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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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Doppio gioco, di Robert Siodmak, con Yvonne De Carlo, Burt Lancaster, Dan Duryea. Camionista di portavalori, incontra dopo mesi la sua ex-moglie, che ora ha una relazione con un boss mafioso. Organizza un piano per rubare sei milioni di dollari, con i quali fuggire lontano insieme alla vecchia amata. Ma non tutto va come previsto... Incalzante thriller drammatico, che denota una forte caratterizzazione psicologica dei personaggi, e non si sa mai chi potrebbe fare il "doppio gioco" del titolo italiano (l'originale era Criss Cross). Un bianco e nero cupo e fumoso, fotografato splendidamente, fa da sfondo a una vicenda carica di colpi di scena, sempre imprevedibile. Bravo Lancaster, superba la De Carlo, adatto Duryea. La regia di Siodmak è pressochè perfetta. Notare anche il debutto nel cinema di Tony Curtis, che qui si intravede appena in una scena di ballo. Diabolico. Voto 4 / 5 <img alt=" />;)<img alt=" />

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Sword in the moon, di Kim Eui-suk, con Choi Min-Soo, Cho Jae-Hyun, Kim Bo-Kyung, Lee Jong-Soo. Nella Corea del Seicento, due vecchi amici si ritrovano dopo molti anni a lottare su sponde avverse: uno trattenuto da una parola data (ma non voluta) a proteggere l'imperatore usurpatore, l'altro a cercare vendetta per la morte dei suoi ex-compagni. Wuxiapan coreano, ancorato a scene cruente e senza troppi guizzi acrobatici, insomma niente a che vedere con la poesia dei combattimenti nello stile di Yimou. La maggiore crudezza però, unita a un'introspezione psicologica molto forte, riesce a donare un sapore del tutto particolare alla pellicola, con una sensazione di epica molto più "vera" del solito. Pecca di qualche momento un pò lento, e non sempre i flashback sono abbastanza esaustivi dal punto di vista della storia, ma certe scene riescono a essere cariche di pathos, grazie anche a una colonna sonora molto coinvolgente. Il finale non sorprenderà chi è abituato a queste produzioni. Stoico. Voto 3 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Moloch, di Aleksandr Sokurov, con Elena Rufanova, Leonid Mosgovoi, Leonid Sokol, Elena Spiridonova, Vladimir Bogdanov. La quotidianità di Hitler e i suoi collaboratori in un giorno di "vacanza" nella fortezza di Berchtesgaden nel '42. E su tutto il rapporto del Fuhrer con Eva Brown, la donna della sua vita. E' proprio il contrasto tra i due il motore portante di questa criptica, ma interessante, pellicola di Sokurov. Un conflitto d'amore e odio, nella quale Eva finisce per essere succube e padrona di un uomo ormai in preda a seri disturbi psico-fisici, incapace di discernere la realtà dalla follia. Qui Hitler appare debole, stanco, pieno di paure e insicurezze, quasi umano nel suo lento decadere, mentre la Brown finisce per essere la sua unica ancora. Giocato su tempi lenti, come tutto il cinema di Sokurov, su spazi grigi e imponenti, con una rosa di personaggi accuratamente selezionata (Martin Bormann, Goebbels e consorte), è un'operazione curiosa ma carica di grande fascino cinefilo. Interessante anche il dialogo del Fuhrer con il prete, una summa dell'intera essenza del film. Interpretazioni superbe regalano, ce ne fosse voluto bisogno, un'ennesimo motivo per consigliare la visione di Moloch. Difficile ma eccelso. Voto 4 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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visto ieri 30 giorni di buio e devo dire che mi è piaciuto,parla di una cittadina nel cuore dell'alaska che rimane in mezzo alle tenebre per un mese all'anno,mese in cui una banda di vampiri decide di nutrirsi.

 

si lascia bellamente guardare e in alcune scene riesce anche a far sussultare anche merito degli effetti sonori in sala!

