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Re Arbor

Caro diario

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Intanto, TANTI AUGURI!!!!!!!!!! :wub:

 

E ben tornata tra noi Stella, che tu poss stare sempre meglio! 

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Ma grazie, carissimi! :D

P.s. Scusate se avevo scritto tutto due volte: scrivo dal cellulare, con molta fatica perché ero abituata al forum su pc. Ora ho corretto... almeno, spero :)

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Caro diario, 

Ogni tanto mi chiedo cosa ho fatto per meritarmi le cose belle che sembrano accadermi. Sono una donna fortunata. 

Intanto sono a più di metà tesi di laurea. Vedremo. 

 

P. S.: auguri Stella :)

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Auguri Stella! 

Il miglior rientro per te, e che anche la quotidianità ti offra spiragli di serenità in quei piccoli momenti.

 

E un saluto Costy, vai con la tesi fortunella, la forza è con te... XD 

 

Caro diario, 

ciao. 

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Caro diario,

mi è giunto un pettegolezzo stasera. Nulla di importante, nemmeno merita di essere menzionato, eppure ho assistito a un fenomeno curioso, alla mutazione di genere. Ebbene, ho riferito il pettegolezzo che mi vedeva oggetto e in men che non si dica si è tramutato in qualcosa di diverso, un pettegolezzo su chi me l'aveva riferito. Ed è tutto accaduto davanti ai miei occhi. Ho provato a ribadire il pettegolezzo originario, ma nulla, ormai la via della mutazione era stata presa.

Quanto vorrei essere una mosca per vedere che forma assumerà il pettegolezzo prima di tornare alla fonte iniziale. C'è da chiedersi se chi l'ha fatto lo riconoscerà ancora come suo o se penserà di esser davanti a tutt'altra roba, a cui ovviamente crederà, ignaro di esser stato il paziente zero del virus. 

Brutta cosa la curiosità, eh? Sono debole, devo ammetterlo, ma vista la natura del pettegolezzo anche abbastanza stupido. :unsure:

 

PS: settembre è giunto eppure ancora nulla si muove.. che ansia. 

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Ciao diario del forum!! :D Non scrivo dal 12 luglio.. :shock: Vedrò di rimettermi in pari.. ;)

ps. ma che è sto spoil system ai massimi livelli?? ;):)

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Caro diario, 

ma la gente c'è o chi fa? Se io in un questionario molto importante per la tesi di laurea chiedo la provincia, perché mi ritrovo chi mi risponde Lazio? o Italia? Un po' di impegno e serietà, o pensano tutti sia facile poi analizzare risposte di quel tipo? Se ho imparato una cosa, è che la gente non sa leggere o non capisce cosa viene chiesto (quella delle province è solo l'esempio più lampante, ma di gran lunga non l'unico). O che proprio certe persone sono menefreghiste e lo fanno tanto per. In that case, with do you do it to begin with? 

E menomale che i questionari sono anonimi, se venivo a sapere che magari erano pure amici miei, mi arrabbiavo con loro di persona. 

 

Torno alla mia tesi va che è meglio.

 

Edited by Viserion
Decurtata la parte di messaggio non ammissibile in questo post.

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Il 7/9/2018 at 10:24, Lady DragonSnow dice:

Caro diario, 

ma la gente c'è o chi fa? Se io in un questionario molto importante per la tesi di laurea chiedo la provincia, perché mi ritrovo chi mi risponde Lazio? o Italia? Un po' di impegno e serietà, o pensano tutti sia facile poi analizzare risposte di quel tipo? Se ho imparato una cosa, è che la gente non sa leggere o non capisce cosa viene chiesto (quella delle province è solo l'esempio più lampante, ma di gran lunga non l'unico). O che proprio certe persone sono menefreghiste e lo fanno tanto per. In that case, with do you do it to begin with? 

E menomale che i questionari sono anonimi, se venivo a sapere che magari erano pure amici miei, mi arrabbiavo con loro di persona. 

 

Torno alla mia tesi va che è meglio.

 

MODE MOD ON

Hai chiesto e ottenuto delucidazioni su luoghi e modalità per la richiesta di aiuto. Ti era stato detto in maniera inequivocabile dove e come poterlo fare. Caro diario e la locanda dell'uomo inginocchiato non rientrano nelle possibilità utilizzabili per quel fine. In fondo non ci vuole molto, basta saper leggere quel che è stato indicato nella risposta. 

