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Commenti su film appena visti


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Watchmen, di Zack Snyder. Con Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan. Qualcuno sta uccidendo gli avventurieri in costumi, in pensione ormai da anni per un decreto di Nixon. I pochi sopravvissuti cominciano a indagare, mentre pare imminente un conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e la potenza sovietica. Snyder trasporta il capolavoro cartaceo di Alan Moore su celluloide, con ottimi risultati. I primi quaranta minuti sono pregni di un lirismo insolito per un film sui supereroi, ma anche la seconda parte seppur rivolgendosi più all'azione, è degna di nota. Merito di personaggi carismatici e affascinanti, su tutti il rudo Rorschach, interpretati magistralmente da attori non famosissimi ma di grande bravura. Splendida la colonna sonora, che va da Simon & Garfunkel a Leonard Cohen. Quasi tre ore che scorrono briose e avvincenti, che confermano Snyder come ben più di una semplice promessa. Affascinante. Voto 4 / 5

 

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Il fantasma di Mae Nak, di Mark Duffield. Con Pataratida Pacharawirapong, Porntip Papanai, Siwat Chotchaicharin. Una coppia di giovani sposi, appena trasferitasi in una nuova casa, viene perseguitato dallo spirito di Mae Nak, donna che un secolo prima la morte separò crudelmente dall'amato. Horror risibile proveniente dalla Thailandia, ricco di clichè e stereotipi dei j-horror, privo di personalità e con interpretazioni ed effetti speciali di bassa qualità. Vi è poco da salvare in questo film di Duffield, se non il fascino della "leggenda passata", già narrata in Nang Nak del 1999. Da evitare. Voto 1.5 / 5

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Wolfman, al cinema.

Soldi buttati per vedere un film noioso, banale, dove si salvano solamente gli esterni della campagna inglese e dove la bravura di Anthony Hopkins ed Emily Blunt non consente di risollevare un prodotto che butta via tutte le buone occasioni, butta nel calderone accenni a tante ottime tematiche per non svilupparne nessuno, promette paura senza darne e si perde in inutili scene splatter.

voto: inclassificabile (nel senso negativo)

consiglio: non fate il mio errore - non andatelo a vedere.

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Vital, di Shinya Tsukamoto. Con Tadanobu Asano, Nami Tsukamoto, Kiki, Ittoku Kishibe. Un ragazzo sopravvive a un incidente d'auto, ma perde la memoria. Andato a vivere da solo, si iscrive all'università di medicina. Durante una dissezione dei cadaveri, necessaria per ottenere la laurea, si trova a operare sul corpo della sua ex-ragazza, morta quand'era con lui nello scontro stradale. I ricordi cominciano così a riaffiorare... Splendida opera di Tsukamoto, che questa volta indaga nei meandri della memoria e del dolore, di ricordi persi che tornano quando il destino gioca il più orribile degli scherzi. Difficile distinguere tra realtà e immaginazione, ed è più facile perdersi nel ricordo di un passato felice che in un presente pieno di incognite. Abbandonati momentaneamente i suoi geniali delirii d'ispirazione cyberpunk, l'autore culto di Tetsuo sfodera un'opera più intima per tematiche e realizzazione, lontane dal suo forsennato stile visionario. Perfetto Asano nel ruolo del problematico protagonista. Esistenziale.

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Storia di fantasmi cinesi, di Ching Siu-Tung, con Leslie Cheung, Joey Wong, Wu Ma, Lam Wai. Un giovane e imbranato esattore delle tasse trova rifugio per la notte in un vecchio tempio abbandonato. Qui conosce una bellissima giovane, della quale finisce di innamorarsi. Ma sulle tracce della donna vi è un misterioso samurai, che da tempo è divenuto cacciatore di spiriti. Tra wuxiapian e fantasy, storia d'amore e commedia, Siu-Tung dirige un'opera riuscitissima, divertente e realizzata sublimamente, con un tocco volutamente retrò e "minimale"(vedere il trucco del vecchio samurai) che strappa più di un divertito sorriso. Una trama epica condita da sprezzante ironia, con inserti cantati accattivanti e un cast di tutto rispetto tra cui un giovanissimo Leslie Cheung. Un film che ha al suo arco molte frecce, e che ha dato il via a una trilogia. Consigliato. Voto 3.5 / 5

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Gemini, di Shinya Tsukamoto. Con Masahiro Motoki, Ryô, Yasutaka Tsutsui. La vita del dottor Yukio, sposato con la bella (ma dal misterioso passato) Rin, cambia improvvisamente quando i genitori muoiono nello stesso giorno per un apparente malore. In realtà un uomo dei bassifondi, identico proprio a Yukio, comincia a perseguitare il dottore e la sua famiglia, e sembra collegato in qualche modo alla moglie Rin. Tsukamoto indaga a modo suo il tema del doppio, da sempre ricorrente nel mondo del cinema. Povertà e ricchezza, bontà e crudeltà si fondono in un ibrido dove bene e male finiscono per assomigliarsi sempre più. Ambientato nel passato, carico di una fotografia sgargiante che fa da contrasto alla brutalità dei sentimenti, ha alcuni momenti tipici del cinema del regista, schizzati e folli, ma il tutto assume una linearità geniale e macchiavellica che rapisce sempre di più. Bravissimi protagonisti, soprattutto Motoki in un doppio ruolo è davvero straordinario. Perverso. Voto 4 / 5

