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Commenti su film appena visti

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La parola ai giurati di Sidney Lumet con Henry Fonda, Lee J. Cobb, E.G. Marshall, Martin Balsam

Un giovane ragazzo portoricano è accusato di parricidio. Gli indizi sono tutti contro di lui: movente, testimoni, arma del delitto. Dodici giurati hanno il compito di giudicarlo: 11 sono per la colpevolezza, solo 1 per l'assoluzione. Ma il suo voto, per la legge americana, è quello che trasforma una condanna a morte in un ergastolo. Tocca agli altri 11 giurati convincerlo dell'evidente colpevolezza dell'imputato. O forse avverrà il contrario? Avvincente dramma giudiziario, il capostipite in chiave moderna, diretto dall'esordiente regista Sidney Lumet. Il film, a parte l'inizio e la fine, è totalmente ambientato in un unico luogo: lo stanzino dove i giurati devono dibattere sul caso. Le chiavi di lettura sono due. La prima è quella del giallo, del mistero sull'omicidio e della suspance che provoca nello spettatore ed è una parte molto ben congeniata, con i colpi di scena al momento giusto e un ottimo climax ascendente. La seconda è a un livello psicologico: i dodici giurati, dodici sconosciuti confrontano le proprie idee riguardo al processo e da questo confronto la loro psicologia ne esce approfondita e lo spettatore conosce un po' della loro vita e capisce come spesso i loro giudizi sull'imputato sono più causati da opinioni personali che da un'attenta osservazione delle carte processuali. Il messaggio comunque del film è di critica verso il sistema giudiziario americano, un sistema che consegna nelle mani di dodici persone la vita o la morte di un cittadino. La caratterizzazione dei personaggi è quindi il punto di forza di questo film, un punto di forza però che non sarebbe stato possibile senza delle straordinarie interpretazioni fra le quali spicca quella di Fonda, il personaggio principale del film che ha egli stesso prodotto. VOTO: 5/5

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Due contro la città, di Josè Giovanni, con Jean Gabin, Alain Delon, Victor Lanoux, Mimsy Farmer, Ilaria Occhini, Gérard Depardieu. Un vecchio rieducatore di criminali, fa uscire dal carcere un rapinatore dopo 10 anni di galera. Tornato alla libertà, l'uomo dovrà fare i conti prima col proprio passato (i suoi ex-compagni di brigantaggio lo rivogliono nella banda), poi con uno zelante e spietato ispettore di polizia, non convinto della sua redenzione. Gara di bravura tra Gabin e Delon, due tra gli alfieri più significativi del cinema francese del secolo scorso. Ma se è impeccabile la recitazione e la scelta degli attori (gustoso cameo di un giovane Gerard Depardieu), lo stesso non si può dire per la regia, a volte fin troppo lenta e prolissa e che porta a tirare più di qualche sbadiglio, complice anche una colonna sonora fin troppo deprimente. La sceneggiatura poi, eccessivamente stucchevole, trasforma il film in uno stanco, e verso la fine anche banale, "assalto" contro la pena capitale. Ma il duello Gabin-Delon vale comunque la visione. Recuperabile. Voto 2.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Ho affittato un killer, di Aki Kaurismäki, con Jean-Pierre Léaud, Margi Clark, Kenneth Colley. Londra: un impiegato francese viene licenziato dopo 15 anni di lavoro nella stessa ditta. Senza famiglia e amici, decide di suicidarsi, ma non ne trova il coraggio. Decide così di pagare un killer affinchè lo uccida, ma quando conosce l'amore cambia idea. Ma il sicario è già sulle sue tracce... Classica commedia stile Kaurismaki, lenta e deliziosa, ricca di scene surreali e divertenti sempre cariche di un forte dark humour. Dialoghi scarni interrompono lunghi silenzi, giocati sugli sguardi (in questo caso un attore magnifico come Leaud è perfetto per il ruolo) e sulla mimica, immobile ma profonda, dei protagonisti. Amabile. Voto 3 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Asfalto che scotta, di Claude Sautet, con Jean-Paul Belmondo, Sandra Milo, Lino Ventura. Rapinatore perde la moglie e il compagno durante una sparatoria con la polizia dopo una rapina a Milano. Tornato a Parigi, troverà aiuto soltanto in un giovane gangster dal cuore d'oro, mentre tutti i suoi vecchi soci lo abbandonano. Intenso poliziesco con atmosfere al limite del noir, suddiviso equamente tra azione e un'attenta analisi psicologica dei personaggi. Una regia di gran classe, che rende la città co-protagonista della vicenda, e l'ottima coppia Belmondo-Ventura, confezionano un film incalzante e coinvolgente fino all'ultimo. Peccato per un finale troppo secco, che affidando l'epilogo della storia a una voce fuori campo, lascia un pò sorpresi e in parte delusi. Tosto. Voto 3 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Ghost Rider, con Nicholas Cage, Eva Mendes, Peter Fonda, Wes Bentley, Sam Elliot.