Con un po' di impegno e serietà si poteva anche evitare la necessità di questo intervento. 

Buona continuazione. 

NB: Ovviamente eventuali rimostranze vanno espresse privatamente. 

MODE MOD OFF

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Caro diario, 

negli ultimi anni, ogni volta che mi sono guardato allo specchio, non ho trovato nulla di soddisfacente, solo i riflessi della fatica e della stanchezza. Vedevo un lungo percorso intrapreso, tortuoso e accidentato, senza destinazioni nelle vicinanze, che somigliava più ad una via di fuga tra le macerie che ad una strada. Un allontanarsi dal punto di partenza, senza meta, solo un incedere continuo. Sarà che preso dalla quotidianità e dal guardare a dove metto i piedi, difficilmente distolgo l'attenzione per abbandonarmi ad una riflessione su me stesso. Sarà che in genere, guardando indietro, si tende a soffermarsi sulle sofferenze e i fallimenti, piccoli o grandi, su tutti gli imprevisti affrontati, d'altronde le gioie ed i momenti felici arrivano in punta di piedi e fanno meno rumore. E soprattutto non generano disagi che prosperano e perdurano nel presente.

Sarà che con la mia immagine ho sempre avuto un pessimo rapporto. Ma diciamo pure con qualsivoglia tipo di apparenza, pure nelle interazioni, pure in quei momenti dove l'immagine può fare la differenza. Non me ne è mai fregato nulla. Il problema è che invece le apparenze contano molto, troppo, la superficialità è un'attitudine istintiva e comoda, tratto peculiare della mediocrità della società contemporanea e di tutti gli ambienti in cui mi sono imbattuto nella mia vita, tutti. Credo che possano bastare le dita di una mano per contare le volte in cui mi sono trovato davanti a persone che cercassero di grattare la patina e far emergere la sostanza, che dedicassero il minimo tempo necessario a comprendere il minimo necessario di un essere umano, prima di sparare qualsivoglia giudizio raffazzonato e prematuro. L'immagine non è faticosa invece e ti permette di proferire un fiume di chiacchiere basate sul nulla, senza aver impiegato alcuno sforzo conoscitivo e senza doverti minimamente giustificare o validare, in quanto c'è l'apparenza a darti ragione. Puoi pure dedicare tempo ed energie a qualcuno, che magari ti sorride e fa finta di darti retta, per poi tornarsene a crogiolarsi negli agi dell'immondo e frivolo pascolo della ciarlataneria da cui è venuto. In quel caso neanche l'immagine viene considerata, ci si ferma addirittura al nulla. Sicché un individuo che ha sempre curato il proprio mondo interiore, più che ciò che lo riveste, in questi tempi non se la passa bene. 

Nell'estrema aleatorietà che governa le vicende umane, può però accadere che oltre a spirali di eventi negativi, possano verificarsene di positivi. Ed è così che giudico oggi l'ultimo periodo trascorso. Dico oggi, perché in quel momento, non me ne sono reso conto. Preso da una rincorsa priva di certezze, verso la conclusione di un ciclo della mia vita, dove tutto sembrava poter precipitare da un momento all'altro, vanificando o sminuendo gli sforzi fatti, sono arrivato a mettere un punto fermo ed una parola conclusiva senza neanche rendermene conto, E senza gioirne. Perché tutto mi aspettavo tranne che andasse tutto bene. Tutto avrei pensato tranne il veder riconosciuto un mio merito per come lo riconoscevo io. Non mi aspettavo potesse verificarsi il miglior scenario possibile. Non mi aspettavo, arrivato a questo punto, di non deludere e non deludermi. E non me lo aspettavo perché quella condizione di tremenda e asfissiante incertezza mi vedeva complice, in quanto non ero riuscito a riconoscere determinati comportamenti e parole per quello che erano: fiducia. Una parola che non abitava da tanto il mio vocabolario.