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Sweet rain, di Kakei Masaya, con Kaneshiro Takeshi, Manami Konishi, Junko Fuji, Ken Mitsuishi, Takuya Ishida, Jun Murakami Lee Soo-kyeong. Uno shinigami (entità cui spetta il compito di occuparsi di chi muore inaspettatamente) prende a cuore le sorti di una giovane centralinista a lui affidata, con cui la vita non è stata certo clemente. In tre passaggi sulla terra, altrettante volte il suo destino si intersecherà con quello della giovane, e sempre in giorni di pioggia. Una storia d'amore platonico tra passato e futuro, dalle atmosfere fiabesche che vanno comunque a toccare il tema importante della morte e di come si è vissuta la propria esistenza. Accompagnato da un bellissimo cane nero, con cui è in una sorta di telepatia, Kaneshiro se la cava egregiamente, rivelandosi adattissimo per un ruolo capace di suscitare forti palpitazioni tra il pubblico femminile. Tra sottile e ironia, e una spontanea tenerezza, quasi due ore su cui sognare, senza assister a un capolavoro ma un ennesima pagina di Cinema genuino proveniente da Oriente. Toccasana. Voto 3 / 5

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/me mod on

Ho cancellato il messaggio precedente in quanto, oltre a contenere un immagine di dimensioni superiori a quelle consentite, era anche privo di commenti, ovvero spam.

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Patriotism - The Rite of Love and Death, di Mishima Yukio, con Mishima Yukio, Tsuruoka Yoshiko. Un tenente è combattuto perchè dopo un tentato colpo di stato viene scelto per eseguire la condanna a morte di tre suoi compagni. Passa una notte in compagnia della donna amata e alla fine, dopo aver fatto l'amore con lei, si suicida tramite harakiri. Opera muta, accompagnata da alcuni cartelli che narrano la storia, divisa in tre diversi capitoli. Venticinque minuti di grande cinema, arte allo stato puro tra erotismo, fedeltà e onore. Il marchio teatrale imprime nella mente e nel cuore le ultime gesta dei due protagonisti, uniti da un amore passionale prima della tragica scelta del suicidio. Spoglio, minimale, ma in cui ogni immagine ha una potenza visiva ed emozionale devastante, con un bianco e nero mai così adatto agli eventi narrati. Pochi anni dopo il regista e attore Yukio ha commesso harakiri dopo aver occupato una caserma e aver spinto i soldati alla rivolta. Anche per questo Patriotism assume ancor di più un'alone di magica e dannata leggenda. Magnifico. Voto 5 / 5

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Eros, di Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh, Wong Kar-wai. Con Christopher Buchholz, Regina Nemni, Luisa Ranieri, Robert Downey Jr., Alan Arkin, Ele Keats, Gong Li, Chen Chang. La visione dell'erotismo in tre capitoli distinti. Nel primo un uomo tradisce la moglie con una sconosciuta. Il secondo vede un uomo raccontare a uno psicologo il suo riccorrente sogno erotico, mentre nel terzo assistiamo a un ambiguo rapporto tra un sarto e una prostituta. Il primo capitolo di Antonioni è più che evitabile, scialbo e presuntuoso, che quasi non si vede la mano del Maestro italiano, Soderbergh si attesta su livelli medi, con una storia di psicanalisi che con l'erotismo ha ben poco a che fare, che ha però come pregio l'ottima prova di Downey Jr. L'unico episodio di una certa valenza artistica rimane quello di Kar-wai, che con la sua solita grazia e classe riesce a rendere la masturbazione poetica, impresa che solo a lui poteva riuscire. Senza dimenticare la suadente bellezza di un'incantevole Gong Li. Segmentato. Voto 2 / 5

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Longinus, di Kitamura Ryuhei, con Atsushi Sakurai, Kanazawa Taro, Katayama Takehiro, Kitami Toshiyuki, Machida Shion, Matsumoto Minoru. Futuro prossimo: il Giappone è devastato dalla guerra, e un gruppo di soldati ha l'ardua missione di trasportare la Lancia di Longino, ritenuta capace di miracoli. Una donna del loro gruppo diventa però un vampiro, mettendo in pericolo le vite dell'intera squadra. Solo un uomo misterioso, giunto dal nulla, sembra conoscere il modo di sconfiggere i succhiasangue, con i quali è in lotta da molto, molto tempo... Affascinante mediometraggio tra fantascienza e action movie, claustrofobico al punto giusto e dotato di un appassionante alone di mistero. Una solo ambientazione fa da sfondo ai tormenti dei protagonisti, sfiancati dal conflitto e incapaci di fidarsi l'uno dell'altro. Solo la speranza, nelle sembianze di una giovane infermiera, può forse salvare loro e l'umanità intera. Cupo, avvincente, riesce in quaranta minuti a dire molto di più di film di genere che superano i due giri di lancette. Determinato. Voto 3.5 / 5

