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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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Ieri ho visto Vizio di forma. Premettendo che non ci ho capito molto, mi è piaciuto! Ci sono un sacco di nomi e vicende che si intrecciano, infatti spesso mi sono ritrovata a perdere il filo del discorso, ma questo anzi mi ha fatto venire voglia di rivederlo per poter magari mettere in pausa di tanto in tanto per riflettere :D neanche dopo leggendo la trama del libro, di cui è una riproduzione molto fedele, ho messo insieme i pezzi del puzzle in modo impeccabile :ehmmm: magari sono io..

 

Finalmente ho visto Boyhood. Mi è piaciuto tantissimo e quando è finito ho proprio sentito il distacco dai personaggi a cui in quelle quasi 3 ore mi sono davvero affezionata, non volevo che finisse! L'ho adorato perché è un film che non pretende di andare da qualche parte, che racconta la quotidianità fatta non di eroi ma di gente comune.. Mi sono anche commossa più di una volta (e direi quasi senza motivo e per le cose più stupide) perché questo film mi ha ricordato per certi versi mio fratello, la sua crescita, i suoi cambiamenti fisici di cui sono stata diretta spettatrice.. per altri me stessa, le mie paure, i miei dubbi! Ho capito cosa intendeva Patricia Arquette quando diceva che non voleva più staccarsi dal progetto e non voleva mostrarlo al mondo, l'ho sentito anch'io, figuriamoci lei che l'ha vissuto. Lo rivedrò sicuramente :)

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Pandorum - l'universo parallelo, un film che ho rivisto proprio volentieri, era dall'uscita del DVD che non lo rivedevo.

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Ieri pomeriggio ho visto Tootsie con Dustin Hoffman e Jessica Lange.

Pur essendo un po' datato, l'ho trovato molto carino e attuale. Davvero piacevole.

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Ultima carrellata di film visti questa settimana:

 

- Primer - 6

- Whiplash - 8

- Gangs of New York - 6/7
- The prestige - 7,5
- The imitation game - 7

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"Suite francese" di Saul Dibb.

 

Il film è tratto dal romanzo di Irene Nemirovsky che lo aveva concepito come un grande affresco in 5 parti sulla tragedia della guerra e i suoi effetti sulla popolazione civile. Le sole 2 parti del romanzo che l'autrice riuscì a scrivere prima di essere deportata ad Auschwitz vennero riunite sessant'anni dopo in"Suite francese", che resta l'unico romanzo contemporaneo al conflitto, visto attraverso uno sguardo al femminile. Proprio le donne sono protagoniste di "Dolce",la seconda parte del romanzo, che il regista Saul Dibb intelligentemente integra con la prima parte("Tempesta in giugno"),cronaca dell'esodo dei cittadini parigini verso la campagna.

Come dicevo, è femminile e spietato lo sguardo che racconta la strana pace che si crea nel 1940, quando il maresciallo Petain firma l'armistizio e dà vita alla Repubblica di Vichy. Invitati a collaborare con le forze di occupazione naziste, inizialmente restii, i francesi si adattano ben presto al nuovo regime in una situazione di precario equilibrio che tira fuori il peggio di loro. Il romanzo della Nemirovsky e il film-che ne trasferisce lo spirito sullo schermo pur con le necessarie infedeltà e aggiustamenti alle ragioni del cinema, come la drammatizzazione della storia e del finale-raccontano molto bene una società classista fondata sul profitto e i conflitti che scaturiscono in un interregno anomalo come quello dell'occupazione:le delazioni, i furti, le gelosie, i diritti considerati inalienabili, la superficialità e la disperazione si intrecciano in un ritratto della razza umana fin troppo realistico. Sull'orlo di quel baratro che finirà per inghiottirla, la scrittrice ha la geniale intuizione di contrapporre alla bassezza umana una storia d'amore impossibile, delicata, toccante e piena di sfumature, che nasce sulla base del comune interesse per la cultura e per la musica, tra una"sposa di guerra "un ufficiale tedesco.

Saul Dibb con le sue origini di documentarista è perfettamente a suo agio nel mettere in scena in modo plausibile un mondo lontano e straniero e a renderne il sapore e l'atmosfera , pur girando in inglese con attori di diversa nazionalità. Narra con la giusta progressione il passaggio dalla pace apparente all'inevitabile disastro, dalla gentilezza iniziale degli occupanti alla crudeltà gratuita quando la tregua viene rotta. Parte del merito della riuscita del film è anche degli attori: Michelle Williams con la sua estrema sensibilità è bravissima a dar vita-prima nel rapporto con la suocera di ferro incarnata con grande forza da Kristin Scott Thomas, poi col disarmante, intenso Bruno di Matthias Schoenaerts -a un personaggio di donna giovane, piena di aspirazioni e contraddizioni, intrappolata in un periodo e in una cultura che non lasciano spazio alla libera scelta e in cui anche l'amore è uno schiavo destinato al sacrificio.

