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Made in USA : il topic della Politica Americana


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Non so se per i moderatori è questo il topic più adatto, nel caso potete spostarmi il post(?). Riporto un breve passaggio appena letto, nella newsletter Atlante (Treccani) USA2020 di oggi :

 

 

 

CINA, STATI UNITI E CORONAVIRUS: ITALIA AL CENTRO?
E’ nota ai più la scelta di Donald Trump di chiamare il Coronavirus “Chinavirus”. La colpa è la loro, dice il Presidente. Due piccioni con una fava: si trova un nemico esterno e continua la competizione geopolitica con Pechino. Torneremo presto e in modo approfondito sul tema, ma è chiaro che la sfida fra Cina e Stati Uniti è una delle chiavi attraverso cui leggere quello che accade (la crisi come acceleratore di dinamiche di lungo periodo? Lo temono alcuni esperti americani).

Interessante notare come l’Italia sia tornata a essere terreno di competizione politica fra blocchi: i 100 milioni di aiuti inviati dal Presidente Trump, gli aiuti cinesi in materiali e attrezzature, la campagna comunicativa pro-Italia della Cina, la diplomazia dei tweet di Trump per mostrarci solidarietà. Foreign Policy fa raccontare il caso italiano a un nostro giornalista, Mattia Ferraresi (corrispondente del Foglio), che restituisce un’immagine del Movimento Cinque Stelle come quinta colonna dei cinesi nel Governo. Qui il link all’articolo. Diverse voci italiane sono molto attente alle preoccupazioni americane rispetto all’espansione di Pechino in Italia. Se ne occupa quotidianamente la rivista Formiche: qui un articolo sul tema (e qui le posizioni del Copasir, preoccupato del primato tecnologico cinese nello sviluppo del 5G).

 

 

Senza andare troppo OT ...  
M5S-CINA sembra confermarsi ulteriormente come la versione contemporanea del vecchio rapporto (in chiave anti-Atlantica e/o Europeista) PCI-URSS, forse persino più di quanto la Lega non sia vicina alla Russia stessa.

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Il quadro dipinto dalle mie letture di questi ultimi anni, è che Bernie Sanders piacesse un po' meno delle sue idee, all'elettorato democratico generale (di cui quello delle primarie ovviamente è solo una parte, pur se quella più attivista). Per i suoi fedeli invece, il suo carattere burbero era visto come simbolo di semplicità e onestà, contrapposte alla corrotta malizia dei politici della "palude washingtoniana" e dell'establishment. Lo spettatore imparziale invece non poteva fare a meno di notare come lui fosse quello del pugno alzato, delle bandiere, del movimento, delle grandi accuse e promesse ... ma nella sinistra del Partito, quella con piani dettagliati, cifre e risposte per tradurre l'idealismo in pratica, era la Warren, da brava professoressa-secchiona.

 

Quindi, sopratutto se come sembra, molti dei suoi cavalli di battaglia entrassero definitivamente nell'agenda di Biden (che comunque è più progressista rispetto a qualche anno fa) non credo ci saranno defezioni troppo pesanti. Il ritiro di Sander in cambio, strategicamente serve proprio ad evitare una prolungata lotta intestina, che finirebbe per danneggiare qualunque fosse il candidato finale, con l'unico risultato di dare una mano al vero avversario, cioè il Partito Repubblicano di Trump. Che dal canto suo potrebbe (e spera) di beneficiare del sentimento patriottico suscitato dalla tragedia nazionale in atto.

 

 

 

Approfitto invece delle assurde Primarie in Wisconsin, per riportare questo articolo, tanto agghiacciante quanto utile per rendersi conto di quale sia la situazione della democrazia americana e la posta in gioco nelle sue innumerevoli elezioni.

Il 7 Aprile in questo Swing State dei Grandi Laghi (e della Rust Belt) si è  - per volontà (delle Corti in mano) Repubblicana -  votato, nonostante il Mondo intero e gli Usa tanto quanto chiunque altro, sia afflitto da una mortale pandemia. Col piccolo dettaglio però, che è stata impedita la proroga del voto per corrispondenza, al netto della chiusura della maggioranza dei seggi, con l'effetto di creare lunghe, "rischiose" file e quindi di scoraggiare la partecipazione (quest'ultima, cuore della strategia Rep per non venire elettoralmente travolta sia a livello federale che statale).

