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Zelda

Covid19 - Fase 2

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Fare affidamento sul buon senso delle persone mi preoccupa e non poco. Però prima o poi doveva succedere.

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A me ha colpito che, senza la domanda della giornalista del Tg5, Conte non avrebbe affrontato i temi scuola e famiglia. Per altro soprattutto sul secondo punto è stato parecchio vago. :ehmmm: Buona fortuna a tutti i genitori perché  dal 4 Maggio “balliamo” di brutto. :shock:

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17 minutes fa, Lyra Stark dice:

 

In che senso? :huh:

 


Non erano in scaletta nel discorso iniziale. Ci stava un riferimento da subito al tema scuola e ai supporti alle famiglie che ora, quando rientreranno a lavorare, potrebbero avere il grosso problema di cosa fare dei figli visto che oltretutto i nonni sarebbe preferibile non coinvolgerli.

 

Il punto è proprio quello che dice @Zio Frank: molti che ne faranno dei figli? Congedo straordinari ok, ma quanti, come ecc.? 


Inoltre, la didattica online funziona a macchia di leopardo. Stanno analizzando questo tema? Come ci si muoverà per colmare il gap? Poi penso anche in particolare agli anni più “critici” tipo prima elementare, fine ciclo con esame finale ecc. Con un quadrimestre in meno il problema non è solo i voti, ma proprio il “vuoto” didattico che rimane in alcuni casi. È tutto molto vago... Capisco che sia un tema “spinoso”, ma ignorarlo salvo domanda diretta non è stato il massimo , contando invece l’attenzione data al capitolo “sport”.

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È che non avevo proprio capito perché dovevano ballare di brutto :unsure:

L'impressione generale, ma fin dall'inizio, è che si voglia rassicurare l'ambito produttivo soprattutto export. La scuola... purtroppo è sempre l'ultima ruota del carro con tutti i governi :ehmmm: se vi pare ardua ora chissà a settembre! :shock:

Ad ogni modo la ministra Azzolina si produce in mail e lettere istituzionali inviate a tutto il personale del comparto scuola molto rassicuranti. Immagino che quindi abbia tutto sotto controllo (si fa per dire).

E vengono fatti molti monitoraggi sulla DAD e chi vi accede per non parlare dei numerosi fondi erogati.

Il problema dal punto di vista di una che ci bazzica, è se e come i DS mettano in atto quanti previsto e quanto fattibile, se le scuole comunichino dati reali o meno (perché anche questi fattori rientrano nel punteggio poi attribuito e quindi ai fondi) anche perché comunque non è facile avere notizie e rintracciare tutti gli alunni. 

Sul vuoto didattico è indubbio che ci sarà, ma si può fare altrimenti? Soprattutto sarà complesso nel caso di alunni che vengono da diverse realtà come quelli che inizieranno la prima superiore. 

Senza voler difendere Conte penso che comunque vada fatta una conferenza ad hoc, magari era in previsione. 

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14 minutes fa, Lyra Stark dice:

 

È che non avevo proprio capito perché dovevano ballare di brutto :unsure:

 


Ah sì! Quello è un modo dire (non so se di queste parti o solo familiare) per dire “corriamo e facciamo acrobazie per gestire tutto”. :ehmmm::excl2:

Sì hai ragione: la scuola merita un discorso a parte.

 

Comunque da mamma mi sento di dire che di nuovo i grandi ignorati sono i bambini e i ragazzi. Sono proprio una variabile trascurata... 

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Più che trascurata, la vedo molto difficile da gestire in modo "omogeneo" e non penso che Conte abbia volutamene glissato sull'argomento, solo che magari, ma questo è un mio personalissimo pensiero non suffragato da alcuna controprova che possa renderlo "realistico", esistono idee di gestione ma non un vero e proprio piano "d'azione". D'altronde è una situazione di emergenza mai sperimentata prima.....

Forse sotto questo punto di vista hanno ragione gli inglesi; in UK, dove sono ancora in lock down e non pensano ancora ad una riapertura (oggi però Boris Johnson ritorna in pista), hanno lasciato parte della didattica attiva per tutte quelle categorie "sensibili", tipo autisti di autobus, personale medico/ospedaliero, polizia e forze dell'ordine, che non si sono fermate. Mentre per tutti gli altri vanno di lezioni online, ma da loro la rete internet è vagamente più funzionale della nostra.......

