestazioni sessuali  ma che si stava innamorando di suo figlio Attanasio,  che  Il sesso non ha valore perché vive e muore nel presente. Ma l’amore, invece, è pericoloso perché guarda al futuro.Per questo “licenzia” Esther.

Beh Robert non vuole guardare al futuro, non ama nessuno tranne che se stesso.

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9 hours fa, Iceandfire dice:

Non credo che inconsciamente non sapesse che Lyanna lo aveva rifiutato fuggendo da lui dato che chi nasce tondo non diventa mai quadrato e non cambia nè vuole essere cambiato,meno che mai Robert  avrebbe accettato di essere cambiato lui,l'egoismo fatto persona che vive benissimo nel mondo vizioso in cui si è racchiuso rifiutando ogni responsabilità e delegando esse ad altri, fregandosene se poi,questi altri sarebbero stati infelici o snaturati


 

 

Anche io sono convinta che lui infondo lo sapesse e proprio per questo avesse sviluppato tutto quel livore verso Rhaegar e la santificazione della beata Lyanna.

9 hours fa, Iceandfire dice:

Cersei è quella che è ma lo è diventata , arida e ambiziosa anche per autodifesa, grazie a lui .

 

Su questo concordo un po' meno. Da ASOIAF capiamo (nel flashback sulle profezie della strega) che Cersei fin da bambina era una vipera narcisista ed egoista. Chiaro che con tali basi e con le umiliazioni patite poi da regina di Baratheon, la cosa si è estremizzata e amplificata. Da ragazzina Cersei voleva essere la promessa del re, da adulta voleva essere il re.

 

Giorno 13 - Robert Baratheon

 

A Robert dedico La danza dei cavalieri di Prokofiev, perché infondo il Baratheon ha dato inizio alla danza di sangue dei nostri Montecchi e Capuleti, i Lannister e gli Stark.

 

 

 

Inoltre gli dedico un pezzo molto più moderno, Mount Everest di Labirynth

 

Mount Everest ain't got shit on me
Mount Everest ain't got shit on me
'Cause I'm on top of the world
I'm on top of the world, yeah
Burj Dubai ain't got shit on me
You could touch the sky but you ain't got shit on me
'Cause I'm on top of the world
I'm on top of the world

 

I burn down my house and build it up again
(Tell 'em)
I burn it down twice just for the fun of it
(Tell 'em)
So much money I don't know what to do with it
(Tell 'em)
I don't pick up my phone ain't no one worth the time
(Tell 'em)
I got me one gun and an alibi
(Tell 'em)
So much love that the whole thing feel like a lie
I don't need nobody
I don't need nobody
I don't need nobody
I don't need nobody
I don't need nobody
I don't need nobody
(To save me)
 
Nel testo si può leggere la boria e l'assoluto menefreghismo di chi pensa di essere arrivato così in alto da non poter cadere, ma sull'Olimpo si annoia e quindi è disposto a vedere bruciare tutto pur di dimostrare che lui non ha bisogno di nessuno (per salvarlo). Ci hanno provato i suoi amici, ma come disse Ned, nessuno poteva salvarlo da se stesso.
 

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Giorno 14 - Stannis Baratheon

 

La fierezza del cervo.

Stannis Baratheon è un cuore oscuro che non ha mai smesso di sanguinare, è un sipario nero che si concede solo alla chiusura, è la prelibatezza di un dovere che squisito si perde nelle espressioni di una mascella serrata e di denti che inauditi si ritrovano digrignati, inesorabile manifestazione di irremovibile dignità, esortazione silente del suo volto eloquentemente protagonista di un Io indefesso e falcidiato dalla pluralità degli obblighi che non ammettono ossequi.

 

L'ultimo Baratheon vivente è un burbero ringhio che fatalmente preserva le istanze dell'inflessibile, assenza di apparenza che tutto escogita e tutto vive, considerevole abnegazione che passivamente incespica nei margini di un orgoglio distruttivo. E' umanità che non subordina sé stessa, è lo scorcio che ineluttabile conviene nel non profondere concessioni, è il rifiuto all'aderenza, è la nudità del limite personale dinanzi a quello stesso dovere che tartassa e gratifica, sino a compendiarsi nella paranoia e nell'esercizio di una risolutezza opalescente, così splendida da concupire colui che è uomo privo di passioni, ma che antinomicamente passionalmente attua sé stesso.

