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Re Arbor

Caro diario

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Caro diario,

ieri pomeriggio, tornando a casa dal lavoro, ho trovato nella cassetta della posta il pacco che aspettavo da più di una settimana: il primo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco! Ora non vedo l'ora di leggerlo!!!!!!!!!!! (e grazie a tutti voi per avermi fatto venire voglia di comprarlo) <img alt=" />

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Caro diario,

in certi momenti semplicemente non so più chi sono. E mi suonano nella testa solo determinate parole: pigra, inaffidabile, incostante, incoerente, distratta. Come un mantra. Io lo so che ci sono delle cose buone in me, lo so, ma la vergogna davanti a questi difetti che conosco fin troppo bene, e davanti ad altri che nemmeno conosco, mi offusca la vista e mi nasconde quei pregi, o se non altro "caratteristiche", di me, che mi piacciono e so esserci.

Tornare indietro nel tempo è l'unica cosa che voglio. Back to 2010, o proprio fine 2009. Quando le cose erano ancora tutte belle, prima che si sfaldassero piano piano, una a una, da ogni dove, sfaldando anche me. Per rimediare a una serie di errori, fare cose che andavano fatte e non fare cose che era decisamente meglio non fare. E perchè allora lo sapevo, chi ero, lo sapevo bene, e addirittura mi piaceva, pensa un po'.

 

Caro diario, non so neanche bene perchè ti scrivo queste cose, oggi ho addirittura riesumato il mio blog, fermo da quasi un anno e mezzo. Non sento il bisogno di essere letta, sinceramente, ma sento il bisogno di scrivere da qualche parte il malumore che ho dentro. Da più parti. Diciamo pure ovunque.

Vittimismo? Masochismo? Entrambe? In passato sono stata entrambe e da entrambe sono guarite. E ora? Boh.

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Caro diario, esiste persona più patetica di chi non capisce un "No" definitivo? No, non esiste, scusa la domanda retorica.

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Caro diario, sinceramente una parte di me pensava che non sarebbe mai arrivato questo momento, che avrei rinunciato molto prima, invece eccomi qua! Manca solo l'ultimo sforzo, il più grosso, ma (spero) anche il più bello! Intanto oggi non penso a niente e mi godo la piccola soddisfazione.

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Caro diario,

in certi momenti semplicemente non so più chi sono. E mi suonano nella testa solo determinate parole: pigra, inaffidabile, incostante, incoerente, distratta. Come un mantra. Io lo so che ci sono delle cose buone in me, lo so, ma la vergogna davanti a questi difetti che conosco fin troppo bene, e davanti ad altri che nemmeno conosco, mi offusca la vista e mi nasconde quei pregi, o se non altro "caratteristiche", di me, che mi piacciono e so esserci.

Tornare indietro nel tempo è l'unica cosa che voglio. Back to 2010, o proprio fine 2009. Quando le cose erano ancora tutte belle, prima che si sfaldassero piano piano, una a una, da ogni dove, sfaldando anche me. Per rimediare a una serie di errori, fare cose che andavano fatte e non fare cose che era decisamente meglio non fare. E perchè allora lo sapevo, chi ero, lo sapevo bene, e addirittura mi piaceva, pensa un po'.

 

Caro diario, non so neanche bene perchè ti scrivo queste cose, oggi ho addirittura riesumato il mio blog, fermo da quasi un anno e mezzo. Non sento il bisogno di essere letta, sinceramente, ma sento il bisogno di scrivere da qualche parte il malumore che ho dentro. Da più parti. Diciamo pure ovunque.

Vittimismo? Masochismo? Entrambe? In passato sono stata entrambe e da entrambe sono guarite. E ora? Boh.

Cara Idriel, non ti conosco quindi non mi permetto di chiederti cosa ti sia accaduto, ma posso dirti che mi riconosco appieno nelle tue parole: tra a fine del 2009 e prima metà del 2010 mi ero convinta che tutto fosse possibile anche per un'insicura cronica come me, anche un pò sfigatella: avevo l'amore, gli amici sempre desiderati, tutto perfetto. Poi estate 2010 e saltano tutti gli equiibri, ed è iniziata una lotta continua tra alti e bassi, che mi ha portata, oggi, a non avere più nulla di quel che avevo prima. Però sono sicura che la ruota ora riprenderà a girare. Non dobbiamo buttarci giù, dobbiamo essere sempre aperte al meglio, perchè dobbiamo credere che questo meglio arriverà. Abbiamo bisogno di ritrovarci, di riscoprirci, e forse rileggere il blog può aprirti gli occhi, consentendoti di vedere cosa della "Idriel" di prima ti consentiva di essere felice e a tuo agio. A me sta aiutando riguardare vecchie foto dei giorni migliori. Voglio avere nuovamente quella luce negli occhi e uscire dalla passività e negatività che mi ha trattenuta in questi mesi. Lo dico a te come lo direi a me: torniamoci ad amare un pò, perchè ce lo meritiamo.

