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Euron Gioiagrigia

Società cashless?

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In questi giorni ho letto diversi articoli su Internet che parlano di come nei paesi del Nord l'uso del contante pare sia destinato al tramonto, sostituito da carte varie e app di pagamento. Di contro, in Italia la situazione è molto diversa, con un uso del contante ancora maggioritario.

A proposito della situazione italiana, ho trovato questo articolo che illustra in modo sintetico pregi e difetti di una società senza contante.

Voi che ne pensate? Quali sarebbero vantaggi e svantaggi di un'Italia senza contante?

 

Dico la mia. I pregi di una società cashless sarebbero una maggior tracciabilità dei pagamenti (che comporterebbe però anche problemi di privacy) e forse una riduzione dell'evasione fiscale e dell'economia sommersa, ma di contro si incrementerebbe il fenomeno delle truffe online (si pensi ai virus informatici) e le persone avrebbero una minor percezione dei propri soldi, spendendone più di quanto farebbero in condizioni normali (avevo letto degli articoli in proposito, devo ritrovarli). E inoltre non si risolverebbe il problema delle grosse aziende straniere, soprattutto legate all'informatica e all'e-commerce, che pagano cifre modeste in termini di tasse in Italia. Per di più, l'Italia è difficilmente paragonabile ai paesi del Nord Europa come situazione sociale.

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Più che per la privacy, io non mi fiderei di una società sempre più solo elettronica perché, sfortuna non voglia, non riesco a togliermi dalla mente cosa succederebbe con una tempesta solare forte come quella avvenuta nel 1800

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Contrario a limitazioni del contante così come ad ogni controllo su spese e movimenti delle persone 

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@osservatore dal nord

 

Sono molto d'accordo con la tua osservazione...brillamenti solari del genere risulterebbero catastrofici in una società digitale, sempre più legata a cifre correnti su circuiti elettronici piuttosto che alla moneta sonante. Anche questo spinge a una maggiore conoscenza della nostra stella madre e lo dimostrano le varie missioni di ricerca in orbita al momento e nel futuro prossimo. Vogliono cercare di prevederle e studiare un metodo di protezione dei circuiti.

 

Io sono fortemente contraria al discorso cashless, soprattutto per quanto riguarda la privacy, la tracciabilità e la movimentazione di denaro.

 

C'è da dire però che nel nostro paese, con quel problema enorme che è l'evasione fiscale, potrebbe essere risolutivo.

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1 minute fa, Phoenix dice:

C'è da dire però che nel nostro paese, con quel problema enorme che è l'evasione fiscale, potrebbe essere risolutivo.

 

Dipende. Si colpirebbe il piccolo-medio evasore che non avrebbe altra scelta che dichiarare tutto, ma per altre grosse aziende (come quelle da me citate) non cambierebbe nulla.

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Sì certo, si dovrebbero affiancare anche riforme economiche di altro genere, tese soprattutto a "colpire" i grandi colossi da te citati che, anche in periodi negativi come questo, continuano ad aumentare fatturati e introiti, senza lasciare un euro sul territorio. Sarebbe questo il momento giusto per riformare un po' tutto in campo economico 

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12 minutes fa, Euron Gioiagrigia dice:

Dipende. Si colpirebbe il piccolo-medio evasore che non avrebbe altra scelta che dichiarare tutto, ma per altre grosse aziende (come quelle da me citate) non cambierebbe nulla.

 

Ma infatti il problema delle grosse imprese non ha nulla a che fare con la questione cashless. Sono proprio due tipi di problematiche diverse che riferiscono ad ambiti diversi.

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Fino ad un certo punto. Molti vedono il cashless come la panacea dell'evasione fiscale, ma in realtà non risolverebbe il problema.

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12 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

 

Dipende. Si colpirebbe il piccolo-medio evasore che non avrebbe altra scelta che dichiarare tutto, ma per altre grosse aziende (come quelle da me citate) non cambierebbe nulla.

