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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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"Whiplash" di Damien Chazelle.

 

Andrew sogna di diventare uno dei migliori batteristi jazz della sua generazione. Ma la concorrenza è feroce al conservatorio di Manhattan, dove si allena duramente sotto la sapiente guida di uno spietato direttore d'orchestra.

"Whiplash"e'la quintessenza della raffinatezza fuori dal coro del cinema indipendente e la seconda prova da regista del trentenne Damien Chazelle. Con una disinvoltura da autore consumato, Chazelle ha preso ispirazione dalla propria esperienza di batterista in una scuola di musica e dal ricordo di un insegnante crudele per narrare, in una alternanza di ritmi suggerita da un montaggio di una precisione inaudita , uno scontro epico nel quale i fantasmi da scongiurare sono due: sbagliare il tempo e precipitare nell'oblio.

In questa sfida tra maestro e allievo, che è punitiva tanto per chi la vive quanto per chi la osserva, il primo è l'insegnante dallo sguardo da rettile Terence Fletcher , un "servitore dell'eccellenza",un cercatore di quel prodigioso quid che distingue il genio assoluto dai mediocri e che rende lecita persino la violenza psicologica. Ma non c'è nulla di bello, simpatico o eroico nel giovane e prodigioso protagonista, che si vergogna dello scarso talento nella scrittura di suo padre e di una famiglia middle-class che si bea del successo sportivo di un figlio muscoloso e stupidotto. Non c'è niente di nobile nell'egocentrismo e nell'individualismo schietto di Andrew Neyman(Miles Teller), e proprio questo ci conduce al concetto di isolamento dell'artista. Chi vuole diventare grande deve sacrificare gli affetti, trasformare lo spirito competitivo in gioia per le altrui sconfitte e soprattutto prepararsi a una vita in cui a ripagare la fatica non sono l'amore e l'amicizia, ma l'ammirazione estatica, magari postums, di un numero imprecisato di intenditori. Lo dice anche il professore dall'umorismo malato, così come la storia.

Al prodigio di "Whiplash"contribuiscono la grinta di J. K. Simmons(il maestro),la sua interpretazione vibrante, i suoi nervi tesi. Come il film, nemmeno lui perde un colpo e, dopo un'ora e quaranta di"via crucis",ci trascina verso una catartica e inaspettata conclusione. Fletcher ci rinchiude in un teatro portandoci su un palcoscenico dove uno stile musicale nato per affermare gioia e libertà diventa una gabbia sempre più piccola. Ma poi la prigione esplode e il talento si autocelebra in virtuosismo visivo ed acustico che è puro piacere.

Che il jazz sia una musica meravigliosa ce lo ricorda la colonna sonora del film:un pugno di brani da annoverare fra i must have di ognuno di noi.

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The imposter.

 

 

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Documentario su una storia vera: un tredicenne texano sparisce; quattro anni dopo, un ventitreenne europeo afferma di essere quel ragazzo. Storia interessante, con aggiunta di colpi di scena sul finale.

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"Il settimo figlio" di Sergei Bodrov.

 

"Il settimo figlio", tratto dal primo di una serie di romanzi di Joseph Delaney(tutti inediti in Italia tranne questo), cerca da una parte di lanciare un franchise, con tanto di finale apertissimo d'ordinanza, ma allo stesso tempo recupera una dimensione perduta del genere. Il film di Sergei Bodrov(scritto dall'autore di "Locke",Steven Knight)è popolato di figure archetipiche riconoscibili:c'è l'eroe(Ben Barnes) che vive da contadino, come Luke Skywalker, finché non viene richiamato all'azione da uno stregone(Jeff Bridges)che vede in lui il "settimo figlio di un settimo figlio"delle legende, un uomo dotato di poteri necessari per controbattere una vendicativa strega (Julianne Moore). Le sfumature sono davvero poche:le streghe non sono tutte cattive e c'è il personaggio, la figlia di una strega, innamorata del protagonista(Alicia Vikander),che fa la spola tra buoni e cattivi perché fondamentalmente indecisa. Ma per il resto , bene e male sono nettamente separati come nelle fiabe, una boccata di aria fresca in un'epoca in cui il politicamente corretto impone quasi sempre che bianco e nero si fondano in una"zona grigia"di incertezza.

