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Commenti su film appena visti

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Sono appena tornato dal cinema, dove ho visto "Agorà", di Alejandro Amenabar.

Il film narra la vicenda di Ipazia di Alessandria, figura di astronoma e filosofa nell'Alessandria sul finire del IV secolo. Al crepuscolo dell'Impero Romano, mentre il cristianesimo si fa largo anche con violenza nel tessuto sociale multietnico della grande Alessandria, Ipazia si dedica anima e corpo alla soluzione di uno dei più grandi quesiti scientifici dell'antichità: la disposizione e il movimento dei pianeti. Intorno a lei, parenti, amici ed ex allievi vengono coinvolti nel progressivo imbarbarimento della vita politica e civile, mentre il cristianesimo si prepara a stendere un velo oscuro su tutta un'età di conoscenza.

Stupende le scenografie e originale (per quel che ne so) l'uso delle visuali "satellitari" della Terra, utile sia ai fini del ritmo che della tematica della storia. Bravissima Rachel Weisz nel ruolo di Ipazia: nella sua recitazione, si sente tutta la passione, la libertà di pensiero e, in ultima analisi, la grandezza di questa donna poco conosciuta eppure così importante. Ottima anche l'interpretazione di Max Minghella nel ruolo dello schiavo Davus. Lucida ed equilibrata, infine, la resa della situazione politica e sociale dell'Alessandria di quel tempo ad opera del regista Amenabar. Devo dirlo, ero arrivato al film pensando che avrebbe reso i cristiani ancora più fanatici di quello che erano, ma non ce n'è stato bisogno: mostrare quello che essi fecero realmente ad Alessandria è stato sufficiente.

Unico piccolissimo appunto: avrei preferito che SPOILER ae2f4c4651e544e7d3cda9f90b205e70'ae2f4c4651e544e7d3cda9f90b205e70

lo stacco temporale tra la distruzione della Biblioteca e gli anni immediatamente successivi fosse stato reso con la recitazione, piuttosto che con le scritte sullo schermo

.

Un film che consiglio a tutti.

 

Voto: 4/5

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Il cane giallo della Mongolia, di di Byambasuren Davaa. Con Babbayar Batchuluun, Nansal Batchuluun, Nansalmaa Batchuluun, Buyandulam Daramdadi, Batchuluun Urjindorj. Una bambina di una famiglia nomade della Mongolia trova un cucciolo di cane disperso e abbandonato. Decide di tenerlo con se, nonostante l'opposizione del padre. La Davaa, regista originaria della Mongolia trasferitasi in Germania, racconta con piglio documentaristico una storia tenera e commuovente, ambientata in luoghi sconfinati dove la civiltà dista più di un giorno di motocicletta. La vita di una famiglia nomade rappresentata con grazia e dolcezza, con interpreti nei panni di loro stessi a donare una spontainetà irresistibile. Un film che alleggerisce il cuore. Favoloso. Voto 4 / 5

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Tutte le ore feriscono...l'ultima uccide, di Jean-Pierre Melville. Con Paul Meurisse, Marcel Bozzuffi, Lino Ventura, Raymond Pellegrin, Christine Faberga. Gustave Menda, famoso criminale, esce dopo dieci anni di carcere, e torna dall'amata Manouche. Gli viene proposto un nuovo colpo a un blindato, ma dopo che questo riesce si creano dei problemi tra lui e i suoi complici. E la polizia gli fiata sul collo. Splendido polar firmato Melville, abilmente diviso tra azione e dramma, quasi una sorta di tragedia moderna. Memorabile la sequenza dell'assalto al portavalori, così come la superba prova di un bravissimo Lino Ventura, perfetto criminale "d'onore". Oltre due ore di grandissimo cinema, tra atmosfere noir di suadente fascino. Voto 4 / 5

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Io da poco ho visto "Scontro tra Titani",devo dire che melo aspettavo meglio,effetti speciali spettacolari..Adesso in Programma c'è da vedere "Agorà", "Iron Man 2" e l'attesissimo "Robin Hood"

