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Commenti su film appena visti


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Il delitto perfetto, di Alfred Hitchcock. Con Ray Milland, Grace Kelly, Robert Cummings, Anthony Dawson, John Williams. Ex tennista progetta di uccidere la moglie fedigrafa organizzando un piano praticamente perfetto. Ma qualcosa va storto... Uno dei Capolavori di Hitcock, un giallo sublime per costruzione narrativa e diretto con attenzione ai tempi e ai dettagli, avvalendosi inoltre di un Milland superlativo e di una Grace Kelly sempre incantevole. Come un puzzle di bugie e verità che si intersecano fino alla soluzione finale, in un gioco sublime e macchiavellico con lo spettatore, che si trova a parteggiare per i diversi personaggi, ognuno in qualche modo "colpevole". Orologio svizzero. Voto 5 / 5

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Giulietta degli spiriti, di Federico Fellini. Con Valentina Cortese, Sandra Milo, Mario Pisu, Sylva Koscina, Giulietta Masina. Giuletta, signora borghese di mezz'età, scopre il tradimento del marito. Entra in crisi, e comincia, dopo una seduta spiritica, ad assistere ad apparizioni più o meno inquietanti. Un 8½ al femminile, surreale e visionario, ricco di fascino visivo non sempre supportato da una trama all'altezza, a tratti sin troppo astratta nonostante il contesto. Ciò nonostante si respira un'aria "magica", a metà tra la ricerca di risposte e l'oblio dell'incertezza, che ammalia e cattura con virtuosismi di gran classe. Fellini dirige di par suo un cast eccelso, dalla compagna Giulietta Masina, superba protagonista, alle sinuosi e procaci forme di una giovane Sandra Milo. Stregante. Voto 3.5 / 5

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I dieci comandamenti, di Cecil B. De Mille. Con Charlton Heston, Yul Brynner, Anne Baxter, Edward G. Robinson, Yvonne De Carlo, Debra Paget, John Derek, Vincent Price. La storia di Mosè, che da erede del Faraone diventa profeta del popolo Ebreo. De Mille firma una versione spettacolare del racconto biblico, uno di quei film della vecchia Hollywood che oggi si rimpiangono. Seppur ricco di facile retorica e ovvietà tipiche del periodo, le quasi quattro ore di durata appassionano per la bellezza delle location, la potenza visiva delle immagini (splendida la fotografia) e l'uso di effetti speciali sensazionali per l'epoca (l'apertura del Mar Rosso è entrata di diritto nella storia del Cinema). Cast superbo, e se Heston e Brynner impersonaficano al meglio i protagonisti, un sempre immenso Robinson ruba la scena a tutti. Divino. Voto 4.5 / 5

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Eccezione alla solita recensione, perchè questa volta parlerò di due film insieme.

Ieri sera ho visto in tv "Elizabeth", di Shekhar Kapur. Il film mi è piaciuto così tanto che questa sera ho noleggiato il seguito, "Elizabeth: The Golden Age", sempre dello stesso regista. I due film (parte di una trilogia del quale però al momento manca la terza parte) narrano il regno di Elisabetta I d'Inghilterra, che passò alla storia come "la regina vergine" e che fu probabilmente la più celebre sovrana d'Inghilterra.

Nel primo film, si narra della salita al trono della giovane figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, coi primi anni del regno funestati dai complotti del duca di Norfolk e della parte cattolica del regno. Su queste vicende politiche, s'intrecciano i problemi di cuore di Elisabetta, palesemente innamorata del suo amico e cortigiano Robert Dudley, conte di Leicester. Elisabetta, abilmente consigliata dal suo protettore francis Walsingham, sarà costretta a prendere una dura scelta per il bene del regno, sacrificando la sua felicità privata per dedicarsi completamente all'Inghilterra.

Nel secondo film, siamo ormai in pienà "età dell'oro", per il regno di Elisabetta. La Spagna è ancora la nazione più potente del mondo, ma l'Inghilterra sembra farsi beffe di questo. La regina sembra dedita solo al benessere della nazione, ma l'intrepido avventuriero sirWalter Raleigh, con le sue notizie del Nuovo Mondo e la sua prorompente personalità, porta turbameno nel cuore della regina. I complotti di Maria Stuart, abilmente manipolata dal re spagnolo Filippo II, costringeranno però l'Inghilterra ad una delle sue più grandi prove: lo scontro con l'Invincibile Armata. Il tutto mentre Raleigh è al centro del cuore sia della regina che della sua più fidata damigella.

