Jump to content

Made in USA : il topic della Politica Americana


Recommended Posts

Io mi immagino le riunioni tra spie americane e pakistane in questi 20 anni. Probabilmente le ultime non riuscivano davvero a credere di spillare così tanti soldi agli usa e proteggere i talebani al solo prezzo di terroristi di 3° categoria(magari sul libro paga fino al giorno prima) 

Link to post
Share on other sites
  • Replies 683
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

23 ore fa, joramun ha scritto:

Esattamente come una certa parte dell'Occidente ciancia di superiorità culturale, di società retrograde da democratizzare e di nemici da combattere. Estremisti che prendono come riferimento altri estremisti. Di fatto un miliardo ed oltre di musulmani pratica la propria religione in ogni parte del mondo in maniera pacifica, perfettamente integrati nelle rispettive comunità.

 

come risponderesti a chi rileva che:

 

a) meritatamente o immeritatamente, fortunatamente o sfortunatamente, a prescindere dalla legittimità di tale ascesa, di fatto, il mondo occidentale si trova in una posizione di dominio sulla scena internazionale. Tecnologico, economico, culturale. Anche gli organismi tipo ONU, di fatto, sono espressioni di tale dominio, e controllati - più o meno indirettamente - dall'Occidente. Di fatto l'Occidente "governa" il mondo.

Un mondo che è diventato piccolo, minuscolo. Un mondo che è di fatto è più piccolo dell'Italia dell'800. Totalmente interconnesso, dove nessuno è isolato, e le azioni di un certo gruppo/stato hanno ripercussioni - spesso immediate e gigantesche - su tutta la scena globale.

Di fatto, il Mondo è uno, ed uno è il suo dominus (l'Occidente a guida americana e i suoi alleati).

 

b) Principio cardine della democrazia (o più in generale del modello liberale), proprio dal punto dell'autoconservazione della stessa, è che non si possono tollerare gli intolleranti. Le intolleranze vanno espunte dal sistema, anche coercitivamente, pena non solo la contraddittorietà, ma anche e soprattutto la sopravvivenza, del sistema.

 

c) Conseguentemente: nel sistema-Mondo considerato nella sua ormai innegabile totalità, a guida occidentale-liberale, gli intolleranti non possono essere intollerati.

L'Occidente è costretto - per coerenza con i propri principi, nonché per garantire la sopravvivenza del sistema democratico-liberale a livello globale - a espungere dal sistema i vari Talebani, ISIS e compagnia. E non solo questi "pesci piccoli": anche quelli grandi. Cioè deve necessariamente operare e pianificare la sua politica internazionale con il fine ultimo e irrinunciabile di determinare il collasso e la dissoluzione, anche violenta  - o quantomeno, il contenimento e controllo - della Cina, della Russia e del mondo arabo-mussulmano.

 

Non è una questione di sentirsi superiori e voler imporre i propri valori.

E' una questione che i valori attualmente imposti al sistema-mondo (giusti o sbagliati che siano, la storia "è andata così") esigono l'eliminazione dell'intolleranza da tale sistema.

 

Link to post
Share on other sites

Risponderei che è un ragionamento pericolosamente vicino a quello di certi gruppi suprematisti e di estrema destra, e che quindi, in base all'assunto popperiano ben espresso dal punto B, andrebbe eliminato dal sistema.

Link to post
Share on other sites

ma se gli intolleranti vanno espunti, e se i talebani (o simili più grossi e pericolosi) sono intolleranti, non è forse necessario attivarsi, pianificare e impiegare le risorse necessarie per conseguire la loro definitiva rimozione?

 

puoi eliminare dal sistema questo ragionamento solo fingendo che il mondo non sia ormai un posto drammaticamente piccolo e totalmente interconnesso, non un unico grande sistema ma una pluralità di sistemi come 100 anni fa, e che quindi ognuno sia libero di fare quel che gli pare "a casa propria", come monadi indipendenti e isolate.

 

Il che:

a) non è vero fattualmente, e ignorare la realtà dei fatti porta solo a disastri

b) il superamento di tale finzione si impone anche nell'ottica di un altra "sfida per la sopravvivenza", che è quella ecologico-energetica

Link to post
Share on other sites
  • 4 weeks later...

Secondo il Post, nei prossimi giorni negli USA verrà pubblicato un libro dedicato a Trump (Peril, "pericolo" è l'esplicativo titolo), in cui i giornalisti Bob Woodward e Robert Costa raccontano quello che in molti hanno sempre sospettato, e cioè che il roscio non ci stava tanto bene con la capoccia e che siamo andati a tanto cosi dal compimento di ciò che alcuni si erano augurati da queste parti e cioè che "gli prudesse il dito sul bottone".

Link to post
Share on other sites
  • 5 weeks later...

Ciao cari, oggi voglio condividere con voi questo video (per chi fosse interessato qui c'è la versione Spotify).

