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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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Visto l'interesse per il film Joker, e per evitare di andare largamente fuori argomento, apro una discussione apposita e vi sposto gli ultimi messaggi.

 

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Recupero due film visti qualche settimana fa.

 

Doctor Sleep (Mike Flanagan, 2019)

 

Ammetto di non aver mai letto il romanzo di King da cui è stato tratto lo Shining di Kubrick, ma c'è una cosa su cui tutti sembrano essere d'accordo: le due opere sono diametralmente distanti l'una dall'altra. 

 

Questo spiega, probabilmente, il mio straniamento quando, nell'accingermi a guardare questo Doctor Sleep, ho avuto l'impressione di stare guardando un seguito della Torre Nera più che un sequel dell'horror forse più famoso di sempre. Perché l'elemento che subito balza all'occhio in questo film è quello fantasy. Per una buona ora e mezza, fatta eccezione per un paio di scene, la sensazione di stare guardando un horror non si ha proprio. E non è una critica, sia chiaro: probabilmente è proprio il romanzo da cui il film è tratto a presentare queste caratteristiche, solo che non avendo letto né questo né il suo antecedente un po' di confusione resta.

 

Confusione che comunque il regista non ha fatto nulla per cancellare, (soprattutto per quanto riguarda la vera natura dei cattivi del film, che viene spiegata in modo tardivo e quantomeno parziale, ma non solo). E in una pellicola tratta da un romanzo, nel limite del possibile, si dovrebbe sempre fare in modo che anche i non lettori capiscano quello che stanno vedendo.

 

Esaurita questa doverosa premessa, arrivo al dunque: il film, pur avendo disatteso in parte le mie aspettative, mi è piaciuto. Tanto. Anche se mi sembra impossibile non dividere nettamente la pellicola in due parti:

Spoiler

la prima, la più lunga, che inizia con Danny ancora bambino e termina con la morte di tutti i membri del vero nodo a parte Rose (come ho detto, parte essenzialmente fantasy con qualche sprazzo di horror). La seconda, ovviamente, il ritorno all'Overlook Hotel e tutto quanto ne consegue, e qui il legame con il film precedente si palesa in tutta la sua forza recuperandone atmosfere e producendosi in omaggi che vanno oltre l'esplicito.

 

Ora, lasciando perdere il fatto che Ewan McGregor sia stato il mio primo amore cinematografico, seguire le vicende di Danny Torrance da adulto è stato appassionante, avvolgente, sorprendente a volte. Vedere quella banda di cattivi vestita in maniera improponibile andare in giro ad adescare o uccidere ragazzini per nutrirsi della loro "luccicanza" è stato a tratti, come dicevo prima, estraniante, ma anche piuttosto conturbante

Spoiler

(la scena dell'uccisione di Jacob Tremblay mi dà ancora i brividi se ci penso).

 

L’aspetto del film che ho sicuramente apprezzato di più è la struttura quasi a climax ascendente: è un continuo susseguirsi di sequenze narrative nettamente intervallate da viaggi in macchina, tutti magistralmente ripresi dall’alto e in qualche modo resi inquietanti in queste strade americane diritte come fusi e isolate da tutto, e ogni volta il pensiero dello spettatore si rivolge istintivamente a quella che sarà l’ultima (annunciata) destinazione dei personaggi, venendo più volte disatteso prima dell’effettivo ritorno, fatto spasmodicamente attendere per tutto il film. La sequenza che ricalca quasi perfettamente la scena iniziale di Shining, a cominciare dalla immortale e perturbante colonna sonora, introduce una sezione di film che è più che altro una sorta di monumento cinematografico. Dopo un intero film in cui ogni inquadratura dall'alto delle strade ti ha fatto presagire il momento, vedere l'auto di Dan che costeggia (di notte, questa volta) quel maledetto lago suscita brividi in tutto il corpo.

 

Con una posta in gioco così alta, era fortemente probabile che il finale mi lasciasse delusa, ma stranamente – fatta eccezione per un paio di aspetti - mi ha piacevolmente sorpresa. La degna conclusione di un’epopea infernale durata per tutta la vita e mai realmente interrotta, con tanto di colpi di scena a catena.