 

3.5/5

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Ho appena finito di vedere IL RISVEGLIO DELLE TENEBRE.

Devo dire che questo film mi ha stupita in modo positivo ;D

 

Vi faccio un brevissimo riassunto:

Si tratta di un bambino (il prescelto) che deve sconfiggere il male (le tenebre) per far trionfare il bene (la luce). Per fare ciò deve ritrovare dei "segni", degli oggetti che lo aiuteranno nella sua impresa.

Ci saranno alcuni brevissimi salti nel passato, dove potrà trovare i "segni".

Ben inteso....non si tratta di un capolavoro, ma si lascia guardare con piacere ;D

E' tratto da un opera di Susan Cooper, che ad essere sincera non conosco &lt;_&lt;

 

Non posso dire che fin qui ci sia nulla di nuovo....però é un film che mi é piaciuto.

Se vi piace viaggiare con la fantasia ve lo consiglio....poi ditemi cosa ne pensate!!

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Squadra omicidi, sparate a vista!, di Don Siegel, con Henry Fonda, Susan Clark, James Whitmore, Richard Widmark, Harry Guardino, Inger Stevens, Michael Dunn. Una coppia di poliziotti si fa scappare un pericoloso ricercato. Avranno 72 ore di tempo per ritrovarlo. Nel frattempo il capo della polizia ha a che fare dei problemi di natura etico-professionale. Solido poliziesco marchiato Siegel, che punta su un azione serrata e su un personaggio come Madigan, classico prototipo dell'agente brutale e grezzo che usa ogni metodo per raggiungere il suo scopo. Caratterizzato profondamente dal punto di vista psicologico, con diverse sottotrame relative a relazioni matrimoniali, extraconiugali, amicizie tradite, non paga mai un momento di stanchezza. Il cast che annovera due pezzi da 90 come Vidmark e Fonda, sforna una prova convincente. Si pecca di qualche banalità, ma la tensione è costante. Veemente. Voto 3.5 / 5 &lt;_&lt;<img alt=" /><img alt=" />

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Jesus Christ Superstar, di Norman Jewison, con Ted Neely, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Bod Bingram. Un folto gruppo di turisti-attori si reca nel deserto di Israele, e organizza un'interpretazione del tutto particolare della storia di Gesù, passando per i punti cardine della sua storia fino alla crocifissione. Un musical dal grande fascino, forse a tratti eccessivo, ma che vede nelle prove canore dei protagonisti il suo più grande punto di forza. Le canzoni si mantengono su un livello alto di melodia, pur non raggiungendo sempre il cuore dello spettatore. D'effetto il silenzio finale alla morte di Gesù, che accompagna il film nei titoli di coda. La rivitazione satirica di diverse figure storiche appare azzeccata, così come l'inserimento di oggetti ormai appartenenti al mondo moderno come i fucili dei soldati, o ancora nell'intervento anti-militare con la comparsa di carroarmati e jet. Convince di più il Giuda nero che l'interprete di Cristo, ma in generale il cast sforna una prova complessivamente ottima, che ai vocalizzi unisce anche una discreta mimica facciale. Raggiante. Voto 4 / 5 &lt;_&lt;<img alt=" /><img alt=" />

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Into the Wild, qui recensito dal sottoscritto &lt;_&lt;<img alt=" /><img alt=" />

 

http://www.everyeye.it/cinema/articolo.asp...156&cache=1

 

Ha ragione Blindevil quando dice che i film è schematico, lineare. Ma secondo me è proprio questo a renderlo un capolavoro.

La storia era tale che era fin troppo facile, anche per Sean Penn, scadere nel retorico, nella celebrazione del "sogno". LA MIA OPINIONE è che dato il soggetto scelto, dovesse essere esclusivamente un racconto, quasi una cronaca. Non è il regista che deve far sorgere le domande, ma le vicende stesse. Il protagonista si può ritenere un grande maestro di vita o un gigantesco stupido, ma se ne fai un film non deve essere il regista a scegliere da che parte stare!

