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Commenti su film appena visti

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Volendo chiosare al massimo quello pare il metodo per risolvere tutte le questioni importanti in Wakanda: dal diritto a regnare, a quello per supportare la propria opinione, passando per quello "se tradisci il Wakanda sei morto" però insomma non sempre, dipende da come gli gira al Re. Insomma ha ragione chi mena più forte. Superevoluti ^^

Che per carità succede anche nella realtà, ma è mascherato in modo da parere un po' meno estremo e in una civiltà che dovrebbe essere più avanti in tanti aspetti uno si aspetta qualcosa di un po' meglio, ecco.

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3 hours fa, Lyra Stark dice:

n una civiltà che dovrebbe essere più avanti in tanti aspetti uno si aspetta qualcosa di un po' meglio, ecco.

 

L'evoluzione tecnologica non è segno anche di un'evoluzione sociale, in modo automatico. Al giorno d'oggi abbiamo satelliti, internet e cellulari ma guerre, povertà, prevaricazioni ed ingiustizie a vario titolo ci sono adesso come all'epoca dei Romani o dei Babilonesi. :ehmmm:

 

Comunque, senza aprire un dibattito antropologico sulle usanze wakandiane, diciamo che essendo il Re del Wakanda un superumano (con tanto di costoso costume d'ordinanza) votato alla difesa del popolo, del Paese eccetera, una qualche prova di forza dovevano per forza fargliela fare.

 

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Ma è ovvio quanto afferma @Menevyn

E non dimentichiamo di che tipo di film si tratta, il quale peraltro ,a differenza per esempio di Avangers Infinity War (che non mi è affatto piaciuto perché troppo minestrone gratuito ) ,affronta sia pure in modo favolistico la problematica delle conquiste della scienza che devono essere di tutti e dell’emarginazione del diverso.

Limitarsi a fare polemica gratuita significa anche non volere e sapere cogliere quello che in un modo o nell’altro viene trasmesso .

Gusti personali a parte .

Infine ci viene descritto un popolo che non vive male ma che mantiene strette le proprie radici che poi sono la sua vera identità che non vuol dire becero sovranismo

Ripeto ho trovato Black Panther tra i migliori dei film Marvel ,non la solita scontata e stucchevole messa in scena fracassona cattivissimi contro troppo buoni.

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La forma dell'acqua (2017) di Guillermo Del Toro

 

L'ho rivisto, e rimane per me la pellicola migliore degli Oscar 2018, e una delle migliori di Del Toro, ai livelli de Il labirinto del fauno. Magari il regista messicano sfornasse film così una volta all'anno e magari facesse Hellboy 3. Anche se nell'ultimo anno sono diventato estremamente reazionario (quasi ai livelli di Stannis), mi piace il modo in cui viene implicitamente criticata la cultura bigotta, omofoba e misogina dell'America anni 60.

Ovviamente la cura dei dettagli, sia a livello di musiche che di fotografia, è insindacabile.

La cosa migliore del film, anche se questo è un dettaglio personale, è che l'ho visto in un periodo molto buio della mia vita, e ha contribuito a rischiararla con un'espressione di pura bellezza.

 

Voto: 10

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Bohemian Rhapsody (2018) - Bryan Singer

 

Che Singer fosse capace di sfornare dei film - gioiellino si era capito da tempo, e devo dire che si conferma anche in questo Bohemian Rhapsody. Il film-biopic dei Queen, (poco film e molto biopic) si svolge durante la prima fase dell'attivitá della storica band e culmina nell'iconica apparizione allo storico Live Aid del 1985 (definito dalla band stessa il loro concerto migliore di sempre).

 

Il film é molto curato e la cura nella ricreazione dettagliata degli anni 80 (auto, vestiti, ambienti, musiche, acconciature) é maniacale, cosí come i personaggi che vengono interpretati.

 

L'attore che interpreta Bryan May é praticamente identico. Avrei pensato fosse davvero lui, se non sapessi, che avesse 70 anni, ci sarei cascato. Rami Malek, relativamente sconosciuto si é trovato ad impersonficare Freddy Mercury uno degli artisti più importanti degli anni 90, ed ha fatto un lavoro eccelltente. Ha studiato alla perfezione il linguaggio corporeo, i movimenti di bocca e occhi, l'eccentricitá e anche la timidezza del famoso leadsinger.

