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Made in USA : il topic della Politica Americana


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53 minutes fa, Mar dice:

Second, I’ve heard some suggest that the recurrent problem of racial bias in our criminal justice system proves that only protests and direct action can bring about change, and that voting and participation in electoral politics is a waste of time. I couldn’t disagree more. The point of protest is to raise public awareness, to put a spotlight on injustice, and to make the powers that be uncomfortable; in fact, throughout American history, it’s often only been in response to protests and civil disobedience that the political system has even paid attention to marginalized communities. But eventually, aspirations have to be translated into specific laws and institutional practices – and in a democracy, that only happens when we elect government officials who are responsive to our demands.

 

Una riflessione molto spinoziana, direi.

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8 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:
20 hours fa, Mar dice:

Ora Trump spera di mobilitare la "maggioranza silenziosa"

 

Curiosamente è la stessa analisi che ha fatto Federico Rampini ieri a Quarta Repubblica (e mi scuso con gli altri forumisti per i miei gusti trash).

 

 

:blink:

 

 

 

 


(Tra l'altro, curiosi corsi e ricorsi storici : Nixon è il Presidente che 50 anni fa ha "aperto" alla Cina)

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Ho appena sentito Luttwak accusare Saviano di essere un "turista" a New York (e che essendo uno scrittore non dovrebbe permettersi di fare il giornalista/politologo). 

 

A parte i modi indecenti, la perla finale è stata : ("grazie a questa situazione e al comportamento della solita Sinistra") ... la rielezione di Donald Trump è talmente sicura che ormai si può già pensare ai 4 anni del Presidente Ivanka, Trump.

 

:huh: Boh, dopo sta cosa non so proprio che dirvi :shock:

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Mantenere il passo delle sue bestialità sarebbe estenuante, ma questa merita (purtroppo) :
 

 

 

Si riferisce a questo video .

 

 

La risposta del Governatore (Buffalo è nello Stato di New York) :
 

 

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Qui non sarebbe nemmeno questione di pro o contro, di Democratici e Repubblicani. Qui c'è un presidente che si fa beffe delle sofferenze di un suo concittadino, come se fosse un bulletto al parco. Il senso delle istituzioni di quest'uomo è semplicemente inesistente.

Intanto se non altro sembra che le proteste ininterrotte di questi giorni (e su cui l'informazione italiana è stata di una reticenza vergognosa...i più importanti moti razziali dai tempi di M. L. K. trattati come una notizia di appendice) abbiano sortito qualche risultato: almeno a Minneapolis sembra si voglia avviare un radicale processo di rifondazione del corpo di polizia e di tutto il modo in cui è concepito l'ordine pubblico.

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Il rifondare la polizia è cosa molto delicata: va venduta bene all'opinione pubblica senza eccedere in estremismi del tipo polizia=oppressori o va a finire che si fa un favore a chi si vorrebbe disarmare. 

Domanda scollegata : ma Nixon (che conosco pochissimo) era davvero così pessimo come viene suggerito oggi? 

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9 hours fa, osservatore dal nord dice:

ma Nixon (che conosco pochissimo) era davvero così pessimo come viene suggerito oggi? 

 

Nixon è ricordato molto male (anche nelle sit-com animate, come I Simpson e Futurama) soprattutto per lo scandalo Watergate e per aver minacciato di ridurre il Vietnam del Nord all'età della pietra, ma in campo sociale mi pare di ricordare che fece qualche buona riforma. In ogni caso mi rimetto a Mar per un'analisi più precisa.

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per me la spunterò ancora trump. ora di novembre cambieranno tante cose e biden non mi sembra sto gran candidato anzi…poi gli elettori hanno la memoria corta e basta un niente x cambiare le carte. bisognerà vedere anche i risultati dei tagli alla polizia. se porteranno un grande aumento dei crimini chiaramente la cosa farà il gioco di trump. 

detto ciò nelle ultime 2 elezioni tra trump, hillary e biden non c'è un candidato decente. anche il video di quest'ultimo al funerale dove parla di giustizia razziale a me è sembrata un'uscita folle. 

cmq la società americana da fuori sembra una pentola a pressione pronta ad esplodere. tutti i problemi che c'erano oltre a non essere stati risolti sono addirittura cresciuti: razzismo, mancanza di walfare, numero assurdo di armi, ecc...oltre ad una disuguaglianza economica che è aumentata a dismisura tra popolazione ed elite. cose che sta avvenendo un po' dappertutto a dire il vero. e alla fine la questione economica penso sia il vero problema in una società dato che esaspera poi tutti gli altri aspetti.

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Postata da Martin sul suo Not a Blog :
 

power-concedes-justice-povery-ignorance-class-society-organized-conspiracy-oppress-degrade-property-quotes-and-image-by-frederick-douglass.jpg

 

 

 

 

 


 

5 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:
15 hours fa, osservatore dal nord dice:

ma Nixon (che conosco pochissimo) era davvero così pessimo come viene suggerito oggi? 

 

Nixon è ricordato molto male (anche nelle sit-com animate, come I Simpson e Futurama) soprattutto per lo scandalo Watergate e per aver minacciato di ridurre il Vietnam del Nord all'età della pietra, ma in campo sociale mi pare di ricordare che fece qualche buona riforma.