Peccato, dunque, che per il resto il film non sappia trovare una sua strada per giustificare un racconto canonico. Non c'è costume design, scenografia o mostro che non siano già stati ampiamente visti, gli effetti speciali oscillano tra l'ottimo e il mediocre e nessun personaggio è abbastanza carismatico da rimanere impresso nella memoria. Jeff Bridges fa del suo meglio, come sempre, ed è il più vicino ad essere"memorabile",ma il suo ruolo di mentore gli impedisce di brillare fino in fondo. Al suo fianco, Ben Barnes è piuttosto scialbo come protagonista. E poi c'è pochissima attenzione al processo di addestramento dell'eroe, che in questo tipo di film è elemento essenziale e divertente e qui è risolto invece in pochi fotogrammi.

Curioso il cammeo di Kit Harington, quasi che gli autori avessero voluto evocare la serie TV per avere una specie di benedizione dai fan.Tentativo misero!

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Ma per il resto , bene e male sono nettamente separati come nelle fiabe, una boccata di aria fresca in un'epoca in cui il politicamente corretto impone quasi sempre che bianco e nero si fondano in una"zona grigia"di incertezza.

 

:stralol: :stralol: :stralol: Sono bastati pochi anni di allontanamento dalla visione manichea di Tolkien e soci e giá se ne sente la mancanza :stralol: :stralol: :stralol:

Comunque non credo che vedró mai questo film: giá dal trailer si capiva che era una accozzaglia di visto e rivisto, un povero tentativo di cavalcare l'onda del Fantasy ma da parte di qualcuno che forse non ha ben capito la situazione del fantasy oggi: o proponi un classico immortale, o cerchi nuove strade. Cose come i predestinati delle profezie, i 4 elementi e le streghe cattive non sono piú di moda ormai.

Giá Percy Jackson e compagnia sono ai limiti dell'inguardabile...

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Se avete bambini/fratellini/nipotini vi consiglio di portarli a vedere il film di animazione Shaun - Vita da pecora :D

Shaun è il leader del suo gregge alla fattoria di Mossy Bottom. Un giorno, stanca della routine quotidiana, in accordo con le altre pecore decide di far addormentare il fattore e prendersi una meritata vacanza a base di pizza e cocktail nella sua casa, ma qualcosa va storto e il fattore addormentato finisce nella Grande Città, così Shaun e il gregge partono per una missione di salvataggio...

Il film è interamente "muto", nel senso che nè gli animali nè gli umani parlano in lingua comprensibile, ma questo non lo rende per nulla pesante, e certe trovate sono più divertenti per gli adulti piuttosto che per i bambini (infatti le risate più sguaiate venivano proprio dagli adulti :stralol: ). Ci sono anche delle citazioni famose come questa scena che richiama Il silenzio degli innocenti... :figo: E per finire anche la colonna sonora è super indovinata.

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Birdman

 

Capolavoro. Originale, profondo, girato, scritto e interpretato in modo magistrale. Privo di difetti.

Voi come avete interpretato il finale?

 

 

Scondo me Riggan non muore.

 

Per due motivi:

 

1) Ho letto diversi commenti secondo cui si è liberato di Birdman, ma non è così secondo me. Riggan ha imparato ad accettare Birdman.

E' stato Birdman ha impedirgli di suicidarsi sul tetto (adesso facciamo vedere a questi str***i che sappiamo recitare e poi via con un nuovo blockbuster), ed è stato grazie a questa consapevolzza (vedi discorso alla moglie sul fatto che Birdman sia in qualche modo "rassicurante") a dargli la carica per concludere lo spettacolo con il botto.

Birdman è sempra là con lui (anche nel ce**o) ma adesso Riggan ha imparato a non subirlo più, a non portarselo dietro come un peso ma semplicemente come un... amico/nemico. Infatti lo manda a quel paese, ma non è arrabbiato o aggressivo con lui.

 

La figlia che guarda gli uccelli - metaforicamente suo padre/birdman con... come definire l'espressione? sollievo e malinconia insieme? Sta a significare che è contenta per il fatto che il padre sia riuscito a trovare la pace con sé stesso, con la lotta infinita che contrapponeva il suo ego con il suo senso di inferiorità.

non gettandosi dal palazzo (e infatti la figlia scruta il terreno preoccupata ma non si colgono espressioni di orrore) ma appunto, accettando in modo fisiologico quella parte di sé e della sua vita che è stato, è e sarà Birdman.