 

Il film si prende qualche libertá (durata relazione con Mary Austin, i litigi per l'album solista e soprattutto l'infezione con il HIV di Freddy Mercury, che si é scoperta oltre due anni dopo il finale del film, potevano risparmiarselo). In generale i conflitti (vedi appunto le discussioni per l'album solista, quando Roger Taylor nel 1985 ne aveva giá pubblicati 2 di album solisti) sembrano un po' artificiosi non ne avvertivo il bisogno. Il film poteva funzionare benissimo anche senza la drammaticitá dell' AIDS.

 

Colonna sonora ovviamente stellare! :yeah::singing: 

 

Voto 7,5/10

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Anche perché fanno passare la pubblicazione di un album solista come la peggior idea che un membro di una band possa avere ("come osi pubblicare un album da solo? E magari ti danno anche dei SOLDI per farlo! Schifoso!") quando è in realtà una cosa normalissima, che hanno sempre fatto tutti senza che nessuno battesse ciglio. Insomma "drama" artificiale buttato su con una scusa ridicola, potevano decisamente evitare.

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Ocean's Eight (2018), di Gary Ross.

 

Avendo apprezzato molto la trilogia sfornata da Soderbergh ho deciso di saggiare anche questo nuovo Ocean's. Che si può riassumere fondamentalmente dicendo che "ci sono Sandra Bullock e Cate Blanchett che imitano George Clonney e Brad Pitt che recitano in Ocean's Eleven".

E qui Otto è davvero uguale ad Undici. Si parte con la sorella di Danny, Debbie (e già l'assonanza dice molto), che come il fratello esce di galera dopo aver convinto la commissione per la libertà vigilata sui suoi buoni propositi, e che appena esce zac! Sotto a contattare il suo fedele braccio destro per attuare il nuovo colpo del secolo, che non serve solo a riempirsi le tasche, ma anche a ottenere una vendetta personale. Ma in due non si riesce a far niente, serve una banda di "gente suonata almeno quanto voi" (cit.). Ricorda qualcosa?

Il film in sè è anche godibile, c'è un buon cast, una buona fotografia e qualche momento divertente, ma l'originalità ormai ad Hollywood non sanno più neanche dove andarla a trovare; tra spin-off, remake e reboot c'è un'ampia scelta di filmoni che vanno a pescare nelle sicure acque dei successi consolidati. Se ci si aggiunge anche la (recentemente emersa) necessità di dare più spazio ad interpreti femminili, beh, Ocean's Eight, come anche l'ultimo Ghostbusters, è un buon esempio di quanto mediocre possa essere il risultato finale.

 

Voto, 5 -.

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First man


A pelle, direi "capolavoro", e basta (a parte il fatto che l'ho visto al cinema ma senza intervallo intermedio, quindi ho trovato la tirata di 140 minuti di seguito davvero pesante, ma proprio fisicamente: non è un film leggero; il coinvolgimento è sempre alto, sia nelle vicende "ufficiali" -costellate di incidenti con morti- che in quelle umane e personali, senza un attimo di calo. E quindi, pur appassionandomi in ogni momento, alla fine è stato una sofferenza, con una bella emicrania che continua ancora oggi).
Ma ripensandoci a freddo ed usando più la logica e meno l'emotività... non so.


