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La politica del Bel Paese


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5 ore fa, Menevyn ha scritto:

Vale per tutti i partiti, però.

 

Vero, ma nel caso del PD è più palese, o almeno è questa la mia impressione. Il PD in teoria dovrebbe essere il partito più "responsabile" del Parlamento, quello su cui fare maggiormente affidamento e che esprima le maggiori competenze, per cui vedere ogni suo segretario attribuire la colpa della sconfitta elettorale al nemico o al "traditore" (in questo caso Calenda) mi dà abbastanza sui nervi.

Il resto del tuo discorso sull'allergia alle responsabilità ovviamente lo condivido in pieno.

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19 ore fa, joramun ha scritto:

 

Non esistono soluzioni "nè di destra nè di sinistra". Anzi, il mantra "nè di destra nè di sinistra" è uno dei topoi tipici del populismo

 

E come no.

 

 

Invece dividere binariamente e dogmaticamente la realtà tra bianco e nero è una costruzione intellettuale inattaccabile che dimostra puntualmente la sua utilità nello spiegare la complessità del mondo. Mai soggetta a cortocircuiti ideo/logici. La politica è un semicerchio piatto fermo al centro dell'universo. Quando si raggiunge un estremo si cade all'inferno degli eretici. Non attraversate quelle colonne, hic sunt dracones, ecc.

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4 ore fa, Mar ha scritto:

Invece dividere binariamente e dogmaticamente la realtà tra bianco e nero è una costruzione intellettuale inattaccabile che dimostra puntualmente la sua utilità nello spiegare la complessità del mondo. Mai soggetta a cortocircuiti ideo/logici. La politica è un semicerchio piatto fermo al centro dell'universo. Quando si raggiunge un estremo si cade all'inferno degli eretici. Non attraversate quelle colonne, hic sunt dracones, ecc.

 

Ti consiglio di fare una googlata veloce e cercare chi è che ha come proprio motto "nè rossi nè neri ma liberi pensieri".

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20 ore fa, joramun ha scritto:

Ti consiglio di fare una googlata veloce e cercare chi è che ha come proprio motto "nè rossi nè neri ma liberi pensieri".

 

 

Quindi in meno di 24 ore sei passato da o destra o sinistra a o nero o rosso? :stralol:

 

Comunque su Google preferisco cercare altro, ti lascio il piacere di indovinare cosa. Perchè invece non provare ad aprirmi gli occhi? Nel mio piccolo ti ringrazierei per avermi mostrato la verità, e lo so non te ne faresti granchè. Molto più in grande consiglierei io a te di rendere la cosa pubblica, avresti definitivamente rotto/risolto una volta per tutte la storia, la filosofia, la politica e chissà quanti altri campi in cui l'umanità si rompe la testa da millenni. Scrivici un libro e se non ti danno il premio nobel per la letteratura è perchè è tutto un magna magna. Crea un partito, prometto di votartelo.

 

 

 

 

Il 10/10/2022 at 19:32, Mar ha scritto:
Il 10/10/2022 at 00:10, joramun ha scritto:

 

Non esistono soluzioni "nè di destra nè di sinistra". Anzi, il mantra "nè di destra nè di sinistra" è uno dei topoi tipici del populismo

 

E come no.

 

 

Invece dividere binariamente e dogmaticamente la realtà tra bianco e nero è una costruzione intellettuale inattaccabile che dimostra puntualmente la sua utilità nello spiegare la complessità del mondo. Mai soggetta a cortocircuiti ideo/logici. La politica è un semicerchio piatto fermo al centro dell'universo. Quando si raggiunge un estremo si cade all'inferno degli eretici. Non attraversate quelle colonne, hic sunt dracones, ecc.


Te la rifaccio, ancora più semplice. Se e quando ne avrai voglia (anche in futuro, eventualmente in un topic apposito, basterà @taggarmi) prova a dimostrare perchè non esistono soluzioni nè di destra nè di sinistra e perchè dire che "una cosa non è nè di destra nè di sinistra" è peggio di dire che "una cosa o è di destra o è di sinistra". Assoluti. Sempre, ovunque e comunque. Bene e Male. X e Y. 0 e 1. Giuro che divento il tuo seguace più duro e puro, come tutti gli scettici convertiti, che ti faccia piacere o meno, o mio futuro eventuale profeta rivelatore del verbo. Vai :

 

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Quando leggo questo tipo di discussioni mi viene da citare Davos e Melisandre:

 

“I would say my parts are mixed, m’lady. Good & bad.”

“A grey man. Neither white nor black, but partaking of both. Is that what you are, Ser Davos?”

“It seems to me that most men are grey.”

If half an onion is black with rot, it is a rotten onion. A man is good, or he is evil.

 

Oppure i filosofi stoici secondo cui fra l'annegare a pelo d'acqua o in fondo al mare non c'è differenza.

