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La politica del Bel Paese


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Ancora meglio, in molte scuole è vietato usarli e portarli. Ma il vero problema è cosa ci fanno i ragazzi a casa e che i genitori non li monitorano. 

Poi c'è poco da venirsi a lamentare della scuola o coi professori. Per la legge noi non possiamo controllare i telefoni ma nemmeno gli zaini degli alunni. I genitori si però dovrebbero.

Come insegnante posso al massimo spiegare i rischi, le buone pratiche ma poi mi fermo qui. Invece spesso a ragazzini anche molto piccoli vengono lasciati dispositivi senza alcun controllo da parte degli adulti.

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Il 27/11/2022 at 18:45, joramun ha scritto:

Aridaje. Non parliamo di iperuranio. Parliamo di discipline il corpus è consolidato, ed è un corpus teorico che deriva dalla pratica, dall'applicazione e dalla sperimentazione. Cosa vuol dire questo? Che nei molteplici contesti pratici in cui tali principi sono stati applicati si sono dimostrati validi ed  efficaci  altrimenti non sarebbero entrati a far parte dell'insieme di principi su cui si fondano le discipline.

E questo per essere consolidato e sperimentato quanti anni fa dovrebbe essere accaduto? Oltretutto sperimentato dove? In classe da insegnanti o con esperimenti psicologici fatti in contesti ad hoc. C'è una certa differenza.

E comunque continuo a portarti proprio la mia esperienza personale gli psicologi non sanno mai dare indicazioni concrete rispetto ai casi di cui si discute, spesso non sembrano avere neanche idea si come funziona una classe o di quelli che sono contenuti e mezzi.

Il 27/11/2022 at 18:45, joramun ha scritto:

E invece quand'è che hai avuto esperienza pratica dell'efficacia di umiliare pubblicamente un ragazzo?

Secondo me bisognerebbe capire cosa si intende.

Se uno non ha studiato e prende 4 (pur non dicendo mai io il voto pubblicamente) gli dico che avrebbe dovuto studiare e almeno stare attento durante le lezioni senza dargli dell'asino o facendogli fare il giro della classe col cappello orecchiuto addosso. 

Se uno mi porta il tema per casa copiato su internet lo dico davanti a tutti che i temi non si copiano su internet e che come da regola si prende un 4 e una nota. 

Magari è uno recidivo e tanto continuerà ma la vera svolta è che serve da monito ai compagni. 

Invece coi tempi che corrono succederà che dovrò scusarmi io insegnante che l'ho interrogato e farmi propinare una delle tante storielle che si inventano gli studenti.

Secondo me un po' di sana vergogna è opportuna ogni tanto perché solo se si percepisce dal profondo allora si capisce di aver sbagliato. 

Da qui a parlare di bacchette o olio di ricino ce ne passa parecchio.

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40 minuti fa, Lyra Stark ha scritto:

Se uno non ha studiato e prende 4 (pur non dicendo mai io il voto pubblicamente) gli dico che avrebbe dovuto studiare e almeno stare attento durante le lezioni senza dargli dell'asino o facendogli fare il giro della classe col cappello orecchiuto addosso. 

Se uno mi porta il tema per casa copiato su internet lo dico davanti a tutti che i temi non si copiano su internet e che come da regola si prende un 4 e una nota. 

Magari è uno recidivo e tanto continuerà ma la vera svolta è che serve da monito ai compagni. 

Invece coi tempi che corrono succederà che dovrò scusarmi io insegnante che l'ho interrogato e farmi propinare una delle tante storielle che si inventano gli studenti.

Secondo me un po' di sana vergogna è opportuna ogni tanto perché solo se si percepisce dal profondo allora si capisce di aver sbagliato. 

 

Secondo me, qui si parla di cose molto diverse. L'umiliazione non è dire a un ragazzo o a una ragazza: non hai studiato, potevi fare meglio, non si copia da Internet ecc. L'umiliazione implica il creare uno stato di vergogna attraverso l'avvilimento e la mortificazione dell'individuo. Implica un giudizio fortemente negativo dato alla persona e non all'azione. L'insegnante è chiamato o chiamata ad offrire un giudizio rispetto al compito svolto: fa proprio parte del suo ruolo. Non è questo in discussione - redo - quanto piuttosto i casi (che per fortuna sono isolati e non una prassi) in cui il o la docente estende il giudizio negativo alla persona e lo fa mortificando pubblicamente l'individuo, creando uno stato di avvilimento che, oltretutto, è proprio quello in cui per reazione sboccia poi il bullismo.

