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La politica del Bel Paese


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@Marcomplimenti per l'analisi. molto interessante anche se per noi diventa una lettura inquietante.

io inizio a pensare che l'italia non è fatta per una democrazia di tipo parlamentare. bisognerebbe trovare un altro sistema perchè così non si può andare avanti. dare meno peso al parlamento e più all'esecutivo (con garanzie ovviamente). eleggere direttamente l'esecutivo. si vota x un governo con suo programma e via. ma continuare ad assistere a questo scempio anche no. sembra veramente una presa per il c**o.

il pd va avanti sulla retorica ridicola che se governassero lega e fdl sarebbe la fine delle democrazia, quando non si accorge, insieme alla classe politica tutta, che il terreno sta sempre più diventando fertile per un sistema non democratico. questo per il semplice motivo che le persone, gli italiani, sostanzialmente non credono più nel nostro sistema democratico. si vota ma poi questi voti si spostano nel parlamento. si vota ma poi partiti disattendono quello che avevano promesso alla completa luce del sole. c'è proprio un totale scollamento tra politica/stato e resto del paese. e se si va avanti così ancora per qualche anno non so quanto gli italiani possano reggere.

io quando si andrà a votare ragionerò al contrario. non voto un partito e suo programma, ma vedrò quello meno peggio e via. e penso che per tanti è sarà così.

 

intanto altra uscita geniale da un quasi ex ministro, spadafora, m5s. che dice candidamente che di sport non sapeva niente. questo si era già capito. ma fare un uscita simile adesso significa che manca proprio la materia grigia oltre alle competenze. poi ci si lamenta se le persone sono incazzate

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Ma se l'ho sentito dire esattamente l'opposto... :ehmmm: non che non creda alle tue parole, sono quelli del PD che cambiano idea ogni 2x3.

Non vogliono stare al governo con dei sovranisti ma li hanno per alleati politici.

Geniale.

 

Comunque @rhaegar84 i cinque stelle hanno la soluzione: non dicevano che il Parlamento non serviva a nulla?

Loro novelli baluardi della democrazia.

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Il 4/2/2021 at 20:47, Mar ha scritto:

Per carità, il bipolarismo estremo è roba da anglosassoni isolani / isolazionisti. Siamo europei continentali, teniamoci le nostre tradizioni giuridico-politiche, ma fatte come si deve :). A questo proposito, se posso sul proporzionale tedesco : metà dei seggi del Bundestag sono assegnati in tot. collegi uninominali (in cui è suddiviso l'intero Stato federale) col classico maggioritario first-past-the-post, l'altra metà sono si voti al partito (senza preferenze), ma con soglia di sbarramento al 5% (o la conquista di almeno tre dei seggi di cui sopra). Così si, si garantisce una vera rappresentanza sia a chi è particolarmente forte localmente, sia a chi va bene a livello nazionale. E se c'è sproporzione tra le % di seggi e voti, allora subentra il numero variabile di seggi overhang (non saprei come viene tradotto, "appesi" ?) per riequilibrarle il più possibile.

 

Per non parlare poi del loro Senato, dove siedono pochi membri, rappresentanti regionali, eletti indirettamente. La Renzi-Boschi praticamente :blink:.

 

Tempo fa uscì uno studio (non sono più in grado di rintracciarlo, ma se ci riuscirò lo linkerò) in cui si chiedeva agli italiani quali fossero le figure istituzionali da cui si sentivano maggiormente garantiti e ricordo che, dopo ovviamente figure terze o di grande prestigio come il Presidente della Repubblica, c'era immancabilmente il sindaco del proprio comune o città (prima che arrivi qualcuno ad obiettare "eh ma la Raggi", "eh ma Sala", "eh ma PincoPanco", ricordo si trattava della "figura istituzionale", non della "personalità politica").