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Murderer, di Roy Chow, con Aaron Kwok, Chang Chun-ning, Cheung Siu-fai, Josie Ho. Ling è un poliziotto che perde la memoria in seguito a un aggressione, nella quale un suo collega è finito in coma. Lentamente gli indizi sul caso, che ha molti punti in comune con altri omicidi avvenuti ultimamente, portano a sospettare proprio di Ling, che nel frattempo cerca di scoprire la verità. Chow dirige un thriller dalle influenze horror di forte impatto, che gioca tutto o quasi sui dettagli e i rapporti sui personaggi, e su un clamoroso segreto che ha le sue radici nel passato. Il colpo di scena risulta qui imprevedibile, pur non essendo del tutto originale (si è visto anche in una recente produzione d'Oltreoceano), e conduce a un finale tragico e disperato. Aaron Kwow, che ha trascorso diversi giorni senza dormire per interpretare l'ultima parte del film, è lo sguardo della follia, un uomo che quando conosce la verità è impossibilitato a raccontarlo tanto questa sia incredibile. Lontani echi di Chan-wook, per una pellicola che, colpendo anche duramente e non scevra di una insana violenza, lascia indelebilmente il segno. Diabolico. Voto 3,5 / 5

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Little big soldier, di Ding Sheng. Con Jackie Chan, Lee-Hom Wang, Yoo Seung-jun, Xiao Dong Mei, Lin Peng. Grande soldato combatte per il regno di Liang, ma è un simpatico codardo che odia ogni forma di guerra. In seguito a uno scontro, "raccatta" letteralmente Wei, generale della fazione opposta di Qin, ferito ad una gamba, sperando di intascare una copiosa ricompensa. Sulle tracce di Wei però vi è un un plotone del suo stesso esercito, che a quanto pare ha tradito lui e i suoi uomini. Mentre molte verità vengono a galla, tra Grande soldato e Wei nasce un improbabile rapporto di rispetto. Jackie Chan è in forma smagliante in questa divertente commedia dolceamara in costume, e ci regala un personaggio irresistibile, nelle movenze e nelle smorfie ma anche nei momenti più epici e drammatici, che non mancano come nell'eroico finale. L'azione è limitata, ma quando c'è da menare le mani le coreografie si fanno più che rispettare, con alcune trovate davvero gustose. E il monito contro tutte le guerre è intergrato bene nel contesto. Frizzante. Voto 3.5 / 5

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City of life and death, di Chuan Lu. Con Ye Liu, Yuanyuan Gao, Wei Fan, Hideo Nakaizumi, Yiyan Jiang, Ryu Kohata, John Paisley, Bin Liu, Yuko Miyamoto, Beverly Peckous. Seconda guerra sino giapponese, l'esercito nipponico invade Nanchino, la capitale della Cina. La città diventerà luogo di massacri, stupri, e ingiustizie di ogni tipo verso il popolo cinese, civili inclusi. Chuan Lu dirige un'Opera potente e magnifica, che narra con una drammaticità estrema la brutalità della guerra, non facendo scondi e anzi proponendo un'abbondante dosa di violenza, sia psicologica che fisica. Spettacolare la prima mezzora, con i combattimenti ancora in corso, che lascia spazio a un quadro toccante e straziante capace di provocare vibranti emozioni. Vi è anche il merito di mostrare che non tutti i giapponesi erano bestie brutali, così come in ogni guerra. Una delle pagine più dolenti del cinema bellico. Per non dimenticare.. Voto 4.5 / 5

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Storie di fantasmi cinesi 3, di Ching Siu-tung, Tsui Hark, con Jacky Cheung, Tony Leung Chiu Wai, Joey Wong, Lau Shun. Il giovane monaco Fong e il suo maestro si accampano per una notte in un tempio disabitato. Qui Fong incontra lo spettro di una donna, e dopo un iniziale diffidenza reciproca, formeranno un'alleanza per sconfiggere un potente demone. Il terzo e ultimo capitolo di A chinese ghost story è senza dubbio il meno riuscito, forzando addirittura la continuità narrativa dei precedenti episodi, con attori e personaggi che ritornano senza un motivo ben chiaro. Ciò nonostante non mancano i momenti divertenti, con degli effetti speciali di buon livello e un'ottima fotografia notturna. Peccato la quasi totale assenza delle folli ed energiche canzoni che caratterizzavano i capitoli precedenti, ma la pelata di un giovane Tony Leung giustifica ampiamente la visione. Innocuo ma gradevole. Voto 2.5 / 5

