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La Cittadella dei Libri - Club di Lettura


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In realtà questo giro qualsiasi cosa uscisse mi andava bene perché, al netto della mia proposta, quello di Calvino è da tempo nella mia lista, e "Tom Sawyer" è sempre una gran bella avventura per lettori di tutte le età. :blush:

 

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  • 5 weeks later...
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Eccoci qui a commentare.

Ho letto entrambi i libri, ma Roth mi è piaciuto molto di più. 

 

Le avventure di Tom Sawyer: avendolo già letto da ragazzina, me lo ricordavo sufficientemente, ma ho approfittato di questo per scaricarmi l'audiolibro e ascoltarmelo in lingua originale durante il lavoro. Scelta buona a metà: mi ha permesso di rispolverare un po' l'inglese, ma in certi punti è stato veramente ostico perchè ad ogni capitolo cambiava il lettore, quindi a seconda di come lo leggeva, si poteva capirci qualcosa o no. Se alcuni avevano una buona dizione e quindi si facevano ben capire, altri avevano accenti marcati, leggevano mangiandosi le parole. Insomma, non ho scelto il file migliore :ehmmm:

 

Il Complotto contro l'America: ma veniamo al punto forte del mese. Che dire? Non avevo mai letto niente di Roth e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ci ho messo un po' per entrare nel mood della sua scrittura, infatti la prima parte mi è andata abbastanza lenta,ma una volta entrata nella storia, è scivolato via come un lampo. Mangiavo le pagine per sapere come andava avanti.

Pur essendo ambientata negli anni '40 è molto attuale e non si può non far un paragone tra la figura di Lindemberg e quella del Trump odierno, dell'odio suscitato verso gli ebrei da quel governo fittizio e l'odio verso tutti i non Qanon (o simili) che rimarcava Trump. Le Fake news, l'opinione pubblica, sono cose descritte nel libro ma che spiccano nel nostro contesto storico. 

Unica pecca è il finale forse un po' troppo frettoloso: 350 pagine per arrivare ad un climax e quello in 50 pagine si sgonfia. Forse una scelta ragionata per mostrare come tutto può finire in un momento?Non lo so, ma avrei preferito qualcosa di più articolato.  Comunque voto altissimo. 

 

 

Per la prossima lettura propongo ancora Calvino: direi di lasciare tempo fino a Sabato prossimo perchè chi voglia commentare lo faccia e anche per chi volesse proporre una lettura.

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Anch' io li ho letti entrambi, e condivido grosso modo le sensazioni indicate da Lady Monica.

 

Avevo già letto un paio di libri di Roth, e più o meno lo stile mi pare lo stesso degli altri suoi romanzi che ho letto. Sul contenuto, detto che è inevitabile in questo momento fare paragoni con l'epoca Trump, ammetto di aver letto tutto il romanzo con una sottile inquietudine, parallela alle sensazioni dei protagonisti, sempre aspettandomi che accadesse il peggio; però, benché la situazione descritta sia brutta, quel che temevo non è arrivato, e il momento culmine della vicenda, in cui sembrava poterci essere la svolta definitiva e devastante, è finito subito. Viene quasi da chiedersi se in fondo non avesse almeno in parte ragione il rabbino Bengelsdorf, e certe dinamiche fossero almeno in parte autoindotte. Ho trovato sconcertante il fatto che mi venisse questo pensiero :unsure:

 

Tom Sawyer non sono sicuro di averlo letto da bambino, e di certo ne ricordavo solo qualche piccolo sprazzo di trama. L'ho trovato noiosetto per larga parte del testo... però mi è venuta voglia di provare a rileggerlo con mio figlio, vorrei vedere che effetto gli farebbe un libro del genere.

 

Per il prossimo turno, io propongo La scomparsa di Majorana, di Leonardo Sciascia :)

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Io ovviamente ho letto "Il complotto contro l'America" (ci mancava che dopo aver scaricato questo mattone mi tiravo indietro  :stralol:). Volevo rileggere anche Tom Sawyer, ma l'avevo riletto un paio di anni fa con mio figlio e me lo ricordo ancora abbastanza. Alla fine ho lasciato perdere.

 

Veniamo a Roth.

 

L'idea di partenza, secondo me, è già geniale anche se non super originale (vedi "La svastica sul sole" aka "l'uomo nell'alto castello"). La vicenda narrata si basa su un'ucronia: l'autore, infatti, immagina che alle presidenziali del 1940, la vittoria sia andata a Charles Lindberg, eroe dell'aviazione, ma anche antisemita e filonazista. Il neo-presidente tiene gli USA fuori dalla guerra, perseguendo una politica isolazionista e formalmente neutrale, ma anche mostrando approvazione e sostegno nei confronti del governo di Adolph Hitler. 

Il piccolo Philip Roth e la sua famiglia, così come tutta la comunità ebrea da Newark (dove si svolge buona parte della storia) fino agli estremi confini del Paese, teme che l'ascesa di Lindbergh possa essere accompagnata da sentimenti diffusi di antisemitismo. Profezia che lentamente sembra auto-adempiersi in un crescendo di paura e tragedia.