 

 

2) questo film è evidentemente un meta film. La figura di Keaton stesso, primo Batman, considerato mediocre e fino a pochi mesi fa attore fallito, ma che si mette in gioco in un film altamente sperimentale e rischioso, è troppo simile a quella di Riggan per essere casuale.

cosa succede nel film? Ll'interpretazione e lo spettacolo sono un successo straordinario.

cosa succede nella realtà? la stessa cosa. Straordinari riconoscimenti per tutta l'opera.

Ovviamente inarritu non poteva saperlo, il film poteva essere un floppone e Keaton snobbato, ma credo che sia una persona abbastanza coraggiosa da portare fino in fondo la parte "meta" del film.

 

Keaton ha rischiato, probabilmente ha sofferto e patito l'attesa, si è messo in gioco e ha messo a segno un interpretazione inaspettata e che, oggettivamente, ha pochi uguali nell'ultimo mezzo secolo, ma ce l'ha fatta.

Perché non anche Riggan? Farlo morire sarebbe stato mettere le mani avanti, e non è da inarritu.

 

 

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Il finale di Birdman è lasciato in pieno allo spettatore e la trovo la scelta migliore!!

 

Per me

 

 

Non muore. Accetta Birdman, come una parte di se, ma non più come quella predominante. Riggan è Riggan e Birdman allo stesso tempo. E' un attore che osa e vince, ma per farlo non rinuncia a Birdman.

Emblematica la "maschera" che ha dopo l'incidente come una specie di becco. Se la toglie, ma quel naso tumefatto la fa restare impressa comunque. E poi Birdman li al bagno, una presenza non più ingombrante ma ordinaria.

Infine la scena finale, come già detto la figlia guarda giù spaventata ma giù non vede nulla...vede qualcosa in alto, e ride...

 

Cosa verosimile: Riggan non si è buttato, passa semplicemente del tempo da quando è alla finestra a quando entra la figlia nella stanza. Lei si preoccupa per un folle gesto del padre (dopo quanto successo al teatro), ma giù non c'è nulla, e quando vede degli uccelli in aria pensa che Birdman c'è ancora!!

Cosa fantastica: La figlia vede Riggan volare come nelle sue "visioni" di Birdman

 

Erano le due cose a cui pensai a caldo, poi non ci ho più pensato XD

Ma non ho mai creduto che si fosse buttato!!

 

 

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Birdman

 

Capolavoro. Originale, profondo, girato, scritto e interpretato in modo magistrale. Privo di difetti.

Voi come avete interpretato il finale?

 

 

Scondo me Riggan non muore.

 

Per due motivi:

 

1) Ho letto diversi commenti secondo cui si è liberato di Birdman, ma non è così secondo me. Riggan ha imparato ad accettare Birdman.

E' stato Birdman ha impedirgli di suicidarsi sul tetto (adesso facciamo vedere a questi str***i che sappiamo recitare e poi via con un nuovo blockbuster), ed è stato grazie a questa consapevolzza (vedi discorso alla moglie sul fatto che Birdman sia in qualche modo "rassicurante") a dargli la carica per concludere lo spettacolo con il botto.

Birdman è sempra là con lui (anche nel ce**o) ma adesso Riggan ha imparato a non subirlo più, a non portarselo dietro come un peso ma semplicemente come un... amico/nemico. Infatti lo manda a quel paese, ma non è arrabbiato o aggressivo con lui.

 

La figlia che guarda gli uccelli - metaforicamente suo padre/birdman con... come definire l'espressione? sollievo e malinconia insieme? Sta a significare che è contenta per il fatto che il padre sia riuscito a trovare la pace con sé stesso, con la lotta infinita che contrapponeva il suo ego con il suo senso di inferiorità.

non gettandosi dal palazzo (e infatti la figlia scruta il terreno preoccupata ma non si colgono espressioni di orrore) ma appunto, accettando in modo fisiologico quella parte di sé e della sua vita che è stato, è e sarà Birdman.

