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Euron Gioiagrigia

La figura di Mario Draghi

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Come saprete, il 31 ottobre 2019 Mario Draghi ha terminato il suo mandato come presidente della BCE.

In effetti la notizia è un po' vecchiotta, ma mi è capitato di leggere questo articolo molto interessante sul suo ruolo e l'effetto delle sue decisioni relativamente all'euro, l'economia europea e la BCE.

In generale, cosa ne pensate della sua figura? Ritenete che le sue politiche economiche siano state efficaci per mantenere stabile l'Eurozona o condividete le critiche dei suoi oppositori?

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A parte la simpatia che può ispirare una persona seria e competente (o a seconda dei casi, l'antipatia suscitata da un rettiliano dei poteri forti), per dare un giudizio non meramente superficiale, su di lui, le sue decisioni, la bce, la politica economica ue e quindi in definitiva l'UE stessa ... bisognerebbe prima di tutto possedere quel minimo di nozioni, necessarie e sufficienti, per parlarne.

 

Questo ad esempio è un recente articolo a proposito dell'Unione Bancaria. Cito solo una piccola parte (praticamente la meno tecnica) :

 

L’Italia si è opposta alla soluzione tedesca, ribadendo che un simile piano danneggerebbe eccessivamente il sistema bancario dell’area euro. L’opposizione è stata spalleggiata da altri stati dell’Europa meridionale e dalla Francia. La proposta tedesca, infatti, costringerebbe le banche ad accantonare maggiori quantità di capitale, riducendo le possibilità di investimenti produttivi e profittevoli, minando la già particolarmente flebile crescita della zona euro e in particolare del sud Europa. Inoltre, con la proposta di Scholz si materializzerebbe un chiaro disincentivo per il sistema bancario europeo a detenere i titoli di stato più rischiosi, ovvero quelli emessi dagli stati ad alto debito/PIL. Ciò renderebbe più difficile per i relativi governi finanziarsi attraverso l’emissione di debito, trovandosi dunque costretti a concedere maggiori tassi di interesse, peggiorando la propria posizione di bilancio ed eventualmente riducendo le possibilità di manovra a sostegno dell’economia. Maggior debito e minore crescita farebbero aumentare ulteriormente i tassi di interesse, dando il via ad una spirale che potrebbe portare a crisi considerevoli.

 

 

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Più in generale, la BCE (e sineddoticamente l'UE intera) appare al tempo stesso troppo potente e troppo poco potente.
Conduce la politica monetaria dell'Eurozona, mantiene la stabilità dei prezzi, fissa i tassi di interesse, non dovendo essere influenzata dai Governi è quasi esente da controlli politici ... ma non può agire da prestatore di ultima istanza, emettendo moneta nella stessa misura in cui può farlo la Federal Reserve, e sopratutto, buona parte della Politica Finanziaria rimane in mano agli Stati membri (Governi e Banche nazionali), in particolare relativamente al debito pubblico.

 

 

L'elefante nella stanza è sempre la solita constatazione: l'Unione Europea è un ibrido, molto più di una semplice Organizzazione tra Stati (es. l'ONU), ma non abbastanza da essere una Federazione (es. gli USA e lo stesso UK). Quella che va avanti ormai da oltre due decenni è una difficile convivenza tra questo soggetto e i Paesi membri, ancora troppo potenti e indipendenti per essere Stati Federati. Il paradosso è dato dal fatto che, per sbloccare l'impasse, è e sarà sempre necessaria una mossa politica ("metamorfosi" suona meglio di "suicidio") proveniente da questi ultimi.

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