 

"Il complotto contro l'America" presenta i due grandi filoni di pensiero della poetica di Roth.

 

Il primo - tema sempre caro all'autore - riguarda i sacrifici legati all'individualismo. C'è un prezzo da pagare (paura, menzogna, vigliaccheria, solitudine, affetto, talvolta la vita stessa) per affermare la propria libertà intellettuale e rimanere fedeli a se stessi fino alla fine. Vale soprattutto quando la pretesa di affermazione dell'identità individuale va a "sbattere" con i ruoli e le etichette che la società ha assegnato.

 

Secondo tema è la critica alla società: L'autore affianca alla condanna dei regimi nazifascisti un solido disappunto nei confronti di una società, quella americana, che era ( ed è?) fondamentale egoista e discriminate. Roth punta il dito verso tutte le "storture" di un sistema che nei suoi ingranaggi mastica senza considerazione l'individuo e finisce per partorire mostruosità sociali. Nel romanzo, gli americani scelgono Lindy e la sua promessa di tenerli lontani da una guerra sanguinosa come quella che ha segnato la generazione precedente, ma scelgono anche di non raccogliere la chiamata alla più grande responsabilità del proprio tempo e pian piano di rinunciare ai propri valori fondanti fin quasi ad unirsi alla mattanza.

 

Roth va anche oltre. La sua non troppo velata accusa è, più in generale, a un certo tipo di umanità che si trincera dietro i propri egoistici e miseri interessi e preferisce non vedere, che si culla nelle illusioni di una serenità apparentemente fintanto che queste gli garantiscono di dormire al caldo. Gli esempi non mancano: dalla zia Evelyn a Sandy che non esitano molto a sacrificare gli affetti o la propria identità in cambio di vanagloria, al cugino Alvin che finisce, ferito più nell'anima più che nel corpo, sacrifica i suoi ideali per una vita mediocre.

 

D'altro canto, Roth ci offre anche esempi di coraggio e solidità nelle figure dei due genitori di Philip e in particolare della mamma, Bess, vero pilastro morale della famiglia e capace di "tenere la barra dritta" quando tutti gli altri perdono la bussola. E poi ci sono personaggi come Seldon e lo stesso Philip in grado di aprire il cuore a un'infinita simpatia.

 

Infine, l'autore sceglie di raccontare tutta la storia dal punto di vista di un se stesso bambino di nove anni, offrendoci così una visione infantile della vicende: il terrore è amplificato dalla non comprensione del mondo degli adulti e le piccole cose che, più di quelle grandi, stravolgono la quotidianità di Philip.

 

Lo stile di scrittura di Roth non è semplice perché Roth era uno scrittore "furioso" che metteva molto di se stesso in quello che scriveva, e non solo in termini autobiografici. Anche qui, come sempre, il punto di vista dell'autore suona forte e chiaro e la sua voce riecheggia pagina dopo pagina in una prosa che corre veloce, s'intreccia, rallenta, esplode.

 

Per conto mio, è un capolavoro senza tempo e romanzo di un'attualità disarmante

 

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io ho letto le avventure di Tom Sawyer. Ho fatto questa scelta per due motivi: anzitutto perché era una storia che conoscevo e che mi aveva coinvolto da piccolo. In secondo luogo perché ero riuscito a trovare l'audio libro e ahimè riesco a dedicarmi ai libri soltanto in questa forma ultimamente.

Ho terminato il libro una decina di giorni fa e ho cercato di sedimentare le sensazioni per dare un giudizio complessivo che fosse un po' meno di pancia però devo dire che il risultato ottenuto è stato soddisfacente fino a un certo punto. MI è piaciuto riascoltare e rivivere la storia di Tommy, ma, purtroppo, nella mente avevo il ricordo del cartone che avevo visto da piccolo, per cui più che apprezzare il suono delle parole, evocavo immagini di robe viste. Alla fine mi ha coinvolto, però temo che rivedere il cartone mi avrebbe provocato un coinvolgimento emotivo  maggiore. Voglio comunque ringraziare di questa proposta perché mi sono comunque divertito a leggere di quel monellaccio di Tom Sawyer. 

 Per quanto riguarda il prossimo turno ho pensato e ripensato ma alla fine ho dovuto ridurre la mia scelta ad audiolibri che avevo già, alcuni dei quali non ho trovato in forma cartacea e quindi ho dovuto togliere dalla lista. La scelta è ricaduta su Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepúlveda. 

 

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4 ore fa, Viserion ha scritto:

La scelta è ricaduta su Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepúlveda. 


Beeeello! :wub:

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Eccoci qui, abbiamo un mese per leggere le due scelte di Koorlick e Viserion: pare che Calvino non voglia uscire mai >_>

 

Ci ritroviamo a parlarne il 15 di Marzo. 

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Ho finito “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” di Luis Sepulveda che combinazione avevo già in casa (caldamente suggerito da mio figlio).

 

Una sola parola: bellissimo! :wub:

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  • 2 weeks later...