Spoiler

La morte di Rose è assolutamente geniale, ah! E quella di Dan… beh, in un certo senso era inevitabile. Le chiavi di lettura sono molteplici: la sua vita come ultimo sacrificio all’Overlook prima che esso, inteso sia fisicamente che come entità, cessi di esistere; la sua morte come chiusura obbligata del cerchio, apertosi in quello stesso luogo e necessariamente da compiersi lì; o ancora la morte come liberazione dagli spettri che per tutta la vita hanno tormentato la sua mente: è significativo in questo senso che Dan li affronti e li sconfigga, pur sacrificandosi, proprio nel luogo in cui essi sono più forti. E l’ultima visione della madre Wendy sarà pure roba da lacrime facili, ma a me ha strappato un sospiro di commozione.

 

Voto: 8

 

 

The Gallows - L'esecuzione (Travis Cluff, Chris Lofing, 2015)

 

Horror tranquillo ma abbastanza godibile. Salvo un paio di scene non riesce neanche lontanamente a spaventare ma l'idea di base è carina, ossia quella dello spettacolo teatrale funestato da una tragedia, la quale innescherà tutta una serie di conseguenze paranormali. Insomma, il concept non è particolarmente stereotipato e anche le ambientazioni (il dietro le quinte del teatro scolastico, i corridoi, le aule, tutto di notte) sono abbastanza suggestive. Il colpo di scena verso la fine devo ammettere che mi ha spiazzata. Peccato solo che sia filmato in found footage, tecnica che negli horror generalmente detesto in quanto nella stragrande maggioranza dei casi, nel tentativo di far apparire le cose più concitate e realistiche, ti fa perdere la cognizione di quello che sta accadendo sullo schermo. Il che non suscita paura ma sonno.

 

Voto: 6.5 d'incoraggiamento.

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@Corvina Grazie per la recensione di Doctor Sleep però per favore metti sotto spoiler i pezzi dove racconti cosa succede e chi muore, magari chi non ha ancora visto il film nè letto il libro non ha piacere di vederseli spoilerati così brutalmente :figo:

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Sono mortificata :( Scusate tantissimo, mi era completamente passato di mente.

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The Irishman (2019) di Martin Scorsese

 

Lunghissimo (3 ore e mezza!), fluviale, ricchissimo nel comparto tecnico (fotografia di Rodrigo Prieto, montaggio di Thelma Schoonmaker, scenografie di Bob Shaw, musiche di Robbie Robertson) e nel cast (Al Pacino, Robert De Niro, Joe Pesci, persino Harvey Keitel), è l'elegia di un certo tipo di cinema: quello che più ama Scorsese, il cinema di Quei bravi ragazzi e di Casinò, ossia il genere gangsteristico. Ma se nel primo film citato venivano rappresentati gli aspetti di vita quotidiana della vita dei gangster e nel secondo veniva mostrato il fascino generato dai soldi e dal potere, qui tutto il film è imperniato su un sentimento di perenne nostalgia. Non nostalgia per il mondo che si rappresenta, sia chiaro, come mostrano gli innumerevoli sottotitoli che ci precisano i modi (quasi sempre bruschi e violenti) con cui molti mafiosi se ne sono andati: ma nostalgia per lo strumento usato per rappresentare tale mondo, ossia il cinema stesso. Scorsese è consapevole che un film più mastodontico e definitivo di questo sia impossibile.

Parlando più nello specifico dei temi del film, è in sostanza la storia di un sopravvissuto: Frank Sheeran sopravvive a tutto e tutti, dalla guerra ai processi, ma termina la sua vita drammaticamente da solo. Il personaggio della figlia Peggy non è assolutamente secondario: una figlia che lo guarda con disapprovazione, e forse con un pò di paura, fin da ragazzina. Quando intuisce da un breve scambio di battute che è stato Sheeran ad uccidere Hoffa, che Peggy aveva in simpatia, la rottura con il padre è definitiva, nonostante i tentativi di quest'ultimo di recuperare il rapporto. Ma anche la storia dei retroscena di un paese infinitamente buio e complesso come gli USA, e degli intrecci tra potere, sindacato e mafia.

Non so se vincerà l'Oscar come miglior film, ma qualche statuetta se la merita. Sono curioso chi vincerà più premi tra questo film e Endgame...

 

Voto: 10

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