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Caro diario,
avevo promesso che non sarei tornato a riempire le tue pagine, ma ho un'esigenza a cui dover rispondere. Ti devo infatti raccontare una storia che negli ultimi giorni continua ad affollare i miei pensieri. Mi piacerebbe vederci chiaro. Il dubbio sull'eventualità di rendere pubbliche questioni private mi dilania. Ho così deciso di utilizzare un espediente per mantenere un minimo di riservo circa le persone coinvolte. Probabilmente loro si riconosceranno o forse no.. (il che sarebbe anche meglio).

Ti dico subito che non ci saranno storie autoconclusive.. ma soltanto momenti di una storia ben più ampia e lunga e probabilmente molte cose che ti dirò ti appariranno insensate. Le storie che ti racconterò hanno inizio e come maggiore ambientazione la soffitta di una grande casa bianca e i protagonisti sono piccoli animali e insetti.

I primi di cui ti parlerò sono una cavalletta, una coccinella e un geco.

 

 

Immagine inseritaImmagine inseritaImmagine inserita

 

I tre si sono conosciuti per caso nella soffitta che si solito si anima poco dopo il tramonto e sempre per caso sono diventati amici. In momenti e modi diversi, i tre hanno condiviso pensieri e parole per tanto tempo. Pur diversi per spirito, natura e ambizioni hanno condiviso situazioni e momenti di vera amicizia. Però, caro diario, come ben ricorda l'oracolo di Matrix tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine, così le strade dei tre a un certo punto hanno iniziato a non proseguire parallelamente, ma si sono trovate a doversi spartire uno spazio nel quale in tre andavano troppo stretto. Non mi soffermerò sui dettagli, ma il geco a un certo punto si è trovato a discutere prima con la cavalletta e poi con la coccinella. Per farla breve, il geco che si occupava della manutenzione di alcune stanze della casa insieme alla cavalletta ed ad altri soci d'avventura a un certo punto aveva violato le regole dando all'amica coccinella un paio di dolcini prima che fossero messi a disposizione di tutti. Pensava non ci fosse nulla di male, visto che era un dono fatto a un'amica e difatti aveva cancellato l'evento dalla memoria. Poi però la cavalletta aveva fatto la stessa cosa con un altro ex abitante della casa e frequentatore della soffitta e allora il geco si era inalberato preso com'era dalla gestione della manutenzione straordinaria. La cavalletta così, sentendosi a torto o a ragione accusata dal geco, si era ritrovata a parlarne con la coccinella, la quale in nome del suo personalissimo senso di giustizia, racconta di cosa aveva fatto per lei il geco. A quel punto nulla è più contato, né il fatto che il geco avesse fatto un favore alla coccinella né che la cavalletta l'avesse fatto a se stessa. Di fatto la coccinella aveva tradito il geco e la cavalletta aveva tradito la coccinella per.. uscirne al meglio. Questo però, caro diario è il passato su cui non tornerò. Ti basti sapere che il geco ha scelto di cancellare dalla sua vita la coccinella sradicando persino il ricordo di cosa era stata; cavalletta e coccinella sono rimasti buoni amici mentre cavalletta e geco stanno provando a ricucire alcuni strappi partendo da zero. Il geco ha continuato a fare la sua vita, ha osservato sia la cavalletta che la coccinella e ha provato in ogni modo a mordersi la lingua tutte le volte in cui qualcosa non gli tornava. Ora il dubbio che si pone il geco è: sulla base di quale alto senso di giustizia, la coccinella ha sentito di dover difendere dalle accuse del geco la cavalletta, laddove lei era stata aiutata dal geco nel momento del bisogno? Come ha potuto equiparare quello che cavalletta e geco avevano fatto? Come ha potuto anche lontanamente immaginare che il geco potesse accusare un'altra creatura di una cosa che aveva fatto lui, sapendo lo spirito e l'intenzione con cui l'aveva fatto con lei? Infine.. come può, la coccinella parlare di sé, come una persona che capisce gli altri, di una persona buona, di una che vuole bene agli altri insetti e animali se per sollevare la colpa della cavalletta ha fatto quel che ha fatto? Se conosceva il geco, come riteneva di conoscere, come ha potuto non chiedere allo stesso cosa avesse detto? Io penso, caro diario, che la coccinella in quel momento abbia scelto di chi essere amica e che abbia scelto consapevolmente di interpretare la realtà nel mondo più utile a sé e al suo concetto di giustizia. Chiamiamolo spirito si sopravvivenza. Penso che la giustizia però sia altro, voglia dire andare oltre se stessi, vuol dire proteggere con la propria pelle e non vendere quella degli altri. Penso che il geco sia un fesso di proporzioni bibliche perché persino nella lite ha pensato alla coccinella e alla cavalletta. Quel geco che ora ha iniziato a essere un po' come io gli consiglierei di essere sempre, dovrebbe imparare che gli altri non sono necessariamente più buoni di lui, ma che sono semplicemente più abili a raccontarsi come tali.

