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Bastardi senza gloria

 

Con Brad Pitt, Diane Krüger, Christoph Waltz, Mélanie Laurent.

 

È la storia fittizia di un 'commando' (unitá che durante la seconda guerra mondiale operavano dietro le linee nemiche) dedito ad uccidere soldati nazisti nonché di una ebrea in cerca di vendetta per l'uccisione della propria famiglia, braccata da un nazista cacciatore di ebrei.

Insieme, tenteranno il tutto per tutto, un attentato alla vita del Führer e ai piu alti esponenti politici della Germania nazista.

 

Di solito, quando si va al cinema con un aspettativa troppo elevata, rischio di uscire dalla sala deluso. È quello che temevo mi succedesse stavolta, ma sono stato smentito alla grande. Ho visto che per quanto riguarda 'Bastardi senza gloria', sono tutti d'accordo: é un capolavoro.

 

È semplicemente tutto perfetto:

la composizione del cast, gli attori (stratosferico l'austriaco Christoph Waltz, Brad Pitt in confronto non c'é),

i dialoghi degni del miglior Tarantino,

il montaggio spumeggiante (p. es. il breve flash, nel quale si vede la 'funzione' della compagna/traduttrice di Göbbels, l'inquadratura della panna montata ecc.),

i grandiosi e improvvisi cambi di atmosfere (l'attacco di panico di Soshanna dopo il colloquio con Hans Landa),

le inquadrature, anche queste degne del miglior Tarantino (ancora, l'inquadratura della panna, o il dialogo a tre nella cantina, dove il nazista ha la pistola puntata sulle parti basse);

e queste sono solo impressioni del giorno dopo, volendo si potrebbe elogiare per l'infinito.

 

Inoltre il film, strano a dirlo, é politically correct. Infatti cercare di fare politica o sostenere che sia antitedesco o antisemitico, che ce l'abbia con i neri, con i francesi o con gli italiani é senza senso e perfettamente inutile. Questo film non va preso sul serio, proprio per l'appeal satirico e per la voglia di Tarantino di stare al disopra di tutto questo.

 

Provando a cercare una pecca, mi verrebbe in mente la prestazione di Pitt, che da del suo meglio, ma stona un po nel contesto generale; e forse non ho perfettamente condiviso la scelta dell'illuminazione, che mi é sembrata forzatamente retró. Come in tanti altri film sulla seconda guerra mondiale, anche in questo, la luce sembra di essere perennamente quella d'autunno.

Ma va tutto bene, altrimenti lo avrei ritenuto troppo perfetto.

 

Ultima nota a favore della scena finale, veramente gigantesca, degna chiusura del film dell'anno, se non del decennio.

 

Non vedo l'ora che esca in DVD, un film da guardare e riguardare!

Voto 5/5 (che credo di non aver mai dato) <img alt=">

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Memento di Christopher Nolan con Guy Pierce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Mark Boone Junior

Leonard Shelby, a causa di un'aggressione subita nella quale è morta la moglie, rimane vittima di continue perdite di memoria e si dimentica di tutti gli eventi accaduti qualche minuto prima, tranne quelli verificatisi prima dell'incidente. Per trovare l'assassino della moglie si riempirà il corpo di scritte e scatterà diverse foto, in modo da non dimenticare le scoperte fatte, nè le persone o i luoghi visitati. La particolarità del film risiede nel montaggio: alternativamente vediamo l'ultima sequenza del film, poi la prima, la penultima, e così via... finchè i due filoni cronologici si incontrano in un'unica sequenza. Avevo aspettative molto alte verso quest'opera ma sono andate del tutto deluse. Dura un'ora e tre quarti ma l'impressione, quando sono arrivato alla fine, era che fossero passate tre ore. Pesante, molto pesante, tremendamente fine a sè stesso ad uso e consumo del regista che vuol così dimostrare al mondo la propria estetizzante bravura. Alla fine io stesso mi sono sentito sul livello del protagonista della vicenda: spaesato e confuso. Se l'obiettivo del film era creare questo stato d'animo è riuscito perfettamente. Non do un voto troppo basso perchè comunque il talento di Nolan si vede. VOTO: 2/5