Senza dubbio è realizzato superbamente; senza dubbio "dice" tantissimo, anche al di là del mero racconto documentario, e senza dubbio è da vedere, anche soltanto per la storia che racconta. Ma la mia perplessità nasce dal fatto che uno dei possibili fulcri di lettura del film (ce ne sono molti, a seconda che lo spettatore sia più sensibile al lato tecnico, politico, avventuroso o interiore; e io per natura propendo sempre verso quest'ultimo, come già facevo quando commentavo Asoiaf e Got) è come Amstrong, in fondo, derivi la quasi improvvisa ostinazione a voler compiere questa impresa, a rischio della vita stessa, come reazione alla morte della figlia, bambina di pochi anni, per un tumore al cervello. Ulteriormente rinforzata da un'altra morte, quella del suo migliore amico, già prescelto in quello che doveva essere il primo equipaggio dell'Apollo, a causa di un guasto tecnico tanto banale, nelle modalità, quanto terribile. In modo più o meno consapevole, quindi, la sua motivazione principale, o una delle principali, che lo portano ad un'ostinazione quasi inumana, che non vacilla nemmeno di fronte al dolore che provoca all'amatissima moglie ed agli altri figli, è la brama di riempire un vuoto. Anzi, qualcosa di più preciso: di compiere un'impresa che in molti momenti appare oltre ai limiti della portata umana proprio per vincere i limiti a cui siamo soggetti per natura; per strappare, in un certo senso, a forza di determinazione quasi inumana e sacrificio, un pezzetto di infinito. Come per rispondere, in qualche modo, al dolore per la malattia e la morte della figlia: anche se, in realtà, proprio per questa esperienza che lo ha segnato irrimediabilmente e per sempre e per le morti di compagni ed amici che costelleranno il  cammino verso il suo obiettivo, sa benissimo quanto siamo -e rimaniamo, e rimarremo sempre- impotenti, limitati, finiti. Una sorta di rivincita, insomma: ma amara, incompleta. Perchè per quanto sovrumana, è solamente poetica: di fronte al potere soverchiante e inesorabile della morte rimane un povero gesto umano e quindi, ahimè, inutile.


Ecco: non so se considerare l'aver inserito questa possibilità di lettura come un tocco di poesia quasi geniale o una libertà storica da bravi mestieranti, per coinvolgere il grande pubblico, appunto, a livello emotivo. Se si trattasse di un film di fantasia, sposerei la prima ipotesi, senza se e senza ma. Però, trattandosi di un film semi-documentario... non so, ecco.


Comunque, film da vedere, interessantissimo e, in molti passaggi, potente. Uno tra tanti: mentre il protagonista, vivo e vegeto, si sta preparando al lancio, in un ufficio alcuni alti funzionari scrivono gelidamente il suo necrologio, per averlo già pronto da leggere alla nazione in caso di catastrofe. Necrologio che, ovviamente, suona traboccante di commozione, sensibilità e sincera partecipazione al dolore di una famiglia ed una nazione... mentre è stato scritto come una pratica da sbrigare tra mille altre, con totale cinismo e disumanità. Perchè così va il mondo. In prima fila coloro che ci credono veramente e rischiano in prima persona, i sognatori, i poeti. In seconda quelli che operano al sicuro -tecnici ed ingegneri- ma credendoci anche loro, trepidanti, carichi del peso della responsabilità che grava sulle loro spalle. E, nelle retrovie,  i burattinai nascosti e senza cuore. Più reali e vicini a noi, ma della stessa razza di un Ramsay Bolton che in battaglia fa lanciare frecce nella mischia, colpendo allo stesso modo i nemici ed i propri uomini: perchè la vita degli altri, in fondo, è solo una fredda questione di numeri.

 

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Avengers - Infinity War (2018) di Anthony e Joe Russo

 

Seconda visione, a distanza di otto mesi, di questa pellicola. Rivedendola ho imparato ad apprezzarla ancora di più, e soprattutto ad apprezzare il finale, che nella prima visione mi aveva lasciato esterrefatto, e la figura di Thor, che come notato da altri confratelli (mi pare @hacktuhana) emerge finalmente, dopo i disastri di Ragnarok, in tutta la sua epicità e forza, come si addice a un dio. Ogni set di personaggi ha l'attenzione e il tempo dedicato giusti, l'azione è ben bilanciata con l'humour, e c'è anche una certa complessità di fondo che difficilmente ho  riscontrato in film del MCU e che danno luogo a teorie di vario genere. Per esempio:

