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Commenti su film appena visti


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I Guardiani merita :)

 

Dracula Untold, sinceramente mi aspettavo peggio, non male, ma nemmeno chissà cosa...però un intrattenimento buono dai.

 

Interstellar, lo voglio rivedere presto, una visione è sempre poco per dare giudizi più precisi, ma l'ho trovato davvero BELLISSIMO...livelli alti alti!!

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Interstellar, lo voglio rivedere presto, una visione è sempre poco per dare giudizi più precisi, ma l'ho trovato davvero BELLISSIMO...livelli alti alti!!

Il primo commento che leggo sul film (non ho ancora cercato reviews o simili)! :sbav: In teoria dovrei andarlo a vedere venerdí, ma mia moglie ha il termine il 23, quindi vediamo se ci riesco. Altrimenti me lo vedró a casa quando esce :ehmmm:

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Interstellar anch'io ieri sera!

 

L'ho adorato dall'inizio alla fine :) ovviamente con Nolan c'è sempre da intripparsi! Non so dirvi con certezza se vi piacerà, ma che è da vedere sì quindi fatelo :victory:

 

Consiglio VIVAMENTE di vederlo al cinema ;)

Io ero in un posto terribile in realtà ma sono rimasta senza parole, anzi solo una: wow :D

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Che ne pensate invece di Divergent? Visto qualche giorno fa.

A me non è piaciuto molto... l'unica nota apprezzabile è stato il protagonista maschile, il resto.... non pervenuto.

La trama ha spunti interessanti all'inizio - con l'ambientazione distopica, la divisione della società in base ai tratti caratteriali, ma dopo 10 minuti questi aspetti sono abbastanza accantonati per concentrarsi sulla protagonista che ovviamente da ultima della classe diventa eroina badass a suon di botte di c**o incredibili.

Ho letto proprio in questi giorni che comunque ne hanno quasi finito il sequel Insurgent ed è in arrivo l'inevitabile trilogia - anzi quadrilogia sull'onda di Hunger Games (i film sono tratti da alcuni romanzi).

Lascio il link alla scheda film http://it.wikipedia.org/wiki/Divergent_%28film%29

A me divergent è capitato di guardarlo 3 volte in 2 giorni da quanto mi piaceva. I primi 30-40 minuti li adoro, poi mi perde un po', ma mi piace molto lo stesso.

Consiglio a tutti i libri, in essi le vicende vengono spiegate meglio e credo di aver letto la trilogia in poco più di una settimana, ne vale davvero la pena! Ma non spoileratevi nulla, vi rovinereste tutto.

A partire dal secondo libro, e soprattutto nel terzo, le vicende si concentrano anche sulle fazioni e la storia della città.

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Comunque io pochi giorni fa ho visto "Il pranzo di Babette" ( gentilmente consigliatomi da hack ) e devo dire che mi è piaciuto molto. Penso che la cosa che mi ha trasmesso maggiormente sia l'umiltà, ma anche la passione per qualcosa.

Lo consiglio a chiunque ami i film "lenti", in cui non succedono grandi imprese o ci sono grandi eroi.

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Sono finalmente riuscito a vedere Il giovane favoloso.

In buona parte mi è piaciuto, ma con qualche riserva.

 

Ottima l'interpretazione di Germano, buona la presentazione del Giacomo uomo (è ben evidenziata anche la sua parte ribelle), e il suo rapporto con famiglia e amici.

Non mi sono piaciute alcune scelte, e il modo in cui è stato impiegato il tanto materiale e tempo (due ore e venti) a disposizione: secondo me, ci sono delle lungaggini e delle omissioni.

 

La parte iniziale, soprattutto il rapporto col padre, l'ho trovata troppo lunga e ripetitiva: per tratteggiare la madre e il rapporto con lei, son bastati pochi secondi, il rapporto con il padre ha preso troppo spazio. Io l'avrei accorciata, o l'avrei divisa in due parti (manca completamente il secondo soggiorno a Recanati, i "sedici mesi di notte orribile" del Giacomo che ha già girato l'Italia, e che nella prigione della sua casa, scriverà i suoi capolavori: nel film han preferito saltare subito al secondo soggiorno fiorentino e poi al trasferimento a Napoli).

Anche la parte a Napoli poteva essere accorciata.

 

Mi sarebbe piaciuto vedere qualche immagine ricavata dalle sue poesie, e che tutti noi abbiamo creato nella nostra mente: vederlo mentre osserva dalla sua torre la donzelletta che vien dalla campagna, oppure il passero solitario.

 

Una lacuna importante, secondo me, è l'aver quasi totalmente trascurato il suo pensiero filosofico.