Probabilmente solo il piccolissimo evasore (scontrini) perché le fatture aggiustate le sanno fare tutti e non serve il contante 

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A riguardo vi racconto una storia che è possibile rintracciare nei meandri dell’informazione finanziaria e economica. Come saprete in caso di nuove crisi finanziarie (non manca molto temo) ci sarebbe la necessità, da parte delle Banche Centrali, di poter ritoccare ulteriormente verso il basso i tassi d’interesse. Ma come fare visto in molti paesi i tassi sono già bassi?

https://phastidio.net/2019/07/26/il-qe-infinito-i-tassi-negativi-e-la-trappola-di-debito/

 

Per permettere alle Banche Centrali di controllare più agevolmente i tassi d’ interesse sarebbe necessario ridurre la quantità di denaro contante in circolazione a favore della cosiddetta “moneta elettronica”. L’input arriva da uno studio del Fondo Monetario Internazionale del 2018, recentemente rilanciato nel Blog dell’ente.  

https://blogs.imf.org/2019/02/05/cashing-in-how-to-make-negative-interest-rates-work/

 

Tutte ipotesi in stato di studio sembra, ma alcuni temono che dietro la lotta al contante, spacciata per lotta all’evasione, ci sia in realtà la necessità di preparare il terreno ai tassi negativi sui conti correnti.

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Inquietante, in pratica ti vietano di tirar fuori i soldi e con i tassi negativi ti ritoccano il risparmio 

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Il 9/5/2020 at 18:24, Euron Gioiagrigia dice:

Per di più, l'Italia è difficilmente paragonabile ai paesi del Nord Europa come situazione sociale.

In realtà per i grossi pagamenti, vista la storia di mafia e le misure antiriciclaggio, l'Italia è già molto più cashless del nordeuropa; si sono adeguati perfino gli acquirenti stranieri, da noi, mentre più su continuano a comprare le auto di lusso con la valigetta.

Per le domiciliazioni utenze, i pagamenti e rimborsi a PA ed Equitalia, bollettini con agevolazioni, depositi da cui attingere in futuro con sconto, Paypal, abbonamenti ...siamo lì.

Tutti gli acquisti online sono virtuali anche loro, no?

Siamo già una società molto cashless, completamente tracciata in questo settore, più sprecona forse, e con tutti gli altri svantaggi del caso (belle le puntualizzazioni sui tassi e su una possibile catastrofe elettronica, sono da tenere a mente). 

 

Però a questo punto tenere 'fuori' dal circuito virtuale giusto il bar che si rifiuta di prenderti la carta per il caffè è ridicolo, ed ha come giustificazione davvero solo la volontà di piccola evasione (nel senso evasione abituale su piccoli scontrini, il totale può essere non così piccolo) e le commissioni sul POS che sono pochino più alte che nel resto d'Europa (ad andarle a guardare nemmeno poi tanto quanto avevo creduto a sentirli lamentarsi).

 

Secondo me molti degli svantaggi e dei problemi di sicurezza e privacy ci sono anche perchè siamo in una situazione ibrida. Completando il salto si potrebbero pretendere leggi e transazioni più sicure, economiche e private, visto che a quel punto avere l'equivalente di un conto sarebbe un obbligo e non una scelta.

 

PS i tassi 'negativi' sui cc in un certo senso ci sono già: se non investi e tieni i soldi fermi giusto per non averli sotto il materasso, stà sicuro che con lo 0% o lo 0,01% alla fine dell'anno l'imposta di bollo ti toglie invece che  aggiungere ...in una vera società cashless il ruolo dei conti stessi e delel banche (virtuali) andrebbe ripensato,

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Il paragone con la situazione sociale con i paesi del Nord lo intendevo, tra le altre cose, anche come propensione al risparmio. È noto che molti italiani risparmiatori tengono letteralmente i soldi sotto il materasso, e ovviamente sono soldi contanti. Se si togliessero di mezzo i contanti, quei soldi dovrebbero giocoforza essere depositati presso la Banca, esposti a tassazione e possibili patrimoniali.

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ah ok, questo è vero: siamo uno dei paesi con più paura delle patrimoniali in tutto il blocco in cui sono possibili (legalmente)

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La patrimoniale già esiste ,Si chiamano imposte sugli immobili improduttivi, le vostre case insomma, quindi la paura è motivata come è motivato dall' approccio dello stato cercare di nascondere qualcosa sotto il materasso o trovare artifici assurdi per pagare meno tasse 

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