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Bene vs Male: un concetto superato?


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Buonasera a tutti,

tengo a precisare che questo spunto di discussione mi è venuto in mente alla più o meno recente evoluzione dei fumetti, ma si adatta anche a libri, cinema e serie tv, e ho deciso di aprire la relativa discussione in Myr perché penso che se ne possa parlare di più e meglio analizzando le dinamiche di grande e piccolo schermo.

In sostanza, ho come l'impressione che nel campo dei media di intrattenimento si stia assistendo ad una progressiva sfumatura della classica contrapposizione Bene vs Male che anima il mondo dell'intrattenimento e della letteratura fin dall'antichità, con la figura dell'Eroe che dopo aver superato difficoltà quasi insormontabili alla fine sconfigge il Cattivo e ristabilisce la giustizia. Ovviamente non si tratta di un modello usato sempre in modo maniacale e granitico: spesso nelle storie,nelle fiabe e nei miti sono presenti figure più ambigue, anche l'Eroe ha dei dubbi e dei difetti e i nemici hanno le loro ragioni, ma diciamo che tendenzialmente il modello predominante era quello abbastanza dicotomico e lineare di cui sopra.

Negli ultimi decenni invece noto che questo modello si sta progressivamente indebolendo e le differenze tra Bene e Male tendono a sfumarsi. Un campione di questa decostruzione nella letteratura è stato proprio George Martin, e la serie tv GoT ha decisamente interiorizzato questo concetto con personaggi che molto raramente sono completamente positivi, e sono umani e tratteggiati. Ma un'evoluzione di questo tipo si trova anche nei cinecomics: in Infinity War il cattivo Thanos vuole sterminare metà dell'Universo ma le sue ragioni vengono continuamente esaminate (anche se in Endgame torna ad essere il solito cattivo stereotipato); nei film sugli X-Men della Fox il personaggio di Magneto in teoria è il nemico ma ha delle ottime ragioni per comportarsi come si comporta, e in Giorni di un Futuro Passato si allea addirittura con Xavier per contrastare un nemico ancora più potente; in Joker della WB abbiamo un protagonista che è stato variamente interpretato anche su questo forum, con chi ne ha visto soprattutto la malvagità e l'incapacità di "raddrizzarsi" e chi invece lo ha giustificato perché è stata la Società a renderlo quello che era. Ma anche fuori dai cinecomics noto film e serie tv che esulano sempre di più dalla dicotomia dominante Bene vs Male e puntano più a creare un'atmosfera ambigue e oscura, e già da parecchi anni. Tanto per fare tre esempi:

 

- In Breaking Bad abbiamo un protagonista che comincia a compiere un'attività criminale (la produzione e la vendita di droga) per un motivo benefico (lasciare soldi alla famiglia quando lui sarà morto) ma si corrompe sempre di più mano a mano che la storia prosegue;
- In The Shield abbiamo un team di poliziotti corrotti che in alcuni momenti paiono più pericolosi dei criminali che combattono;

- Nelle prime due stagioni di Twin Peaks abbiamo atmosfere misteriose ma in qualche misura basate sempre sul modello dell'Eroe che deve risolvere un mistero e ristabilire l'Ordine, ossia l'agente Cooper che deve capire chi ha ucciso Laura Palmer. Nella terza stagione l'atmosfera è totalmente straniante e oscura, e in sostanza questa schema narrativo salta.

 

In generale non so se si tratti di una mia impressione o di una tendenza davvero in atto, ma mi farebbe piacere sentire la vostra opinione. Tengo anche a precisare che non sto giudicando negativamente questa eventuale tendenza nel campo dell'intrattenimento, mi sembra solo qualcosa che attira il mio interesse.

 

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23 ore fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

il personaggio di Magneto in teoria è il nemico ma ha delle ottime ragioni per comportarsi come si comporta

 

Beh, tutti i "cattivi" si comportano come si comportano per un motivo. Può essere un motivo banale o più profondo e complesso, ma in generale tutti sono spinti da qualcosa.