Questo è quanto, caro diario.. tornerò a parlarti di altri abitanti della casa, delle case accanto, ma soprattutto della soffitta, perché se non si fosse capito la mia fonte primaria è quel vecchio pingue geco!

Alla prossima.

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Caro Diario,

nonostante la tecnologia mi remi contro, sono tornata. Ieri sera mi è partito, come se nulla fosse, l'alimentatore del computer. Per fortuna che è stata una cosa risolvibile con poco, ma sembra che sia una congiura. Forse il mio pc (e il mio telefono), sta cercando di dirmi che dovrei tornare ai tempi in cui mi connettevo a scrocco andando da mio padre.

Comunque, sono tornata e questo conta.

E poi today is the day <img alt=" />

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Caro diario,

love is in the air... nonostante le apparenze, la soffitta pare essere foriera di incontri di anime destinate a stare insieme. Così, persino la lucciola, che ormai disperava di poter trovare il suo principe azzurro, alla fine ha trovato il suo cavaliere, il timido bruco buono, che armato di spada l'ha raggiunta per darle prova del suo amore.

Immagine inserita<img alt=">Immagine inserita

Chi sarà il prossimo.. il Geco che non ci pensa proprio? La zanzara? La meravigliosa falena notturna? Questa volta però, caro diaro, non voglio soffermarmi su altri. Spero proprio che lucciola e bruco abbiano trovato quel che pensavano perduto o impossibile da trovare. Intanto stasera nella soffita si festeggia la felice unione.. <img alt=">

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Caro diario,

è strano come poche parole da una persona a te molto cara possano rovinarti la serata anche se stai vivendo da un paio di giorni su una nuvoletta rosa. Odio discutere con le mie amiche, specie con Lei.

Monica

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Caro diario,

ho visto il geco abbastanza amareggiato stasera. Pare che per proteggere il giovane pesciolino pulitore, secondo la mantide religiosa abbia commesso una grande violazione ai comandamenti della casa. Soffitta e casa a volte sembrano due mondi separati. Forse è come per lo scorpione.. anche senza volerlo la sua natura è quella di uccidere anche chi lo sta aiutando.

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Caro diario,

anche quest'oggi la soffitta ha prodotto il suo bel chiacchiericcio serale. A fronte di una nube orbitante di piccole creature prese dai piccoli microcosmi personali.. intoccabili e quasi impenetrabili alcuni, sfacciati e sfrontati altri.. semplicemente non interessanti gli altri, esiste un triangolo che nato sulla scia dello scherzo ha sempre più assunto i connotati di una vera schermaglia amorosa. Succede così che la curiosa zanzara della banana (pare infatti esser attratta in modo singolare dal potassio della banana pur preferendo varianti piccanti al gusto neutro), giunta poco tempo fa per tamponare problemi di cuore, abbia iniziato ad acclimatarsi nella soffitta. Pare però che il motivo risieda non tanto nella complessa popolazione, ma in un paio di creature a cui si è avvicinato. La prima, il camaleonte dalla chioma cangiante era partita avvantaggiata, forse per via della nomea che reca con sé (pare che la zanzara fosse vulnerabile a quella nomea), la seconda invece la splendida falena dark, quatta quatta, silenziosa silenziosa si avvia alla conquista del microscopico cuore della zanzara. Dovresti vedere i loro siparietti. La zanzara richiama l'attenzione della falena e lei sbatte le ali per allontanarlo.. ma docilmente.. giusto quanto basta a farsi desiderare ancora di più. E ci riesce, più lei la schernisce, più la zanzara sente il brivido della conquista.Ora... mi chiedo come finirà..tornerà in campo il camaleonte? Oppure la zanzara ha già deciso? E la falena sbatterà le ali per farsi desiderare di più... o girerà al largo stanca della zanzara che si perde nei preliminari?

Dubbio, atroce dubbio pervade la soffitta. <img alt=">

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Miiii la Lucciola abbandona presto la soffitta e si perde questi speciali!!!!

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