 

 

2) questo film è evidentemente un meta film. La figura di Keaton stesso, primo Batman, considerato mediocre e fino a pochi mesi fa attore fallito, ma che si mette in gioco in un film altamente sperimentale e rischioso, è troppo simile a quella di Riggan per essere casuale.

cosa succede nel film? Ll'interpretazione e lo spettacolo sono un successo straordinario.

cosa succede nella realtà? la stessa cosa. Straordinari riconoscimenti per tutta l'opera.

Ovviamente inarritu non poteva saperlo, il film poteva essere un floppone e Keaton snobbato, ma credo che sia una persona abbastanza coraggiosa da portare fino in fondo la parte "meta" del film.

 

Keaton ha rischiato, probabilmente ha sofferto e patito l'attesa, si è messo in gioco e ha messo a segno un interpretazione inaspettata e che, oggettivamente, ha pochi uguali nell'ultimo mezzo secolo, ma ce l'ha fatta.

Perché non anche Riggan? Farlo morire sarebbe stato mettere le mani avanti, e non è da inarritu.

 

 

 

 

Il finale di Birdman è lasciato in pieno allo spettatore e la trovo la scelta migliore!!

 

Per me

 

 

Non muore. Accetta Birdman, come una parte di se, ma non più come quella predominante. Riggan è Riggan e Birdman allo stesso tempo. E' un attore che osa e vince, ma per farlo non rinuncia a Birdman.

Emblematica la "maschera" che ha dopo l'incidente come una specie di becco. Se la toglie, ma quel naso tumefatto la fa restare impressa comunque. E poi Birdman li al bagno, una presenza non più ingombrante ma ordinaria.

Infine la scena finale, come già detto la figlia guarda giù spaventata ma giù non vede nulla...vede qualcosa in alto, e ride...

 

Cosa verosimile: Riggan non si è buttato, passa semplicemente del tempo da quando è alla finestra a quando entra la figlia nella stanza. Lei si preoccupa per un folle gesto del padre (dopo quanto successo al teatro), ma giù non c'è nulla, e quando vede degli uccelli in aria pensa che Birdman c'è ancora!!

Cosa fantastica: La figlia vede Riggan volare come nelle sue "visioni" di Birdman

 

Erano le due cose a cui pensai a caldo, poi non ci ho più pensato XD

Ma non ho mai creduto che si fosse buttato!!

 

 

 

Ci sono davvero tante possibili interpretazioni, tra il reale e il metaforico. Alcune mi sembrano più consistenti di altre.

 

 

 

Una da tenere in considerazione è che Riggan sia morto al teatro, sparandosi in testa. Tutto quello che vediamo dopo, è ciò che lui ha immaginato prima.

Abbiamo visto che il volo, la telecinesi e tutti i presunti superpoteri, sono soltanto nella sua testa.

Dopo lo sparo non si alza, non urla, lo vediamo immobile per parecchio. Lo ritroviamo poche ore dopo in ospedale, già operato, con un naso cambiato e senza segni di punti o altro. Tutto è lieto: la recensione ottima, lui ha successo, la moglie e la figlia amorevoli gli sono a fianco. Infine, lui vola e la figlia può vederglielo fare.

In un certo senso, sarebbe anche un'altra critica ad un certo cinema Hollywoodiano, che indirizza sempre verso il lieto fine (e qui il regista, che non è esattamente tipo da lieto fine, direbbe: è morto, non c'è sempre un lieto fine, non fatevi ingannare).

 

(In realtà, il finale non sarebbe completamente lieto, perchè Riggan non ha avuto successo per la sua qualità di attore, ma un successo mediatico dovuto al sensazionalismo del suo gesto, è ancora un freak, un fenomeno da social.)

 

Le altre seguono l'idea che si sia davvero accidentalmente colpito il naso.

 

Fermo restando che ci è stato mostrato che non possiede poteri, l'eventuale salto significa morte. La figlia potrebbe non aver retto alla vista del cadavere del padre, aver avuto un collasso nervoso (ci era già stato detto dell'instabilità, delle droghe, ecc.) che le farà sperimentare allucinazioni simili a quelle del padre (l'espressione estatica finale, potrebbe derivare dal vedere il padre volare, o anche vedere se stessa in una situazione stile-padre, per esempio vedere se stessa volare).