Ma il Wisconsin è appunto anche un perfetto esempio di Gerrymandering : nel 2018 il nuovo Governatore dello Stato è stato un Democratico (significativo visto che nel 2016 invece era stato vinto da Trump per poche migliaia di voti, che anche grazie ai relativi Grandi Elettori potè ottenere la Presidenza nonostante uno svantaggio di pochi milioni di voti, nel voto nazionale), ma grazie alla buona pratica di disegnarsi la mappa elettorale come più conviene (se non direttamente di cancellare dalle liste degli elettori registrati migliaia di persone appartenenti in genere alle minoranze, coincidentalmente democratiche), i Rep hanno comunque ottenuto una enorme maggioranza nell'assemblea legislativa (63 a 36) pur perdendo 47% a 53% il voto.

 

Sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

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@Mar mi sembri molto ferrato sull'argomento...secondo te quanto inciderà la pandemia sull'esito delle elezioni? I democratici riusciranno a farsi portavoce della risalita dall'inevitabile baratro socio-economico oppure Trump ne uscirà rafforzato con i suoi diktat e continui attacchi alle istituzioni internazionali? I sondaggi danno un calo generale del suo consenso, ma si sa che vengono svolti,tendenzialmente, nelle aree più popolose (le coste e l'area dei grandi laghi)più progressiste e vicine ai democratici.

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21 hours fa, osservatore dal nord dice:

Quale carica dà l'autorità per decidere i confini dei vari collegi elettorali e quindi disegnare la mappa elettorale più conveniente? 

 

 

Se parliamo dei singoli Stati federati (stesso discorso potrebbe farsi per la Camera dei Rapp.), sono principalmente le varie legislature statali (in pratica il Governatore + la propria maggioranza nell'Assemblea legislativa) oppure Commissioni "terze" appositamente incaricate.

 

Quando? Prevalentemente in concomitanza col Censimento decennale generale (come stabilito dalla Costituzione), il cui effetto invece è quello di modificare il numero di Rappresentanti (e quindi di Grandi Elettori) proporzionalmente assegnati ad ogni Stato. L'ultimo è avvenuto nel 2010 e a quanto pare quello di quest'anno si sarebbe dovuto tenere proprio ad Aprile.

 

Poi come dicevo, se questo tipo di "manipolazione" è quasi inevitabile, ce ne sono altre più rozze ma anche più dirette come la soppressione del voto appunto. Un caso recente è stato quello dell'elezione per il Governatore della Georgia (proprio lo Stato di MLK) nel 2018, dove il Repubblicano (maschio, bianco) vincente per soli 55 mila voti (su quasi 2 milioni a testa) e con il 50,2% contro il 48,8% (il più basso margine dal 1966) del candidato Democratico (donna, nera) ... era il Segretario di Stato in carica (che ha rifiutato di dimettersi prima di proclamare la vittoria) tra i cui compiti c'è anche quello di supervisionare le elezioni :stralol:. Oltre a questo conflitto di interessi, c'è stata anche l'immancabile esclusione dalle liste degli elettori registrati (le cui regole di ammissione dipendono dalle scelte politiche di chi al potere ci sta, compresi i Giudici elettivi delle Corti) di alcune centinaia di migliaia di, sorpresa sorpresa, neri. Del resto questo è uno di quegli Stati (ex) Sudisti/Confederati, dove il diritto di voto i neri lo hanno ottenuto esattamente 100 anni dopo la fine della Guerra Civile (il Voting Rights Act è del 1965).