 

Egli è la ricerca dell'equo che si infrange contro l'intolleranza, è il collidere di un ego profondamente torvo che altero si mistifica nel non accettare consequenzialità, è il rifuggire alle distorsioni morali dell'esistenza. Stannis è figura corrucciata e irrigidita, è il fulgido richiamo del vincolo, di ciò che desta l'essere umano dalla vacuità del piacere estemporaneo. E' eterno promemoria, come fosse una sanguinante ferita che reclama attenzione e che determina, non avvalendosi di condivisione alcuna, se non dell'esclamazione di un incalzante solco che nel ferro del suo corpo che dolentemente lo aizza e lo anima, esortandolo a distanziarsi perfino da aperture millimetriche.

 

Il Cervo dal cuore infiammato è colui che vortica nella coerenza di un'autodistruzione impietosamente lineare, a tratti spudorato nella limitata capacità di non tradire mai sé stesso. Il suo è uno spietato masochismo, della carne e della mente, implacabile assenza di clemenza sino ai recessi del proprio Sé, turbato quanto sereno nel riaffermarsi in uno schema profondamente riconoscibile, avulso dal disagio dell'irrazionale e dell'incolta quanto confusa invocazione edonistica.

 

Stannis Baratheon è il canone ripetitivo di una decenza così pressante da risultare scorbutica, egli è eterno giudice di ogni uomo e di sé stesso, impressionato ed al contempo impreziosito dallo spasmodico ricercare, dalla volontà di conseguire non la bontà o la prevaricazione, quanto un audace senso dell'equo, alacre misura di un atteggiamento che quasi consacra, è l'agognare perpetuo di una forma di liceità che sia solamente tale, incontaminata, funzionale nella sua complessa semplicità. L'Unico Vero Re è il Regolo che mai assumerebbe altre forme, è il freno che inibisce ogni qualsivoglia divenire, è il viso perennemente inorridito da coloro che non seguono la normalità e la spensieratezza del dovere, poiché in Stannis Baratheon il dovere è ciò che nobilita realmente l'uomo, donandogli un senso ed uno scopo primario, donandogli la possibilità di avvalersi di un Io strutturalmente formato in quello stesso senso dell'equo che diviene destinazione e contemporaneamente esortazione.

 

Stannis è l'inafferrabile cervo che sfuggevole sbiadisce la sua sagoma tra gli alberi, inavvicinabile, sensato solo se lontano, è quello stesso cervo che con furia e fierezza invoca il suo diritto all'esistenza. Lo strapotere di colui che perisce ma mai si piega.

 

L'eleganza dell'essere che non evolve, e che pertanto decade, il rimpianto di una pesca mai colta.

 

Per lui una melodia profondamente rigida e serrata quanto la sua mascella.

 

I don't wanna change the world

I just wanna leave it colder

Light the fuse and burn it up

Take the path that leads to nowhere

All is lost again

But I'm not giving in

I will not bow

I will not break

I will shut the world away

I will not fall

I will not fade

I will take your breath away

 

 

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21 hours fa, Iceandfire dice:

Beh Robert non vuole guardare al futuro, non ama nessuno tranne che se stesso.

 

Secondo me non ama neanche se stesso. Lo si capisce da come si è buttato via negli anni di regno. 

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%d/%m/%Y %i:%s, JonSnow; dice:

Stannis Baratheon è il canone ripentivo di una decenza così pressante da risultare scorbutica, egli è eterno giudice di ogni uomo e di sé stesso, impressionato ed al contempo impreziosito dallo spasmodico ricercare, dalla volontà di conseguire non la bontà o la prevaricazione, quanto un audace senso dell'equo

 

Quello che mi rimane impresso di questo personaggio è proprio il suo essere granitico entro i confini di una personale visione di cosa sia morale e giusto.