"Suite francese " è un film bello e importante che ha anche il merito di invitare a riscoprire l'opera di Irene Nemirovsky.

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Sto rivedendo la saga di star wars iniziando dalla vecchia trilogia sono a episodio cinque penso che oltre a dire che è un must non devo aggiungere altro..

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"Cenerentola"di Kenneth Branagh.

 

La favola, come il mito, costruisce diverse versioni di sé, cambia forma fino a trovarne una definitiva. Per " Cenerentola " è quella animata della Disney, che 65 anni dopo torna a raccontare sullo schermo la storia della celebre orfana perseguitata, che si riscattera'con un'impresa eroica(il ballo a corte). A " condurla"nelle danze questa volta è Kenneth Branagh che rivisita l'adattamento edulcorato di Charles Perrault, conservando dei Grimm il ramo di nocciolo, l'albero materno e lo smarrimento prodotto del fantastico. Senza stravolgere l'intreccio, Cenerentola non smette di rientrare a mezzanotte e il principe di cercarla con una scarpetta di cristallo, Branagh produce uno spiazzamento e fornisce i suoi personaggi di una psicologia sfumata ed evoluta, mai passiva e pienamente consapevole. Perché nella favola dell'autore inglese, che eredita la leggerezza ,il"bianco e nero", i raggiri, e le maschere di "Molto rumore per nulla", i protagonisti arrivano al lieto fine dopo essersi riconosciuti, scelti e voluti. Cinderella non sogna di un principe, Cinderella incontra il suo principe.Se nella versione animata la festa e la relazione si sviluppano in una sola serata(nella favola i balli sono 2),nella traduzione live action, l'autore incrocia Ella e il principe nel bosco, prima del ricevimento danzante. Nel bosco, il luogo altro deputato alla magia e alle forze irrazionali, si rivela l'amore e si dissimulano identità e condizione sociale, ostacoli evidenti al sentimento nascente. Sentimento che Branagh esplode nel preziosismo scenografico e "consuma" nel giardino segreto, dove il principe"calza"il piede di Cenerentola. Tra animali antropomorfi, coreografie geometriche, trasformazioni straordinarie che non trascurano il dettaglio, divise che definisconi i corpi e i costumi che assecondano i movimenti, Branagh inventa la "prima volta"di Cinderella e Kit, la scintilla di erotismo che rende la loro passione qualcosa di più profondo e di più difficile lettura. Attraverso il loro amore prendono coscienza di sé e delle proprie possibilità, riconquistando il loro nome e il loro posto nel mondo. Al principe di Richard Madden,(stra)ordinariamente azzurro, non serve in fondo un riscontro, la scarpina non è la prova per riconoscere la Cinder(Ella) di Lili James ma il mezzo( frangibile)per ritrovarla. Infrangibile è invece il loro sentimento, che abbaglia e supera in bellezza la brutta favola di Lady Tremaine, vittima della propria invidia. Cate Blanchett incarna in maniera mirabile la matrigna, misurandosi con le più belle"cattive"del reame( Julia Roberts, Charlize Theron, Angelina Jolie). Per concludere, si può affermare che a questo giro di valzer la spinta autoriale e la maggiore adesione emotiva hanno la meglio sul "tocco " Disney, che ancora una volta cede il passo alle principesse progressiste.

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Cenerentola

 

Beh Seija nel post appena sopra ha splendidamente descritto il film, avrei ben poco da aggiungere. :)

Comunque voglio sottolineare come la scelta del cast del splendida, magica, tutti gli attori sono stati bravissimi e hanno recitato benissimo in questo film.

Il forte di questo film credo siano le piccole scene aggiunte, all'apparenza magari insignificanti, ma che fanno emozionare ancora di piú. Sotto spoiler cito le mie due preferite.

