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Il machismo della politica italiana


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Mi scuso fin da subito se i contenuti di questa discussione sono in qualche modo affrontati all'interno di altri topic. Lo spunto per questa discussione è venuto da due puntate di Otto e mezzo: una dedicata allo scarso ruolo delle donne nella politica nostrana e l'altra in cui si intervistava Rocco Casalino. Il punto in comune delle due puntate lo stradominio nella politica italiana (ma non solo) da parte di uomini ovviamente eterosessuali.


In questi giorni si discute di un possibile successore donna alla segreteria PD. Una successione femminile, faceva notare Telese, che è calata dall'alto come gesto di magnanimità maschile più che frutto di un percorso politico. Non c'è nel PD un capo-corrente donna e le esponenti in rosa di spicco si contano sulle 10 dita. Il rischio è semplicemente di piazzare un totem, una segretaria donna, messa lì solamente perché tale, senza che abbia affrontato e conquistato come persona il posto.

Nell'intervista a Rocco Casalino, invece, facendo riferimento alla sua omosessualità, Casalino diceva di aver dovuto affrontare un clima ostile da parte di politici e giornalisti per il suo essere gay, sfociati in certi casi in battute omofobe. Associo questa citazione di Casalino con una citazione che prendo da una amica di famiglia, che ai suoi tempi non prese nemmeno in considerazione di votare Nichi Vendola solo perché appunto omosessuale.


Ed è qui il punto: è la politica italiana a essere maschilista e omofoba o è la società italiana a esserlo? Vedete una spinta al cambiamento e all'accettazione di "non uomini e non eterosessuali" (metto questa etichetta per includere tutti) in questa generazione o nelle nuove? Vedremo mai entro il 2050 (sparo una data) una Presidente della Repubblica donna o una massima carica LGBTQ+? Se no, perché la società italiana pare così restia ad abbandonare i vecchi pregiudizi e i vecchi modelli "sociali"? E questo è un problema solo italiano (non ho parlato appunto di arretratezza perché presuppone un modello rispetto al quale essere arretrati)?

 

Mi interessava confrontarmi con voi su questi punti. :)

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Il problema è che la nostra società si basa sul “maschile predefinito” (cit. “Invisibili” C. Criado Perez) dove con “maschile” si sottintende anche bianco ed etero. Tutto quanto non rientra in questa identità unica e universale che è storicamente IL riferimento storico, scientifico, semantico, è “altro”. Vedremo mai una corretta rappresentazione di “altro”? Non la nostra generazione, temo. Forse la prossima, ma solo se saremo bravi noi ora a colmare il vuoto. 

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Il problema è che la nostra società si basa sul “maschile predefinito” (cit. “Invisibili” C. Criado Perez) dove con “maschile” si sottintende anche bianco ed etero. Tutto quanto non rientra in questa identità unica e universale che è storicamente IL riferimento storico, scientifico, semantico, è “altro”. Vedremo mai una corretta rappresentazione di “altro”? Non la nostra generazione, temo. Forse la prossima, ma solo se saremo bravi noi ora a colmare il vuoto. 
Amen.
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1 ora fa, NonnoOlenno ha scritto:

è la politica italiana a essere maschilista e omofoba o è la società italiana a esserlo?

 

Essendo la politica parzialmente vincolata all'espressione del voto popolare, direi la seconda. 

 

1 ora fa, NonnoOlenno ha scritto:

perché la società italiana pare così restia ad abbandonare i vecchi pregiudizi e i vecchi modelli "sociali"

 

Perché la chiesa cattolica e i suoi dogmi anacronistici, e comunque l' espressione religiosa in generale, sono ancora estremamente efficaci in determinati territori o preponderanti in alcune sedi istituzionali? Certo questo è solo uno degli elementi, ma lo reputo abbastanza importante. 

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13 ore fa, Phoenix ha scritto:

Essendo la politica parzialmente vincolata all'espressione del voto popolare, direi la seconda. 

E comunque a me non sembra chissà quanto maschilista e omofoba rispetto ad altri campi, anzi. Ad ogni modo è triste notare che mi sembra più maschilista che omofoba, basta vedere la triste intervista realizzata dalla stessa Gruber a 8emezzo a Maria Elena Boschi che verteva tutta sulla sua storia d'amore con un noto attore continuando la campagna di fango addosso a questa donna che già Travaglio ha portato avanti per anni. E solo perché donna dato che la gran parte delle esternazioni andavano a colpire appunto il suo essere donna e niente avevano a che fare con il suo ruolo politico (ricordate la foto del tanga mentre firmava?)