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Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso di Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci

Commedia che si basa sullo scontro generazionale tra il mondo dei figli e quello dei genitori, attraverso due storie intrecciate. La storia principale è quella della giovane Nina, ragazza 15enne alle prese con le prime turbe sessuali, con due genitori divorziati e una nonna in fin di vita; la seconda storia, secondaria rispetto alla trama, è quella di un padre insegnante che non accetta la partecipazione del figlio ad un provino del Grande Fratello. Divertente ma non troppo, decisamente banale in alcuni punti, tematiche poco approfondite e trattate con stereotipi piuttosto consunti. Alcuni attori non sono nemmeno del tutto nella parte (Luciana Littizetto su tutti, IMO non è adatta al cinema). VOTO: 2/5

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A frozen flower, di Ha Yoo. Con In-seong Jo, Jun Jin-Mo, Song Ji-Hyo. XIV secolo, regno di Goryeo. Il re, dalla tendenze omosessuali, è impossibilitato ad avere un figlio con la regina, e perciò decide di affidare a Hong Lim, capo delle guardie (amico fraterno nonchè suo fidato amante) il compito di giacere con la donna e garantire una discendenza. L'imprevisto però accade quando Hong Lim e la regina finiscono per innamorarsi, innescando una reazione a catena dagli esiti tragici. Melodramma in costume intenso e potente, che gioca le sue carte sull'ottima caratterizzazione dei personaggi, e un'oculata ricostruzione storica, perfetta nei costumi e nelle scenografie. Certo siamo lontani dagli sfolgoranti eccessi degli wuxia recenti, e la componente d'azione è limitata a una breve scorribanda verso l'inizio e al cruciale scontro finale, ma l'atmosfera da tragedia shakesperiana sopperisce alla mancanza di ritmo. Non mancano nemmeno scene erotiche alquanto spinte, anche di ambito omosessuale, che rendono questa pagina di storia orientale dalle tinte forti e non per tutti. Ma per gli amanti del genere è una pellicola che non delude le attese. Lancinante. Voto 3.5 / 5

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CACCIA A OTTOBRE ROSSO di John McTiernan (1990), con Sean Connery - Alec Baldwin - Sam Neill - J. E. Jones

Soggetto: Tom Clancy

 

 

 

In piena Guerra Fredda il comandante Sovietico, del nuovo e silenzioso sommergile nucleare Ottobre Rosso, Marko Ramius di origini Lituane, decide di disertare insieme ad alcuni ufficiali. Ma prima di partire invia una lettera all'ammiraglio Yuri Padorin capo della Flotta Sovietica del Nord nella quale lo informa delle sue intenzioni. A questo punto comincia la più grande caccia della storia nelle acque dell'oceano Atlantico per affondare il sommergibile, ma anche gli Americani vengono a conoscenza del tradimento grazie all'agente della CIA Jack Ryan e sono intenzionati ad impossessarsi del più moderno e letale battello dell'eterno nemico...

Uno delle migliori pellicole del genere spionistico e d'azione mai girate con un ritmo veloce e suspance a go go e colpo di scena finale anche se con alcune gravi discrepanze con il romanzo di Clancy.

 

Voto 9/10

 

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P.S. Post corretto mi auguro? http://www.hinaworld.it/labarriera.net/forum/public/style_emoticons/default/unsure.gif <img alt=" /><img alt=" />

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L'uomo lupo, di George Waggner. Con Claude Rains, Warren William, Ralph Bellamy, Patric Knowles, Bela Lugosi, Lon Chaney jr. Il figlio di una nobile famiglia torna nel paesino dov'è nato, e una notte subisce l'aggressione di un lupo mannaro. Morso dalla bestia, è ora vittima della maledizione e anche lui comincia a trasformarsi nella creatura nelle notti di luna piena. Classico dell'horror, film simbolo della licantropia made in Hollywood, divenuto vero e proprio culto. Merito dell'ottima prova di Lon Chaney, reso irriconoscibile dal fantastico trucco di Jack Pierce. Suggestiva la scenografia notturna, resa inquietante e misteriosa da una nebbia perenne che circonda tutto e tutti. Intatto. Voto 3.5 / 5

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A moment of romance, di Benny Chan, con Andy Lau, Wu Chien-Lien, Ng Man Tat. Un giovane criminale si innamora di una ragazza usata come ostaggio per una rapina. La difenderà a tutti i costi dai membri della gang rivale, che vogliono ucciderla perchè testimone degli eventi. Un classico del poliziesco di Hong Kong, assolutamente perfetto nel mix azione / love story, capace di regalare momenti di grande intensità. Violento al punto giusto, non latita di momenti romantici accompagnati da una suadente, ma incostante, colonna sonora pop. Il ritmo è sempre teso, nessun tempo morto per una storia che appassiona ai suoi protagonisti, su cui spicca un ancor giovane, ma già bravissimo, Andy Lau. Johnnie To è tra i produttori, e la sua mano si vede. Dopo vent'anni una pellicola ancora in grado di emozionare qualsiasi tipo di pubblico. Accattivante. Voto 3.5 / 5

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