Intervengo molto in ritardo per commentare Le avventure di Tom Sawyer. Pur avendolo proposto io, non sono riuscito a finirlo. L'ho trovato estremamente noioso e non mi sono appassionato ad alcuna storia o personaggio. Né la decisione di lasciarlo a metà mi ha lasciato rimorsi. Sarà che è un libro per ragazzi... Voto: 4 e mezzo (sì, mi permetto di valutare Twain :stralol:)

 

Per il momento abbandono il Club di Lettura ma non escludo di tornare di tanto in tanto se qualche titolo mi ispira particolarmente. :glare:

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  • 2 weeks later...

Ups. sono andata lunga. Andiamo di spoiler free. Dunque, grazie alla brevità dei due romanzi, li ho letti entrambi e mi sono piaciuti tutti e due. 

 

La Scomparsa di Majorana: era da parecchio che volevo leggerlo, sempre lasciato indietro per "quando avrei trovato il tempo". Interessante disamina di Sciascia sia sul lavoro di indagine che soprattutto sulla personalità di Majorana stesso. Sembrava uno Sheldon Cooper con meno problemi e più etica, ma anche molto più musone. E un po' arrogantello. Come dicevano anche Montalbano e il suo Questore ne Il Cane di Terracotta (mi pare), sembra abbastanza ovvia la voglia dello scienziato di scomparire e non farsi più trovare. Sarebbe interessante ora, a distanza di decenni, sapere la verità. 

 

Storia di un gatto e di un topo suo amico: molto molto da bimbi come storia, un po' come la gabbianella, ma alla fine carina, piena di buoni sentimenti e di calore. 

 

Dunque prossimamente riprovo con Calvino? Avrei qualcosa di più divertente da proporre. 

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Io purtroppo sono riuscita a leggere solo "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico", perché quello di Sciascia non era ancora rientrato dal prestito bibliotecario, poi siamo diventati rossi e... tempo scaduto.

 

Il libro di Sepulveda, in compenso, l'ho sinceramente adorato: un piccolo gioiello che può sicuramente piacere ai piccoli (e infatti il mio bimbo lo ama molto), ma che può dire tanto anche a un adulto.

 

Mix è un gattone che dopo anni spesi tra le coccole dall'amato e amorevole umano Max e le scorribande tra tetti e giardini, si è trovato costretto in uno stato di improvvisa cecità. Sta invecchiando pigramente e stancamente nei suoi agi domestici, quando nella sua vita annoiata e un po' solitaria arriva Mex, un chiacchierone e sempre affamato topolino messicano. Inizia così l'improbabile convivenza di Mix, Max e Mex e l'ancor più improbabile amicizia tra un gatto e un topo.

 

La storia è raccontata come una favola per bambini e ricorrono infatti gli stilemi tipici del genere: le frasi semplici, le morali ripetute e così via. Le tematiche però sono adulte e anche molto attuali. "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico" è un inno all'amicizia, quel tipo di amicizia che non tiene conto delle differenze, per quanto queste possano sembrare sostanziali e addirittura inaccettabili; quel tipo di amicizia che lega due anime in maniera così profonda da stringere un nodo indissolubile per la vita. I due amici, Mix e Mex, per quanto diversi e "nemici" naturali si trovano a condividere uno spazio di vita essenziale in cui l'uno riesce a colmare il vuoto di solitudine e privazioni dell'altro: Mex metterà i suoi occhi a disposizione di Mix, mentre il felino offrirà al piccolo amico tetto, cibo e uno spazio di amore, opportunità e avventura inimmaginabile per una creatura così piccola e così spesso bistratta. Dal loro incontro diventano l'uno per l'altro e si donano senza pretendere nulla perché, come ripete spesso l'autore, è esattamente così che fanno gli amici!

 

Per quanto riguarda la proposta... devo pensarci un attimo. Ammetto che mi piacerebbe leggere Calvino ( @Lady Monica non ti arrendere!). 

 

 

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Anch'io li ho letti entrambi. Brevissimi, a questo giro, si leggono in una giornata o poco più.

 

Sciascia lo avevo proposto io, ma confesso che era stata una proposta casuale e non avevo idea di che tipo di libro fosse. L'ho trovato interessante, anche perché la scomparsa di Majorana mi ha sempre incuriosito, anche se non ho mai approfondito il tema. Trovo incredibile che non si sappia (e ormai verosimilmente non si saprà mai) che fine abbia fatto. Il libro contiene anche una descrizione della sua personalità, che certo era molto particolare: mi ha colpito in particolare l'episodio del concorso all'Università di Roma, cui secondo Sciascia si sarebbe iscritto solo per dispetto, facendo saltare tutti i piani dei colleghi...

 

Il racconto di Sepulveda mi piacerebbe rileggerlo con i bimbi: in effetti avevano regalato a Mattia un volume con quattro sue favole, ma per ora lo ha ignorato. Magari con la piccola sarò più fortunato :)

 

 

A questo giro come di consueto io non propongo, visto che il mio libro è uscito al turno precedente.

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