 

L'ho visto qualche tempo fa e penso proprio che 1 ora e venti del proprio tempo la valga eccome. Mi pare uno di quegli argomenti "da scuola media/liceo", ovviamente famosissimi, ma che proprio per questo rischiano di essere semplificati quando non snobbati del tutto ("ah si, Napoleone, la Prima Guerra Mondiale, si, ok"), a maggior ragione se come in questo caso accaduti in altro Continente. Personalmente ho avuto almeno in parte l'opportunità di studiarlo all'Università, nella sua prospettiva più giuridica, ma soprattutto di approfondirlo con bellissime letture per puro gusto personale (oltre al solito libro indicato nel primissimo post di questa discussione, devo citare necessariamente quello di Arnaldo Testi "La formazione degli Stati Uniti").

 

 

Dunque la Guerra civile americana, parte del ciclo "le Origini (delle guerre civili)". Insomma, per chiarezza, non la guerra in sè, ma appunto le sue origini, cioè tutti quei pluridecennali fatti economici, sociali e politici, che hanno infine causato quello militare. Esposti in maniera chiara, precisa, oserei dire addirittura coinvolgente, come giusto Barbero e pochi altri sanno fare. Buona visione :

 

 

 

Link to post
Share on other sites

Ho sempre avuto molta stima di Barbero ma purtroppo da qualche tempo per questioni note ci ho ripensato. Niente da dire sulle sue capacità di divulgatore, tuttavia spero verrà concesso spazio anche ad altri che lo meritano.

Link to post
Share on other sites
Ciao cari, oggi voglio condividere con voi questo video (per chi fosse interessato qui c'è la versione Spotify).
 
L'ho visto qualche tempo fa e penso proprio che 1 ora e venti del proprio tempo la valga eccome. Mi pare uno di quegli argomenti "da scuola media/liceo", ovviamente famosissimi, ma che proprio per questo rischiano di essere semplificati quando non snobbati del tutto ("ah si, Napoleone, la Prima Guerra Mondiale, si, ok"), a maggior ragione se come in questo caso accaduti in altro Continente. Personalmente ho avuto almeno in parte l'opportunità di studiarlo all'Università, nella sua prospettiva più giuridica, ma soprattutto di approfondirlo con bellissime letture per puro gusto personale (oltre al solito libro indicato nel primissimo post di questa discussione, devo citare necessariamente quello di Arnaldo Testi "La formazione degli Stati Uniti").
 
 
Dunque la Guerra civile americana, parte del ciclo "le Origini (delle guerre civili)". Insomma, per chiarezza, non la guerra in sè, ma appunto le sue origini, cioè tutti quei pluridecennali fatti economici, sociali e politici, che hanno infine causato quello militare. Esposti in maniera chiara, precisa, oserei dire addirittura coinvolgente, come giusto Barbero e pochi altri sanno fare. Buona visione :
 
 
 
Lo avevo ascoltato in forma di podcast, come faccio sempre con qualsiasi cosa di Barbero. Interessantissimo soprattutto per come approfondisce il tema della concessione dei diritti agli schiavi, perché fa capire come questi siano stati, anche negli stati del Nord, come una roba a parte, dei cittadini di serie b anche dopo l'abolizione, ottenendo una cittadinanza piena solo con i moti degli anni 60.
Link to post
Share on other sites
Il 24/10/2021 at 11:40, joramun ha scritto:

Lo avevo ascoltato in forma di podcast, come faccio sempre con qualsiasi cosa di Barbero. Interessantissimo soprattutto per come approfondisce il tema della concessione dei diritti agli schiavi, perché fa capire come questi siano stati, anche negli stati del Nord, come una roba a parte, dei cittadini di serie b anche dopo l'abolizione, ottenendo una cittadinanza piena solo con i moti degli anni 60.

 

 

Ah certo, concentrandosi su questo argomento specifico ne esce facile una seconda puntata almeno altrettanto lunga. Dall'ambiguità del testo costituzionale del 1787 (la parola schiavi/tù non compare, ma se ne parla indirettamente in tre punti), i vari atti e compromessi del Congresso nei primi decenni dell'Ottocento, la terribile sentenza "Dred Scott" della Corte Suprema (i neri non sono cittadini USA e quindi non hanno diritti costituzionali, il Congresso non può impedire la schiavitù agli Stati), i 3 grandi Emendamenti post Guerra, il ritiro del Nord dal Sud e quindi il passaggio dallo Schiavismo al Suprematismo, la dottrina "Separate but equal" ancora della Corte, la storica "Brown v Board of Education" negli anni 50, i fatti di Little Rock e Montgomery, l'assassinio di JFK, i Civil e Voting Rights Act del suo vice Johnson, l'assassinio di MLK e Robert Kennedy ...

Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×
×
  • Create New...