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Il dormiglione, di Woody Allen. Con Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mary Gregory, Don Keefer. Un musicista jazz viene risvegliato dopo duecento anni di ibernazione, in un futuro governato da un crudele dittatore. La resistenza punta su di lui per cambiare le cose. E' un Allen meno citazionista del solito, e più dedito a divertenti gag in cui gioca un ruolo importante la sua simpatica e improbabile fisicità. Non mancano i momenti esilaranti, ma non tutto sembra riuscito in pieno, risultando una godibile parodia della fantascienza, non priva di rimandi sociali, ma senza ergersi come uno dei suoi capolavori. Ad accompagnarlo sempre la splendida e brava ex-compagna Diane Keaton. Irriverente. Voto 3 / 5

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Little big soldier...

 

 

Come/dove l'hai visto? Interessa anche a me, ma non sono mai riuscito a trovarlo

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In Italia è ancora inedito, ma è facilmente "reperibile" con tanto di subs ita... <img alt=" />

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Il cane giallo della Mongolia, di di Byambasuren Davaa. Con Babbayar Batchuluun, Nansal Batchuluun, Nansalmaa Batchuluun, Buyandulam Daramdadi, Batchuluun Urjindorj.

[...]

Un film che alleggerisce il cuore. Favoloso. Voto 4 / 5

 

In caso non ne avessi ancora avuto l'occasione, vedi anche l'opera prima della stessa regista La storia del cammello che piange, perché è da 5/5. Con questo film si è diplomata al centro di cinematografia sperimentale di Monaco di Baviera insieme a un ottimo co-regista e direttore della fotografia, l'italiano Luigi Falorni.

Secondo me, una delle migliori pellicole in assoluto dell'ultimo decennio, anche perché è un documentario.

 

Se poi ti piacciono le "atmosfere da steppa" (io ne vado pazza) ti consiglio anche il kazako Tulpan. Per quanto non eccelso come le due pellicole mongole, è molto interessante.

 

Ciao <img alt=" />

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Si lo so, Il cammello lo devo vedere a breve...sul cinema di ambientazione mongola ti consiglio anche Il matrimonio di Tuya, Orso d'Oro a Berlino, o il bellissimo Kundun di Scorsese anche se è in Tibet <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Written by, di Wai Ka-Fai, con Lau Ching-wan, Mia Yam, Kelly Lin, Jo Koo, Yeung Shuk-man, Bonnie Wong, Zeng Yaqi, Chung Ying-kit. Una famiglia viene separata dalla morte durante un incidente stradale, nel quale il padre perde la vita. La sorella maggiore, a dieci anni dal doloroso lutto, decide di scrivere un racconto in cui il genitore si è salvato, mentre lei, la madre e suo fratello sono invece morti. Realtà e immaginazione finiranno però per intrecciarsi inesorabilmente. Chi decide la vita e la morte? La domanda che si pone la giovane protagonista è l'essenza di tutto il film. Ka-Fai dirige un'Opera strana, a tratti sin troppo confusa quando dimensione del reale e dell'immaginazione collidono, ma che è capace in ogni caso di trasmettere una potenza emotiva di non poco conto. Sul sottile confine tra la vita e la morte, accompagnati da un cast in gran forma (su tutti uno strepitoso Lau Ching-Wan), una storia capace di commuovere nel suo visionario sguardo sul dolore della perdita. Mistico. Voto 3 / 5

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Phone, di Ahn Byeong-ki. Con Ha Ji-won, Kim Yu-mi, Choi Woo-jae, Choi Ji-yeon, Eun Seo-woo. Una giornalista che indaga su casi di pedofilia, si trasferisce nella seconda casa di una sua amica. Minacciata da strane telefonate, viene a conoscenza di un tragico segreto che proviene dal passato, mentre strane presenze spaventano lei e chi le sta vicino. Carbura lento questo j-horror dal sapore classico, con tanto di canonico telefono "diabolico" in agguato. Superata, un pò a fatica, la prima parte, un susseguirsi di colpi di scena garantiscono la giusta tensione per l'avvincente finale, non originale ma di sicuro interesse per gli appassionati. Non ci sono vere e proprie scene di terrore puro, ma l'atmosfera è comunque apprezzabile, così come l'interpretazione della bella Ha Ji-won. Discreto. Voto 2.5 / 5

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