Ottimamente realizzati a livello scenografico, i due film risentono forse di un po' di lentezza in alcune scene e di una certa caricaturalità degli "spagnoli cattolici e cattivi" (il che, dal punto di vista inglese, non era poi così strano), nonchè di alcune inesattezze storiche (Raleigh non partecipò mai allo scontro con l'Invincibile Armata). I personaggi sono ben fatti ed Elisabetta giganteggia sovrana in entrambi i film, con una Cate Blanchett veramente in forma, perfetta nel rendere tanto l'aspetto pubblico quanto quello più intimo di una regina rimasta nella storia. Buona l'interpretazione anche di Geoffrey Rush nei panni di Walsingham, nonchè di Joseph Fiennes in quelli di Robert Dudley e di Clive Owen in quelli di Walter Raleigh. Sottotono le altre figure femminili.

In definitiva, due buoni film che meritano di essere visti per la buona ricostruzione dell'Inghilterra di quei tempi e per un affascinante ritratto di Elisabetta I d'Inghilterra. A quando il terzo film?

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La vita privata di Sherlock Holmes, di Billy Wilder. Con Colin Blakely, Christopher Lee, Geneviève Page, Robert Stephens. Holmes, insieme al fedele Watson, aiuta una donna cui hanno ucciso il marito. Tra complotti, preti trappisti, l'ingerenza del fratello di Sherlock, e anche una fantomatica apparizione del mostro di Lochness, la coppia di detective si troverà alle prese con un vero mistero. Wilder ci mostra un Holmes atipico rispetto a come viene presentato nella cinematografia classica, e forse più affine all'opera letteraria di Conan Doyle. Fallibile, con risvolti omosessuali non chiariti, cocainomane, in un film che placidamente rapisce con una storia originale e appassionante, tra colpi di scena e grande attenzione ai rapporti tra personaggi. Cast perfetto, di lucido marchio britannico, con un Christopher Lee perfetto nei panni del fratello di Holmes. Coinvolgente quiete. Voto 3.5 / 5

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E morì con un felafel in mano, di Richard Lowenstein. Con Noah Taylor, Emily Hamilton, Romane Bohringer, Alex Menglet, Brett Stewart. Danny, aspirante scrittore, è sempre sull'orlo dello sfratto, e arriva a cambiare addirittura una cinquantina di appartamenti. La sua vita cambia quando conosce la bisessuale Anya, e solo allora capirà l'importanza dei rapporti. Più che un film generazionale, è un film su una generazione. Girato in tono surrealista, con una forte dose di malinconia e situazioni bizzarre, riesce a divertire senza cadere in facili clichè e stereotipi, ma caratterizza i personaggi e le situazioni con una sorta di cinica tenerezza. Alcune scene stupiscono per la potenza visiva ed emotiva che riescono a trasmettere. Ottimo il cast, su cui spicca il protagonista Noah Ringer, spesso sottovalutato. Gustose citazioni cinefile, su cui spicca quella dedicata al Solaris di Tarkovsky. Azzeccato. Voto 3.5 / 5

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Inception

 

Non credo che il film abbia bisogno di presentazioni, e non dico niente sulla trama perchè

1. non voglio spoilerarvi niente

2. striminziata in due-tre righe non ci capireste niente

 

Quindi, solo valutazione finale: grande film.

Forse c'è un certo abuso di scene d'azione e combattimenti, ma la trama è solida, la recitazione è ottima e l'ambientazione onirica ha il suo fascino.

Il miglior film recente di Nolan, senza dubbio: più profondità e contenuti rispetto ai due batman, più ritmo e coerenza rispetto a the prestige.

Come è stato detto, il film è abbastanza complicato, ma niente di trascendentale se si sta attenti; e in ogni caso resta gradevolissimo anche se si è un po' spaesati.

Dicaprio si conferma un grande attore, ma Watanabe (il capo-samurai dell'ultimo samurai, per capirci) come carisma sovrasta tutti quanti.

 

scena finale capolavoro.

potrebbe sembrare una cosa, ma se siete stati attenti attenti attenti Nolan ha messo un paio di indizi per farvi capire che non è così.

quindi se andate a vederlo provate a giocare a trova il particolare! <img alt=" />

 

 

voto 9/10

 

 

De Mille firma una versione spettacolare del racconto biblico, uno di quei film della vecchia Hollywood che oggi si rimpiangono.

ma anche no, guarda... <img alt=" />

 

gladiatore a parte, i polpettoni storici pre-medievali degli utlimi anni sono stati abbastanza deludenti

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De Mille firma una versione spettacolare del racconto biblico, uno di quei film della vecchia Hollywood che oggi si rimpiangono.

ma anche no, guarda... <img alt=" />

 

gladiatore a parte, i polpettoni storici pre-medievali degli utlimi anni sono stati abbastanza deludenti

 

Per l'appunto, dico che si rimpiangono i vecchi, non i nuovi. Comunque al caso ti consiglio il discreto Centurion di Neil "The descent" Marshall, recentissima (e ovviamente ancora inedito in Italia) pellicola sulla storia della nona legione in un plot a La grande fuga. <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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scena finale capolavoro.

potrebbe sembrare una cosa, ma se siete stati attenti attenti attenti Nolan ha messo un paio di indizi per farvi capire che non è così.