 

Anche se il mondo non è solo bianco o nero, le sfumature di grigio sono a seconda dei casi più vicine o al bianco o al nero, non si scappa. In politica è lo stesso, ci sono modi diversi di essere di destra o di sinistra, ma tutto si riconduce a questa dicotomia. A seconda dei contesti un atto apparentemente neutro, o "tecnico", può essere progressista/riformista o conservatore/reazionario. A fare la differenza sono la finalità e l'effetto dell'atto politico.

 

Mio umile e non richiesto pensiero. :ehmmm:

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Beh, insomma, anche le persone hanno i loro strati, psicologicamente parlando. :blink: Comunque, nel mio discorso non intendo dire che essere una persona di sinistra significhi essere buono ed essere di destra cattivo, o viceversa. L'etica individuale e le idee politiche non vanno a braccetto necessariamente (meglio precisare, non si sa mai!)

 

Intendo dire che così come il concetto di non essere né buoni né cattivi è a mio avviso fallace, altrettanto lo è il non essere né di destra né di sinistra.

 

 

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13 ore fa, Jacaerys Velaryon ha scritto:

Anche se il mondo non è solo bianco o nero, le sfumature di grigio sono a seconda dei casi più vicine o al bianco o al nero, non si scappa. In politica è lo stesso, ci sono modi diversi di essere di destra o di sinistra, ma tutto si riconduce a questa dicotomia. A seconda dei contesti un atto apparentemente neutro, o "tecnico", può essere progressista/riformista o conservatore/reazionario. A fare la differenza sono la finalità e l'effetto dell'atto politico.

 

Questo, ed in più il fatto che a questa riflessione si aggiunge sovente quella (retoricissima, e quindi intrinsecamente populista) del "tecnico che, se messo al potere, agirà al di fuori dei rigidi e stupidi paraocchi delle "opposte ideologie", ed attuerà solo riforme "neutre", non di destra o di sinistra, ma dettate dalla competenza".

 

A prima vista, un’affermazione di puro buon senso, quasi tautologica, che però contiene in sè una fallacia, un bias che è piuttosto radicato. Si basa sull’ostinata presunzione che la competenza in politica sia un valore neutro. L’esempio che spesso si riporta per dimostrarla – nessuno si farebbe mai curare da un medico privo di titoli – è fuorviante, perché il medico persegue sempre il bene del paziente. È ovvio che, in questo caso, essendo la salute del paziente un fine disinteressato, la competenza rappresenta sia un valore in sé sia un bagaglio di conoscenze neutrali. Ma così non è per il politico, perché le motivazioni che lo muovono non sono mai neutre e disinteressate. Le assemblee elettive non sono infatti luoghi della competenza, a cui – a ben vedere – si accede piuttosto per concorso pubblico, ma luoghi della rappresentanza e della mediazione fra interessi particolari divergenti. Un politico è competente nella misura in cui riesce a rappresentare e concretizzare gli obiettivi delle classi sociali di riferimento che lo hanno eletto ed è, al contrario, incompetente se si mette a fare gli interessi di qualcun altro, o come purtroppo troppo spesso accade, si ammanta di un falso universalismo e ciancia di voler fare "l'interesse di tutti".

 

Non ci vuole, perciò, molto per comprendere che lo scopo di questa strategia non sia tanto negare la competenza di una parte politica, quanto negare la realtà del conflitto sociale, negare l’evidenza di interessi economici contrapposti che lottano fra loro. Tutto ciò è stato possibile perché, negli ultimi decenni, si è scientemente scelto di anestetizzare il conflitto sociale, ritenuto divisivo, foriero di tensioni; Paolo Gerbaudo, sociologo e Direttore del Centro di Ricerca sulla Cultura Digitale al King's College di Londra, ha definito questa degenerazione "cartellizzazione dei partiti", i quali cessano di rappresentare blocchi di società con interessi diversi e diventano "un unico grande cartello il cui obiettivo è quello di rappresentare ciascuno gli interessi di tutti". Il risultato è che i partiti smettono di rappresentare i cittadini presso lo Stato, ma fanno il contrario, ovvero rappresentano lo Stato (specie attraverso la partecipazione al governo) presso i cittadini.

 

E ritorniamo al mito del falso universalismo. Il "tecnico neutro" è il deus ex machina della narrazione post-ideologica, è il Mister Wolf di Pulp Fiction fatto sostanza. Siamo, insomma, nel sogno bagnato di chi brama un amministratore delegato, o meglio un Ceo, messo a comando di un Paese. Lo Stato come un’azienda, e il governo, privato della sua imprescindibile funzione di accountability, come un consiglio di amministrazione, e non è un caso che chi si è fatto più forte di tutta questa narrazione (Berlusconi prima, Renzi e Calenda poi) o abbiano infarcito la propria retorica di metafore aziendali o avessero proprio in quell'ambito le proprie origini.

 

Il "tecnico neutro" diventa l’unico possibile interprete dei problemi di ciascuna classe sociale, le sue stesse competenze agiscono come camera di compensazione degli interessi contrapposti, come in una salomonica scala gerarchica delle priorità che nessuno oserebbe contestare, perché non abbastanza qualificato, non altrettanto competente.

