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La Cittadella dei Libri - Club di Lettura


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Io propongo uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello.

Ad ogni modo io ho un detto purtroppo soltanto la proposta che avevo fatto io, perché non ho trovato l'audio libro dell'altra. Sono comunque molto soddisfatto di questa lettura leggera, toccante, poetica. Probabilmente proporrò altre fiabe di Sepulveda, perché sono un balsamo per l'anima. 

 

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Randomizzato.

Le prossime letture saranno in ordine di lista

 

Neshira: le meraviglie del 2000

Nonno olenno: la mandragola

 

Diciamo che ci rivediamo con il no spoiler all'11 di aprile. 

 

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  • 3 weeks later...

Ho letto entrambi i libri del turno. O meglio ho finito Mandragola e sono a metà de Le meraviglie del Duemila... quindi per ora commento il primo.

Avevo già letto la Mandragola tempo fa. Ammetto che non ricordavo più nemmeno la trama, ricordavo solo che mi era piaciuta. Un giudizio che si è riconfermato: come si fa a rimanere impassibili di fronte alle furberie di Ligurio e Callimaco? E poi alcuni tipi umani si possono riconoscere ancora oggi... Nicia che sfoggia le due parole in latino che conosce mi pare proprio uguale a quegli individui che non sanno nulla di inglese ma che si riempono la bocca di "caregiver" "deadline" ecc :ehmmm: Per non parlare della religiosità tutta esteriore di fra Timoteo che ricorda uno di quei prelati che sì pregano e celebrano messa, ma poi hanno l'attico a Londra :ehmmm: Mi fa sempre strano pensare che questo sia lo stesso "serioso" autore del Principe...

Avendo un'introduzione e delle note molto precise ho potuto cogliere particolari che forse chi ha il solo testo potrebbe non aver visto... non mi è venuto in mente di cercare un pdf con note da mettere qui al momento della proposta... Spero che non sia stata una lettura troppo noiosa o pesante o incomprensibile :(

 

Ah, ho saltato un po' di turni ma sto cercando di recuperare... mi sono fatto spedire in biblioteca La scomparsa di Majorana e Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico. Non so quando arrivino ma sono corti e credo di potercela fare. Appena letti commento (in ritardo) qui :glare:

 

Io per ora non propongo nessun libro nuovo come da regole. Ma se le proposte saranno purtroppo troppo poche posso proporre qualcosa anche io :)

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Allora, io ho letto solo Salgari. 

E devo dire che mi ha abbastanza deluso. L'inizio promettente, va a scontrarsi con lunghi capitoli in cui si parla di invenzioni futuristiche, come fosse un elenco e poco più. Il finale si anima, ma l'epilogo l'ho trovato molto sconcertante. 

Un libro invecchiato malissimo. 

 

Invece Macchiavelli ho provato a leggerlo, ma complice un periodo di stanca, l'ho trovato troppo difficile per il mio italiano. Ricordo che a scuola ci fecero vedere lo spettacolo teatrale e che mi era anche piaciuto. Magari riproverò più in la nel tempo. 

 

Penso al libro da proporre: non sono in vena di Calvino in questo periodo, quindi devo trovare altro. 

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Io sto cercando di finire quello di Salgari, ma... non so quando riuscirò. Avverrà un giorno, ma non so quando sarà quel giorno.

 

Direi che concordo con @Lady Monica dire che è invecchiato male è poco. A parte che anche chi ha tradotto la mia versione (Audible), avrebbe potuto fare uno sforzino per adeguare la lingua. "Portan seco" detto da un abitante del 2003 fa veramente ridere. Ma poi le lire negli USA??? Mi rifiuto di credere che Salgari non conoscesse l'esistenza della valuta straniera. 

 

In generale, l'idea è graziosa e il profetismo è sorprendente. Ci sono però un sacco di cose inverosimili: la società che in solo un secolo ha fatto dei salti tecnologici enormi, non è riuscita a superare le discriminazioni razziali e sociali, anzi (ci sono un paio di passaggi contro asiatici e africani abbastanza imbarazzanti). Gli abitanti del 2003 hanno telescopi per vedere la Luna a un metro, ma non riescono a inviare una fotografia ai martiani (sic) con cui hanno fitte relazioni. Il pronipote del protagonista sbeffeggia usi e costumi del passato, ma non ha idea di come si usassero i cavalli all'inizio del '900. Inoltre, a circa metà del libro (dove sono più o meno arrivata), ancora non è veramente iniziata una storia.

 

Mi aspettavo un qualche tipo di elemento scatenante che facesse partire una riflessione qualunque sui vantaggi e gli svantaggi del progresso. Per il momento, invece, è solo una carrellata di episodi in cui il pronipote mostra ai due viaggiatori arrivati dal passato le meraviglie (ma poi anche... più o meno) del proprio tempo e i due risvegliati ripetono "wow", "incredibile", ecc. Non c'è mai una critica, un dubbio, un segno di cedimento da parte due, neppure quando si parla di animali e razze scomparse dalla faccia della terra, di sovraffollamento umano, di terrorismo, di consumo energetico indiscriminato, di pauperismo globale, di carenza delle materie prime e delle risorge energetiche, di stress psicologico dilagante e così via.

