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Epidemia di Coronavirus


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@Metamorfoanche io ho pensato alla stessa cosa. sempre se è vera la giustificazione della asl. visto il livello del dipendente pubblico non mi stupirei del copia-incolla senza guardare quella parte. ma anche se ne fossero accorti non lo avrebbero modificato lo stesso visto che poi si prendevano la responsabilità di aver cambiato un modulo ministeriale.

speriamo sia stato solamente un errore in buona fede, nel caso contrario qualcuno dovrà "pagare" (non so come, licenziamento? sospensione?) per questo episodio.

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Sul discorso della riapertura degli impianti e e in generale della comunicazione delle misure anticovid alle parti sociali, devo dire di dissentire da quanto detto da King Glice nell'altro topic.
Al netto degli strilloni che cercano solo polemica e delegittimazione, una comunicazione non tempestiva e priva di programmazione riguardo le future chiusure costituisce un danno non da poco agli esercenti, che devono pianificare (in questo contesto ancor di più) le assunzioni del personale, le forniture con i grossisti, la programmazione di eventi, ecc.
Se fossi un barista vorrei sapere se per il prossimo lunedì devo chiamare il fornitore per un nuovo carico di cornetti.

Da questo punto di vista sarebbe stato interessante sperimentare un sistema di lockdown programmati come quello utilizzato in Irlanda del Nord (www.internazionale.it/notizie/clare-wilson/2020/10/26/amp/lockdown-programmati-virus) in cui i lockdown erano calendarizzati e slegati dalla diffusione del virus.

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4 minuti fa, joramun ha scritto:

una comunicazione non tempestiva e priva di programmazione riguardo le future chiusure costituisce un danno non da poco agli esercenti, che devono pianificare (in questo contesto ancor di più) le assunzioni del personale, le forniture con i grossisti, la programmazione di eventi, ecc.

 

Infatti gli esercenti non lamentano tanto il prolungamento della clausura da covid, quanto la tempistica (tarda) nella comunicazione... Ieri sera i gatti delle nevi battevano le piste ancora ignari delle decisioni governative, rinfrancati dalle regioni che al venerdì garantivano loro l'apertura degli impianti. Un gran pasticcio

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Il problema  è che difficile prendere degli accordi in anticipo ed essere sicuri che vengano rispettati, perchè  la curva dei contagi è imprevedibile, un giorno l'rt è in discesa e nell'altro scopri che le varianti stanno diventando il ceppo dominante. Sei in balia di eventi non gestibili

 

Capisco la rabbia degli esercenti però purtroppo stiamo navigando col mare in burrasca, e la situazione cambia ogni ora.

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Questo è pacifico, e logicamente (credo) comprensibile, ma non sarebbe meglio non dare garanzie laddove non ce ne sono? No, qui si decidono e approvano protocolli, date e orari di apertura, modalità di svolgimento, e si dice agli imprenditori/gestori: adeguatevi o chiusi. Loro si adeguano, forse un 30% della stagione lo si riesce a portare a casa, investono nell'attività e assumono personale. Una manciata di ore prima che il meccanismo parta, tutto viene bloccato. Io fatico a trovarci senso. 

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2 ore fa, King Glice ha scritto:

Il problema  è che difficile prendere degli accordi in anticipo ed essere sicuri che vengano rispettati, perchè  la curva dei contagi è imprevedibile, un giorno l'rt è in discesa e nell'altro scopri che le varianti stanno diventando il ceppo dominante. Sei in balia di eventi non gestibili

 

E infatti ho postato il link di una soluzione attuata altrove che non è parametrata in base alla curva dei contagi.

In pratica si stabilisce che ogni X giorni si va in lockdown totale per TOT giorni, a prescindere dal fatto che la curva dei contagi sia bassa o alta. In questo modo non solo dai agli esercenti dei riferimenti precisi riguardo ai periodi di apertura e chiusura (e quindi dando loro la possibilità di organizzare l'attività per tempo), ma dai anche alla popolazione la sensazione di non essere costantemente all'inseguimento di qualcosa di imprevedibile, e la togli anche da uno stato di perenne incertezza che alla lunga è stressogeno e logorante.

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C'è sicuramente un problema di comunicazione, sia a livello politico che scientifico.

 

Dovrebbe parlare un'unica persone per quanto riguarda i provvedimenti politici (il presidente del consiglio, direi).