Ora io magari sbaglierò, ma sarà che questa maggiore garanzia e fiducia deriva anche dal fatto che i nostri sindaci sono scelti con l'unica legge elettorale decente che abbiamo nel nostro paese? L'unica che garantisce un corretto equilibrio tra rappresentatività e governabilità? E che non si capisce perchè non venga presa e trasposta (con i dovuti aggiustamenti) a livello nazionale?

 

Il 4/2/2021 at 20:47, Mar ha scritto:

Forse in passato avevo già citato questi numeri, ma tanto vale la pena ripeterli. C'è un pezzo di elettorato, a dir poco un terzo, che in questi anni post 2008-2009 (quindi, ancora, dopo la Crisi) corre come impazzito dietro il fenomeno del momento, che se inizialmente era il Renzismo guascone (in linea per altro con l'ottimismo Berlusconiano), nel corso del decennio si è trasformato nel populismo più duro e puro. Letteralmente la metà dell'ultimo Parlamento, QUESTO stesso ancora in carica che forse darà la Maggioranza a DRAGHIIII :stralol:, è stato formato sull'onda del più velenoso, incompetente e misinformato anti- .... -piùomenotuttoquelchecapita.

 

Andrebbe però inserito nell'analisi anche il dato sul progressivo aumento dell'astensione (sulla cui collocazione ho una mia personalissima teoria, cu cui non mi dilungherò al momento), perchè da quel punto di vista ci stiamo sempre più avvicinando (purtroppo) ad un modello americano, con partecipazione di poco superiore al 50-55%.

 

Quanto a Draghi, fatta la dovuta premessa che in politica, come nella vita quotidiana, gli assegni in bianco non si firmano a NESSUNO, e nessuno dovrebbe MAI essere visto come l'Uomo Nuovo a cui ci si affida al grido di "salvaci tu"...mi auguro che, dalla parte politica cui idealmente faccio riferimento (che peraltro credo manco sia in parlamento, quindi zero problemi :blink:) non ci si ancori a una formula politica o una persona, ma alla solidità del proprio impianto valoriale: questione sociale, inclusione, equità, welfare, ambiente, parità di genere, antirazzismo, antifascismo, accoglienza.

 

Al netto della gestione della pandemia, ci sono delle decisioni che Draghi dovrà prendere presto su questi temi, anche per i provvedimenti in scadenza, e a questi appuntamenti, per quanto mi riguarda, lo aspetto per giudicarlo. Così come  a quelli che riguardano il precariato, la dignità del lavoro e dei salari.

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Ad ogni modo mi pare innegabile che su questa linea finora sia stato fatto abbastanza poco e male. Tanto per tanto almeno c'è la possibilità di un cambiamento.

Quanto all'impianto valoriale concordo ma sia in Parlamento che in altre realtà si nota spesso che la coerenza è un'optional.

 

Comunque qualcuno mi spieghi come è possibile che alle consultazioni con il Presidente della Repubblica ci vada uno che manco è eletto in Parlamento. 

 

Crimi "abbiamo affrontato la crisi pandemica nel miglior modo possibile e ottenuto tanti risultati importanti" 

Poi però parla di umiltà. Appunto la coerenza, specialmente di fronte ai risultati.

Cita anche la lealtà, loro sempre leali. Infatti stavano insieme sia con la Lega che col PD poi. Più che lealtà io userei un altro termine.

E ancora "Questo paese ha bisogno di una politica industriale attenta all'ambiente e alla salute".

Bello. Giustissimo.

E perché finora non si è fatto nulla? Al governo c'ero mica io per 3 anni :ehmmm:

Hanno fatto scelte coraggiose per migliorare il paese anche a scapito del consenso. 

Immagino che regalare soldi rientri nel ragionamento.

Bisognerà gestire bene i soldi del Recovery Plan perché l'Europa ci guarda.

Peccato che dell'Europa avevano ben scarsa opinione tempo fa, avessero continuato a seguire Farage tra loro e la Lega saremmo usciti dall'Europa.

 

Comunque non si è capito che vogliono fare. Lo metteranno ai voti di Rousseau?