 

Poi io non entro nel merito dei metodi pedagogici o psicologici. Mi permetto di osservare che la singola esperienza non è mai esaustiva. Non metto assolutamente in dubbio che nella tua esperienza il supporto di psicologici ed esperti sia servito poco o nulla nell'aiutarti a gestire criticità concrete in classe  - criticità che abbondano nel sistema scolastico nazionale anche a causa della penuria di risorse per il sostegno. Tuttavia, l'esperienza personale non esclude che ci possano essere altre situazioni in cui invece non è andata così e che potrebbero essere la maggior parte. Metto le mani avanti dicendo che non ho dati a supporto di una tesi o dell'altra. 

 

1 ora fa, Lyra Stark ha scritto:

Ma il vero problema è cosa ci fanno i ragazzi a casa e che i genitori non li monitorano. 

 

Il problema è che ci sono famiglie disattente, insegnanti inadeguati/e, scuole allo sfascio. Ma ci sono anche famiglie attente, insegnanti in gamba, scuole che ce la mettono tutta. Il punto è che, come dice un proverbio africano, "ci vuole un villaggio intero per crescere un bambino". 

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1 ora fa, Maya ha scritto:

Secondo me, qui si parla di cose molto diverse. L'umiliazione non è dire a un ragazzo o a una ragazza: non hai studiato, potevi fare meglio, non si copia da Internet ecc. L'umiliazione implica il creare uno stato di vergogna attraverso l'avvilimento e la mortificazione dell'individuo. Implica un giudizio fortemente negativo dato alla persona e non all'azione.

Secondo e te e in parte anche forse anche secondo me ma non è così per tutti.

Cosa è successo una volta in cui ho beccato il tema copiato?

Genitori isterici che mi hanno detto che il figlio era andato a casa piangendo e la colpa era mia che non dovevo dare da fare un tema per casa, e non dovevo dare 4 e rimproverare davanti a tutti. Quindi se uno copia il tema e viene beccato poi la colpa è della prof! (Oltretutto non era neanche l'unica volta) E a onor di cronaca non ho mica offeso lo studente, gli ho chiesto a che cosa gli era servito copiare dato che non aveva imparato granché così e soprattutto detto che non è giusto quello che ha fatto non tanto verso i miei confronti pensando che io non me ne accorgessi ma verso quelli dei compagni che invece si sono impegnati e hanno lavorato. 

Invece secondo me è sempre la solita storia: bisogna capire che ci sono delle regole, quali sono i comportamenti da adottare e da non adottare e soprattutto che se si sceglie di non seguire le regole poi ci sono delle conseguenze, non si può sempre passarla liscia. Le conseguenze purtroppo sono qualcosa che i giovani d'oggi abituati ad averla sempre vinta da genitori distratti o iperprotettivi non sanno affrontare. E soprattutto la responsabilità di quello che fanno.

1 ora fa, Maya ha scritto:

creando uno stato di avvilimento che, oltretutto, è proprio quello in cui per reazione sboccia poi il bullismo.

Mah anche questa teoria che i bulli sono tutti giustificati perché qualcuno prima li ha trattati male mi vede perplessa. 

1 ora fa, Maya ha scritto:

criticità che abbondano nel sistema scolastico nazionale anche a causa della penuria di risorse per il sostegno.

Che ci sono è indubbio ma questo è un altro discorso ancora, non un alibi. Anzi, proprio data la penuria di risorse vorrei interfacciarmi con esperti che mi diano puntuali risposte e strategie non opzioni improponibili.

1 ora fa, Maya ha scritto:

Tuttavia, l'esperienza personale non esclude che ci possano essere altre situazioni in cui invece non è andata così e che potrebbero essere la maggior parte.

Sicuramente ci saranno, lo spero! Ma la mia esperienza è anche l'esperienza di molti colleghi che conosco non solo mia isolata.

Capisco la necessità di portare acqua al mulino di Joramun, ma d'altronde è semplice razionalità: come fa uno che non ha mai insegnato e messo piede in quella classe specifica (ogni classe è un microcosmo, e ogni scuola un cosmo più grande) a dare strategie e risposte che non siano vaghe e legate solo alla parziale conoscenza del soggetto (che spesso vede 3/4 volte in un anno)? Sarebbe necessaria più collaborazione, più tempo. E invece il modo di porsi è proprio quello che descrive Joramun: ma noi abbiamo le teorie, facciamo i test (come se un test in studio fosse la stessa cosa che fare un compito o un'interrogazione) siete voi che dovete applicare, trovare soluzioni e... arrangiarvi di sorta. Salvo poi lamentarsi che se le cose non funzionano è perché gli insegnanti "devono fare meglio con quello che hanno a disposizione", si può fare di più etc. e scaricare sempre il barile. 