E' proprio con la piattezza che Penn si fa da parte, ci presenta esclusivamente le vicende per quelle che sono, senza cedere alla tentazione di facili moralismi o di facili celebrazioni, senza nascondere un "messaggio" che secondo me non c'è!

Ripeto che ovviamente questa è la mia opinione, da spettatore e non certo da esperto!

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Cloverfield.

Un mal di testa enorme a fine film: la ripresa con la telecamera a mano sarà originale e ti cala dentro la storia meglio, però dopo un po' inizi a rincoglionirti di brutto.

Ad ogni modo storia interessante e senza spiegazioni dei retroscena, il che ha lasciato molti in sala piuttosto, come dire, incacchiati. Personalmente non mi è dispiaciuto come, anzi, però quella telecamera a mano mi ha fatto soffrire non poco.

 

3.5/5

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Una pallottola per Roy, di Raoul Walsh, con Humphrey Bogart, Alan Curtis, Ida Lupino, Joan Leslie, Arthur Kennedy, Minna Gombell. Furfante appena uscito di prigione dopo otto anni, viene arruolato per un'ennesima rapina, il colpo che potrebbe metterlo a posto per tutta la vita. Nel frattempo incontra due donne: una socia nell'affare malavitoso, e una giovane ragazza zoppa. Conseguenze tragiche. Gangster movie dalle varie sfaccettature emotive, fu il lampolino di lancio per Bogart, che qui diede via alla sua fama di oscuro e tenebroso sciupafemmine. Pecca di qualche frivolezza, ma dato anche l'anno di realizzazione (1941), sono più che comprensibili. Interessante invece la diatriba amorosa, in una sorta di menage a trua senza via di scampo. Stupendo l'inseguimento finale tra le polverose e panoramiche strade della Serra Nevada. Disilluso. Voto 3 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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La notte dei morti viventi, di George A. Romero, con Duane Jones, Judith O'Dea, Russell Steiner, Karl Hardman, Marilyn Eastman, Keith Wayne, Mark Ricci, Judith Ridley, Kyra Schon. In una cittadina americana, sette persone si ritrovano in una casa, assediate da dei cadaveri che per colpa di un virus alieno hanno ripreso vita sotto forma di mostruosi cannibali. L'infezione ha colpito buona parte dello stato americano, e sopravvivere non sarà facile. Il primo film di Romero, divenuto vero e proprio cult tra i fan del cinema horror, e non solo. Atmosfere angoscianti, una storia disturbante che ha in sè anche una forte critica politica riguardo al fatto che la causa principale, provocata da esperimenti governativi, trova il suo unico rimedio nell'eliminazione fisica di tutti i "risorti", e a volte sfocia anche nello sterminio indiscriminato di innocenti. Il bianco e nero si rivela più che adatto alle atmosfere tese e oscure della pellicola, e alcune sequenze orrorifiche sono ormai dei "classici" del genere. Il protagonista di colore suggerisce anche connotazioni antirazziste, mentre alcuni personaggi non si rivelano del tutto azeccatti, rendendosi macchiette di loro stessi. Non è un capolavoro, ma si può sicuramente annoverare tra i film che hanno fatto la storia, seppur di un sottogenere bistrattato come quello degli zombi-movies. Terrorizzante. Voto 4 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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L'arancia meccanica

 

Regia di Stanley Kubrik. Disturbante, come tutti i film di Kubrik, che ho visto finora. È un film che parla della violenza in tutte le sue forme. Alex é un teenager psicopatico che rimpinzato di latte+ (latte con mescalina) gira con una banda per castigare la societá.

Tradito dai suoi amici finisce in carcere e si offre volontario per una terapia anti violenza. La terapia stessa é di gran lunga la parte piu violenta del film. Per essere datato 1971 questo film é tostissimo. A tratti mi ha ricordato le tematiche psichedeliche dei Pink Floyd, che sarebbero stati un ottima colonna sonora per la pellicola.