Egli non ambisce a diventare re e si sottomette al fratello proprio perché per lui non c'è nulla di più moralmente elevato che fare il proprio dovere così come scrivono le regole degli uomini da millenni.

Allo stesso modo però, nel momento in cui il re fratello muore , diventa granitico nel suo ostentare i diritti di successione in barba al fatto che il fratello minore abbia un'armata molto più grande della sua, in barba al fatto che nessuno nei sette regni lo vuole come re, e questa prevaricazione, questa violazione della legge che lui ritiene sacra da parte di chi dovrebbe accettarlo naturalmente come successore di Robert, lo porta a vivere l'esatto estremismo della sua granicità.

Stannis diventa così il più pericoloso dei fondamentalisti, accoglie a corte un dio di sangue e fuoco, che è anche simbolo di passione e voluttà, tutte cose che egli non si è mai concesso.

E lo fa così come ha sempre fatto tutto, senza provare nè gioia nè dolore dai suoi atti e dalle conseguenze di essi.

 

Giorno 14 - Stannis Baratheon

 

Cornerstone - Benjamine Clementine

 

I am lonely, alone in a box of stone
They claim to love me but they're all lying
I've been lonely alone in a box of my own
And this is the place, I now belong

 

E' solo Stannis Baratheon, nella sua casa pietra battuta da venti e sale. Il lamento interiore di un uomo che non conosce affetto, non lo concede nè lo ricerca negli altri. Le persone entrano ed escono dalla sua vita come pedine di scacchi, catturano la sua attenzione solo in funzione della loro utilità, ma questo modo di pensare il mondo sarà la sua fine.

 

 

 

Army of me - Bjork 

 

 

And if you complain once more
You'll meet an army of me
And if you complain once more
You'll meet an army of me
You're alright
There's nothing wrong
Self sufficiency please!
And get to work
 
Ecco un'altra canzone sull'inflessibilità del cervo meno amato nella storia di Westeros. Il dovere, il dovere e null'altro conta e se non vi sta bene, incontrerete la mia armata.
 

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13 minutes fa, Oathkeeper dice:

Quello che mi rimane impresso di questo personaggio è proprio il suo essere granitico entro i confini di una personale visione di cosa sia morale e giusto.

Egli non ambisce a diventare re e si sottomette al fratello proprio perché per lui non c'è nulla di più moralmente elevato che fare il proprio dovere così come scrivono le regole degli uomini da millenni.

 

Esatto.

 

Come sottolineavo nell'analisi lui si ritrova quasi scandalizzato nel percepire che altri non diano lo stesso peso alle regole e che anzi, osino infrangerle. Come vediamo nell'episodio della pesca, in cui il senso di tale paragrafo è appunto un invito di Renly al carpe diem e alla passionalità, egli è totalmente astratto dal concetto di passione. La sua esistenza stessa è ascritta al dovere e ad un suo personale codice etico, che lo porta all'obbedienza del ruolo quando è un subordinato e all'esercitare quello che considera un suo diritto quando è invece in una posizione di potere.

 

Egli si compie appunto nel sacrificio, nell'atto di concedere sé stesso al dovere pratico, rinunciando nei fatti all'edonismo, anche a quello ideologico e astrattivo, inteso come ricerca di qualsivoglia piacere, che sia sessuale o ludico. Questo lo porta spesso ad essere straordinariamente equo, in altri casi ad essere limitato, ma ha una sua coerenza di fondo molto apprezzabile che non lo rende duplice, ma spudoratamente fedele a sé stesso. Questa dimensione di dovere quasi catarchico è da egli considerato come uno strumento etico per ascendere ad un senso e ad avere una funzione in quanto essere umano, è il suo tratto distintivo e ciò che gli concede un suo profondissimo fascino.

 

Motivo per cui per il mio pezzo musicale ho voluto puntare su un testo che si basasse sull'inflessibilità, sull'incapacità di compromessi, sulla linearità di fondo, associandoli anche ad una melodia molto ruvida.

