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Commenti su film appena visti

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The Irishman

Amo molto Scorsese e ho molti DVD dei suoi migliori film che per la maggior parte compreso Gangs of New York ho sempre molto apprezzato .
Per giunta di recente su Sky in demand ho visto un altro suo celebratissimo film e cioè Mean streets che come tema aveva .... sempre mafia e ragazzi perduti nullafacenti che si fanno invischiare in un certo meccanismo perverso che li dannera’ scaraventandoli in un piccolo inferno quotidiano.

Tra i protagonisti di questo film c’era ovviamente Robert De Niro molto giovane e magrissimo ,tutto naso direi che somigliava molto al protagonista sempre da lui interpretato di Taxi Driver per ovvi motivi ma non solo ( stessa parte di spostato che non conclude nulla e nello specifico sperpera soldi che non ha ,è violento e incontrollabile direi ).
Questo per sottolineare come il tema della mafia e affini intesi come piccola delinquenza e ferocia ricorra troppo spesso nella filmografia di Scorsese ( quei bravi ragazzi e casino per esempio in cui si trovano attori presenti anche in questa ultima fatica del rinomato regista ) con temi per giunta fritti e rifritti e si sa che specie la rifrittura fa male e pure molto .
Il film dura troppo e annoia perché tutto è scontato e accade con estrema lentezza.
Si dice che i costi del film siano  stati superiori a quelli previsti perché Scorsese ha voluto usare i suoi attori feticcio anche da giovani ringiovanendoli al computer.
Beh l’effetto appesantisce ancora di più il film perché si vedono lo stesso attori appesantiti dal tempo e che recitano in modo forzato e mi riferiscono alla finta acquiescenza di un De Niro che era pur sempre un killer prezzolato e alla recitazione fuori dalle righe del mitico Al Pacino che sembra la caricatura di Michael  Corleone (comunque il migliore dei tre ) senza mai mostrarne freddezza e capacità di calcolo.E lo stesso Pesci sembra la macchietta di un capoclan .
La storia poteva essere interessante ma il racconto si snoda troppo lentamente diventando agonico e , ripeto , è come una rimasticatura decotta della maggior parte dei film di Scorsese.Un film è un film e non deve durare troppo ,altro è una serie ma anche essa deve saper interessare lo spettatore non conciliarne  il sonno  .

Non a caso ai Golden Globes della notte scorsa il film non ha raccolto nessun premio neanche da parte dei mostri sacri del cinema mondiale che in essi hanno recitato : giusto così ,il troppo storpia

 

voto 6 di stima per Scorsese 

 

Spero che magari riveda il montaggio di questo film noioso e dia un minimo di ritmo al tutto visto che la voglia di mollare tutto è grande già dopo i primi cruciali 15 minuti di visione 

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2 hours fa, Iceandfire dice:

Spero che magari riveda il montaggio di questo film noioso e dia un minimo di ritmo al tutto visto che la voglia di mollare tutto è grande già dopo i primi cruciali 15 minuti di visione 

 

Io ricordo di avere visto le prime due ore quasi in volata, non mi aveva dato una impressione di lentezza. Quella a dir la verità è venuta nell'ultima ora, ma comunque sono gusti.

Credo che Scorsese abbia fatto volutamente un film così lungo per dare l'addio ad un genere che aveva cavalcato per quasi tutta la sua carriera. È un film irrimediabilmente definitivo.

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Definitivo ma mal riuscito 

Una sorta di c’era una volta in America che alla sua prima uscita fu film criticatissimo ma che una volta rimontato è il capolavoro che è.

E poi vedere De Niro ringiovanito ma sempre vecchio anche quando avrebbe dovuto essere giovane con le figlie piccole da fastidio sembra una caricatura e taccio di Pesci che non muove un muscolo faciale o del mitico Al Pacino sopra le righe e mostrato anche in una scena simile a quella del padrino parte seconda 

Peccato ecco 

 

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14 hours fa, Iceandfire dice:

The Irishman

Amo molto Scorsese e ho molti DVD dei suoi migliori film che per la maggior parte compreso Gangs of New York ho sempre molto apprezzato . 