 

Stessa cosa per le questioni scientifiche.
Decine di medici e virologi che dicono la loro, con la gente che crede a quello che gli sta più simpatico o a quello che dice che le cose che vorrebbe sentirsi dire o a quello che li terrorizza.
Col risultato che c'è confusione totale e passa l'idea che "nessuno sa niente!" oppure "secondo me...(+ qualche teoria assurda)" oppure "X ha detto così, quindi è così".
Basta virologi ed esperti in tv a dare le loro opinioni. Al massimo dovrebbe parlare uno soltanto per conto del comitato tecnico scientifico o uno a nome del ISS a dare spiegazioni su cose certe e dati.

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Già, questo è vero.

Tuttavia se a monte ci fosse un programma forse, dico forse  le persone si sentirebbe un po' più rinfrancate rispetto all'idea di stare totalmente in balia degli eventi.

Comunque quello che penso di Speranza l'ho scritto altrove.

"Come abbiamo sconfitto la pandemia" questo ha capito tutto :(

Anche secondo me è valida l'idea dell'Irlanda del Nord.

In questo modo si eviterebbero perdite e un po' di malumori. Oltretutto un po' di lockdown farebbe bene per ridurre i contagi.

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Il 15/2/2021 at 16:43, Metamorfo ha scritto:

C'è sicuramente un problema di comunicazione, sia a livello politico che scientifico.

 

Dovrebbe parlare un'unica persone per quanto riguarda i provvedimenti politici (il presidente del consiglio, direi).

 

Stessa cosa per le questioni scientifiche.
Decine di medici e virologi che dicono la loro, con la gente che crede a quello che gli sta più simpatico o a quello che dice che le cose che vorrebbe sentirsi dire o a quello che li terrorizza.
Col risultato che c'è confusione totale e passa l'idea che "nessuno sa niente!" oppure "secondo me...(+ qualche teoria assurda)" oppure "X ha detto così, quindi è così".
Basta virologi ed esperti in tv a dare le loro opinioni. Al massimo dovrebbe parlare uno soltanto per conto del comitato tecnico scientifico o uno a nome del ISS a dare spiegazioni su cose certe e dati.

concordo. troppi opinioni. si sta creando tanta confusione nelle persone che dopo 1 anno sono anche stufe. stressate.

dal punto di vista della comunicazione siamo a zero come livello. 

sugli impianti è come su palestre, ristoranti ecc... se si fanno protocolli non dovrebbe esserci rischio di contagio. almeno sarebbe al minimo. ma se si fanno e poi tanto si chiude allora cosa servono? questi passano mesi a fare i famosi protocolli ma poi non vengono neanche applicati.

la scuola è un esempio: dentro con protocolli i contagi sono stati pochi. il problema è cosa succede fuori, soprattutto per le superiori (mezzi pieni ecc...). così poteva essere per sci o palestre.

perchè se stanno chiusi anche questi con protocolli allora tutti i luoghi sono pericolosi. 

si è parlato spesso di convivere col virus ma si è fatto male. molto male. alla fine lasciando pochi spazi dove andare questi si sono riempiti appena aperte un attimo le gabbie. risultato: assembramenti. 

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Mah insomma, a scuola ci sono dei protocolli ma non è facile farli seguire specie ai ragazzini piccoli. E comunque dentro c'è chi li fa rispettare di più e di meno, fuori si vedono scene allucinanti.

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tra l'altro ci sono funivie in funzione dove fanno solo da collegamento e non ci sono impianti in funzione....quindi la cosa è ancora più ridicola vista che il problema posto da cts e ministero è appunto sugli impianti di risalita...

intanto ho visto foto di treni e metro strapieni di gente...ma siccome non sono in grado di regolare i trasporti pubblici bisogna scaricare le colpe su altro e ovviamente fare pagare il conto a chi non può più lavorare....

del resto la montagna in termini di voti conta poco al contrario delle località estive

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Ho trovato un vecchio articolo di QuiFinanza (dicembre 2020) in cui si ripotano le linee guida di Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Farmacologico Mario Negri, per il trattamento del Covid ai primi sintomi onde evitare complicazioni anche mortali. Il concetto in sintesi è che durante i primi giorni di febbre occorre prendere antinfiammatori specifici come l'Aulin e anche l'aspirina, che dovrebbero ridurre la tempesta di citochine.

A scanso di equivoci, esiste anche un articolo di Repubblica (disponibile però solo agli abbonati) in cui si riportano gli stessi concetti da parte di Remuzzi. Non so però se tali linee guida sono riconosciute valide dalla comunità scientifica internazionale, o se quantomeno è in corso un dibattito su di esse.

 

https://quifinanza.it/info-utili/video/covid-antinfiammatori-ricovero-remuzzi/444694/

 

L'articolo di Repubblica è questo:

 

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/21/news/come_curare_il_covid_a_casa_per_evitare_il_rcovero_il_professor_remuzzi_antinfiammatori_ai_primi_sintomi_-279277166/

 

 

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