 

Army of Me è molto attinente, comunque. Mette in luce il senso di furia dinanzi a coloro che non rispettano il suo schema etico, inteso come assetto di regole.

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Giorno 14 - Stannis Baratheon

 

Anche se non sembra, il fuoco arde profondamente dentro Stannis Baratheon. Il fuoco delle delusioni passate, della passionalità repressa, del dovere posto come priorità nella propria vita, del rispetto profondo ed ossessivo delle leggi e dell'ordine come fossero qualcosa di trascendentale. Come dicevo altrove, il personaggio di Stannis è profondamente dicotomico, ben lontano dalla semplicità lineare e fredda che può trasmettere di primo acchitto.

Per questo scelgo una canzone che esprime questo "fuoco" nascosto nel secondogenito Baratheon:

 

Halestorm - I Am The Fire

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17 hours fa, Oathkeeper dice:


I

17 hours fa, Oathkeeper dice:

Su questo concordo un po' meno. Da ASOIAF capiamo (nel flashback sulle profezie della strega) che Cersei fin da bambina era una vipera narcisista ed egoista. Chiaro che con tali basi e con le umiliazioni patite poi da regina di Baratheon, la cosa si è estremizzata e amplificata. Da ragazzina Cersei voleva essere la promessa del re, da adulta voleva essere il re.

 

 

Certamente era una Lannister allevata ad essere fiera e superba e sicura di se stessa.Per questo il fatto che Robert non solo non la amasse ma la tradisse con una avversaria morta con la quale lei non poteva competere essendo un ideale e un desiderio inappagato  ed essendo disprezzata,la rendono ancora peggiore di quello che è .Una donna rifiutata in quel modo e con le peculiarità di Cersei (ma il discorso non vale solo per la leonessa eh ...) che peraltro sapeva di essere solo una pedina nei giochi politici di un padre anaffettivo , può rendersi responsabile di ogni isterica e compulsiva nequizia e diventare, se possibile ancora più arida e "cattiva" nel cercare l'affermazione del suo se e nel distruggere magari con falsi pettegolezzi chi la teneva a distanza anche perché ne avvertiva inconsciamente l’assenza di veri sentimenti e di umanità .

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%d/%m/%Y %i:%s, Lady Monica dice:

 

Secondo me non ama neanche se stesso. Lo si capisce da come si è buttato via negli anni di regno. 

Non ama il se stesso re,ma ama ed idealizza il suo se stesso guerriero invincibile secondo me .Certo si lascia vivere nel modo peggiore ma non è abbastanza sagace da realizzarlo

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Giorno 14-Stannis Baratheon (ASOIAF)

 

Mi sono già ampiamente espressa su di lui e sulla sua leadership che non poteva non portare al suo fallimento perché un leader vero è capace di farsi concavo e convesso a seconda delle necessità e sa fermarsi di fronte a ciò che è, eticamente ,  profondamente errato e deleterio.Come ha ben capito Jon Snow che infatti non è Jaime, per fortuna ,aggiungo io.

 

Non posso non ricordare il dolore del maestro che era l'unico che amava Stannis e ne aveva ben presenti le qualità che Stannis  butta via come un cencio per ascoltare una strega rossa che di fatto lo  convince che tutto è consentito a lui perché deve portare a termine la missione di cui il signore della luce lo ha investito.Stannis taglia i ponti con il bene e si affida al male per realizzare quello che ritiene suo dovere realizzare supportato da una pazza talebana che gli ruba anima e onore senza che lui lo sappia o se ne renda conto facendogli credere di essere invincibile 

 

Per lui 

 

Invincible Muse

 

 
Follow through
Make our dreams come true
Don't give up the fight
You will be alright
Cause there's no one like you
In the universe
Don't be afraid
What you're mind conceals
You should make a stand
Stand up for what you believe