 

Due esempi, in proposito: durante l'insediamento del Governo Draghi, commentando la diretta della fiducia al Senato, Aldo Cazzullo chiosò "adesso per punizione Draghi dovrà seguire, composto e senza distrarsi, sessantotto interventi", come se il dibattito fra i rappresentanti eletti fosse una perdita di tempo per una tale indiscutibile competenza, come se il governo dei competenti non dovesse, appunto, rendere conto a nessuno, tanto meno al parlamento. Ancora...

Sempre sul Corriere della Sera, Antonio Polito si spinse persino oltre, in un editoriale in cui celebra l’incarico di Mattarella a Draghi, senza previo consulto con i leader politici, come un ritorno "allo Statuto". La citazione è significativa, perché si rifà a un articolo del 1897 di Sidney Sonnino, in cui il deputato della Destra storica, denunciando "il cumulo degl’interessi particolari" che avrebbero ostacolato "la rappresentanza dell’interesse collettivo e generale" (e vedete se queste parole vi tornano nuove), invocava il ritorno all’interpretazione alla lettera dello Statuto Albertino: responsabilità del governo solo davanti al Re che lo nominava, con conseguente indebolimento della funzione di controllo delle maggioranze parlamentari.

 

L’auspicio di Sonnino era già reazionario nel 1897, figuriamoci quanto lo sia oggi, nel ventunesimo secolo.

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1 ora fa, Jacaerys Velaryon ha scritto:

Intendo dire che così come il concetto di non essere né buoni né cattivi è a mio avviso fallace, altrettanto lo è il non essere né di destra né di sinistra.

 

E invece per me non lo è. Una persona può avere idee sia di destra che di sinistra, a seconda degli argomenti, del suo vissuto e della sensibilità personale. Per questo in ASOIAF Davos è uno dei personaggi più morali e Melisandre SPOILER TWOW E GOT 6

Spoiler

sarà quella che brucerà Shireen sul rogo.

 

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Appunto. Davos, uno dei personaggi più "buoni" di ASOIAF, è un ex criminale; nonostante abbia dei lati oscuri è una figura positiva, tende più al bianco che al nero. Allo stesso modo, possono coesistere idee di destra e di sinistra in una persona, ma una delle due tendenze prevale per forza (la differenza è che puoi essere di destra o sinistra "centrista" oppure più radicale).

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Mode MOD on

 

Attenzione solo a non andare fuori tema: la discussione su "destra" e "sinistra" qui si può affrontare, ma calandola sul caso italiano. Se volete parlarne in termini più generali, dovete spostarvi una discussione "ad hoc" come questa: 

 

 https://www.labarriera.net/forum/index.php?/topic/18074-cosè-la-destra-cosè-la-sinistra-e-soprattutto-perché-voti-così/page/7/&tab=comments#comment-747144

 

 

Potete anche in alternativa aprirne una ancora più specifica.

 

Buon proseguimento

 

Mode MOD off

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Allora, secondo il mio schema di diverse settimane fa, le elezioni per il PD sono andate "male" poco sopra il limite "catastrofe". :D Onestamente pensavo circa un punto in meno a +E e uno in più al PD, ma effettivamente è un marchio che è diventato troppo repulsivo.

Questo rispetto alle attese.

Rispetto al 2018 ovviamente i maggiori sconfitti sono M5S e Lega, anche se a leggere i giornali non sembra così e dipingono Conte più o meno come Napoleone dopo Austerlitz.

In effetti è interessante come il PD aumenti di circa un punto percentuale il suo peso parlamentare rispetto al 2018 (quindi calcolato rispetto a prima della scissione di IV e AZ) in entrambe le camere.

 

 

 

 

Comunque la notizia fresca fresca è l'elezione al primo turno di Ignazione come Presidente del Senato con ben 28 voti provenienti dall'opposizione.

My two cents: mossa estremamente intelligente per l'opposizione. Vedremo se porterà dei frutti, ma sicuramente molto molto molto intelligente.

Vi lascio commentare e poi vi dico chi l'ha orchestrata. ;)

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La legislatura inizia subito con qualche spunto interessante: La Russa è stato eletto presidente del senato al primo scrutinio. 

Siccome Forza Italia si è tirata indietro e non lo ha votato, i voti per l'imitatore di Fiorello sono gioco forza arrivati anche dall'opposizione. Dati per certi i voti di Renzi e Calenda, scatta ora la ricerca dei "disponibili".

Primo giorno "succoso".

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11 minuti fa, joramun ha scritto:

Dati per certi i voti di Renzi e Calenda, scatta ora la ricerca dei "disponibili".

 

Calenda è troppo fanciullino pascoliano per prestarsi.

E Renzi, anche se sta cercando di intestarsi la cosa o quantomeno di dire che c'era la sua benedizione, a questo giro si è fatto precedere.

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