 

Premessa: è l'unico film in cui recita Nicholas Cage che ho mai visto, e dopo aver visto questa sua performance sarò felice di continuare questa tradizione.

 

Se qualcuno commette una cavolata, una grossa cavolata, può avere una seconda possibilità per redimersi, o dovrà portarne le conseguenze per il resto della vita 24 ore su 24?

E' quello che si chiede il protagonista, Johnny Blaze, che da ragazzo ha accettato di credere a un vecchietto che gli proponeva di salvare suo padre dal cancro in cambio di uno scarabocchio di sangue su un foglio di carta.

Il problema sta nel fatto che il vecchietto era Mephisto in persona, e il foglio di carta niente di meno che il contratto con cui il giovane Johnny gli ha ceduto la sua anima (ecco la cavolata...).

Ovviamente, dato che in ogni patto col diavolo che si rispetti tutti tranne il diavolo hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare, il padre di Jhonny muore ugualmente, e il ragazzo si ritrova maledetto: quando Mephisto ne avrà bisogno egli diventerà il Ghost Rider, un cacciatore di taglie infernale che in ogni generazione viene incaricato di restituire le anime degli uomini malvagi all'inferno.

Jhonny verrà contattato da Mephisto alcuni anni dopo, quando il suo caro figlioletto Blackheart deciderà di sfidare la sua autorità, e cercherà di impossessarsi di un contratto da 1000 anime col quale riuscirebbe a contrastare il potere del padre. Mephisto manda Ghost Rider contro il figlio, promettendogli che gli sarà annullata la maledizione se riuscirà a sconfiggerlo.

Ma dopo l'epica battaglia finale (durante la quale Jhonny verrà aiutato dalla gnoccona di turno e dal vecchio Ghost Rider), in cui Blackheart commetterà l'immancabile cavolata che consentirà a Ghost Rider di batterlo, Jhonny Blaze rifiuta che gli sia tolta la maledizione, e rimarrà Ghost Rider per impedire che qualcuno più avido, malvagio, brutto e cattivo di lui ottenga i suoi poteri e diventi il nuovo leccapiedi di Mephisto (...ed ecco la seconda possibilità).

 

Che dire: evito il confronto col fumetto (che risulterebbe un tiro al bersaglio), e mi limito al fatto che il film non mi convince fino in fondo. Ma forse è solo la presenza di Nicholas Cage a farmelo vedere così. No eh?

Voto comunque: 2.5/5

 

P.S.: non potevo non scrivere questo post senza avere come sottofondo la canzone Ghost Rider in the Sky di Johnny Cash <img alt=" />

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Ghost Rider, con Nicholas Cage, Eva Mendes, Peter Fonda, Wes Bentley, Sam Elliot.

 

Premessa: è l'unico film in cui recita Nicholas Cage che ho mai visto, e dopo aver visto questa sua performance sarò felice di continuare questa tradizione.