1 ora fa, Maya ha scritto:

Il problema è che ci sono famiglie disattente, insegnanti inadeguati/e, scuole allo sfascio. Ma ci sono anche famiglie attente, insegnanti in gamba, scuole che ce la mettono tutta. Il punto è che, come dice un proverbio africano, "ci vuole un villaggio intero per crescere un bambino".

Tutto molto poetico, ma le conseguenze penali poi? Ci sono genitori che pur di discolpare il figlio e sè stessi scaricano sulla scuola le responsabilità. 

Ma qui mi taccio perché ho espresso fin troppo il mio punto di vista e non voglio monopolizzare la discussione.

 

Oltretutto in questi giorni c'è un altro tema caldo e più importante

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@Lyra Stark Ti posso garantire che in totale autonomia di pensiero e senza curarmi troppo di chi potrebbe essere d'accordo con me sono arrivata a sostenere che questa cosa dell'umiliazione come strumento per la crescita sia una clamorosa sciocchezza. Che poi ci sia chi confonde giudizio con umiliazione è sicuro, ma restano due cose diverse nella sostanza oltre che dal punto di vista semantico.

 

Se l'esperienza sul campo fosse il presupposto ultimo per validare la conoscenza, la ricerca scientifica si sarebbe arenata da secoli nell'analisi del mondo sensibile. Invece il nostro sguardo si è spinto fino ai confini dell'universo, nelle profondità dei mari e indietro fino al big bang. Ai giovani come agli adulti non servono umiliazioni, ma umiltà. L'umilità di riconoscere che si è sbagliato e che si può fare meglio di quanto si è fatto.

 

edit:

sul valore dell’ umiliazione nel l’educazione, le parole di Enrico Galiano, insegnante e scrittore:

Ministri digiuni delle basi più elementari della pedagogia ne abbiamo avuti e, temo, ne avremo ancora.

A me fa paura il fatto che non sia il solo a pensarla così.

Sì, forse è ora di dirlo: là fuori è pieno di persone – perfino fra gli educatori e gli insegnanti – convinti sul serio che prendere un ragazzo e umiliarlo davanti a tutti sia un buon modo per insegnargli le regole, il rispetto, la responsabilità delle proprie azioni. Memori forse delle umiliazioni subite da piccoli, un sacco di genitori e adulti in genere credono in questi metodi, e li vorrebbero applicati sempre, perché Solo Così Si Forma Il Carattere!

Ora. Usando un’immagine, è più meno come se ci fosse qualcuno convinto che l’amianto sia un buon materiale per costruire case.

Quando ero piccolo io era pieno di case così, e stavano in piedi che era una meraviglia!”.

Probabile: peccato che la scienza poi abbia dimostrato che l’amianto è tossico e fa morire le persone.

Stessa cosa con l’umiliazione come metodo educativo: sì, ok, si usava. Ma la scienza ha dimostrato ampiamente che è tossica. E sì: anche lei può far morire le persone.”

https://www.illibraio.it/news/storie/umiliazione-riflessione-enrico-galiano-1428527/

 

Per tornare al topic: notizia del giorno è la frana di Ischia su cui, oltre alla tragedia umana, pesa la polemica condoni. Francamente mi intendo poco. Da quanto leggo però c'è già un palleggio di responsabilità tra chi sostiene che la tragedia sia l'inevitabile frutto di un abusivismo spinto e chi invece dice che quella di Ischia è solo l'ennesima storia di carenza di opere e infrastrutture per drenare, deviare, contenere l'acqua, il fango, gli smottamenti di terra e così via. Cosa ne pensate?

 

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21 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

Genitori isterici che mi hanno detto che il figlio era andato a casa piangendo e la colpa era mia che non dovevo dare da fare un tema per casa, e non dovevo dare 4 e rimproverare davanti a tutti. Quindi se uno copia il tema e viene beccato poi la colpa è della prof! (Oltretutto non era neanche l'unica volta) E a onor di cronaca non ho mica offeso lo studente, gli ho chiesto a che cosa gli era servito copiare dato che non aveva imparato granché così e soprattutto detto che non è giusto quello che ha fatto non tanto verso i miei confronti pensando che io non me ne accorgessi ma verso quelli dei compagni che invece si sono impegnati e hanno lavorato. 