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- Thanos ha iniziato la sua "missione" di uccidere metà della vita nell'Universo perché aveva osservato che sul suo pianeta, Titano, si era passati da una situazione di vita rigogliosa alla povertà e disastro più assoluti, e Thanos ne dà la colpa alla sovrannumero di abitanti. Ma Starlord osserva che il pianeta è fuori asse (o una cosa del genere): e se fosse stato questo la causa del decadimento della vita nel pianeta? Se Thanos lo sapesse, farebbe marcia dietro sulle sue idee? (Si ringrazia @Ser Balon Swann per questa osservazione);

- Il dottor Strange prima dice che se deve scegliere tra la vita di Stark e la salvezza dell'Universo non esiterebbe a sacrificare il primo, ma poi apparentemente si contraddice e consegna a Thanos la gemma per salvare Stark. Enorme buco di trama o risultato di un piano ben congegnato, basato su quell'unico scenario in cui Thanos perde?

- Gamora è davvero morta? Rivedremo Teschio Rosso?

- Il guanto di Thanos è danneggiato e le gemme sono sparite: come faranno i nostri eroi superstiti a invertire il processo che ha permesso a Thanos di attuare il suo piano?

Miglior dialogo:

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"Quanto ti è costato?" "Tutto"

 

Voto: 9,5

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Aquaman (2018) di James Wan

 

Fresco di ritorno dalla visione del sesto film targato Warner/DC, ho idee e sensazioni un pò in contrasto tra loro. Tanto per fugare ogni dubbio, questo film fa parte senza dubbio del DCEU, visto che 

Spoiler

a inizio film, Mera nomina di sfuggita la sconfitta di Steppenwolf ad Aquaman.

e questo non può comunque che farmi piacere, visto che il DCEU deve continuare ad esistere, sennò tutto il lavoro fatto finora non ha senso. Detto questo, il film si divide in scene di azione sempre più elaborate e spettacolari, con uso massiccio della computer grafica (bellissime le riprese di Atlantide), con momenti più intimisti e personali, tipici del marchio DC (ma anche, bisogna riconoscere, del marchio MCU), come quando Aquaman riflette sul suo diritto e abilità a essere il prossimo re o sul fatto di 

Spoiler

essersi inimicato Black Manta, non avendogli salvato il padre pur potendo

ma ho notato un'insorgenza di scene trash o comunque poco curate, tre in particolari:

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- Mera che fa fuori da sola un commando di atlantidei addestratissimi, mentre lei, per quanto brava a tirare calci rotanti, è disarmata;

- Mera e Aquaman che entrano in una specie di bosco idilliaco pullulato da dinosauri, dopo aver attraversato un portale vorticante strano;

- la battaglia finale, in cui Aquaman cavalca un mostro marino (da dove la tirato fuori, poi?) e spara alla rinfusa sui nemici-granchio (belli) e sull'esercito della sua gente

Il finale poi è anticlimatico:

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Aquaman spezza in due il tridente del fratellastro ma non lo termina, un pò per indole sua un pò per l'intervento della madre. Alla fine tutti si inginocchiano a lui e Orm viene portato via.

Ma il film, a quanto pare, sta incassando molto bene nel mondo, e forse è questo che il pubblico vuole. Vabbè, speriamo porti un pò di ossigeno alle casse della Warner/DC.

 

Voto:6

 

PS: ma Amber Heard è rossa di colore naturale? Vi prego ho bisogno di certezze nella vita.

PPS: la scena dei titoli di coda non è eccezionale, ma promette qualcosa per il futuro:

Spoiler

Black Manta, sopravvissuto, viene salvato da una nave e chiede a un tizio che stava esaminando il suo casco ipertecnologico dove può trovare Aquaman.

 

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Ho visto the first man e nel complesso mi è piaciuto. Sicuramente gli astronauti delle missioni mercury gemini e apollo non erano dei teneroni raccontabili facilmente in un film. Gli astronauti delle missioni mercury sono stati raccontati in un film intitolato uomini veri tanto per capirci.  Un film come apollo 13 l' hanno girato con molte licenze sulla tenuta psicologia degli astronauti. Nel film perdono facilmente la calma mentre in varie interviste e articoli hanno spiegato che hanno avuto sempre il controllo della situazione. Anche se non approffondito mi è piaciuta la parte tecnica sulle astronavi usate e l' allunaggio sulla luna. Dal punto di vista psicologico la cosa più strana è il rapporto di neil con la moglie e leggendo wikipedia non è che si chiarisca di più. Comunque film da guardare.