Se non altro il trattamento è stato estremamente diverso rispetto a quello riservato a Casalino. Il quale si sdegna per le battute sul suo conto ma non per quelle indecenti che il suo stesso capopartito rivolgeva alla Boldrini anni fa.

Insomma w la coerenza dappertutto.

Per quanto riguarda le donne i partiti conservatori ne hanno espresse in vari posti, sono invece quelli progressisti ad aver fatto pena sotto questo punto. E anche su questo ci sarebbe da interrogarsi.

Ad ogni modo i cambiamenti della società avvengono sempre per gradi e sinceramente preferirei che più che ottenere una carica perché esponente di una qualche minoranza fosse la competenza il vero punto di discrime.

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3 ore fa, Lyra Stark ha scritto:

 e sinceramente preferirei che più che ottenere una carica perché esponente di una qualche minoranza fosse la competenza il vero punto di discrime.

 

Ecco, questo è il rovescio della medaglia, ed è il punto che mi ha sempre convinto di meno: passare cioè da una considerazione "al ribasso" delle minoranze o delle donne (che sono tutto meno che la minoranza, in Italia) ad una super-rivalutazione basata esclusivamente sull'essere donna od omosessuale, che sennò si è arretrati e guai.

 

Sia chiaro, avere una maggior rappresentatività in politica (e una parità di trattamento e di possibilità in qualunque altro settore) è sempre e comunque un bene, ma mi pare che il discorso si riduca un pò come quello delle quote rosa, che segue la stessa logica del ragionamento di Telese sul PD, ossia è una concessione fatta dalla "casta" dominante alle minoranze che sono penalizzate, "toh, eccovi le quote, adesso basta però", e più che una concessione ora sembra diventata un'esigenza impellente, perchè sono già partiti i soliti discorsi alla "è la solita Italia, all'estero invece..." (mentre secondo un rapporto delle Nazioni Unite del 2019 non siamo poi così lontani dalla media europea).

 

Insomma, si passa da un sistema che penalizza donne e gay perchè li vede unicamente come donne e gay ad uno che invece li valorizza a forza proprio e unicamente perchè sono donne e gay. E di conseguenza, non le valorizza per niente, perchè si continua a ridurre milioni di persone a un singolo aspetto della loro persona, tralasciando tutto il resto. Tra le due tendenze è senz'altro migliore la seconda, ma mi chiedo fino a che punto.

 

 

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E dopo che saranno calate dall'alto dimostreranno il proprio valore, una cosa già vista, le donne del centrodestra di cui parlavate sono state altrettanto calate dall'alto (tra l'altro le voci sul come la Carfagna divenne ministra sono molto attinenti all'argomento della discussione) e si sono ritagliate un proprio posto nel rispettivo partito. Poi occhio che il PD ha avuto le sue donne di spicco ma le ha perse quasi tutte a seguito di scissioni che con il sessismo avevano poco a che fare.

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Tuttavia tendenzialmente negli ultimi anni la destra ha avuto le sue esponenti che anche se calate inizialmente (la Meloni non me la vedo molto calata) sono però rimaste di spicco. Paradossalmente mi sembra che facciano il paio coi colleghi.

Nella sinistra invece le poche che si contavano negli ultimi anni sono proprio scomparse. Ultimamente poi non pervenute e secondo me non è solo un problema di scissioni. È un problema del PD in cui ci sono alcuni che pur di avere visibilità (Orlando adesso pure in pole come segretario, il solito Franceschini il quale che si parli di Dante o di archeologia deve sempre metterci la faccia lui piuttosto che uno dei tanti pregevoli esperti che abbiamo in Italia, ma con molti colleghi a fare compagnia) oscurano chiunque altro, tantopiú se donna. A volte mi è persino venuto da pensare che lo facessero per distinguersi da Forza Italia con esponenti assimilate a soubrette o altre attività poco nobili da alcuni.

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Su meloni &co è esattamente quello che ho detto anch'io, sul pd l'attuale corpo parlamentare era a prevalenza renziana e la maggior parte delle donne di spicco l'ha seguito in iv (e chi è rimasta è mal vista e non per il proprio sesso) è normale che finché le elezioni non rigenereranno il tessuto parlamentare le alternative siamo poche.

