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Dead Man, di Jim Jarmusch, con Johnny Depp, Lance Henriksen, Gary Farmer, Robert Mitchum, Alfred Molina, Iggy Pop, Michael Wincott, Gabriel Byrne, Mili Avital, John Hurt. Western autoriale atipico e spiazzante. Surreale, a tratti quasi poetico, non riesce però a decollare definitivamente, concludendosi per di più in uno dei modi più inaspettati e meno sperati dal pubblico. Se la bellezza di certe scene, che mescolano violenza e romanticismo, non può che ottenere il plauso, altrove sembra eccedere di virtuosismi, a tratti fine a se stessi. Azzeccata sicuramente la scelta del bianco e nero, ormai troppe volte snobbato, ma capace di essere più atmosferico di qualsiasi sfavillio di colore. Depp svolge bene il suo compitino, ma non da certo la sua migliore interpretazione, mentre sugli scudi sale sicuramente Henriksen, che regala a un personaggio grottesco un fascino del tutto particolare. Il resto del cast, ricco di camei importanti, non fa che completare una discreta complessiva prova recitativa. Ma rimane un prodotto che pare incompleto, un potenziale nuovo cult destinato però ad andare nella caterva di buoni film, senza raggiungere vette immortali. Istrionico. Voto 3.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Lettere da Iwo Jima, di Clint Eastwood, con Ken Watanabe, Kazunari Ninomiya, Shido Nakamura, Tsuyoshi Ihara, Ryo Kase, Hiroshi Watanabe, Takumi Bando. Già ci aveva deliziato con l'ottimo "Flags of our fathers" dedicato alla battaglia di Iwo Jima vista da parte dell'esercito americano. Ora ci regala un vero e proprio capolavoro con il corrispettivo dal punto di visto dei giapponesi. Eastwood è senza dubbio il regista americano che oggi più di tutti riesce a coniugare spettacolo, emozioni e grande cinema. Per lo più con un film non facile, poichè mai facile è guardare il tutto dagli occhi del nemico, coloro che nella pressoche totalità delle pellicole belliche di stampo occidentale vengono rappresentati come mostri assetati di sangue. Il regista qui ci mostra invece il loro lato umano, le loro paure, le loro angosce, il loro coraggio quando di fronte a una sconfitta inevitabile decidono di morire per la patria. Certo si sa che nelle guerre gli atti di onore esistono da entrambe le parti, ma troppo spesso il cinema se ne dimentica una delle due. Eastwood pone omaggio a una delle pagine di storia più tragiche di sempre, e con questo "Lettere da Iwo Jima" ricompone la sua grande versione e interpretazione degli avvenimenti, rendendo giustizia a entrambe le parti in lotta. Per non dimenticare il sacrificio di chi morì su quell'isola maledetta. Magnifico. Voto 5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Crank.

 

Jason Staham in versione super adrenalinica. Film d'azione ben fatto e stranamente anche originale. Il protagonista é un Killer al quale é stato iniettato un veleno letale, tuttavia finché riesce a mantenere alto il tasso di adrenalina nel sangue, l'effetto del veleno é sospeso. Quindi immaginatevi gli exploit del poveretto, che fra Red Bull, spray nasali e pere di adrenalina deve trovare chi gli ha spruzzato il veleno nonché mantenere stabile la sua relazione sentimentale (con Amy Smart, che vedrei come attrice candidata per impersonificare Daenerys).

 

Voto 4/5, ma solo per l'originalitá di alcune scene. <img alt=">

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In piu ho visto Flags from our Fathers, (la controparte Letters from Iwo Jima é il prossimo!) di Clint Eastwood.

Film di guerra, che alterna flashback di battaglie, a una tourneé pro guerra che é toccata ad alcuni soldati, reduci dall'isola del Pacifico Iwo Jima. Eastwood si butta molto sullo stato psicologico dei protagonisti che affrontano nel bene e nel male i compiti a loro affidati, sia in guerra, che poi durante la tourneé. Sono davvero curioso di vedere il secondo film (recensito sopra da Blindevil).