Grillo ha disertato le dichiarazioni, vedremo se farà lo stesso anche sui social.

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2 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

Comunque qualcuno mi spieghi come è possibile che alle consultazioni con il Presidente della Repubblica ci vada uno che manco è eletto in Parlamento.

 

Si tratta di una cosiddetta "convezione costituzionale", vale a dire una consuetudine tacitamente accettata e diventata prassi. Questo perché nella Costituzione mancano indicazioni precise circa la procedura di nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri da parte del Presidente della Repubblica (art. 87 e 92)

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9 ore fa, joramun ha scritto:

Tempo fa uscì uno studio (non sono più in grado di rintracciarlo, ma se ci riuscirò lo linkerò) in cui si chiedeva agli italiani quali fossero le figure istituzionali da cui si sentivano maggiormente garantiti e ricordo che, dopo ovviamente figure terze o di grande prestigio come il Presidente della Repubblica, c'era immancabilmente il sindaco del proprio comune o città (prima che arrivi qualcuno ad obiettare "eh ma la Raggi", "eh ma Sala", "eh ma PincoPanco", ricordo si trattava della "figura istituzionale", non della "personalità politica").

Ora io magari sbaglierò, ma sarà che questa maggiore garanzia e fiducia deriva anche dal fatto che i nostri sindaci sono scelti con l'unica legge elettorale decente che abbiamo nel nostro paese? L'unica che garantisce un corretto equilibrio tra rappresentatività e governabilità? E che non si capisce perchè non venga presa e trasposta (con i dovuti aggiustamenti) a livello nazionale?

 

 

Ho capito bene? Anche tu sei per il "Sindaco d'Italia", elezione diretta al primo turno se si prende il 50%+1, altrimenti secondo turno con ballottaggio tra i due candidati più votati? In pratica il Presidente della Repubblica in Francia (ideato da un conservatore nazionalista come De Gaulle, che odiava la degenerazione del parlamentarismo in partitocrazia instabile). Il sogno di Matteo R e Matteo S. E della Meloni. Diciamo di tutta la Destra, va. :unsure:

 

 

 

9 ore fa, joramun ha scritto:

Andrebbe però inserito nell'analisi anche il dato sul progressivo aumento dell'astensione (sulla cui collocazione ho una mia personalissima teoria, cu cui non mi dilungherò al momento), perchè da quel punto di vista ci stiamo sempre più avvicinando (purtroppo) ad un modello americano, con partecipazione di poco superiore al 50-55%.

 

 

Se non sbaglio siamo passati "solo" dal 90% al 70% circa, non il massimo, ma ancora in linea con le altre grandi d'Europa. E proprio l'astensionismo, non sarebbe da mettere in conto con un passaggio al Presidenzialismo?

 

Alla fine ogni modello (se fatto bene, s'intende), aldilà delle proprie preferenze, ha i suoi pro e contro. E il conseguente inevitabile adattamento del gioco politico (figuriamoci noi poi, patria delle legge e dell'inganno). Il punto sta nel prenderne atto e comportarsi correttamente (quindi siamo fregati :ehmmm:).

Ad esempio, oggi ci lamentiamo di essere in balia del populismo e della strumentalizzazione (come l'invenzione, tutta farina del sacco della politica, di Governo "tecnico" e "non eletto del popolo"). Ma non è affatto detto che col Presidenzialismo le cose andrebbero meglio; io non ho difficoltà a immaginare una politica da un lato meno pluralista, dall'altro ancora più personalista, populista e polemica.

 

 

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1 ora fa, Mar ha scritto:

Ho capito bene? Anche tu sei per il "Sindaco d'Italia", elezione diretta al primo turno se si prende il 50%+1, altrimenti secondo turno con ballottaggio tra i due candidati più votati? In pratica il Presidente della Repubblica in Francia (ideato da un conservatore nazionalista come De Gaulle, che odiava la degenerazione del parlamentarismo in partitocrazia instabile). Il sogno di Matteo R e Matteo S. E della Meloni. Diciamo di tutta la Destra, va. 