 

Una é indubbiamente quella dell'altalena, un classico, ma sempre efficace! Poi l'idea del giardino segreto anche é perfetta in quel contento :)
Un'altra scena che ho amato, poi, é stato il breve dialogo tra Cenerentola e il domestico/lucertola poco prima che lei entrasse nel castello <3

 

 

Nel complesso é davvero un bel film e Richard Madden é :wub:

Ora per la serie di film Disney attendo La Bella e La Bestia con Emma Watson :glare:

 

(P.S.: per un momento ho sperato/temuto che durante il ballo partissero Le Piogge di Castamere)

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Ho visto anche io settimana scorsa Cenerentola e ieri Suite francese ed entrambi mi sono piaciuti molto :)

Cenerentola perchè come ha detto Lady DragonSnow il tocco in più sono state le piccole aggiunte non presenti nel cartone originale... Guardandolo ho sempre pensato "Ma perchè non dice una parola alla matrigna e non si ribella? E' casa sua!", nel film la presunta passività di Ella assume più senso perchè come diceva sua madre considera la gentilezza una virtù e vuole mantenere vivo il ricordo dei genitori occupandosi della casa dove hanno vissuto... Mi è piaciuto anche il fatto che abbiano approfondito un po' di più la figura del principe (e non solo perchè è interpretato da Richard :figo: ) che nel cartone è quasi una comparsa. Poi ho trovato Richard e Lily James una coppia perfetta per la parte, l'intesa tra loro era evidente, infatti Kenneth Branagh li ha "prenotati" anche per Romeo e Giulietta... Per finire costumi e scenografie stupendi!

 

Di Suite francese ho apprezzato soprattutto l'ambientazione e l'interpretazione dei due protagonisti. Nel film vengono mostrate non solo le brutture della guerra in sè, ma anche quelle collaterali compiute dalla gente di entrambe le parti (come i pettegolezzi maligni degli abitanti di Bussy che nominato Seija). Michelle Williams è bravissima a interpretare Lucile, all'inizio sottomessa alla suocera e che poi trova il coraggio di lasciarsi andare e anche di aiutare un suo compaesano ribelle a fuggire, e idem Matthias Schoenaerts con il suo Bruno. Come ha detto l'attore in un'intervista quello che gli è piaciuto del personaggio è stato "La sua capacità di amare, di far prevalere se stesso, la sua natura di musicista colto e raffinato, sull'assurdità di un conflitto implacabile" e non posso che concordare con lui. Ora ovviamente vorrei leggere anche il libro di Irène Némirowsky, che non conoscevo prima della trasposizione cinematografica.

 

PS ne approfitto per fare i complimenti a Seija, le tue recensioni di film e libri sono sempre complete e interessanti, sono molto belle da leggere :)

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Insurgent

 

Premetto che ho letto la trilogia, il primo libro mi è piaciuto moltissimo, dopo sempre meno. Cosi come ho amato il primo film! Il secondo meno.

 

Torniamo a noi:

Nel trailer si vede una scena in qui Quattro fa un salto assurdo per non venire investito da un treno. Ecco quella scena è la più gran trashata

 

Da quando Legolas ha violato le leggi della fisica!

 

 

Poi nel libro ci sono due WTF moments... uno è stato reso alla perfezione, davvero fantastico, l'altro, quello piu significativo, è una scena freddissima, resa che peggio non si può. Sono rimasta delusa.

In generale peró il film non è fatto malissimo e spezzo una lancia a favore: le crisi di rapporto tra i protagonisti non sono così noiose e insistenti come nei libri. Inoltre

 

la scena del processo sotto effetto del siero della verità, mi è piaciuta molto.

 

 

Lo consiglio? Se non avete letto i libri e il primo Vi è piaciuto, guardate anche il secondo per completezza.

Se i libri gli avete letto potete guardarlo lo stesso, non è così male, anche se alcune cose non vengono spiegate bene o sembrano scene buttate lì . Ma non so se per chi ha letto i libri il film vale il prezzo del biglietto, avrei i miei dubbi.

 

 

inviato tramite Corvo da Tapatalk

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Metropolis in versione estesa.

 

Film muto un par di OO, dopo due ore e mezza di orchestra a tutta sembravo uscito dalla discoteca o_O

 

Alla fine le parti recuperate danno davvero un'aggiunta al film, lo completano.

 

Visionario e inquietante, nonostante il lieto fine.

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Metropolis in versione estesa.

 

Film muto un par di OO, dopo due ore e mezza di orchestra a tutta sembravo uscito dalla discoteca o_O

 

Alla fine le parti recuperate danno davvero un'aggiunta al film, lo completano.

 

Visionario e inquietante, nonostante il lieto fine.

 

Non sapevo ci fosse una 'versione estesa'! Devo assolutamente metterlo sulla lista...