And tonight we can truly say
Together we're invincible
And during the struggle
They will pull us down
But please, please let's use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we're invincible
Do it on your own
Makes no difference to me
What you leave behind
What you choose to be
and whatever they say
You're soul's unbreakable
And during the struggle
They will pull us down
But please, please let's
And during the struggle
They will pull us down
Please, please let's use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we're invincible
 

Giorno 14-Stannis Baratheon (GoT)

 

Il suo fanatismo senza alcuna empatia , la sua inflessibilità nel raggiungere lo scopo primario per il quale il dio rosso lo avrebbe scelto (  ma era tutto un errore di Melisandre ) , e a causa del quale calpesta tutti i suoi affetti veri e l'amore della figlia che sacrifica in un clima di tragedia greca ad un insensibile e affatto misericordioso dio sangunario  ma che tutto voleva in cambio di un supporto,  lo portano alla perdizione e alla sconfitta totale, povero Riccardo Terzo...E allora ferito e sconfitto non può fare altro che dire a Brienne di ucciderlo, sa  di averlo meritato e si condanna ,giustamente da solo .

 

Dedico

 

The Kill  30 second to mars

 

 

 

What if I wanted to break
Laugh it all off in your face
What would you do?
What if I fell to the floor
Couldn't take all this anymore
What would you do, do, do?

Come, break me down
Bury me, bury me
I am finished with you

What if I wanted to fight
Beg for the rest of my life
What would you do?
You say you wanted more
What are you waiting for?
I'm not running from you…..

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In ritardo cosmico con un computer che non collabora eccomi

 

Giorno 13 - Robert Baratheon

 

Ho scelto questa bellissima aria lirica, prima di tutto perché è la mia preferita quindi da qualche parte dovevo infilarla ^^", poi perché centra perfettamente il momento principale (e forse l'unico veramente degno di nota) della carriera di Robert: la vittoria sul Tridente, evento che ha cambiato la vita a lui e al resto di Westeros. 

 

Come seconda scelta ero indecisa tra "libiamo nei lieti calici" e "miserere", che sono già state proposte e linkate per altri personaggi perciò mi limito a segnalarle. 

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Giorno 14 - Stannis Baratheon

 

Oggi per Stannissimo andrò un po' sul melodrammatico andante. 

Prima proposta, Renaissance la canzone che fa da sigla alla serie I Medici, molto suggestiva, cantata da Skin, che affronta il tema del peso della responsabilitá e della sofferenza nel dare la propria impronta e forgiare una nuova era, a ben vedere come testo potrebbe adattarsi bene anche alla Daenerys ultimo periodo che si rivolge a un Jon Snow, però la sua melodrammaticità, il tema del peso da sopportare per un bene superiore o come dice la canzone per la santità di un'epifania, do un'idea di mondo o regno, è tutta Stannissiana.

 

Sometimes I justify the words I spill
Like spitting ambers they spoke and kill
Outside my troubles are colder

But in these eyes the melody smolders
I know the whispers they hurt sometimes
They swell and fracture my vital light
But can't you see the sanity in my epiphany


Let me cure these blackened hearts
Let me show you one last time
Let me show you one last sign
You can find it
I can say that I can change the world
But if you let me
I can make another world for us
Let me suffer all for you
Make this vision all brand new
We can fight them
I can say that I can win it all
Come with me and I will make my worst untold
Let me do this

 

Simplicitate cordis quaerite illum quoniam
Invenitur ab his qui non tentant illum

 

I am here for all to see
In my bones there's dignity
I will fight them
I can say that I can change the world
But if you let me
I can change the world for us
Come with me and
Make this vision all brand new
We can fight them
I can say that I can win it all
Come with me and
I will make my worst untold
Let me do this

 

I am here
To rejoice
To revenge
To resolve
To be longed for
To be longed for
I am here (if you want this)
To rejoice (if you want this)
To revenge
To resolve
To be longed for
To be longed for

I am here
I am here

 

Sometimes I justify the words I spill
Like secret angels they test your will
Outside my troubles are over
But in your eyes the melody is frozen

 

La seconda invece è una proposta tutta Stannissiana, legata alla sua solitudine e alla sua inquietudine più filosofica che religiosa direi, e che non ha bisogno di tante presentazioni. 