 

Su un piano metaforico, potrebbero solo averci mostrato come la figlia, per la prima volta, abbia visto il padre come lui stesso si vede.

 

Ce ne sono davvero molte altre, e forse lasciare la libera interpretazione era l'intenzione.

 

 

 

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The King of Kong.

 

Un documentario del 2007 sul mondo dei videogames, e sulla competitività dei campioni che negli anni 2000 si sfidano per battere i record dei giochi anni '80, in particolare Donkey Kong.

Personaggi reali, che sembrano creati. Amicizie, inimicizie, vendette, pressione, inganni, e sfide prese con tutta la serietà possibile, che fanno parte integrante della vita e dell'essere degli sfidanti.

 

 

TheKingOfKong200717160_f.jpg

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Ieri sera mi sono guardato Foxcatcher.

Innanzitutto non sapevo di cosa trattasse (quindi non sapevo il finale).

Essendo candidato a 5 oscar mi aspettavo un filmone, ma devo dire che sono rimasto un po' deluso. La regia è certamente ad alti livelli, ma non altrettanto si può dire della sceneggiatura e della recitazione. Steve Carell è indubbiamento bravo nel suo ruolo, ma Channing Tatum l'ho trovato molto deludente..pensate che credevo interpretasse il ruolo di un ragazzo con qualche ritardo mentale, e quando ho scoperto che non era vero ci son rimasto male. Bene invece Mark Ruffalo. La storia però si trascina davvero troppo, è noiosa e manca spesso pathos se non negli ultimi minuti.

Insomma, la mia impressione è che si poteva tirare fuori MOLTO di più da questa pellicola..peccato.

Voto: 6 tirato tirato

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Birdman

 

Capolavoro. Originale, profondo, girato, scritto e interpretato in modo magistrale. Privo di difetti.

Voi come avete interpretato il finale?

 

 

Scondo me Riggan non muore.

 

Per due motivi:

 

1) Ho letto diversi commenti secondo cui si è liberato di Birdman, ma non è così secondo me. Riggan ha imparato ad accettare Birdman.

E' stato Birdman ha impedirgli di suicidarsi sul tetto (adesso facciamo vedere a questi str***i che sappiamo recitare e poi via con un nuovo blockbuster), ed è stato grazie a questa consapevolzza (vedi discorso alla moglie sul fatto che Birdman sia in qualche modo "rassicurante") a dargli la carica per concludere lo spettacolo con il botto.

Birdman è sempra là con lui (anche nel ce**o) ma adesso Riggan ha imparato a non subirlo più, a non portarselo dietro come un peso ma semplicemente come un... amico/nemico. Infatti lo manda a quel paese, ma non è arrabbiato o aggressivo con lui.

 

La figlia che guarda gli uccelli - metaforicamente suo padre/birdman con... come definire l'espressione? sollievo e malinconia insieme? Sta a significare che è contenta per il fatto che il padre sia riuscito a trovare la pace con sé stesso, con la lotta infinita che contrapponeva il suo ego con il suo senso di inferiorità.

non gettandosi dal palazzo (e infatti la figlia scruta il terreno preoccupata ma non si colgono espressioni di orrore) ma appunto, accettando in modo fisiologico quella parte di sé e della sua vita che è stato, è e sarà Birdman.

 

 

2) questo film è evidentemente un meta film. La figura di Keaton stesso, primo Batman, considerato mediocre e fino a pochi mesi fa attore fallito, ma che si mette in gioco in un film altamente sperimentale e rischioso, è troppo simile a quella di Riggan per essere casuale.

cosa succede nel film? Ll'interpretazione e lo spettacolo sono un successo straordinario.

cosa succede nella realtà? la stessa cosa. Straordinari riconoscimenti per tutta l'opera.

Ovviamente inarritu non poteva saperlo, il film poteva essere un floppone e Keaton snobbato, ma credo che sia una persona abbastanza coraggiosa da portare fino in fondo la parte "meta" del film.

 

Keaton ha rischiato, probabilmente ha sofferto e patito l'attesa, si è messo in gioco e ha messo a segno un interpretazione inaspettata e che, oggettivamente, ha pochi uguali nell'ultimo mezzo secolo, ma ce l'ha fatta.

Perché non anche Riggan? Farlo morire sarebbe stato mettere le mani avanti, e non è da inarritu.

