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Commenti su film appena visti


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Triangle (Christopher Smith, 2009 )

 

Prosegue il ciclo 'Poveri ma complessi' con un altro film che ho trovato davvero interessante. Di per sè l'idea non è originalissima (io e mio cugino, alle superiori, avevamo realizzato un fumetto che partiva da basi analoghe), ma la costruzione è efficace e sincera, senza vaccate, senza clichè. I personaggi secondari sono mal definiti, ma non importa, perchè il protagonista vero della vicenda è il meccanismo che sostiene la trama. Brillante il colpo di scena finale dei gabbiani morti e di ciò che questi rivelano. Non sono sicuro che la vicenda sia completamente consistente e coerente, ma siccome l'illusione funziona, non sento il bisogno che sia esatto quanto un teorema.

 

Un bel film, se si è interessati al genere.

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Sono stato praticamente costretto ad andare a vedere I cavalieri dello Zodiaco e l'unica affermazione che mi sento di dire a riguardo è:

 

ANDROMEDA MAN OF THE MATCH!

 

:stralol:

 

Questa cosa mi spiazza xD

Io credo andrò domani

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Sono stato praticamente costretto ad andare a vedere I cavalieri dello Zodiaco e l'unica affermazione che mi sento di dire a riguardo è:

 

ANDROMEDA MAN OF THE MATCH!

 

:stralol:

 

Questa cosa mi spiazza xD

Io credo andrò domani

Ero ironico infatti :P

Anche se i riflessi rosa shocking della sua armatura provocano di sicuro danni psicologici a lungo termine xD

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"I Cavalieri dello Zodiaco-La leggenda del Grande Tempio."di Keiichi Sato.

Il film diretto da Keiichi Sato si sforza di imprimere alla trama e alla grafica una rilettura moderna, sacrificando l'effetto vintage che i nostalgici della serie anni Ottanta avrebbero maggiormente gradito, e inserendo timidi elementi di novità.

Il film si pone un obiettivo impossibile:condensare un'intera stagione televisiva in un'ora e mezza di lungometraggio, cercando di ricostruire una mitologia sviluppata attraverso innumerevoli puntate e inzeppando la trama di eventi, luoghi e personaggi. Il risultato è che nessuno dei ruoli è sufficientemente sviluppato, eccetto Pegasus, e accadimenti seminati attraverso l'arco della serie televisiva vengono compressi(spesso soppressi)a scapito della comprensibilità di una storia di per sé già molto complicata e della identificazione del pubblico con i personaggi. Chi non conosce la serie si trova a chiedersi continuamente:Chi è questo? Perché fa questo?Dove ci troviamo? Anche la scelta dei toni è schizofrenica:si passa dal dramma alla farsa, dall'azione sfrenata alla riflessione metafisica, dalla tragedia al burlesque, complice un numero di musical che vede protagonista Cancer.

Funziona meglio la scelta delle tecniche di animazione, mescolate in un delirio creativo non privo di un suo fascino e potenziato al 3 D,

e la ricostruzione grafica dei paesaggi impossibili che sembrano usciti direttamente dal mondo onirico.

I fan della serie televisiva e dei manga riconosceranno i loro eroi e alcuni ambienti ma rimarranno spiazzati dalla frammentazione caotica della storia e dalla rinuncia a qualunque approfondimento sui personaggi, spesso liquidati con un paio di inquadrature e una battuta criptica.

Meglio sarebbe stato costruire una saga filmica, invece di cercare di dire tutto-e male-in un unico, approssimativo episodio.

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Torno dalla visione de I cavalieri dello zodiaco.

Il primo tempo è stato abbastanza fedele, poi un po'meno...ma alla fine era inevitabile per condensare un'intera saga in un film!!

Mi è piaciuto in alcune parti, ma non troppo nel complesso...mi sono proprio mancati alcuni scontri!!

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The-only-game-in-town-movie-1969.jpg

 

L'unico gioco in città, di George Stevens. Con Elizabeth Taylor, Warren Beatty, Charles Braswell, Hank Henry. Lei è una ballerina che vive una turbolenta relazione a distanza con un uomo sposato, lui un suonatore di pianoforte dedito al vizio del gioco. Si incontrano, si amano, si odiano e... Grande saluto di un grande regista come Stevens alla Settima Arte con un ultimo film che tra melodramma dal sapore classico e istinti New Hollywood si rivela passionale e appassionante. Dialoghi strepitosi (la sceneggiatura è curata da Frank Gilroy, già autore del romanzo al quale la pellicola è ispirata), un ritmo torbido e a tratti incandescente che non risente dell'eccessiva verbosità e un duo di star protagoniste in splendida forma: i duetti tra la Taylor e Beatty strappano applausi a scena aperta. Da riscoprire.