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Qua Metropolis lo mandano il 21 Aprile al cinema e spero potrò andarci :)

 

Visto Vizio di forma, bello!! Delirante, che intreccia tutto alla perfezione, e non crea un confine preciso tra delirio e realtà (o almeno non lo fa capire). Ho già voglia di rivederlo, il che è un bene xD Grandi gli attori!!

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"L'ultimo Lupo" di Jean-Jacques Annaud.

 

Chen Zhen, giovane studente nella Cina della "rivoluzione culturale",è trasferito in Mongolia da Pechino per educare una comunità di pastori nomadi. In quella terra, piena di una bellezza selvaggia e vertiginosa, è tuttavia Chen Zhen ad apprendere qualcosa sugli uomini e sui lupi, che il governo comunista ha deciso di sterminare. Colpevoli di "frenare"l'avanzata del progresso della Cina di Mao, i lupi vengono abbattuti da cuccioli o dentro safari crudeli, che alterano l'equilibrio uomo-natura che le tribù mongole avevano conquistato nei secoli.Affascinato dai lupi, Chen ne alleva uno di nascosto, compromettendo l'ordine naturale delle cose.

Il cinema di Jean-Jacques Annaud ha da sempre 2 anime: qualche volta precipita i suoi protagonisti dentro una cultura esotica ("Bianco e nero a colori","Sette anni in Tibet") e qualche altra eleva gli animali a protagonisti ("L'orso","Due fratelli"). Contrariamente al titolo e alle apparenze,"L'ultimo Lupo"appartiene alla prima categoria. Adattamento del romanzo di Lu Jiamin("Il totem del Lupo"),"L'ultimo Lupo " è una storia cinese, raccontata da un francese, sul tramonto del nomadismo mongolo.Il film è stato censurato in Cina, ma è anche il più visto illegalmente.

Cronaca della fine di un mondo e di un modo di vivere,"L'ultimo Lupo" esalta col 3D l'animale, divinità tutelare e predatore antico. Venerato e temuto dai nomadi mongoli, il lupo condivide la scena con Chen Zhen e la riempie con tutta la sua dignità. Se il vento freddo e pungente della steppa increspa la sua pelliccia e lo coglie in piena corsa, la terza dimensione trova la sua ragione nei piani fissi, che ne afferrano la consumata immobilità e la maestosa monumentalita'.Misurando la loro perfetta fotogenia, la regia di Annaud elude esotismo e antropomorfismo, privilegiando un modello di messa in scena in rilievo che rende addirittura palpabile la presenza del lupo, vicino eppure sfuggente.

Jean-Jacques Annaud sventola ancora una volta la bandiera del rispetto della libertà dei popoli e condanna l'attitudine a distruggere sistematicamente le vite degli altri siano essi uomini, animali o piante.

C'è un'estrema cura nella mise en scene di questo film che parla di speranza attraverso la relazione fra uomo e animale. C'è la fotografia evocativa di Jean-Marie Dreujou insieme alla magia che solo la silenziosa rappresentazione di un paesaggio incontaminato e smisurato può creare.

La parte migliore del film però è la sua anima più selvaggia, quella che fa il tifo per i lupi, per la loro giusta aggressività, la loto lealtà e organizzazione sociale;quella che mostra una natura vendicativa, insomma, che i bambini non dovrebbero vedere. Annaud la sviluppa visivamente quasi con ferocia, filmando la carneficina e restituendoci scenari che, in netta contrapposizione con la ieraticita' e pacatezza di sequenze più contemplative, appaiono brulicanti come un quadro di Bosch, rossi di sangue oppure spettrali raggelanti e raggelati. L'effetto è portentoso e l'emozione arriva inesorabile.

Più debole è la parte degli uomini con la saggezza e l'armonia con il cosmo dei mongoli da una parte e l'ottusita'degli ufficiali governativi dall'altra. In mezzo, Chen Zhen, personaggio forse guastato dalla sua universalità e dalla sua funzione di alter ego dello spettatore, che fa fatica a comprenderne in pieno la complessità. È qui che Annaud rischia di registrare un calo di tenzione e di epicita',perché l'enigma più affascinante da penetrare e'proprio l'essere umano, meno puro e coerente dell'animale, ma dotato di autoconsapevolezza e libero arbitrio.

 

PS. Grazie, Emma Snow!

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Matrix, bellissimo!!

Matrix Reloded, Matrix Revolution, restano due bei film, ma non si avvicinano al primo!!

Animatrix, l'ho visto per la prima volta e non è male, interessante.

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