 

 

Seppur vero che ultimamente azzecca ben pochi film, e abbia sempre e comunque l'alone di "raccomandato" (è nipote di Francis Ford Coppola), resta il fatto che in passato ha dimostrato di essere un grande attore. La sua prova in Via da Las Vegas (interpreta un alcolizzato alla fine dei suoi giorni), premiata con l'Oscar, è fenomenale, e non vanno dimenticate nemmeno le interpretazioni in film come Cuore Selvaggio di Lynch e Omicidio in diretta di De Palma. Più che un cattivo attore, ha fatto molte pessime scelte, ma le sue doti non si discutono.

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Macbeth, di Orson Welles, con Dan O'Herlihy, Roddy McDowall, Orson Welles, Jeanette Nolan, Alan Napier. Da nobile guerriero, per colpa di una profezia, Macbeth si trasforma in un tiranno sanguinario che non esita a uccidere amici e innocenti, spinto dalla ambiziosa moglie legata a religioni pagane. Ma la scia di morte avrà un suo prezzo. Dal dramma di Shakespeare una suggestiva rappresentazione firmata Welles, che si ritaglia la parte del protagonista. Cinema e teatro in un perfetto connubio, dove i trucchi del palcoscenico abilmente ibridati ai grandi mezzi del cinema creano un affresco avvenente e magnifico, nonostante le scenografie e i costumi elementari. Merito anche di una prova recitativa strepitosa, dove Welles è attorniato da una serie di grandi attori di teatro che ci raccontano, in 80 minuti, una delle più belle opere del Bardo inglese. La scena finale dell'assalto del Bosco, pur non essendo affascinante come quella del Trono di sangue di Kurosawa (tratto anch'esso, pur cambiando ambientazione dalla Scozia al Giappone, dallo stesso testo) è comunque intensa, così come il duello conclusivo. Maestoso.

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Ghost Rider, con Nicholas Cage, Eva Mendes, Peter Fonda, Wes Bentley, Sam Elliot.

 

Premessa: è l'unico film in cui recita Nicholas Cage che ho mai visto, e dopo aver visto questa sua performance sarò felice di continuare questa tradizione.

 

 

Seppur vero che ultimamente azzecca ben pochi film, e abbia sempre e comunque l'alone di "raccomandato" (è nipote di Francis Ford Coppola), resta il fatto che in passato ha dimostrato di essere un grande attore. La sua prova in Via da Las Vegas (interpreta un alcolizzato alla fine dei suoi giorni), premiata con l'Oscar, è fenomenale, e non vanno dimenticate nemmeno le interpretazioni in film come Cuore Selvaggio di Lynch e Omicidio in diretta di De Palma. Più che un cattivo attore, ha fatto molte pessime scelte, ma le sue doti non si discutono.

 

 

Ma infatti io non ho detto che è un cattivo attore. Ghost Rider non è l'unico film suo che riesco a rivedere, ma l'unico film suo che ho mai visto, quindi ho ben poco "materiale" per dire se è un attore che mi piace o meno.

La mia era più che altro una battuta scherzosa per dire che in questo film Nicholas Cage non m'è piaciuto più di tanto.

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I padroni della notte, di James Gray, con Joaquin Phoenix, Mark Wahlberg, Robert Duvall, Eva Mendes, Alex Veadov, Tony Musante. Due fratelli, uno proprietario di un locale e immischiato e in giro malavitosi, l'altro poliziotto, dopo anni di rancori si ritrovano alleati quando loro padre (capo della polizia) viene ucciso dalla mafia russa. Bellissimo poliziesco, carico di stile visivo e di un'eleganza grezza e sanguigna che cattura e ammalia, riuscendo a delineare perfettamente i rapporti tra i personaggi e i loro tormenti più nascosti. La ricerca della vendetta viene trattata abilmente, e ci si ritrova più volte a parteggiare per i due protagonisti, soprattutto Phoenix qui in stato di grazia. Due ore intense, che non mancano di far discutere per un finale "coraggioso" e capace di attirarsi critiche dal buonismo imperante ormai diffuso, e che lasciano lo spettatore sazio di grande cinema. Carico. Voto 4 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Cenerentola e gli 007 nani.