 

Gangs of New York è forse il mio preferito della, diciamo, "seconda fase" della produzione di Scorsese :glare:

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Coco (2017) - Lee Unkrich, Adrian Molina

 

Film dal tipico trademark della Pixar. Animazione strepitosa, con effetti di lucentezza e un grandeur che tutti gli altri studi di animazione si sognano. La storia é carina e per niente banale, (altro punto di orgoglio della Pixar), con ben due plot twist, ed é specialmente il primo: 

Spoiler

Miguel finisce nel regno dei morti, non al concerto come la trama voleva farci credere

ad incuriosire e mantenere alta l'attenzione.

Le colonna sonora é carina, anche se non sono certo un esperto della musica popolare messicana, e i protagonisti sono veramente carini, dal simpatico e tenace Miguel, fino alla senile bisnonna Coco.

 

Come sempre il film ha una morale profondamente umana, ma anche un po' infantile, ed é innegabile che il film é adatto soprattutto per un pubblico giovane (ma non giovanissimo, penso che i bambini sotto i 6/7 anni possano rimanerne impressionati).

 

Altro buonissimo lavoro, avanti così, Pixar! Oscar per migliore film animato meritatissimo.

Voto 8/10

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@Timett figlio di Timett Devo ammettere che Coco é stato uno dei film Pixar a piacermi meno, e uno di quelli in cui, purtroppo, ho visto piú pesantemente la mano di mamma Disney: dalla strabusata morale del "puoi essere ció che vuoi" presente in praticamente ogni singolo film Disney all'ambientazione che avevamo giá visto pochissimo tempo prima in un altro film di animazione. La versione italiana poi uccide definitivamente il film dando la voce della Maionchi al personaggio principale della scena forse piú importante dell'intero film. Giuro che sono rabbrividito sentendola >_>Bravissimi invece

i doppiatori italiani del bambino protagonista! E, ovviamente, superba la realizzazione tecnica del film.

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Eh, io i film in genere li guardo in inglese :ehmmm: La morale invece mi sembrava più essere un: fai quello che ti piace anche se non piace agli altri, più che il solito e abusato: puoi essere ciò che vuoi (se ci credi abbastanza, allora, tutti Astronauti, milionari e Rock Star! :D

La realizzazione tecnica invece grida Pixar da tutti i pori. Fino al giorno d'oggi quando scendono in piazza loro, non ce n'é per nessuno! :yeah: 

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Piccole donne.

 

Ieri sera finalmente mi sono rimessa in pari: devo ammettere che me lo aspettavo diverso, molto improntato al femminismo spinto, almeno così il trailer aveva fatto credere. Invece il femminismo c'è, ma è molto velato come del resto lo ritroviamo nell'opera della Alcott. Avevo pure dei grossi dubbi su Saorise Ronan come Jo, ampiamente sbiaditi dopo 10 minuti di visione. Mi è piaciuta anche la scelta dei salti temporali e dei ricordi, che mostrano i vari parallelismi tra le vite e i momenti delle sorelle. 

Vorrei dare 10 a questa versione, ma ci sono delle cose che mi fanno abbassare il voto:

1- Laurie. Timotee Charmolet sarà un bravissimo attore e avrà tutto il tempo per dimostrarlo, ma Laurie non può sembrare un bambino vicino a Amy. Sembrava il figlio, non il marito. Anche rispetto a Jo, c'è un abisso. Insomma, ha la faccia da bambino e per me non va assolutamente bene. 

2- Per quanto la scelta finale di pubblicazione è intrigante ed innovativa, a me piace molto di più la versione originale con il professor Bhaer che dà il manoscritto all'amico per farlo pubblicare. L'ho sempre trovato un gesto così dolce e romantico. 