 

 

 

 

 

18 hours fa, Phoenix dice:

@Mar mi sembri molto ferrato sull'argomento...secondo te quanto inciderà la pandemia sull'esito delle elezioni? I democratici riusciranno a farsi portavoce della risalita dall'inevitabile baratro socio-economico oppure Trump ne uscirà rafforzato con i suoi diktat e continui attacchi alle istituzioni internazionali? I sondaggi danno un calo generale del suo consenso, ma si sa che vengono svolti,tendenzialmente, nelle aree più popolose (le coste e l'area dei grandi laghi)più progressiste e vicine ai democratici.

 

 

Ripeto, potrebbe esserci l'effetto patriottico di stringersi attorno ai simboli nazionali (la bandiera, l'inno ... il presidente) come in ogni fase post traumatica (es. 11 Settembre). Ai sondaggi non do troppa attenzione sinceramente, gli ultimi di cui sono mio malgrado a conoscenza danno Trump in netto svantaggio su Biden (così come rispetto a praticamente qualunque altro candidato democratico, sino a quando sono stati in corsa), ma in leggera risalita nell'indice di gradimento generale.

 

 

Alla fine però il sistema politico statunitense ha tutta una serie di dinamiche precise, indicate nelle pagine precedenti.

L'ultimo Presidente in carica a venire battuto nella corsa per il secondo mandato è stato Bush padre, che però era stato anche l'ultimo Presidente eletto con lo stesso Partito (Repubblicano) che aveva espresso il Presidente dei due mandati precedenti (e di cui lui era stato Vice), portandoli quindi a tre consecutivi (1980, 1984, 1988). L'ultimo ad essere eletto, per un solo mandato, con un Partito che non aveva eletto anche il precedente o il successivo Presidente, è stato invece il Democratico Carter nel "lontanissimo" 1976-1980.

 

E poi il voto popolare, di cui i Repubblicani hanno ottenuto la maggioranza solamente 1 volta (2004, secondo mandato Bush figlio) nelle ultime 7 elezioni presidenziali (dal 1992), riuscendo però ad ottenere 3 mandati.

 

Quindi si torna ai soliti Stati in bilico : quattro anni fa Trump conquistò ben sette dei primi dieci (per numero di Grandi Elettori), tra cui Florida (con un margine di appena 1,2% cioè 110 mila voti su oltre 4 milioni e mezzo a testa), Pennsylvania (meno dell'1% di differenza, cioè meno di 50 mila voti su quasi 3 milioni a testa), Ohio e Michigan (addirittura 0,2% di differenza, cioè circa 10 mila voti su oltre 2 milioni a testa), tutti Obamiani sia nel 2012 che nel 2008, Pennsy e Michi costantemente blu sin dal 1992. In altre parole, per quello che vale una riflessione simile, Hillary ha vinto il voto degli Americani con quasi 3 milioni di vantaggio, ma ha perso quello degli Stati per meno di 200 mila voti.
 

E non bisogna dimenticare che oltre alla Presidenza in gioco ci sono anche Senato, Camera e (alcuni) Governatori ...

 

 


 

 

7 hours fa, 4ry4 dice:

Mi permetto di inserirmi. La vera domanda è un'altra: quale sarà la situazione lavorativa, economica e di salute dell'elettorato democratico al momento delle elezioni?
 



Fai bene, dovete inserirvi !  :)

 

Una prima riflessione molto facile da fare: essendo l'elettorato dem concentrato nelle grandi aree urbane, in particolare quelle delle due coste e dei laghi, cioè quelle più aperte all'esterno (e quindi anche al virus), è statisticamente più probabile che i democratici siano più colpiti, proprio perchè a soffrire maggiormente sono gli Stati "blu" (di cui NY è il triste esempio).

 

Qui si parla del "razzismo" del Coronavirus : uccide le minoranze, in particolare gli afroamericani. Sei sei povero e malato, come spesso accade nelle comunità nere, ti andrà male.

 

Il mondo del lavoro americano di base è molto più "flessibile" rispetto a quello europeo. Si viene licenziati moooolto più spesso, ma si viene assunti abbastanza presto da qualche altra parte. Questo senza pandemia. Con la pandemia, pare ci sia un boom di domande (di sussidi) di disoccupazione come non si vedeva, boh dal '29?  E proprio come allora (e come nel post 2008), c'è stato un altrettanto massiccio intervento pubblico nell'economia del Paese. La mia solita Treccani di riferimento ne parlava qua. E pare che in Congresso il punto della discordia sia proprio verificare come verranno usati e dove finiranno quelle centinaia di miliardi (di cui è molto facile perdere traccia di qualche centinaio di milioni).