Invece secondo me è sempre la solita storia: bisogna capire che ci sono delle regole, quali sono i comportamenti da adottare e da non adottare e soprattutto che se si sceglie di non seguire le regole poi ci sono delle conseguenze, non si può sempre passarla liscia. Le conseguenze purtroppo sono qualcosa che i giovani d'oggi abituati ad averla sempre vinta da genitori distratti o iperprotettivi non sanno affrontare. E soprattutto la responsabilità di quello che fanno.

 

Continui a confondere i messaggi ed i valori da far passare con i metodi scelti per far passare detti concetti.

Che se erronei sono del tutto inefficaci, quando non dannosi, perchè rafforzano il comportamento sbagliato invece che contrastarlo.

 

21 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

Mah anche questa teoria che i bulli sono tutti giustificati perché qualcuno prima li ha trattati male mi vede perplessa. 

 

Puoi essere perplessa quanto ti pare, ma cosi è. E non si tratta di "giustificazione" ma di corretta comprensione delle dinamiche che portano alla genesi di determinati comportamenti. 

Nessuno ha sostenuto o sostiene che siccome i bulli sono stati trattati male "allora sono giustificati". 

 

21 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

Capisco la necessità di portare acqua al mulino di Joramun, ma d'altronde è semplice razionalità

 

La "semplice razionalità" sarebbe accettare quanto ripetutamente ed unanimemente acclarato dalla discipline di settore, e cioè che determinati metodi pedagogici come quelli suggeriti da Valditara sono del tutto inefficaci per trasmettere determinati messaggi e valori.

 

21 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

E invece il modo di porsi è proprio quello che descrive Joramun: ma noi abbiamo le teorie, facciamo i test (come se un test in studio fosse la stessa cosa che fare un compito o un'interrogazione) siete voi che dovete applicare, trovare soluzioni e... arrangiarvi di sorta.

 

Lo ripeto per l'ultima volta, poi mi taccio perchè mi sarei anche stancato di fare il Burioni della situazione intento a ribadire l'efficacia dei vaccini: non parliamo di costrutti teorizzati da qualche cervellone in qualche polverosa aula o in qualche asettico laboratorio, ma concetti universalmente accettati dalle discipline, fondati su decenni di osservazione sul campo, progetti pedagogici su ampie popolazioni di studenti e report clinici svolti da migliaia di psicologi evolutivi e non.

 

20 ore fa, Maya ha scritto:

Se l'esperienza sul campo fosse il presupposto ultimo per validare la conoscenza, la ricerca scientifica si sarebbe arenata da secoli nell'analisi del mondo sensibile. Invece il nostro sguardo si è spinto fino ai confini dell'universo, nelle profondità dei mari e indietro fino al big bang.

 

Ma restando alla storia degli ultimi due anni: è come dire che non ci si può fidare di quello che dicono gli epidemiologi o i tecnici di laboratorio sulla pandemia perchè non hanno mai messo piede in un reparto.

 

20 ore fa, Maya ha scritto:

Da quanto leggo però c'è già un palleggio di responsabilità tra chi sostiene che la tragedia sia l'inevitabile frutto di un abusivismo spinto e chi invece dice che quella di Ischia è solo l'ennesima storia di carenza di opere e infrastrutture per drenare, deviare, contenere l'acqua, il fango, gli smottamenti di terra e così via. Cosa ne pensate?

 

C'è un concorso di responsabilità sicuramente. E come spesso accade nel nostro paese, il concorso di responsabilità non è lo spunto per attuare soluzioni che agiscano su più aspetti per risolvere specifici problemi, ma il pretesto per dire "tante colpe, nessuna colpa".

 

Di certo c'è, mi duole dirlo, una certa miopia culturale che impedisce di inquadrare nella giusta maniera i problemi: se dopo 6 mesi deliranti dal punto di vista climatico, tra caldo anomalo, siccità fuori scala ed improvvise tempeste a carattere alluvionale, e di cui Coldiretti stima i danni a circa 6 miliardi sul solo settore agricolo, e c'è ancora chi dice "non parlate di clima o di abusivismo, il problema è il comune che non pulisce i canali di scolo" (che magari è pure vero, eh, non dico di no) allora il problema è proprio di mentalità e di approccio.

Cosi come è certo che, come diceva qualcuno (credo fosse Tozzi), se in un tratto di territorio ci sono il fiume e, a pochi metri, le case, chi sta nel posto sbagliato sono le case, non il fiume.