Arrivato a quel punto ci sono quasi rimasto male. Ero sorpreso. E non mi sono goduto il momento. Poi, come se non bastasse, non ho neanche avuto il tempo di formulare un pensiero che ho dovuto rispondere per tempo a tutti le occasioni che si presentavano. Stesso stupore, ancora passo passo, senza realizzare, ancora una volta, davanti ad un'altra persona con il compito di cercare di capire chi fossi e cosa valessi, mi sono visto riconoscere un altro merito, che col tempo andavo dimenticando. Stavolta non c'entrava né la preparazione, né il lavoro che si accingevano a propormi, stavolta era questione di che persona ero. Stavolta contava la sostanza, lo spessore. E come quando ti ricordi di un film o un romanzo che avevi dimenticato, allo stesso modo mi sono ricordato che al di là di tutte le parole e le vicende che avevano deteriorato la consapevolezza che detenevo, tutto ciò che avevo fatto, tutto ciò che avevo costruito stava là, che lo vedessi o meno. Evidentemente mi serviva qualcun altro che lo vedesse e mi dicesse "Oh guarda che ti sei dimenticato". 

Passata qualche settimana, dopo il debito riposo, trascorsa la vacanza, cambiati tempi, luoghi ed abitudini, senza che la tensione accumulata si sciogliesse minimamente, adesso eccomi qua, decongestionato. Come dicevo prima, sarà che nei ricordi vado sempre a ripescare i peggiori, come giudice  di me stesso sono spietato. Ma ora, a mente fredda, recupero la consapevolezza dei miei successi, perché pure quelli stanno là se mi decido a guardarli, e mi accorgo di dove sono arrivato. Da domani cambierà tutto, domani è un'incognita. Ma una cosa resterà. La mia testardaggine nello scegliere i percorsi più difficili, nel non fuggire la fatica e la perseveranza, provando a mettermi in gioco e a camminare sull'insidiosa soglia dei miei limiti. D'altronde, se ho qualcosa, a questo lo devo. Tratto genetico familiare: non ci regala niente nessuno e a rubare non siamo bravi, neanche a derubare lo stato. Avrei potuto fare scelte differenti, optare per una maggiore tranquillità e semplicità. avrei potuto passare anni a lamentarmi di quanto fosse malato e ingrato questo mercato del lavoro, questo sistema paese, magari in parte a ragione, magari in parte realizzando dentro di me che, pur sapendolo, ci ho messo anche del mio nel realizzare questo scenario e sono stato un po' str***o pure io. Non aggiungerò questo ricordo negativo al mio lungo album personale.

 

Caro diario,

oggi mi guardavo allo specchio ed ero felice.

 

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Caro diario,
sarò breve perché i tempi lo richiedono. Il cambiamento è ormai praticamente giunto. Manca davvero poco. Confesso di avere molte perplessità. L'ottimismo mi spinge a pensare che le cose non potranno che andare meglio, ma non riesco a sopprimere del tutto un piccolo pensiero di negatività. 
Era necessario? So che la risposta è affermativa, ma vorrei chiudere gli occhi, tappare le orecchie e rimandare ancora e ancora e ancora. Non sarà così.

Bisogna assumersi le responsabilità di quel che si accetta di fare per necessità o bisogno.
Il cambiamento è vita. Spero solo che sia in meglio. 

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Caro diario,

stanchezza è la parola chiave. 

Sono stanco di tutto o quasi. Troppi problemi, troppe situazioni già viste e troppi capricci. 

Sono stanco di avere gli stessi dilemmi da mesi. 

Sono stanco di non vedere la fine di un percorso pieno di incognite. 

Sono stanco persino di rileggermi ad avere questi problemi eppure rieccomi ancora una volta qui a lamentarmi. 
Finirà mai questa stanchezza? Sicuramente non saranno queste pagine a darmi la soluzione eppure eccomi ancora qui a scrivere, mai troppo stanco per lamentarmi. 
Cosa spinge lo spirito a trovare nuove energie quando la scelta migliore sarebbe quella di cambiare direzione senza voltarsi indietro? 

Ora che ci rifletto meglio, forse non sono poi così stanco. 

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Caro diario, 

Mi viene da piangere. Ho finito di scrivere la tesi di laurea e ancora non ci credo. Devo correggerla ora, ma quello non è nulla rispetto agli ultimi mesi. 

L'ultimo periodo non è stato il massimo e detto molto onestamente, sono stufa. Ma l'importante è quello che sono riuscita a fare. Presto (spero) concluderò anche il capitolo università e poi si vedrà. It's getting better all the time! 

Ancora non ci credo di aver praticamente finito. 

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Caro diario, 

Questo e quello, brutto e bello. 

Insomma le solite cose che conosci tanto bene giorno dopo giorno. 

Diario.

Vabbeh niente. 

Come sempre. 

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