 

 

 

 

Il finale di Birdman è lasciato in pieno allo spettatore e la trovo la scelta migliore!!

 

Per me

 

 

Non muore. Accetta Birdman, come una parte di se, ma non più come quella predominante. Riggan è Riggan e Birdman allo stesso tempo. E' un attore che osa e vince, ma per farlo non rinuncia a Birdman.

Emblematica la "maschera" che ha dopo l'incidente come una specie di becco. Se la toglie, ma quel naso tumefatto la fa restare impressa comunque. E poi Birdman li al bagno, una presenza non più ingombrante ma ordinaria.

Infine la scena finale, come già detto la figlia guarda giù spaventata ma giù non vede nulla...vede qualcosa in alto, e ride...

 

Cosa verosimile: Riggan non si è buttato, passa semplicemente del tempo da quando è alla finestra a quando entra la figlia nella stanza. Lei si preoccupa per un folle gesto del padre (dopo quanto successo al teatro), ma giù non c'è nulla, e quando vede degli uccelli in aria pensa che Birdman c'è ancora!!

Cosa fantastica: La figlia vede Riggan volare come nelle sue "visioni" di Birdman

 

Erano le due cose a cui pensai a caldo, poi non ci ho più pensato XD

Ma non ho mai creduto che si fosse buttato!!

 

 

 

Ci sono davvero tante possibili interpretazioni, tra il reale e il metaforico. Alcune mi sembrano più consistenti di altre.

 

 

 

Una da tenere in considerazione è che Riggan sia morto al teatro, sparandosi in testa. Tutto quello che vediamo dopo, è ciò che lui ha immaginato prima.

Abbiamo visto che il volo, la telecinesi e tutti i presunti superpoteri, sono soltanto nella sua testa.

Dopo lo sparo non si alza, non urla, lo vediamo immobile per parecchio. Lo ritroviamo poche ore dopo in ospedale, già operato, con un naso cambiato e senza segni di punti o altro. Tutto è lieto: la recensione ottima, lui ha successo, la moglie e la figlia amorevoli gli sono a fianco. Infine, lui vola e la figlia può vederglielo fare.

In un certo senso, sarebbe anche un'altra critica ad un certo cinema Hollywoodiano, che indirizza sempre verso il lieto fine (e qui il regista, che non è esattamente tipo da lieto fine, direbbe: è morto, non c'è sempre un lieto fine, non fatevi ingannare).

 

(In realtà, il finale non sarebbe completamente lieto, perchè Riggan non ha avuto successo per la sua qualità di attore, ma un successo mediatico dovuto al sensazionalismo del suo gesto, è ancora un freak, un fenomeno da social.)

 

Le altre seguono l'idea che si sia davvero accidentalmente colpito il naso.

 

Fermo restando che ci è stato mostrato che non possiede poteri, l'eventuale salto significa morte. La figlia potrebbe non aver retto alla vista del cadavere del padre, aver avuto un collasso nervoso (ci era già stato detto dell'instabilità, delle droghe, ecc.) che le farà sperimentare allucinazioni simili a quelle del padre (l'espressione estatica finale, potrebbe derivare dal vedere il padre volare, o anche vedere se stessa in una situazione stile-padre, per esempio vedere se stessa volare).

 

Su un piano metaforico, potrebbero solo averci mostrato come la figlia, per la prima volta, abbia visto il padre come lui stesso si vede.

 

Ce ne sono davvero molte altre, e forse lasciare la libera interpretazione era l'intenzione.

 

 

 

 

 

 

Inizialmente Inarritu aveva pensato ad un'altra scena finale con Johnny Depp al posto di Riggan e Jack Sparrow al posto di Birdman che ripropongono il primo dialogo, come in un loop infinito :/ ma, direi, meno male che ci hanno ripensato :stralol: avrebbero di molto banalizzato il tutto facendo scadere l'intero film!

L'idea del loop infinito sarebbe forse stata interessante, ma.. NO.