 

 

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Giustamente c'è difficoltà a gestire tutto in modo omogeneo, ma ancora prima di questo non è tanto solo una questione di rete internet, ma di preparazione degli utenti. Qui in Italia ci sono delle eccellenze che usavano la DAD (didattica a distanza) già prima e quindi si stanno trovando benissimo, altre che hanno dovuto impostare tutto in fretta e furia contando sulle competenze dei volenterosi (tipo nella mia scuola) e dove le cose procedono comunque tutto sommato abbastanza bene, altre ancora in cui si fa molta fatica.

Va anche detto che l'impostazione della DAD varia molto a seconda del tipo di scuola e del grado che è collegato per esempio alla presenza anche di tecnici informatici in dotazione organica o meno (i comprensivi per esempio non li hanno ma sono stati dati con un provvedimento ministeriale con un piano di assunzione), della preparazione di insegnanti e personale tecnico della scuola nonchè dei fruitori finali ovvero ragazzi e genitori.

Sono stati erogati molti fondi per l'acquisto di materiale (diciamo circa 10.000 euro a scuola almeno che non sono pochi!) per chi ne avesse necessità, ma anche qua dipende da come li utilizza la scuola e da quanto la scuola riesce a raggiungere chi è veramente in situazione di necessità (che chissà perchè resta sempre fuori dalle iniziative solidali, d'altronde se uno non ha i mezzi e le competenze la vedo dura che mandi una mail per fare richiesta :unsure:). 

Poi molto dipende anche dal senso pratico di ognuno e dalla creatività dell'insegnante.

Riassumendo si tratta di una situazione alla quale, tolto qualche caso sporadico, il mondo della scuola italiano non era preparato. D'altronde nemmeno nei corsi di preparazione per insegnanti l'argomento viene affrontato così tanto.  

Vengono comunque fatti molti monitoraggi e la rimodulazione delle programmazioni, poi come sempre tutto dipende da quanto i singoli sono responsabili e attivi.

 

Piuttosto in ambito universitario io trovo scandaloso che si pretenda il pagamento di tutte le rate a prezzo pieno quando non vengono erogati corsi e servizi in presenza da marzo. E addirittura molti tesisti sono costretti ad andare fuori corso (voglio vedere come si può fare una tesi senza servirsi di una biblioteca o di un laboratorio o di qualsiasi altra realtà come azienda/tirocinio sul campo) che spesso significa tasse maggiorate. Eppure nessun politico ha mai toccato l'argomento.

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E' una crisi di un tipo mai visto prima, forse bisogna abituarsi al fatto che non tutto debba avere per forza una soluzione soddisfacente.

Per esempio, la questione scuola-bambini-genitori lavoratori. Non credo esistano soluzioni che soddisfino contemporaneamente l'esigenza di tenere le scuole chiuse, quella dei genitori di lavorare, e quella di avere qualcuno che segua i bambini. Oltre ai bonus per babysitter, i congedi parentali e altri pagliativi.

 

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Esatto. D'altronde si chiama emergenza, se si sapesse già cosa fare si chiamerebbe normalità :ehmmm:

Ad ogni modo si cerca di mantenere dove possibile lo smart working, non è che dal 4 tutti si fionderanno a lavorare fuori.

O magari non lo faranno sempre.

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O più probabilmente queste task force, formate per lo più da burocrati di settore, non servono niente ed hanno troppo membri ma nessuno pratico del mondo di cui si parla (non c'è un imprenditore, manco uno)

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Veramente Vittorio Colao, capo della task force, viene da una lunga carriera di dirigente d'azienda, ed è stato AD di Vodafone per diversi anni. Quindi tutto si può dire tranne che non conosca la realtà imprenditoriale.

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Quindi, nella tua concezione, se decenni di carriera come dirigente d'azienda NON ti danno la capacità di comprendere la realtà delle aziende, cos'è che lo fa?

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