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Saw IV di Darren Lynn Bousmann con Tobin Bell, Scott Patterson, Betsy Russel, Costas Mandylor

Rispetto ai tre episodi precedenti, il quarto capitolo della saga dell'Enigmista è quello più introspettivo, quello dove si vuol far capire quali sono le motivazioni dell'assassino e dove si raccontano alcuni frammenti della sua vita passata, quando ancora non era diventato un sadico. Questo punto di vista è da un lato interessante, perchè svela comunque una parte ignota che non può che interessare lo spettatore; ma dall'altro lato rende la figura di Jigsaw più umana ma anche tremendamente banale e scontata. I soliti omicidi, i misteri da risolvere e le corse contro il tempo sono solo un corollario all'introspezione psicologica del killer, ora mentore e demiurgo del presente ma che agisce dal passato, e anche per questo si tratta forse del capitolo meno eccitante e pauroso di tutti. La soluzione finale poi è tremendamente banale, indice di poche e confuse idee (soprattutto per chi ha visto tutti i film). Probabilmente si tratta di un'episodio di transizione verso i prossimi film, ma affinchè la serie mantenga credibilità si deve trovare qualche nuovo espediente. VOTO: 2/5

 

Mamma, che brutto film <img alt=" />

 

Uno dei peggiori che abbia visto negli ultimi anni.

Già a me fa schifo tutto quel genere horror-splatter-sadismo gratuito, questo poi mi sembra proprio brutto.

 

Tra l'altro nella scena iniziale dell'autopsia ho pensato SPOILERc8ba497d8b0ba3c24b0ad98a4ce8f6a2'c8ba497d8b0ba3c24b0ad98a4ce8f6a2

Dovevano trovargli una cosa nello stomaco e per questo prima gli aprono il cranio e gli tirano fuori il cervello? <img alt=" /> Una mera scusa illogica per far vedere un po' di cose splatter.

 

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Memento di Christopher Nolan con Guy Pierce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Mark Boone Junior

Leonard Shelby, a causa di un'aggressione subita nella quale è morta la moglie, rimane vittima di continue perdite di memoria e si dimentica di tutti gli eventi accaduti qualche minuto prima, tranne quelli verificatisi prima dell'incidente. Per trovare l'assassino della moglie si riempirà il corpo di scritte e scatterà diverse foto, in modo da non dimenticare le scoperte fatte, nè le persone o i luoghi visitati. La particolarità del film risiede nel montaggio: alternativamente vediamo l'ultima sequenza del film, poi la prima, la penultima, e così via... finchè i due filoni cronologici si incontrano in un'unica sequenza. Avevo aspettative molto alte verso quest'opera ma sono andate del tutto deluse. Dura un'ora e tre quarti ma l'impressione, quando sono arrivato alla fine, era che fossero passate tre ore. Pesante, molto pesante, tremendamente fine a sè stesso ad uso e consumo del regista che vuol così dimostrare al mondo la propria estetizzante bravura. Alla fine io stesso mi sono sentito sul livello del protagonista della vicenda: spaesato e confuso. Se l'obiettivo del film era creare questo stato d'animo è riuscito perfettamente. Non do un voto troppo basso perchè comunque il talento di Nolan si vede. VOTO: 2/5

 

Scusa, ma il film non poteva essere realizzato meglio di così: la parte "normale" segue la sequenza temporale diretta, mentre la parte in cui il protagonista ha perduto la memoria a lungo termine segue la sequenza temporale invertita. Così lo spettatore, proprio come il protagonista, non "ricorda" quello che è avvenuto prima. Questo film mi è sembrato assolutamente perfetto...
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Spezzo una lancia in favore di Sharingan, secondo me ha colto perfettament l'intento di Nolan, di lasciare lo spettatore in uno stato di spiazzamento e di confusione. Questa caratteristica a mio avviso é molto soggettiva, per cui a una persona il film puó piacere tantissimo e ad un'altra per niente.