3- Poco tempo per alcuni personaggi importanti (Vedi padre, Meg, Beth, il signor Lawrence)

 

Voto: 8/10

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Il 16/1/2020 at 12:52, Lady Monica dice:

Vorrei dare 10 a questa versione, ma ci sono delle cose che mi fanno abbassare il voto:

1- Laurie. Timotee Charmolet sarà un bravissimo attore e avrà tutto il tempo per dimostrarlo, ma Laurie non può sembrare un bambino vicino a Amy. Sembrava il figlio, non il marito. Anche rispetto a Jo, c'è un abisso. Insomma, ha la faccia da bambino e per me non va assolutamente bene. 

 

Questo è proprio uno dei motivi per cui NON voglio andare a vedere questo film, pur essendo molto affezionata alla storia di Piccole Donne.

Anche il casting di Meg non mi entusiasma (nulla contro la Watson, è che per me non ha ancora la maturità per fare la parte della sorella maggiore). Per non parlare del professor Bhaer, almeno giudicando dalle immagini, nulla a che vedere col carisma di Gabriel Byrne nel film degli anni '90.

 

Poi magari lo recupererò se lo daranno in tv, ma non credo andrò apposta al cinema per vederlo.

 

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Futurama: Il colpo grosso di Bender (2008) di Matt Groening e David X. Cohen

 

Il primo dei quattro lungometraggi/film di Futurama che compongono la quinta stagione, è un concentrato di ilarità, umorismo semi-demenziale e paradossi temporali come se piovessero. Il risultato è davvero ottimo, il colpo di scena finale ben congegnato e si rafforza l'impressione (considerando anche i lungometraggi successivi) che la S5 sia stata veramente il vertice di Futurama, il punto migliore della serie.

I punti che mi sono più piaciuti:

Spoiler

- Bender che taglia la mano al prof con una sega poco affilata;

- Bender che, nel tagliare la mano al prof con una sega poco affilata, ha pensato prima di tutto al suo interesse e non a quello dei padroni alieni;
- Gli alieni nudisti che inondano di spam tutti i membri della Planet Express;

- La moglie di Hermes che salta continuamente da un marito all'altro "per il bene del figlio";

- Gli alieni nudisti che rubano la Planet Express al prof;
- Gli alieni nudisti che rubano il pianeta ai terrestri!;

- Babbo Natale!

- Il colpo di scena finale.

 

Voto: 10

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Il re (The King)

di David Michôd con la nuova stella nascente Timothée Chalamet

 

 

Produzione Netflix che racconta la gioventù e la salita al trono di re Enrico V d’Inghilterra (riallacciandosi all’omonima opera di Shakespeare), culminante nella famosa vittoria della battaglia di Azincourt, sonora sconfitta per i Francesi (siamo su 500 perdite vs 7000/15000).

Il film si propone da subito come pretenzioso e fino ai 2/3 convince anche, nonostante una certa lentezza e soprattutto un’incredibile lunghezza (2h20).

Il problema è nella fine, perché tutto quello che vediamo pare una introduzione, anche ben realizzata e recitata, ma poi appunto ci si perde sul finale buttato là molto in fretta. Tant’è che lo spettatore al termine della visione si chiede legittimamente “e quindi dove starebbe il quid di tutto quanto mi è stato mostrato finora?” manca insomma un vero scopo, perché appunto sul più bello in cui la storia comincia a ingranare, si taglia e il film finisce. Almeno 4 righe di presentazione sul ruolo futuro di questo Re (ricordato come uno dei più grandi del Medioevo), ci sarebbero state bene alla fine. Personalmente poi le ultime scene mi hanno convinto proprio poco, anche perché dipingono Enrico, che fino a questo momento esce come Re illuminato, in modo un po’ discutibile, se non altro nel modo in cui si fida così di 2 osservazioni buttate là da un personaggio non proprio super partes e super affidabile.