Ed è certo, infine, che difficilmente le cose cambieranno continuando a votare gli alfieri delle Grandi Opere, dei maxi e mini condoni e dei ponti sugli stretti.

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Il 28/11/2022 at 22:57, Maya ha scritto:

Ti posso garantire che in totale autonomia di pensiero e senza curarmi troppo di chi potrebbe essere d'accordo con me sono arrivata a sostenere che questa cosa dell'umiliazione come strumento per la crescita sia una clamorosa sciocchezza.

Su questo non ho alcun dubbio, lo dimostrano anche i fatti

Il 29/11/2022 at 11:27, joramun ha scritto:

Lo ripeto per l'ultima volta, poi mi taccio perchè mi sarei anche stancato di fare il Burioni della situazione intento a ribadire l'efficacia dei vaccini:

Addirittura il Burioni della situazione!:unsure:

Comunque sia credo che il problema principale sia sempre lo stesso: tra parole e pratica spesso c'è un abisso profondo.

Come quelli che a parole condannano i bulli e poi invece nei fatti li appoggiano e giustificano, anzi ne sono amici oppure non fanno niente di fronte alle loro malefatte quindi alla fine è come se ne approvassero il comportamento.

Il 29/11/2022 at 11:27, joramun ha scritto:

Di certo c'è, mi duole dirlo, una certa miopia culturale che impedisce di inquadrare nella giusta maniera i problemi:

Su questo non potrei essere più d'accordo.

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Strano che ci siano state tante polemiche sulle parole di Calenda a proposito dei tentativi degli studenti di impedire a Capezzone di parlare e non si sia detto nulla su cose, a mio avviso, leggermente più gravi.

 

https://www.corriere.it/politica/22_dicembre_07/meloni-minacce-premier-se-togli-reddito-cittadinanza-ammazzo-te-tua-figlia-e36a9b18-75f8-11ed-8b31-7101dab59dee.shtml

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1 ora fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Strano che ci siano state tante polemiche sulle parole di Calenda a proposito dei tentativi degli studenti di impedire a Capezzone di parlare e non si sia detto nulla su cose, a mio avviso, leggermente più gravi.

 

https://www.corriere.it/politica/22_dicembre_07/meloni-minacce-premier-se-togli-reddito-cittadinanza-ammazzo-te-tua-figlia-e36a9b18-75f8-11ed-8b31-7101dab59dee.shtml

 

Delle manganellate a studenti legittimate da un importante esponente della nostra scena politica VS le minacce deliranti fatte a mezzo twitter da un singolo c*****e senza alcun ruolo istituzionale o politico di qualsivoglia tipo. 

Proprio la stessa cosa, in effetti. Sigh. 

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7 minuti fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

 

No, ti sbagli. L'episodio riguardante la Meloni è molto peggio, perché sono minacce di morte in piena regola. Sai che sono un reato secondo il codice penale, giusto?

 

Certo. So anche che la loro rilevanza politica è zero, visto che si tratta di un povero idiota che ha scritto un tweet, che è stato identificato e che adesso sconterà le colpe della sua dabbenaggine. 

Non so se sai che si questa cosa chiamata Twitter, specie dopo che è stata rilevata dal Tony Stark della libertà totale di parola, è pieno zeppo di mentecatti che scrivono cose come questa (se non peggiori) indirizzate praticamente da chiunque verso chiunque, senza che ciò assuma rilevanza politica o di cronaca. 

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Pure questa notizia è stata vittima di una curiosa ma non inspiegabile amnesia generale. Un tempo gli intellettuali di sinistra, pur con tutti i loro (elefantiaci) limiti, erano persone come Sartre, Marcuse e i membri della scuola di Francoforte. Oggi abbiamo Roberto Saviano.

 

https://www.ilpost.it/2022/11/16/processo-diffamazione-saviano-meloni/

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12 minuti fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Pure questa notizia è stata vittima di una curiosa ma non inspiegabile amnesia generale. Un tempo gli intellettuali di sinistra, pur con tutti i loro (elefantiaci) limiti, erano persone come Sartre, Marcuse e i membri della scuola di Francoforte. Oggi abbiamo Roberto Saviano.