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Appena visto anch'io Aquaman.

 

Che dire, il film si lascia guardare. Un tripudio visivo, sicuramente (ma ormai è così per ogni sci-fi/fantasy che si rispetti), combattimenti molto, ma molto ben coreografati, e il mondo sottomarino è una delizia da vedere, una mia amica ha detto "guarda, c'è Coruscant in fondo al mare!"... :blink:. Anche l'ambientazione alla Verne, per quanto poco si veda, è stata concepita molto bene.

 

La storia in sè poi non è niente di troppo elaborato (che magari il pubblico si distrae proprio quando c'è l'esplosione più grossa), e io avrei curato un'attimino almeno i dialoghi (almeno!), così si sarebbe potuti passare sopra qualche clichè sparso qua e là... tipo per tutto il film.

I personaggi, a parte Arthur, uno dei pezzi grossi del DCEU, e al quale bisognava togliere la fama di "sfigato" che da sempre accompagna Aquaman, gli altri sono uno più piatto dell'altro; dei due cattivi,

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uno, Black Manta, viene fatto fuori dopo una scazzotata che dura due minuti, ossia quasi la metà del tempo in cui lo vediamo sullo schermo, roba da dimenticarsi che effettivamente c'è anche lui, e il secondo, Orm, smette di picchiare il fratello "sporco mezzosangue" solo quando arriva la mamma a dargli un'amorevole tirata d'orecchi. Anche se poi lo arrestano, pur avendo appurato che è venuto su male per colpa del padre. Mah! Poi anche Ivan Drag... ah no, Nereus, che accetta Arthur come Re "perchè ha il tridente", quando fino a cinque secondi prima era d'accordissimo nel farlo fuori... ecco, giusto un grosso mah!

 

In sostanza il film non è da buttare; avrei gradito qualche mini-rimando al DCEU (possibile che col casino che succede Superman non lo si veda svolazzare neanche di sfuggita? Magari farlo vedere mentre

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aiuta i soccorritori dopo gli tsunami in giro per il mondo?

Niente? Vabbè...) e un pò più di originalità, ma suppongo che ormai un cinecomic con un'intreccio un pelo più avvincente non sia gradito al pubblico.

 

Confermo il voto dato da @Euron Gioiagrigia, un 6 tondo tondo.

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Come ho detto, un mini rimando al DCEU c'è:

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la menzione di Steppenwolf.

Poi certo, avrebbe fatto piacere 

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avere un cameo di qualche altro supereroe del DCEU, ma immagino che con Cavill fosse complicato, visto che non si sa se prosegue con questi film.

 

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12 hours fa, ziowalter1973 dice:

Ho visto the first man e nel complesso mi è piaciuto. Sicuramente gli astronauti delle missioni mercury gemini e apollo non erano dei teneroni raccontabili facilmente in un film. Gli astronauti delle missioni mercury sono stati raccontati in un film intitolato uomini veri tanto per capirci.  Un film come apollo 13 l' hanno girato con molte licenze sulla tenuta psicologia degli astronauti. Nel film perdono facilmente la calma mentre in varie interviste e articoli hanno spiegato che hanno avuto sempre il controllo della situazione. Anche se non approffondito mi è piaciuta la parte tecnica sulle astronavi usate e l' allunaggio sulla luna. Dal punto di vista psicologico la cosa più strana è il rapporto di neil con la moglie e leggendo wikipedia non è che si chiarisca di più. Comunque film da guardare.

Apollo 13 è più realistico di quanto si pensi, la mentalità dell'epoca era quella che era e in pubblico ci si doveva mostrare tutti dei superuomini freddi gelidi e controllati. Ma, per dire, Alan Sheperd che biascicava "Dear God, please don't let me fuck up" lo sentirono tutti, anche se nessuno trascrisse. Per tacere degli enormi problemi con l'alcol di Aldrin e Gagarin o di Korolev che per l'emozione ebbe un collasso al momento del lancio della Vostok1. 

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