 

 

Ovviamente la premessa da fare è che, nel bene e nel male, era pur sempre un uomo del suo tempo (detto in breve : un conto è se Trump fa il Trump nel 2020, altro è Nixon che faceva il Nixon mezzo secolo fa). Proprio come Churchill o Colombo, o i Padri Fondatori, Kipling e tutte le altre figure storiche che di volta in volta vengono accusate, in retrospettiva, di razzismo (o qualunque altra cosa) in base ad una lettura in chiave diciamo "presentista" della Storia. Parliamoci chiaro, nessuno ha inflitto lo stessa quantità e qualità di sofferenza, al resto dell'umanità (nera, rossa, gialla ...) come fatto, per così tanto tempo, dall' "uomo bianco". Ovviamente discorso diverso è quello, sempre rimanendo in USA, delle statue dei Generali Confederati e della stessa bandiera confederata, tutt'ora presenti negli Stati del Sud. In questo caso si tratta di simboli creati ex post, proprio allo scopo di rappresentare ancora, a distanza di decenni, la "causa" del suprematismo bianco, del segregazionismo, eccetera.

Per capire il peso di Nixon dobbiamo innanzitutto considerare la sua longevità politica : stiamo parlando di uno che è stato VP per 8 anni consecutivi tra il 1953 e il 1961, che da Vice-Presidente uscente ha perso (di pochissimo) l'elezione a Presidente del 1960 contro JFK, e che si è ripresentato a distanza di altri otto anni, vincendo quella del 1968 (in cui avrebbe potuto sfidare Robert Kennedy, se non fosse stato assassinato pure lui) e stravincendo quella del 1972 (quanti sanno che prima del Watergate, aveva riconquistato alla grande il secondo mandato?). Dovrei verificare se si tratta del candidato comparso per il maggior numero di volte (5) nel "ticket presidenziale", ma tanto anche se non fosse lui, di sicuro ci si avvicinerebbe.

A livello di politica internazionale, Nixon (e quindi il suo famoso Consigliere, Kissinger, che da allora ha scritto numerosi manuali, ed è tenuto in grande considerazione per la sua visione realista della geopolitica) ha avuto la capacità di cogliere alcuni grandi sviluppi globali, a cominciare dal "riconoscere" la Cina (allontanandola dall'URSS). E certamente la situazione in Vietnam era già andata a quel paese da tempo, prima del suo arrivo-ritorno alla Casa Bianca.
Tuttavia non bisogna fare l'errore di esaltare figure controverse solo perchè fa figo essere politicamente scorretti e controcorrente. In Italia penso ad esempio a Massimo Fini, che arrivò a definirlo "il miglior presidente americano del dopoguerra" e "passò alla storia come Nixon Boia solo perchè aveva un brutto grugno". Si, come no :excl2:.
Dimenticati gli indiscriminati bombardamenti in Cambogia, oltrechè in Vietnam? E l'Operazione Condor? L'appoggio USA ai regimi di Pinochet e Videla (tanto per fermarci in America, Latina)?

In politica interna invece, Nixon rappresentò in realtà la reazione, alle politiche sui diritti civili iniziate dai Kennedy e portate avanti dall'ex VP Johnson (i vari Rights Acts e la "Great Society"). Politiche che causarono l'inizio di quella trasformazione e polarizzazione elettorale di cui vediamo gli effetti ancora oggi. Cioè il Sud (e quindi i sudisti-segregazionisti), che era sempre stato Democratico (nelle prime pagine avevo linkato la mappa del 1860, l'ultima pre Guerra Civile), sopratutto nelle occasioni in cui a vincere nettamente furono i Repubblicani (come in tutte e 3 le elezioni dei famosi ruggenti Anni 1920s e nelle due sconfitte dei 50s) ma anche nell'isolata vittoria del 1976 (l'ultima prima del "nuovo corso" democratico-Clintoniano dei 90s e sopratutto l'unica nel corso dei venti anni e 6 elezioni tenutesi tra il 1968 e il 1988) passò piano piano da profondo blu a profondo rosso. Sancendo appunto, all'epoca, il disastro elettorale del Partito, ma ponendo al tempo stesso le basi per l'attuale maggioranza Democratica (almeno popolare) nel Paese.


P.S. Molto bello (e interessante) è il film di Ron Howard del 2008 : Frost/Nixon .

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3 hours fa, Mar dice:

In politica interna invece, Nixon rappresentò in realtà la reazione, alle politiche sui diritti civili iniziate dai Kennedy e portate avanti dall'ex VP Johnson (i vari Rights Acts e la "Great Society")

 

Sì, questo mi è chiaro. Mi chiedevo più che altro, in base a quanto ricordo di aver letto (ma potrei sbagliarmi), se Nixon avesse potenziato il sistema di welfare nazionale, prima che Reagan lo disintegrasse.

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Nixon ereditò da Johnson un grande programma di riforme sociali avviato nel '64, la Great Society, che introduceva il medicare, rivolto agli anziani, e il medicaid, che permetteva agli stati di coprire le spese mediche per le fasce più deboli della popolazione, oltre a misure per formazione professionale, assistenza per l'acquisto di alimentari e generi di prima necessità, sostegno all'istruzione eccetera.

Poi la reaganomics ha spazzato via tutto.

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