 

Li incontri dove la gente
Viaggia e va a telefonare
Col dopobarba che sa di pioggia
E la ventiquattro ore
Perduti nel Corriere della Sera
Nel va e vieni di una cameriera
Ma perché ogni giorno viene sera?

 

A volte un uomo è da solo
Perché ha in testa strani tarli
Perché ha paura del sesso
O per la smania di successo
Per scrivere il romanzo che ha di dentro
Perché la vita l'ha già messo al muro
O perché in mondo falso è un uomo vero

 

Dio delle città e dell'immensità
Se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi
Vediamo se si può imparare questa vita
E magari un po' cambiarla prima che ci cambi lei
Vediamo se si può farci amare come siamo
Senza violentarsi più con nevrosi e gelosie
Perché questa vita stende e chi è steso
Dorme o muore oppure fa l'amore

 

Ci sono uomini soli
Per la sete d'avventura
Perché han studiato da prete
O per vent'anni di galera
Per madri che non li hanno mai svezzati
Per donne che li han rivoltati e persi
O solo perché sono dei diversi

 

Dio delle città e dell'immensità
Se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi
Vediamo se si può imparare queste donne
E cambiare un po' per loro e cambiarle un po' per noi


Ma Dio delle città e dell'immensità
Magari tu ci sei e problemi non ne hai
Ma quaggiù non siamo in cielo e se un uomo
Perde il filo è soltanto un uomo solo

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@Iceandfire

 

Sono due delle mie canzoni preferite. 

Quella dei Muse è forse eccessivamente idealista per una figura intransigente quale Stannis. Ma ha un testo che impone e diviene monito di fedeltà a sé stessi, che è poi ciò di cui lo stesso Stannis si fa garante. The Kill è invece uno sfogo emotivo, è quasi una sfida ironica, un invito a confronti più sprezzanti e ardui da parte di chi a lungo troppo ha accumulato, sino al disperato esplodere, qui inteso come rapporto articolato tra afflizione e determinazione. Quella di Leto è quasi una supplica arrabbiata, lo strascico di chi a lungo è stato apatico e ora non riesce più a sopprimersi. Un cosiddetto breakingpoint morale, che è poi quando attraversa Stannis nelle sue fasi finali. 

 

@Lyra Stark

Colgo l'assonanza soprattutto col concetto di vittoria, se poi guardiamo a come il successo bellico sia poi stato seguito da un declino morale ed esistenziale. Azzarderei anche un paragone strutturale che vira puramente verso l'interpretazione creativa: il rilievo del Re (nota musicale) maggiore rispetto alla figura stessa di Robert Baratheon. Una nota che è di per sé particolare e controversamente potente nella sua ripetizione quando adoperata negli spartiti, a segnalare la potenza stessa e la brutalità meramente mascolina di quel Robert così furente tanto sul Tridente quanto su altri campi di battaglia. Quel tipo di nota è appunto segno melodico di rigonfiamento ed espansione in arrivo; in sintesi il famoso furore dello stesso Robert.

Riguardo Stannis, Reinassance segue anch'ella una scia fin troppo speranzosa per la rigidità del personaggio, ma ha in essa un messaggio simbolico di dignità, che è uno dei tratti a cui il personaggio in questione tiene profondamente, tanto da allegarlo anche ad un costrutto di meccanismi permalosi. Comunque ho da poco recuperato la S3 dei Medici, tra l'altro. 

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Giorno 14: Stannis Baratheon

 

Per Robert sono un po' nel nulla più assoluto. 

Ma per Stannis... Per Stannis mi avvalgo di una citazione che secondo me spiega perfettamente le differenze tra i tre fratelli Baratheon

 

"Robert era vero acciaio. Stannis è puro ferro, nero e aspro e forte, ma anche fragile, proprio come può diventare il ferro. Si spezzerà piuttosto che piegarsi. Renly? Lui è rame, chiaro e lucente, carino da guardare, ma di ben poco peso quando il gioco si fa duro."

 

 

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