 

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Ma il fatto che siano calate dall'alto non significa che poi siano automaticamente inadatte a ricoprire qualsiasi incarico, ma mi lascia perplesso che la selezione della classe dirigente debba seguire parametri identitari anzichè meritocratici, oltre al fatto che sembra che quello delle quote di genere venga presentato come il solo modo per una donna di farsi strada in politica.

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Giusto Menevyn

1 ora fa, Il Lord ha scritto:

sul pd l'attuale corpo parlamentare era a prevalenza renziana e la maggior parte delle donne di spicco l'ha seguito in iv (e chi è rimasta è mal vista e non per il proprio sesso) è normale che finché le elezioni non rigenereranno il tessuto parlamentare le alternative siamo poche.

Si ma è mai possibile che in un partito al passo coi tempi le uniche quote rosa espresse fossero solo quelle di area renziana? E tutto il resto? Davvero trovo incredibile che ci sia così poca rappresentanza perdipiú in un partito che poi critica chi tratta le donne come oggetti e fa dell'uguaglianza dei diritti un gran parlare. 

Un po' lo stesso che accade con Fazio e i suoi panegirici per la parità di diritti con Filippa Lagerback seduta a jn metro di distanza e ridotta da anni al ruolo di bella statuina.

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Tutti i parlamentari maschi sono adatti a fare i frontmen o in molti sono solo delle belle statuine buone a raccattare voti nel proprio collegio? Perché per le donne dovrebbe essere diverso?

A questo giro è andata così, vediamo in seguito cosa ne tireranno fuori.

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Ammetto che per anni anche io ho considerato le "quote rosa" come "offensive" perché un posto di lavoro, in parlamento e così via dovrebbe essere assegnato a una persona con le giuste competenze, alla persona migliore al netto di genere, colore della pelle, preferenze sessuali e così via. Solo che la meritocrazia non può funzionare se "la partita è truccata" dall'inizio. 

 

La competizione - in politica e non solo - è stata scritta e strutturata su un solo giocatore tipo (maschio, bianco, etero) laddove gli arbitri in campo rispondono allo stesso identikit (maschio, bianco, etero). In un contesto di questo tipo, le "quote rosa", le quote sociali e così via sono non l'ideale, ma quanto meno uno strumento per provare a scheggiare il "soffitto di cristallo" che impedisce a certe categorie l'accesso a specifici percorsi di carriera. Politica compresa.

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Sinceramente non mi pongo affatto il problema delle "quote rosa", anzi lo trovo una scusa banale dietro cui nascondere la profonda e, purtroppo, ancora attuale visione "patriarcale" della politica. Personalmente non mi sono stupita, come (per lo meno di facciata) molti esponenti o simpatizzanti del centro-sinistra, per la mancata designazione di un ministro donna.

Per come la vedo io, se davvero si tiene alle "quote rosa" in politica, così come nel resto del mondo del lavoro, è sufficiente dare pari opportunità lavorative ad entrami i sessi a patto che ciò avvenga meritocraticamente. E lo stesso deve poter valere con persone omosessuali e/o transgender. A me che un certo ruolo venga ricoperto da uomo, donna, etero, omo, trans poco importa; ciò che conta è la capacità e la conoscenza di quella persona a fare quel determinato lavoro.

Certo che se, per chiari meriti, un giorno riuscissimo ad avere un PdC o un PdR donna (etero, omo o transgender) la cosa non potrebbe che farmi piacere.

Tuttavi credo che l'Italia in quanto nazione ed in quanto società non sia ancora pronta ad un simile passo, perché ci sono ancora troppi pregiudizi, troppe visioni distorte legate ad un passato ancora recente; la maggior parte di noi si pregia di essere mentalmente aperto e/o favorevole a determinati cambiamenti, ma in realtà in fondo in fondo spera sempre che questi cambiamenti non avvengano tanto presto....credo che sia un processo ancora in fase evolutiva che impiegherà almeno un paio di generazioni a radicarsi come "normale", a patto che noi ora siamo bravi a gettare i semi di una "retta via".

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7 ore fa, Darklady ha scritto:

Personalmente non mi sono stupita, come (per lo meno di facciata) molti esponenti o simpatizzanti del centro-sinistra, per la mancata designazione di un ministro donna.

Be insomma... capisco che un premier potrebbe essere una novità (persino in America non sono riusciti ancora a votare un presidente donna), ma qualche ministro lo potevano pure esprimere. Non è che fosse fantascienza, lo avevano già fatto anche in passato. Invece hanno proprio concretizzato la fiera del vecchio riproponendo i soliti. 

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