 

Il paradosso di questo romanzo è nelle scene in cui i mezzi di comunicazione raccontano di città devastate, persone morte a migliaia e l'attenzione dei due protagonisti è tutta sul mezzo, non sulla notizia.

 

 

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Letti entrambi anch'io.

 

Su Salgari condivido quanto detto finora. Devo dire che ho trovato interessante leggere di cosa si aspettava dal futuro un uomo di inizio novecento, anche se solo alcune delle invenzioni immaginate da lui mi sono sembrate azzeccate, molte altre un po' naif (e soprattutto... chi poteva immaginarsi internet?).

Però la storia è debole debole, quasi inesistente, anche se verso la fine almeno si prova ad accennarne una, risvegliando un minimo l'attenzione.

 

Machiavelli temevo sarebbe stato molto pesante da leggere, per questioni linguistiche, invece l'ho trovato scorrevole. Confesso che non ricordavo nulla di ciò che verosimilmente avevo studiato a scuola di quest'opera, quindi è stata del tutto una novità.

Divertente anche, anche se a tratti la mia sensibilità contemporanea mi ha fatto vergognare un po' di ridere per la vicenda, che a dire il vero è un po' turpe e decisamente oltre la molestia (non tanto nei confronti di Nicia, che viene descritto come un cretino e si procura solo un paio di corna, quanto di Lucrezia... con tanto di riferimenti al fatto che in fondo le è piaciuto, come nella più classica delle vicende di stupro). Ovviamente so che è un ragionamento che non ha senso per un epoca così lontana, però... :unsure:

 

Per il prossimo turno sono incerto tra due, ci penso ancora un attimo.

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Io propongo Lena e la Tempesta di Alessia Gazzola. Non sono neanche 200 pagine e avendolo trovato io nella mia biblioteca, dovrebbe essere recuperabile ovunque. 

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Io propongo "Una cosa divertente che non farò mai più" di David Forster Wallace che credo sia lungo non più di 150 pagine ed è facilmente reperibile (c'è anche la versione audiolibro letta da Battiston che è fantastica!).

Edited by Maya
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Anch'io propongo un libro brevissimo (un'opera teatrale, in realtà): Piccoli crimini coniugali, di Eric-Emmanuel Schmitt.

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Allora abbiamo come primo sorteggio

 

Viserion: uno, nessuno, centomila

Koorlick: piccoli crimini coniugali

 

 

Direi che ci possiamo trovare qui il 14 di Maggio. 

 

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Ho finito Le Meraviglie del Duemila di Salgari. Il mio commento potrebbe ridursi a un'unica parola: meh. Io non leggo fantascienza, ma ho fatto moltissima fatica a "sospendere la mia incredulità". Una storia non c'è fino all'ultimo quarto di libro, e quando c'è è francamente assurda. Se non altro, il libro è stato interessante per constatare ciò che agli inizi del '900 era opinione accettata e accettabile da inserirsi in un libro di un noto scrittore italiano. Le pagine trasudano di razzismo, imperialismo ed elogi allo sfruttamento illimitato della natura (e con questo non voglio muovere alcuna accusa di politicamente scorretto, totalmente senza senso trattandosi di un libro scritto "ai vecchi tempi"). Un uomo giunto dal Novecento si sorprenderebbe non poco nel constatare i progressi che fortunatamente e innegabilmente gli uomini del Duemila hanno fatto su questo fronte (almeno in quanto a consapevolezza che si tratta di problemi), nonostante tutti i limiti che ancora ci sono.

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Nel mio recupero delle puntate precedenti :ehmmm: ho finito La scomparsa di Majorana. Un bel libro e ben scritto. Personalmente non avevo mai sentito parlare di Majorana, e figuriamoci della sua scomparsa. Forse un libricino "d'indagine" come questo avrei potuto apprezzarlo meglio avendo le basi, le minime informazioni sulla vita dello scienziato. Ma forse anche no, dato che, sebbene per sprazzi, Sciascia descrive (quelli che credo siano) i punti più importanti della biografia di Majorana. In casa ho un libro simile sempre di Sciascia su Moro, chissà che ispirato da Koorlick possa proporlo al prossimo turno :blink:

 

Ho recuperato in biblioteca Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico. Così poi potrò passare ai libri del turno corrente :ehmmm:

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Ho finito il recupero (anzi in realtà sarà finito quando prenderò di nuovo Audible e ascolterò Complotto contro l'America). La favola di Sepulveda è davvero carina. Come tutte le fiabe non è solo rivolta al bambino, ma dice qualcosa di profondo anche all'adulto (o meglio, nel mio caso al vecchio adolescente o al giovane adulto, decidete voi :blink:)

 

Ora inizio a leggere Uno, nessuno, centomila :lol:

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