Vedo che comunque su questo topic il film ha una media voto di 4/5. <img alt=">

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Battle Royale, di Kinji Fukasaku. Con Takeshi Kitano, Tatsuya Fujiwara, Aki Maeda, Taro Yamamoto, Kou Shibasaki, Masanobu Ando, Chiaki Kuriyama. Per disciplinare i giovani giapponesi, violenti e irrequieti verso gli insegnanti e gli adulti, viene organizzato un torneo mortale, chiamato Battle Royale. Ogni anno una classe viene selezionata per partecipare a questo folle gioco, in cui gli studenti devono uccidersi tra di loro, finchè non ne resterà soltanto uno che potrà continuare a vivere. Assunto a vero e proprio cult (e vittima per anni della censura nel benpensante Belpaese), il film di Fukasaku è un crudo e lucido apologo sulla ricerca della sopravvivenza, che porta a cancellare qualsiasi tipo di legame, anche quelli ritenuti più solidi. L'amicizia e l'amore sono spazzati via dalla brutalità del sangue in una ricerca spasmodica della vittoria finale, e solo in pochi riescono a salvarsi dalla sete di sangue. Ma quale sarà il loro destino, figure nobili in un contesto di violenza e odio? La vita è destinata inesorabilmente a cambiare per tutti. Due ore intense, emozionanti e drammatiche, ricche di personaggi carismatici e inquieti, dove il dubbio e il sospetto verso l'altro diventano i veri protagonisti. Gustosissima la perfomance di uno straordinario Takeshi Kitano nei panni di un professore tanto sadico quanto malinconico. Battle Royale è un film sulla violenza ma caratterizzato da una morale e sentimenti forti quanto la vita stessa, che avvinghia e affascina come il Male più puro. Diabolico. Voto 4.5 / 5
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Ultimatum alla Terra di Robert Wise con Michael Rennie, Patricia Neal, Hugh Marlowe, Sam Jaffe

Da un'astronave, atterrata in un parco di Washington, esce un'alieno (ma di sembianze umane) di nome Klaatu. Vuole conferire con tutti i capi di Stato del mondo per trattare su qualcosa di ignoto. Il Presidente americano si fa carico del compito ma, poichè fallisce, Klaatu decide di cercare altri interlocutori tra la gente comune. Diventa così amico di un bambino e della madre vedova, che lo aiutano senza sapere chi egli realmente sia. Interessante film di fantascienza dai molteplici punti di vista. Uno di questi è la caratterizzazione storica della Guerra Fredda: quando l'extraterrestre chiede di conferire con tutti i Paesi del mondo, le difficoltà risiedono proprio nei conflitti del pianeta Terra, con i vari Stati che sono preoccupati più dell'ordine mondiale e dei propri equilibri che della presenza di un-extraterrestre. Il personaggio di Klaatu è evidentemente anche una versione "aliena" di Gesù Cristo: si pone come uomo di pace, offre un ramoscello d'ulivo (qui un'attrezzo strano) e viene perseguitato da alcuni ed aiutato da altri; nel finale egli e412f95ed000c5f5f87363d5f8c5138c'e412f95ed000c5f5f87363d5f8c5138c

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. Interessante anche la questione dell'importanza della scienza: sinonimo di guerra e caos sul pianeta Terra è invece elemento equilibrante nel mondo dell'alieno. Da un punto di vista estetico il film è promosso, non spaventoso per come lo intenderemmo al giorno d'oggi, ma di sicuro visivamente inquietante. In questo senso i punti forti sono l'astronave; l'alieno, austero ma dalla notevole forza interiore; ma soprattutto l'androide Gort, emblema della tecnologia superiore degli alieni ma che, seppur al servizio di Klaatu, mantiene un minimo margine di autonomia. Purtroppo permane un vizio di fondo nella trama stessa, piuttosto improbabile, a tratti ingenua, che sviluppa troppi elementi in troppo poco tempo. VOTO: 3/5

 

Spezzo una lancia in favore di Sharingan, secondo me ha colto perfettament l'intento di Nolan, di lasciare lo spettatore in uno stato di spiazzamento e di confusione. Questa caratteristica a mio avviso é molto soggettiva, per cui a una persona il film puó piacere tantissimo e ad un'altra per niente.