 

Cartone animato che cavalca un po' la moda del revisionismo nelle favole, ma assolutamente non all'altezza di Shrek (nessuno dei tre) e nemmeno di Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti; là dove questi sono solide commedie sia per adulti che per bambini, questo film imho non va bene nè per i primi nè per i secondi: più che altro un piatto teen-movie in grafica digitale, non eccelsa (più o meno al livello del final fantasy di sette anni fa OO). Sceneggiatura molto molto esile e una terribile voce narrante a farlo passare da 2/5 a 1/5 di voto. Visto al cinema avrei rimpianto la serata ^^.

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La grande illusione, di Jean Renoir, con Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Dita Parlo, Marcel Dalio, Julien Carette, Georges Péclet. Due ufficiali francesi dai caratteri molto diversi vengono catturati dall'esercito tedesco, e mandati in un campo di concentramento con dei loro camerati. Tra spostamenti e varie peripezie, la via per la fuga sarà la loro unica ossessione. Un capolavoro della Settima Arte dalla mano di un Maestro come Renoir. Un grande affresco sulla brutalità della guerra, trasmesso attraverso personaggi vivi e reali, con storie e problemi da raccontare. Alcune scene memorabili, tra le quali la Marsigliese cantata dai soldati vestiti da donna, e la rocambolesca fuga di due di essi dalla fortezza-castello, avvenuta grazie al sacrificio di un capitano. Interpretazioni strepitose, con una nota di merito a un grande von Stroheim nei panni di un gentile generale tedesco. Forse un pò forzati gli ultimi venti minuti, ma ad un film risalente comunque al 1937 non si può farne una colpa. E' un classico, da vedere e rivedere, senza se e senza ma. Memorabile. Voto 5 / 5 &gt;_&gt;<img alt=" /><img alt=" />

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Notte prima degli esami di Fausto Brizzi con Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi, Giorgio Faletti

Buona commedia adolescianziale. Niente di straordinario ma si lascia vedere. Diverte il giusto, qualche volta commuove, qualche altra scade nel già visto ma tutto sommato regge bene. Una sorpresa Giorgio Faletti nel ruolo di un professore soprannominato "La Carogna". Tra gli attori giovani nota di merito alla Capotondi ( &gt;_&gt; ). A volte c'è un eccesso di revival. Comunque un'ottima manovra commerciale. Ora il film è stato rifatto praticamente identico in Francia. VOTO: 3/5

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arizona junior dei fratelli coen..lo devo ancora finire di vedere ma non era male.

 

misery non deve finire...l'attrice che interpretava annie (mi sfugge il nome >_<) è stata bravissima!!O_O mi è piaciuto!!*_*

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Omicidio in diretta di Brian De Palma con Nicholas Cage, Gary Sinise, Carla Gugino

Durante un incontro di boxe valido per il titolo dei pesi massimi un importante funzionario della Difesa viene assassinato. Tocca a un detective corrotto risolvere il caso, aiutato da un ufficiale dell'esercito suo amico che aveva il compito di difendere il funzionario. Il film contiene un classico tema del cinema di De Palma: la corruzione delle forze dell'ordine e delle istituzioni che sono quasi indistinguibili dalla criminalità. In questo senso il personaggio emblematico è Nicholas Cage, squallido poliziotto che si barcamena tra gioco d'azzardo, scommesse e belle donne. Ma non è il solo. La corruzione si estende a livelli anche più alti. Il risultato è piuttosto modesto. Il film avvince poco, è pieno di eccessi sia registici che interpretativi e non brilla mai di originalità. Nicholas Cage tende sempre ad esagerare le espressioni come se dovesse dimostrare che è capace. VOTO: 2,5/5

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misery non deve finire...l'attrice che interpretava annie (mi sfugge il nome >_<) è stata bravissima!!O_O mi è piaciuto!!*_*

 

 

 

Ma il titolo non è Misery non deve morire? &gt;_&gt;

 

O c'è qualche parodia che m'è sfuggita? <img alt=" />

 

Comunque l'attrice che interpreta Annie è Kathy Bates <img alt=" />

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