In una scena, a Napoli, si arrabbia e rivendica l'autonomia del suo pensiero, rispetto alla sua condizione personale. Eppure, la struttura del film, che dimentica il suo ragionamento filosofico, dà proprio l'impressione che il suo pessimismo derivi dal rapporto coi genitori, dalle privazioni amorose e dalle sofferenze della malattia.

C'era modo di inserire la parte filosofica, senza farla sembrare pedante e pesante, anzi, la parte immaginifica avrebbe potuto esaltare il film. Basti pensare alla scena che riprende una parte del dialogo tra la Natura e l'Islandese, che a me sembra una delle più riuscite.

Nelle Operette Morali ci sono tantissime scene del mondo fantastico (folletti, gnomi, mummie, Morte, eroi, scienziati, cavalieri...), che avrebbero arricchito il film dal punto di vista visivo, e ampliato la visione filosofica e la vena ironica di Leopardi. Anche una più "semplice" presentazione del giardino come simbolo di sofferenza, sarebbe servita. Perfino le illusioni giovanili e la loro fine sarebbero potute essere esplicate meglio.

Hanno invece sprecato spazio con scene dubbie, tipo l'inutile scena onirica con la padrona di casa, o quella con prostitute napoletane.

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E si, mi sono visto Pompeii con JonKit :D

 

Discreto! Anche lui come il film.

 

Inizia come Conan il barbaro(il primo), prosegue come Spartacus Sangue e sabbia(sempre il primo), e finisce con la fine del mondo.

 

Tutto sommato mi aspettavo di peggio, non da Kit, ma dal film in se.

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Ghostbusters al cinema, fantastico!! xD

 

 

Ho finalmente visto "Locke" con Tom Hardy.

Mi è piaciuto tantissimo ma non è un film per tutti.

Hardy mi era piaciuto un sacco in "Bronson".

 

Non male Locke.

Bronson per me è un Capolavoro, Hardy sontuoso!!

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Anche a me è piaciuto Locke, e ancor di più Bronson.

 

Tom Hardy è un ottimo attore.

 

Lo trovate anche nella seconda stagione di Peaky Blinders, e in futuro in un'altra serie tv in cui sarà protagonista: Taboo.

Entrambe le serie tv hanno un'ambientazione storica (rispettivamente 1919 e 1813) e sono scritte dallo sceneggiatore che ha scritto Locke: Steven Knight.

La prima l'ho vista e la consiglio, la seconda la proverò sicuramente quando uscirà.

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"The englishman who went up a Hill but came down a Mountain"

 

All'inizio sembra un classico film in cui per un'ora e mezza non succede niente, ma andando avanti diventa sempre piú bello anche se non succedono tutte ste cose. Guardatelo in inglese, é bello perché, in quanto ambientato in Galles, si sente l'accento differente (che all'inizio del film ho faticato un po' a capire, ma é questione di orecchio). Vi consiglio semplicemente di guardarlo e poi Hugh Grant é un bravissimo attore come sempre :)

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Finalmente riesco a scrivere di un film che avevo già visto in lingua originale e che sono tornata a vedere ora che è sbarcato nei cimena italiani;si tratta di" Frank"di Lenny Abrahamson, liberamente ispirato al personaggio di Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista britannico Chris Sievey.

È difficile inquadrare"Frank"in uno specifico genere cinematografico. La sceneggiatura presenta infatti vari spunti. La parte di commedia surreale, basata sulle vicende di una band, lascia presto il posto ad una riflessione sulla differenza fra viralita' e popolarità e sul rapporto complesso tra instabilità mentale e talento artistico.

È un film sul rock, indipendente e non, sul dono e la maledizione di nascere musicista e sul sacrificio autoindotto di chi si ritiene tale senza esserlo.

È un film sui social network, e sulla loro capacità di attecchire rapidamente e superficialmente illudendo(si) di poter condizionare. Un film su cosa significhi successo, nelle sue mille declinazioni:quelle ovvie di chi si crede artista e quelle imperscrutabili di una persona che non riesce a guardare negli occhi chi ha di fronte ma che ambisce ad essere accettato da una moltitudine.

I dialoghi sono frizzanti, ironici, autoironici, pungenti e soprattutto ben elaborati e costruiti. Forse il limite della struttura narrativa paradossalmente è quando cessa di essere magnificamente visionario, quando con il finale torna sulla terra diventando più banale e meno incisivo.

La regia è creativa, particolare e in certi momenti forse sofisticata.

Menzione speciale per Michael Fassbender che riesce, nonostante il volto coperto dalla maschera di cartapesta a rendere visibile la profondità dell'animo di un personaggio complesso.Attraverso la modulazione della voce e la mimica corporea che mette in evidenza ogni gesto del personaggio, il suo passo, le sue esitazioni e i suoi impulsi, l'attore ha la capacità di dare poesia e vita ad ogni cosa che lo circondi e perfino alla stessa maschera che gli occupa il volto privandolo, apparentemente, della sua identità.

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