Vedo che comunque su questo topic il film ha una media voto di 4/5. &gt;_&gt;

 

Tecnicamente è ben fatto, però facevo davvero fatica a seguirlo. Mi ha dato l'impressione di un film fatto unicamente dal regista per l'ego del regista. Ma a me come spettatore è rimasto ben poco.

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Where a good man goes, di Johnnie To, con Lau Ching-Wan, Ruby Wong Cheuk-Ling, Lai Yiu-Cheung, Lam Suet. Macao: Michael, appena uscito di prigione, arriva nel modesto albergo di Judy, vedova e con un figlio piccolo. Ora l'uomo si trova diviso tra un passato di violenza e la possibilità di cambiare vita. Ma un ostinato ispettore di polizia lo perseguita. Da molti definito un To minore, è invece un interessante connubio tra love story e poliziesco. L'azione tipica del regista è qui appena accennata, dando maggiore spazio all'introspezione psicologica del protagonista, che si trova davanti a una scelta cruciale per il suo destino. Novanta minuti godibili e avvincenti, imperdibile per i fan del maestro di Hong Kong. Tenace. Voto 3.5 / 5
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UP!

 

L'anziano Karl Fredrikson, intraprende un viaggio per onorare la memoria della moglie e si ritrova tra i piedi il giovane Russel, un ragazzino amante della natura. Insieme vivranno una grandissima avventura.

 

Il resoconto è stringatissimo e non rende onore al film, ma i riassunti non sono il mio forte.

Posso però dire che questo cartone è bellissimo. Fa ridere a crepapelle in diverse scene, ma non è demenziale come l'era glaciale 3 per fare un esempio, anche i contenuti non passano in secondo piano.

ero andato al cinema pensando di farmi solo due risate, mi sono trovato davanti una bellissima sorpresa.

Vivamente consigliata la visione in 3D.

 

Voto 5/5

 

PS: ho visto il trailer di Alice in Wonderland (in 3D pure quello XD) e m'è piaciuto tantissimo.

 

per ora dò 6/5 al trailer, per il film purtroppo aspetterò Marzo 2010

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A battle of wits, di Jacob Cheung, con Andy Lau, Fan Bing Bing, Nicky Wu Kai Lung, Nicky Wu Kei Lung, Ahn Sung Ki. La città di Liang, assediata dall'esercito invasore di Zhao, viene aiutata da Ge Li, un mozi, confraternita di guerrieri misteriosi che va in soccorso dei popoli attaccati durante i conflitti. Il re di Liang però temendo una ribellione capeggiata dallo stesso Ge Li, in realtà uomo di pace e privo di secondi fini, trama alle sue spalle. Tratta dal manga Bokkou, è una pellicola storica, più un gioco di strategia che un vero e proprio wuxiapian. Ben realizzate le scene di battaglia, pur non arrivando ai livelli dei capolavori del genere, ma la vera essenza del film è la filosofia di fondo, di come la pace sia qualcosa di così difficile in un mondo comandato dai tiranni. Ge Li si trova in mezzo a due fuochi, prima osannato come salvatore e in seguito perseguitato ingiustamente come traditore, e rappresenta il bene oppresso dalla brama di potere. La pellicola coinvolge, forse pecca di un'eccessiva lunghezza (oltre due ore) per quanto narrato, ma è sicuramente d'interesse per gli appassionati del genere. Andy Lau è sempre bravo, ma questa non è una sorpresa. Tonico. Voto 3 / 5
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Donnie Darko: la prima volta che l'ho visto mi sono sentito come se avessi letto un libro in una lingua straniera che conosco a metà, quindi senza capirlo tutto, pur rimanendone affascinato. Poi rileggendolo (ops, rivedendolo) capisco sempre più cose, e ne apprezzo sempre di più l'unicità e la ricercatezza.

E dire che Cellar Door l'ho anche incontrata nel libro di Tolkien "Il Medioevo ed il Fantastico".. <img alt=" />

Davvero bello, profondo e veramente per alcuni aspetti mi sono ritrovato perfettamente nel protagonista..