P. S. curioso vedere Adam Beach (Windtalkers) rifare la parte dell'indiano in un film di guerra.

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Ho visto anch'io Crank. più per scopi prettamente recensorii che per mero gusto personale. E' vero che il film ha dei buoni momenti, e diverte per 80 minuti pur viaggiando tra alti e bassi, ma obiettivamente un 4 su 5 è un pò esagerato, insomma è un voto che si da solo ai grandi film. E proprio perchè te Timett mi pari su questo sito uno dei più esperti, o comunque appassionati, della Settima Arte, che ti consiglio di affinare un pò il gusto critico con obiettività. Senza polemica eh, capirai cosa dico quando vedrai Lettere da Iwo Jima, e noterai che c'è ben più di un punto di differenza tra i due film sovracitati... <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Il bandito corso, di Alain Berberian, con Jean Reno, Christian Clavier, Caterina Murino. Commedia poliziesca di basso profilo, ambientata in Corsica. Nemmeno la coppia Reno - Clavier, già vista con successo ne "I visitatori" riesce a risollevare le sorti di un film già morto in partenza, dalla sceneggiatura debole e ingenua, e dalle gag che non riescono a far ridere nemmeno degli idioti. Ogni tanto anche la Francia sbaglia, questa è un'eccezione che conferma la regola. Innocuo. Voto 1.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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"L'armata delle tenebre"...

Che dire?

Carino, divertente, assolutmaente commentabile... Ma alla Dama era stato descritto come un vero e proprio capolavoro della risata, e forse per questo l'ha un po' delusa...

C'è da dire che l'umorismo da scheletri però non era niente male... Una su tutte: "Ossa... Issa!" <img alt=" />

Adatto per una serata tranquilla con gli amici, gente con cui commentare in tranquillità un film già di suo non troppo serio... 3/5 (anche se il suo Cavaliere la criticherà moltissimo per un voto tanto basso <img alt=" /> )

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E proprio perchè te Timett mi pari su questo sito uno dei più esperti, o comunque appassionati, della Settima Arte, che ti consiglio di affinare un pò il gusto critico con obiettività.

 

Beh, ti ringrazio del quasi-complimento!

In effetti il 4/5 ce l'ho messo malvolentieri, ma Crank é stato un film che mi ha veramente sorpreso, assurdo nel suo genere (fantastico p. es. le grida del cinese - sottotitolate in cinese <img alt=">!!!).

 

Per quanto riguarda la passione per la Settima Arte: di solito dopo una giornata di lavoro, allenamento, lavoretti in casa, e magari dopo aver cucinato la cena, crollo nel divano e cerco il film piu "facile" che mi alletti e che mi distragga dalla routine quotidiana. Di conseguenza la mia obiettivitá va a farsi benedire...

Comunque apprezzo il tuo consiglio, cercheró di fare mente locale prima di commentare altri film.

 

Per caso sapresti consigliarmi dei film "impegnativi-ma non troppo", che comunque siano di un certo livello?

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Prova con Idiocracy, divertente commedia uscita recentemente al cinema, ma con spunti di critica sociale. Se non l'hai ancora vista anche il cult Essi vivono di Carpenter, o ancora il violento Battle Royale, l'ultimo capolavoro di Yimou La città proibita. Sul versante commedie sicuramente La cena dei cretini, il paradossale Il fascino discreto della borghesia di Bunuel e l'esilarante A proposito di tutte queste...signore di Bergman. Direi che per ora possono bastare... <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Borsalino and Co. , di Jacques Deray, con Riccardo Cucciolla, Alain Delon, Catherine Rouvel, Daniel Ivernel, André Falcon, Adolfo Lastretti, Gabriella Farinon. Sono rari i casi in cui un seguito sia al pari dell'originale. Ancor di più che il secondo sia migliore del primo. E' questo il caso di Borsalino II, che pur perdendo un attore carismatico come Belmondo, guadagna in azione e atmosfera. Abbandonati gli sbalzi ironici del precedente, qui vi è spazio per una storia oscura, tesa, fredda e violenta, dove Delon dona un carisma sicuramente superiore che in passato. Una nuda e cruda storia di gangster, efficace e serrata, che avvolge lo spettatore in una nera cappa di sangue e morte per tutta la sua durata. Forse non originalissimo, ma sicuramente riuscito. Glaciale. Voto 3.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Psyco, di Alfred Hitchcock, con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire. Il padre e la madre di tutti i gialli, un classico immortale entrato a diritto nella storia del cinema. Teso, agghiacciante, malato, un concentrato di pura malvagità e paura, che vede in Perkins il matto più riuscito della Settima Arte. Alcune scene sono immortali, dalla doccia alla mummia, dall'omicidio sulle scale alla macchina affondata nella palude. Capace di delineare una psicologia così folle e perversa, pur lasciando trapelare poco o nulla prima dello scioccante finale. Hitchcock non a caso era e rimane il Maestro del brivido, e probabilmente Psycho rimane la sua opera più estrema, conturbante e deviata. E forse la sua più grande. Senza parole. Voto 5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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