 

Questa tendenza c'è e non c'è, nel senso che non mi pare che si stia assistendo ad un'evoluzione del Cattivo o del Male in sè, mi pare piuttosto che in molti casi si cerchi di andare alla radice del loro comportamento o della loro natura, ma le loro azioni e i loro propositi restano comunque negativi e pericolosi. Sì, Magneto ha un passato tragico, alle spalle, che certamente l'ha segnato, ma nei film accarezza comunque piani di genocidio di massa contro gli umani, non mi pare che "eh, ha avuto un'infanzia difficile" o "eh, gli è morta la mamma" siano giustificazioni che reggono, francamente. :ehmmm:

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È da inizio secolo che si spinge verso un maggiore approfondimento delle motivazioni dei cattivi, anche come risposta alla costante stanchezza del pubblico verso i "cattivi che sono cattivi perché si", personalmente apprezzo la cosa ed anzi sarei propenso ad un maggiore "ingrigimento" delle organizzazioni che, secondo me, continuano ad essere rappresentate in maniera troppo caricaturale: megacorporazioni che sembrano incassare solo attuando atti deplorevoli perché, a quanto pare, la compravendita di beni e servizi legali crea bilancio negativo o le autocrazie che non fanno mai "anche delle cose buone" che diventa comico quando nel fantasy/fantascienza sono strutture ultra stabili che si reggono solide da secoli o millenni senza apparente motivo logico (che poi è il discorso fatto da @Menevyn sulle differenze tra autocrazie cinese e russa nel topic sulla politica internazionale).

Trovo curioso che ci sia già chi si lamenta di questa svolta meno semplicistica ma non saprei se si tratta già di stanchezza del pubblico o se si tratta dei soliti pseudointelletualoidi che si lamentano a vanvera per il solo gusto della lamentela.

 

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15 ore fa, Il Lord ha scritto:

se si tratta dei soliti pseudointelletualoidi che si lamentano a vanvera per il solo gusto della lamentela.

 

Potrebbe darsi che c'entri anche questo atteggiamento, per qualcuno probabilmente può sembrare inopportuno, come dire, "umanizzare" eccessivamente certi cattivi - un pò come ho letto in giro per Joker, qualcuno osservava che si volesse quasi usare gli aspetti più fallimentari della nostra società per giustificare l'evoluzione di Joker e conseguentemente i suoi crimini, anche perchè la critica sociale di quel film è tremendamente attuale e "vicina" a noi. Lì c'è da fare una scelta che va oltre la profondità (e la qualità) narrativa, e decidere se l'obiettivo del raccontare una storia sia primariamente quello di intrattenere (una cosa che secondo me si sta un pò perdendo) oppure di fare altro - attivismo, politica eccetera.

 

Da questo punto di vista, penso che sia una critica che ha un senso (in una certa misura, comunque); per il gusto di lamentarsi e basta c'è tutto il resto, troppe poche minoranze, l'eroe è sempre un bianco, i ruoli femminili, "il personaggio è egiziano, dovrebbe esserlo anche l'attore" eccetera.

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Per quel che riguarda cinema e serie TV non so dire, ma in letteratura il ridimensionamento del polarismo Bene vs. Male non è una novità. Più che un'evoluzione nel testo, penso ci sia sta un'evoluzione nella lettura e nell'analisi del testo. Eroi e eroine con forti tonalità grigie non mancano anche nei cosiddetti "classici": pensiamo a Frankestein o al Conte di Montecristo, a Emma Bovary o a Raskolnikov.

 

Nel cinema e nelle serie TV più che di un'evoluzione del "cattivo" parlerei di un'evoluzione dell' "eroe" che è sempre meno "eroico", buono a 360°, campione di virtù ecc. Pensiamo a Dexter (così rimaniamo in topic), Don Draper di Mad Men ecc.

 

Più che superato è un concetto interiorizzato nei personaggi: la lotta è più dentro di loro che fuori.

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