A proposito, particolare, e tuttavia ottima la scelta della colonna sonora, e anche quella dei suoni in generale, che si abbinano con gli arrangiamenti "spaziali" del resto del film (vestiti, arredamenti).

Una cosa che ho semplicemente adorato é stata la voce fuori campo, che usando un linguaggio gonfio ed antiquato descrive benissimo la situazione psicologica del protagonista.

Belle anche le spruzzate di comunismo (dialoghi infarciti di parole russe, ambiente sterile, le persone che si chiamano "compagno") sparse per il film, che probabilmente hanno suscitato sdegno e scandalo, durante gli anni della guerra fredda.

Spettacolare in tutto e per tutto.

Io gli do un 5/5.

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Il caso Drabble, di Don Siegel, con Michael Caine, Donald Pleasence, Delphine Seyrig. Figlio di un agente segreto che indaga su una banda di sabotatori, viene rapito. Il riscatto chiesto è un'ingente somma di diamanti. I rapitori cercheranno inoltre di incastrare lo stesso "007", per depistare i sospetti che potrebbero condurre ad alte sfere. Gustosa pellicola di spionaggio, con uno stile tipicamente "british", sia nei momenti drammatici che in quelli, pochi, comici. Dosata, mai eccessiva, con un protagonista impassibile interpretato maestosamente, come sempre, da Sir Michael Caine. Si possono addebitare delle eccessive contorsioni di trama, e un finale fin troppo sbrigativo, ma il pathos e la tensione funzionano, muovendosi equilibratamente tra dramma e azione. Un Siegel più intimista e meno grezzo, ma pur sempre piacevole. Intrigante. Voto 3 / 5 &gt;_&gt;<img alt=" /><img alt=" />

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Ultimo tango a Parigi, di Bernardo Bertolucci, con Massimo Girotti, Maria Michi, Marlon Brando, Jean-Pierre Léaud, Maria Schneider. Per puro caso un uomo di mezza età e una giovane ragazza si incontrano in un appartamento in affitto: scatterà subito una scintilla che li porterà ad essere amanti segreti. Lui vedovo da poco per il suicidio della moglie, lei in procinto di sposarsi col suo fidanzato. Ma il loro rapporto diventa sempre più perverso e malato, fino al tragico finale. Un capolavoro dell'erotismo: potrebbe essere definito così Ultimo tango a Parigi, pellicola criticata, ostracizzata, ma poche volte così coraggiosa e onesta. Mostrare gli istinti sessuali dell'essere umano in maniera così estrema, forte e brutale, dando libero sfogo a ogni pensiero più malato, era soprattutto per i tempi (1972) un qualcosa di alieno. Brando giganteggia e diventa padrone assoluto di ogni inquadratura, accompagnato dalla bellezza corporea e suadente di Maria Schneider; il terzo incomodo, il buon Jean Pierre-Laud, attore simbolo della nouvelle vague, sforna anch'esso un'ottima prova. E Bertolucci, maestro delle emozioni, riesce con ogni inquadratura a rendere poetico anche il grottesco, con un'eleganza visiva di pochi eguali. La bellezza, profonda e mistica, di certe scene, tra cui l'ultimo "tango" finale, è un qualcosa che rimane, nello spettatore, e nella storia del cinema. Marchiato a fuoco, come un sogno violento dal quale non vorremmo mai svegliarci. Ambigua magia. Voto 5 / 5 &gt;_&gt;<img alt=" /><img alt=" />

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"The Lake Hause", (La casa sul lago del tempo- in ita)

Me lo aspettavo peggiore, invece è bello, se amate storie straromantiche e un po' sdolcinate da serata invernale... <img alt=" />

 

Voto: 3.5/5 &gt;_&gt;

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