Un po’ deludente, insomma.

Da segnalare, per quanto fossero quelle le dinamiche, la copia spudorata delle scene di battaglia, che si rifanno a quanto già visto nella Battaglia dei Bastardi, con fango e ressa e personaggio che lotta disperatamente per riuscire a respirare. Alla faccia dell’innovazione visiva.

A livello di interpretazione, tutti molto bravi con appunto il lanciatissimo Chalamet in testa che sono molto curiosa di vedere nel Dune di Villeneuve, e un insospettabile Robert Pattinson come delfino di Francia.

Citata ben per quarta nei titoli di coda nonostante non si veda che per 5 minuti (potenza della raccomandazione!), con un’unica scena a lei dedicata, Lily Rose Depp. Il set di questo film pare peraltro sia stato galeotto proprio per far scoccare la scintilla tra Chamelet e la figlia di Depp.

Molto bella anche la colonna sonora di accompagnamento che fa molto in un film molto lento, buio e silenzioso.

Voto: 7

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Futurama: Nell'immenso verde profondo (2008) di Matt Groening e David X.Cohen

 

Il film più ecologista ed emozionante della S5 di Futurama, con un finale possibilista e fatalistico che rifletteva l'incertezza di Groening e Cohen su una eventuale prosecuzione della serie (che poi fortunamente c'è stata). Come in ogni altro film della S5, vi è un colpo di scena. SPOILER STAGIONE 5 FUTURAMA

Spoiler

- Nel primo film, l'identità di Lars Fillmore;

- Nel secondo film, il vero scopo di Ivo;

- Nel terzo film, la paternità del figlio minore di Mamma;

- Nel quarto film, l'identità dell'ultimo membro delle Forze Oscure.

Il film mi ha pienamente soddisfatto e confermato la sensazione che la S5 è veramente il vertice di Futurama e non sfigura affatto a fianco delle vecchie stagioni dei Simpson. L'animazione è molto fluida, i colori sgargianti e l'umorismo davvero frizzante. Su tutti

Spoiler

la morte assurda (ammesso si possa parlare di morte) del vice senza testa di Nixon.

Peccato che le due stagioni successive di Futurama non abbiano mantenuto questo spirito fresco e genuinamente divertente...

 

Voto: 10

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Totò, Peppino e la...malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque

 

Forse uno dei migliori film di Totò, sicuramente il migliore di quelli in coppia con Peppino. Tutto è azzeccato in questo film: la spontaneità della recitazione (d'altronde parliamo di Totò e Peppino), i tempi comici, le trovate, l'umorismo a metà tra il bonario e il demenziale e lo spunto di trama. Scene assolutamente memorabili:
 

- La dettatura della lettera;
- La scena del trattore ("Ma lo sai guidare?" "Non lo so guidare ma non significa niente");
- L'arrivo a Milano;
- Il lancio di sassi alla fattoria di Mezzacapa ("Tutti i confinanti sono antipatici");

- L'arrivo dei due fratelli al backstage del teatro dove vengono scambiati per gli impresari sudamericani.

 

Un film memorabile che offre col senno di poi uno spaccato su un'Italia ingenua e rurale che ormai non esiste più. Continuo a pensare che i film del principe De Curtis offrino uno spaccato sociologico significativo dell'Italia del dopoguerra.

 

Voto: 10

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Jojo rabbit

Film fatto e recitato bene, non mancano le scene che colpiscono lo spettatore. Eppure non lo vedo da Oscar per il miglior film. 

Joker 

Se dovessi fare una recensione sarei in difficoltà perché non riesco a schiarirmi le idee a proposito. 

In certi momenti sembra profondo, in altri ti viene da condividere la critica per cui il film tratta di crisi sociali e psichiche tramite luoghi comuni. Proprio un bel boh

 

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