 

https://www.ilpost.it/2022/11/16/processo-diffamazione-saviano-meloni/


In realtà di questa cosa se ne parla da settimane. :ehmmm: E a dargli spazio sono stati diversi media, oltre a Il Post, e più volte. Altro che amnesia generale! Sta mobilitando scrittori e scrittrici, giornalisti e giornaliste ecc. aprendo, al di là dell’episodio in sé, un dibattito interessante e necessario sulla libertà dei media nel nostro Paese (sapevate che l’Italia è alle ultime posizioni a livello globale quando si parla di condizionamento nell’esercizio della professione? L’ho scoperto di recente).

 

Poi nel caso specifico, secondo me, è stato oggettivamente superato il limite tra libertà di opinione e offesa personale. La mia sensazione è che Saviano talvolta pecchi di arroganza sentendosi superiore a certe regole. Ma il punto è un altro: il dislivello tra le parti che si è venuto a creare nel momento in cui Meloni non è evidentemente più una cittadina qualunque. 
 

Un dubbio: al netto del giudizio personale su Saviano, la levatura  dell’intellettuale coinvolto farebbe la differenza in un caso giudiziario? Se fosse stato citato in giudizio Sartre invece di Saviano questa storia avrebbe più valore o rilevanza?

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51 minuti fa, Maya ha scritto:

Altro che amnesia generale!

 

Intendevo qui sul forum.

 

51 minuti fa, Maya ha scritto:

(sapevate che l’Italia è alle ultime posizioni a livello globale quando si parla di condizionamento nell’esercizio della professione? L’ho scoperto di recente).

 

Non si direbbe, data la libertà con cui si è espresso Saviano nel caso in esame.

 

52 minuti fa, Maya ha scritto:

La mia sensazione è che Saviano talvolta pecchi di arroganza sentendosi superiore a certe regole.

 

Togli la parola "talvolta" e la frase è perfetta.

 

52 minuti fa, Maya ha scritto:

Ma il punto è un altro: il dislivello tra le parti che si è venuto a creare nel momento in cui Meloni non è evidentemente più una cittadina qualunque.

 

Conta poco, visto che le parole di Saviano sono state pronunciate ben prima che sia sorto il governo Meloni.

 

53 minuti fa, Maya ha scritto:

Un dubbio: al netto del giudizio personale su Saviano, la levatura  dell’intellettuale coinvolto farebbe la differenza in un caso giudiziario? Se fosse stato citato in giudizio Sartre invece di Saviano questa storia avrebbe più valore o rilevanza?

 

Ovviamente non sarebbe cambiato nulla. Era solo una mia riflessione su come in passato gli intellettuali dell'intellighenzia di sinistra fossero arroganti, spocchiosi e dicessero ogni tanto qualcosa di interessante, mentre ora sono solo arroganti e spocchiosi.

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4 ore fa, Maya ha scritto:

Sta mobilitando scrittori e scrittrici, giornalisti e giornaliste ecc. aprendo, al di là dell’episodio in sé, un dibattito interessante e necessario sulla libertà dei media nel nostro Paese (sapevate che l’Italia è alle ultime posizioni a livello globale quando si parla di condizionamento nell’esercizio della professione? L’ho scoperto di recente).

 

C'è un colpevole abuso dello strumento della querela per diffamazione da parte dei politici di ogni partito e classe. Il dramma è non tanto per giornalisti come Saviano o Travaglio, i quali hanno bene o male spalle sufficientemente larghe da poter sostenere gli attacchi e le ritorsioni, ma per i giovani giornalisti che operano sui territori, nei quotidiani locali, e le cui inchieste sono spesso ostacolate sul nascere dal ricorso a querele di cui non possono sostenere le spese. 

 

4 ore fa, Maya ha scritto:

Poi nel caso specifico, secondo me, è stato oggettivamente superato il limite tra libertà di opinione e offesa personale. La mia sensazione è che Saviano talvolta pecchi di arroganza sentendosi superiore a certe regole

 

C'è stato un utilizzo assolutamente irresponsabile del linguaggio, colpa ancora più grave se si tiene conto del fatto che parliamo di uno che con le parole ci lavora. 

Saviano ha ragione nel merito, perché che salvini e meloni siano i responsabili della guerra culturale entro la quale nascono i Traini e si consumano le morti in mare è assolutamente vero. Ma ha sbagliato il metodo. 

 

3 ore fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Conta poco, visto che le parole di Saviano sono state pronunciate ben prima che sia sorto il governo Meloni.

 

E invece conta molto, dato che nel momento in cui la Meloni diventa presidente del Consiglio diventa il polo apicale di un rapporto di potere che le garantisce risorse e tutele non disponibili ai comuni cittadini. 

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