quindi se andate a vederlo provate a giocare a trova il particolare! <img alt=" />

 

 

Mhm, io avevo pensato al classico finale aperto, puoi mettere il particolare sotto spoiler? (magari qui per essere anche pedanti). <img alt=" />
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The haunted apartments, di Akio Yoshida, con Mei Kurokawa, Mitsuru Fukikoshi, Yuta Sone, Masashi Arifuku, Ryoko Takizawa, Isao Yatsu. La giovane Aimi, che da poco ha perso la madre, si trasferisce col padre in un nuovo appartamento. I vicini sembrano cordiali e affabili, anche se un pò strani. E inoltre vi è una sorta di coprifuoco, che impedisce di rincasare dopo mezzanotte, pena...la morte. Ennesimo edificio stregato per questo j-horror per il mercato televisivo. Pur adoperando alcuni dei classici clichè del genere, il film di Yoshida riesce a risultare originale grazie ad alcune trovate narrative interessanti e ad un colpo di scena finale una volta tanto degno del suo nome. I limiti tecnici, che pur si notano, passano in secondo piano grazie a buone interpretazioni del cast (ottima la bella protagonista), risvolti sociali sulla crisi economica, e una tensione pressoche costante, e sotterranea, dall'inizio alla fine. Lodevole. Voto 3.5 / 5

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Melinda e Melinda, di Woody Allen. Con Neil Pepe, Will Ferrell, Radha Mitchell, Stephanie Roth Haberle, Chloë Sevigny. Melinda è una giovane donna dal passato sentimentale tormentato. Quando si trasferisce in un nuovo appartamento, finirà per segnare indelebilmente anche i rapporti dei vicini. Allen dirige una commedia nel suo classico stile, dissipando il suo alter ego in diversi personaggi maschili, che però non hanno in questo caso il fascino nevrotico ed esilarante tipico dell'autore, complice un cast meno eccelso del solito nonostante i nomi di richiamo. Brava comunque la bella "Melinda" Sevigny, sensuale e catalizzatrice, che come un terremoto scuote le fondamenta morali di chi ha a che fare con lei. "Prevedibile" piacevolezza. Voto 3 / 5

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Glory to the filmmaker!, di Takeshi Kitano. Con Takeshi Kitano, Anne Suzuki, Keiko Matsuzaka, Yoshino Kimura, Kazuko Yoshiyuki, Akira Takarada, Ren Osugi, Susumu Terajima. Takeshi Kitano, in crisi creativa, si cimenta nella realizzazione di altri generi cinematografici, abbandonando il "cinema violento" di cui la critica lo accusa. Racconta così diverse storie, dallo stile Ozu alla fantascienza, essendone sempre il protagonista assoluto. Kitano realizza una sorta di film nel film, uno sguardo non sempre lucido sulla sua carriera e sulla "crisi" che lo ha attanagliato in quel periodo, già per altro mostrata nel precedente Takeshis'. Non mancano le situazioni divertenti e completamente folli, perse però in una miriade di citazioni, cinematografiche e non, che alla lunga stancano, facendo rimpiangere il Kitano classico. Irrisoluto.

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Once a thief, di John Woo, con Chow Yun-Fat, Leslie Cheung, Cherie Chung, Paul Chu, Kenneth Tsang, Wu Feng, John Tang. Un trio di affiatissimi ladri, due uomini e una donna, amici sin dall'infanzia, progetta un ultimo colpo per sistemarsi definitivamente. In quel di Parigi, cercheranno di rubare un preziosissimo quadro, ma qualcuno di loro vecchia conoscenza, tenta di incastrarli. Raffinatissima action-comedy di John Woo, abilmente divisa tra momenti di pura comicità esilarante e altri più drammatici e intensi, senza dimenticare naturalmente le spettacolari scene d'azione che culminano in un finale a dir poco esaltante. Cast strepitoso, Yun-Fat e Cheung, già coppia storica del Cinema di Hong Kong, hanno un'intesa di quelle memorabili, e la Chung illumina con la sua ingenua bellezza. Adorabile. Voto 4 / 5

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Notte sulla città, di Jean-Pierre Melville. Con Richard Crenna, Catherine Deneuve, Riccardo Cucciolla, Alain Delon. Un ispettore di polizia indaga su una rapina alla banca nella quale sembra coinvolto il proprietario di un night-club. I due inoltre condividono l'amore di una donna. Un Melville sottotono, lento all'esasperazione, ben lontano dai suoi Capolavori. Se si esclude la rapina iniziale, il film risente di una mancanza di ritmo, complice anche una caratterizzazione dei personaggi non così eccelsa, e la Deneuve sembra quasi un'estranea quanto è limitata la sua presenza nella storia. Delon se la cava sempre, ma non salva comunque un film soltanto per i melvilliani accaniti. Fiacco. Voto 2 / 5

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