 

Del modello francese alla destra italiana interessa il presidenzialismo, non il meccanismo elettorale. Io non ho mai teorizzato nè auspicato il passaggio al presidenzialismo.

Senza contare che tra il modello elettorale francese e quello con cui noi eleggiamo i nostri sindaci ci sono grosse differenze, quindi il paragone sussiste ancora meno.

 

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io farei come per regionali. il ballottaggio per me sfalsa le votazioni stesse. e di solito al secondo turno va molta meno gente a votare. cmq in linea di principio ballottaggio o meno si avrebbe almeno un vincitore alla fine delle elezioni.

ma appunto la sinistra e partitini non accetteranno mai

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Il 6/2/2021 at 21:34, joramun ha scritto:

Del modello francese alla destra italiana interessa il presidenzialismo, non il meccanismo elettorale. Io non ho mai teorizzato nè auspicato il passaggio al presidenzialismo.

Senza contare che tra il modello elettorale francese e quello con cui noi eleggiamo i nostri sindaci ci sono grosse differenze, quindi il paragone sussiste ancora meno.

 

Ok quindi non ho capito bene:)

 

 

Tornando al presente, ammetto di essere deluso anche io dalla convergenza del PD su LeU e i 5S. Chiaramente Bersani, Fratoianni &co percepiscono nel loro populismo "di sinistra" echi comunisti. Ma, prima di tutto, il luogo comune sui vecchi compagni almeno era che si trattasse quantomeno delle migliori persone, a livello umano, su piazza. Non mi sembra proprio che si possa dire lo stesso in questo caso. Secondo, la cosa non mi pare sia particolarmente ricambiata. Terzo, non ne vedo la necessità, sia a livello di operazione comunicativa, che di strategia elettorale.

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Ok quindi non ho capito bene
 
 
Tornando al presente, ammetto di essere deluso anche io dalla convergenza del PD su LeU e i 5S. Chiaramente Bersani, Fratoianni &co percepiscono nel loro populismo "di sinistra" echi comunisti. Ma, prima di tutto, il luogo comune sui vecchi compagni almeno era che si trattasse quantomeno delle migliori persone, a livello umano, su piazza. Non mi sembra proprio che si possa dire lo stesso in questo caso. Secondo, la cosa non mi pare sia particolarmente ricambiata. Terzo, non ne vedo la necessità, sia a livello di operazione comunicativa, che di strategia elettorale.
La presenza di LeU in quella maggioranza era inspiegabile all'inizio (perché si sapeva benissimo che né il PD né i 5S erano dei partiti di sinistra) e lo è stata a maggior ragione in corso d'opera, visto che delle intenzioni con cui si era partiti ne sono state attese assai poche, a partire dall'abolizione dei decreti sicurezza per finire con la progressività fiscale.
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Essendo LeU ed ex MDP art 31 (che non ho più capito se esiste ancora) delle costole nate dal PD non mi sorprende la loro presenza. Anche perché altrimenti col loro 2/3% mai avrebbero potuto esprimere un ministro. E che ministro.

Mi sembra particolarmente calzante la definizione data da Meloni o un'altra politica secondo cui il PD eun partito composto dai rimasugli di altro. 

È divertente però come ora propongano di fare cose che potrebbero aver fatto anche prima, perché erano al governo ma forse non se ne erano accorti. :ehmmm:

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non capisco da parte del pd ma anche di conte l'insistere su una alleanza pd+m5s anche per il futuro. soprattutto alle elezioni. cioè si sono insultati per anni e adesso vanno a braccetto. dal punto di vista elettorale dubito questa alleanza possa portare voti. anzi m5s potrebbe subire una perdita ancora maggiore di quella prevista adesso nei sondaggi. hai tirato su la tua base elettorale soprattutto contestando i partiti "classici" e poi ti allei con quello che ne è il paradigma. tanti elettori non rivoteranno mai 5 stelle con pd attaccato.

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