 


 

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Persone interne al sistema mi dicevano che la destinazione degli aiuti dipende purtroppo dal governatore e così se è repubblicano è facile che finiscano principalmente in mano al mondo imprenditoriale mentre ci sono più speranze di sostegno ai singoli individui nelle aree democratiche.
Non so se hai visto questo video:

 

La situazione sarà problematica soprattutto nel sud e negli stati centrali dove la sanità è riservata a pochi e dove i più colpiti saranno proprio certe categorie. 

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No non l'avevo visto e sopratutto non mi sarei aspettato di vedere una scena di GOT  proprio all'inizio:blink:

Diciamo che il fact-checking su Trump dopo un pò diventa stress psico-fisico quasi inutile, l'uomo si contraddice spesso anche all'interno di una singola frase.

 

Questo articolo (si, sempre Treccani/Martino Mazzonis) non è di ieri ma di oltre una settimana fa (li recupero quando posso), però credo risponda anche ad alcune delle domande di @Phoenix .

 

 

Sull'impatto del virus invece facevo riferimento a infografiche come questa. A parte la crisi "lombarda" di New York, effettivamente fa impressione il differente tasso di mortalità tra le diverse aree socio-geografiche del Paese : in Michigan (dove la povertà/la comunità nera è percentualmente maggiore) è praticamente il doppio di quello californiano. 

 

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@Mar

 

Molto interessante l'articolo, grazie! Con la campagna elettorale che deve spostarsi, per forza di cose, su canali meno convenzionali rispetto ai meeting "fisici", mi domando se vincerà chi ha più followers, o se sarà controproducente... vediamo anche quanto il discorso "presidenza di guerra" aiuterà in realtà Trump. Come dici tu probabilmente l'elettorato americano si stringerà attorno alla bandiera stars&stripes e rafforzerà il suo consenso. Vedremo, a me personalmente Biden non piace più di tanto, preferivo Bernie...ma lo preferivo già 4 anni fa quando poi ne è uscita vincente Hillary per i democratici.

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Per completare il discorso portato avanti sin qui : sono arrivati i risultati delle elezioni in Wisconsin, quelle dove oltre ai delegati per le Primarie (risultati praticamente definitivi, Biden 62% - 31% Sanders), si votava anche un Giudice della Corte Suprema statale (wtf, magistrati democraticamente eletti?? si, perchè le loro pronunce hanno efficacia legislativo). Ebbene, i Repubblicani ci hanno provato in tutti i modi, ma il loro incumbent è stato sconfitto 53% a 47% dalla candidata democratica. 

 

Questo invece è il quadro definitivo delle Primarie "competitive" (ultimo voto 7 Aprile), pre ritiro di Bernie dalla corsa (8 Aprile)

 

Democratic Party presidential primaries results by first instance vote, 2020.svg

 

 

Sarebbe stato interessante poter conoscere i risultati di Ohio, Pennsylvania e New York, anche se l'unica più o meno incerta almeno secondo i sondaggi, sarebbe stata NY. Non posso fare a meno di ribadire lo stupore per la debacle di Bernie Sanders in tutti gli Stati chiave per la Presidenza e in particolare quei 3 blu in alto (da sinistra verso destra Minnesota, Wisconsin, Michigan) che invece era riuscito a conquistare 4 anni fa. Anche perchè la sua nontropposegreta strategia era di bilanciare il poco consenso tra i neri (va detto, grave per un pretendente Dem) con quello tra i bianchi dal basso reddito atTrumpati.

 

 

 

Democratic Party presidential primaries results, 2016.svg

Primarie 2016

 

 

 

Democratic presidential primary, 2008.svg

Primarie 2008
 

 


P.S. Ripeto, la sfiga della Clinton è quasi indescrivibile :ehmmm:

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