 

 

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imm.jpg

 

Breakfast Club, di John Hughes. Con Emilio Estevez, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy, Paul Gleason, John Kapelos. Cinque ragazzi di diversa estrazione sociale e dai caratteri contrapposti sono costretti per puniziore a trascorre un sabato pomeriggio all'interno della scuola. Dopo le iniziali incomprensioni, tra il gruppo comincerà a formarsi una sincera amicizia. Cult generazionale che ben rispecchia il periodo raccontando una storia semplice ma genuina che mette a nudo problemi familiari e un'imperante solitudine che, in modo diverso, attanagliava i personaggi, specchio realistico di una buona parte della gioventù ottantiana. Con una colonna sonora doc piena di classici del tempo e scene cult che rimangono piacevolmente impresse, Hughes gestisce al meglio il cast di giovani interpreti (tra i quali future meteore star come Estevez, la Ringwald e Hall) in questa pagina di formazione sulla difficoltà di crescere. (Oggi) malinconico.

 

 

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Breakfast Club, di John Hughes. Con Emilio Estevez, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy, Paul Gleason, John Kapelos. Cinque ragazzi di diversa estrazione sociale e dai caratteri contrapposti sono costretti per puniziore a trascorre un sabato pomeriggio all'interno della scuola. Dopo le iniziali incomprensioni, tra il gruppo comincerà a formarsi una sincera amicizia. Cult generazionale che ben rispecchia il periodo raccontando una storia semplice ma genuina che mette a nudo problemi familiari e un'imperante solitudine che, in modo diverso, attanagliava i personaggi, specchio realistico di una buona parte della gioventù ottantiana. Con una colonna sonora doc piena di classici del tempo e scene cult che rimangono piacevolmente impresse, Hughes gestisce al meglio il cast di giovani interpreti (tra i quali future meteore star come Estevez, la Ringwald e Hall) in questa pagina di formazione sulla difficoltà di crescere. (Oggi) malinconico.

 

 

Adoro questo film. É familiare ma allo stesso tempo sconosciuto!mi fa venire un po' di malinconia

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Chi non ha adorato Breakfast Club?

A chi è piaciuto consiglio ST Elmos fire, sempre dello stesso periodo e sempre con Estevez, Andie MacDovell,, Demi Moore, Judd Nelson, Andrew Mac Carthty.Rob Love, Judd Nelson, per la regia di Joel Schumacher. Nel sottogenere, si vedono molto volentieri.

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Predestination.

 

 

Predestination_poster.jpg

 

Film di fantascienza del 2014 con Ethan Hawke, che gioca tutto sui paradossi temporali

anche troppo direi: il protagonista è padre, madre, figlio e nonno di se stesso XD

Tutto sommato godibile, se si chiude un occhio sulle forzature e possibili plot hole

tipo come si possa essere inizialmente generato il loop "uovo/gallina", o come la ragazza non si sia accorta, dopo la trasformazione in uomo, di essere diventata identica all'uomo che aveva amato.

 

 

A Giorgione è piaciuto parecchio:

 

Saw PREDESTINATION at the Cocteau on opening night, and thought it was terrific... and very faithful to the Heinlein story. Ethan Hawke was very good, and Sarah Snook was great. This one will be on my Hugo nominations ballot, for sure. See it at the Cocteau if you're in Santa Fe, or at your own favorite movie palace if you're not, but see it... especially if you like time travel, SF, and RAH.

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304237Ecstasy_of_the_Angels.jpg

 

L'estasi degli angeli, di Koji Wakamatsu con Ken Yoshizawa, Rie Yokoyama, Yuki Arasa, Masao Adachi, Michio Akiyama. In Giappone due fazioni di lotta armata, una comandata dal carismatico Ottobre e l'altro dalla fascinosa Autunno, entrano in conflitto per una partita di esplosivi rubati ad un deposito americano. La lotta a distanza tra i due leader, un tempo amanti, darà il via ad una scia di violenza che causerà decine di attentati dinamitardi con conseguenti vittime civili. La lotta armata indagata dal grande regista nipponico in molte delle sue opere è qui raccontata in una chiave intimista pregna di pagine di cruda violenza (il pestaggio di due membri della banda di Ottobre) e di un erotismo sempre in sottofondo alla trama principale. Con un bianco nero imperante, scavalcato da brevi istanti di colore in alcune delle scene chiave, il film vive forse di un'eccessiva verbosità ma si riscatta grazie ad una regia sempre impellente che si scatena deflagrante nei minuti finali. Impegnato.

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