E anche le musiche sono proprio azzeccate in pieno.. Consigliato. <img alt=" />

9/10

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L'uomo senza sonno di Brad Anderson con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sanchez-Gijon, John Sharian

L'operaio Trevor Reznick, a causa di un'insonnia che lo affligge da un'anno, si è ridotto a un'essere scheletrico e cadaverico con l'aggiunta di frequenti perdite di memoria. Un giorno in fabbrica, a causa di una sua distrazione, un suo collega perde un braccio in un'incidente sul lavoro. Questo fatto provoca il risentimento dei colleghi di Trevor, finchè egli giunge a credere che sia in'atto un complotto per destabilizzarlo. Solo due persone tentano di aiutarlo: una prostituta della quale egli stesso è cliente e una cameriera di un bar, da lui corteggiata. Thriller psicologico di una certa efficacia, decisamente inquietante e caratterizzato da un'alone plumbeo e perverso anche per l'utilizzo di colori grigi, cupi o che comunque rimandano a sensazioni di tristezza e apatia emotiva. Impressionante il lavoro fisico di Christian Bale che, per interpretare Reznik, è arrivato a perdere ben 28 chili di peso, in modo da rendere l'interpretazione nel modo più realistico e veritiero possibile; nonostante sia un po' contrario a questo tipo di estremismi recitativi non posso che apprezzare il sacrificio di Bale che comunque, al di là della trasformazione fisica, dimostra di essere un'attore di un certo livello. Il film tuttavia non è perfetto, soprattutto pecca di scarsa originalità e il finale risulta essere decisamente prevedibile e deludente, anche perchè un'esito simile si comincia ad intuire abbastanza in fretta. VOTO: 3+/5

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Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino

A me è piaciuto. Probabilmente è il migliore di Tarantino a parte Pulp Fiction.

La cosa migliore è sicuramente il colonnello Hans Landa: davvero un personaggio riuscito, specialmente il dialogo della scena introduttiva. Carina Shosanna. I Bastardi invece potevano venire un po' meglio, non li ho trovati abbastanza f***i, a volte un po' ridicoli dove non dovevano esserlo. Bella però la scena comica dei siciliani <img alt=" />

Per il resto, soliti pregi e difetti di Tarantino.

 

Voto: 8

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UP Regia di Pete Docter.

Ammetto di essere andato al cinema abbastanza controvoglia e solo perchè lo avevo promesso a Sofia (mia figlia). Nonostante fosse un film Pixar e nonostante la regia di Docter (autore di Monster & Co nella mia personale classifica il mio film Disney preferito) mi aspettavo una storia abbastanza stupidina, con qualche trovata divertente. Mi sono trovato spiazzato da un film che fa ridere ma anche commuovere con la malinconica poeticità che lo attraversa. La trama è abbastanza semplice, un uomo (Carl) rimasto vedovo decide di realizzare il sogno che per tutta la vita ha condiviso con la moglie da poco defunta, ovvero recarsi (con tutta la sua abitazione) in Sudamerica sull'orme di un esploratore che era stato l'idolo di gioventù del protagonista. In questa ricerca Carl viene accompagnato/intralciato da Russell un boy scout grassoccio e dai buoni sentimenti.

Questa è la storia, ma come in tutti i film Pixar c'è molto di più: perchè è vero che ci sono trovate esilaranti

come quella dei cani parlanti, che c'è la solita perfetta tecnologia, che vengono riproposti temi abbastanza classici come solidarietà e la graduale e formativa comprensione reciproca, ma c'è anche un commovente riflessione sulla vecchiaia, sul sopravvivere a se stessi, con veloci sguardi su gesti quotidiani ed oggetti ormai (ab)usati che improvvisamente perdono di senso e significato.

Tutto questo però viene messo in scena con uno stile (che riesce a sopravvivere anche all'orda di adoloscenti brufolosi e ruttanti che si trovava alle mie spalle durante il film) ed una leggerezza che fa quasi dimenticare di trovarsi di fronte ad un "semplice" film di animazione. Voto 5/5

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