 

Per quanto riguarda l'interpretazione del finale vero

 

 

sul momento ho pensato proprio alla morte sul palcoscenico e ad una sorta di lieto fine "paradisiaco". Ma quando ho visto la benda sul naso ho iniziato a propendere per l'ipotesi riportata da Alberto, di Riggan che accoglie Birdman definitivamente come parte di sé! In questo caso il successo dello spettacolo diventa un'ulteriore critica, magari a quanto piace oggi la tragedia, che porta la gente a cercare sui social network le persone coinvolte in fatti spiacevoli, che pure spesso tendono a spettacolarizzarli portando sotto i riflettori i loro drammi personali. Inoltre quando Riggan si guarda allo specchio col suo nuovo naso non ho potuto fare a meno di pensare a Pirandello (sarà colpa dello studio :stralol: ) e a Uno, nessuno, centomila, per riferimenti sia superficiali (il naso) sia più profondi. Alla fine quindi tendo a vedere l'ultima scena come "Riggan che diventa Birdman", ciò che realmente è ma che gli altri non vedono finché lui stesso non accetta di esserlo e infatti la figlia lo vede finalmente nella sua vera natura. Anche la frase che tiene sullo specchio potrebbe riportare a questo: a thing is a thing, not what is said of that thing.

 

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@ metamorfo

 

Dopo lo sparo non si alza, non urla, lo vediamo immobile per parecchio

 

 

 

potrebbe essere una mia allucinazione uditiva, ma mentre tutti applaudono non si sente il rumore di passi che se ne vanno (o si spostano)?

 

ho immaginato potesse essere riggan che, seppur sfigurato e sanguinolento, sia alza e si porta al centro del palcoscenico

 

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@ metamorfo

 

Dopo lo sparo non si alza, non urla, lo vediamo immobile per parecchio

 

 

 

potrebbe essere una mia allucinazione uditiva, ma mentre tutti applaudono non si sente il rumore di passi che se ne vanno (o si spostano)?

 

ho immaginato potesse essere riggan che, seppur sfigurato e sanguinolento, sia alza e si porta al centro del palcoscenico

 

 

 

 

 

Ho rivisto la scena: nessun rumore di passi.

Inoltre, il pubblico continua a guardare in terra, senza mai alzare lo sguardo. Quindi, per tutto il tempo dell'applauso non si è mai rialzato.

 

Ho notato un altro paio di particolari.

 

Tra le scene che vengono mostrate tra lo sparo e la scena dell'ospedale, ce n'è una in cui si vedono delle meduse spiaggiate morte e gabbiani. Le meduse erano ciò che, secondo Riggan, gli aveva impedito il primo suicidio.

 

Nell'ultima scena, la figlia guarda in basso (faccio una cronaca delle espressioni che si alternano in pochi secondi) 1) sconvolta; 2) sguardo perso; 3) sembra realizzare qualcosa; 4) sembra essere sul punto di piangere; 5) alza gli occhi; 6) sguardo fisso, inizia a sorridere; 7) sempre sguardo fisso, il sorriso si allarga; 8) schermo nero ma si sentono le sue risate in sottofondo.

 

 

 

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Sul finale di Birdman:

 

Nemmeno io ricordo rumori di passi.

 

Non voglio rivedere nulla perchè lunedì lo rimandano al cinema a prezzo ridotto e se non avrò niente da fare mi sa ci torno :)

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Se avete bambini/fratellini/nipotini vi consiglio di portarli a vedere il film di animazione Shaun - Vita da pecora :D

Shaun è il leader del suo gregge alla fattoria di Mossy Bottom. Un giorno, stanca della routine quotidiana, in accordo con le altre pecore decide di far addormentare il fattore e prendersi una meritata vacanza a base di pizza e cocktail nella sua casa, ma qualcosa va storto e il fattore addormentato finisce nella Grande Città, così Shaun e il gregge partono per una missione di salvataggio...

Il film è interamente "muto", nel senso che nè gli animali nè gli umani parlano in lingua comprensibile, ma questo non lo rende per nulla pesante, e certe trovate sono più divertenti per gli adulti piuttosto che per i bambini (infatti le risate più sguaiate venivano proprio dagli adulti :stralol: ). Ci sono anche delle citazioni famose come questa scena che richiama Il silenzio degli innocenti... :figo: E per finire anche la colonna sonora è super indovinata.

Adoro Shaun the Sheep, quando li becco, guardo anche i cartoni animati. Mi fa troppo ridere!

.... E adesso corro a nascondermi!

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