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Commenti su film appena visti


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4 ore fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Il senso del film è apprezzare la vita anche nelle sue piccole cose

 

Sembrerebbe così, eppure questa epifania viene sommersa da 1000 altri temi lasciati a metà. Quando, nel finale, il musicista realizza ciò, viene ispirato a comporre. Ma nel film non ha MAI alcun problema a farlo. Diverso sarebbe se dopo quella prima esibizione favolosa, il musicista, deluso, non riuscisse più a suonare e riscoprisse il suo amore per la musica tramite quei piccoli ricordo. OPPURE, se la sua ossessione lo avesse portato a ferire le persone attorno a se, a isolarsi, a diventare arrogante, egoista e ambizioso, e quegli oggetti lo riportassero ad una musica più sana, gentile ed altruista. OPPURE se nella bellezza delle "piccole cose" il personaggio cambiasse vita e decidesse che essere di ispirazione per i giovani a scuola vale di più che esibirsi per il proprio ego. 

Invece hanno scelto un percorso che, in seguito a quella realizzazione così importante... non cambia nè il personaggio nè la sua vita. 

Quando in Inside Out si arriva al punto in cui, alla fine di un crescendo continuo, i protagonisti E il pubblico realizzano finalmente che Tristezza non è, come si pensava fin dalla prima sequenza, una scomodità da isolare ma un elemento fondamentale che ha una sua ragione di essere, tutto il film muta completamente: c'è finalmente il pianto catartico della ragazzina, Gioia smette di essere così presuntuosa, Tristezza scopre che la sua esistenza ha un senso, muta il rapporto tra i genitori e la ragazzina e persino la loro vita (se non sbaglio tornano nella città di origine). Insomma, quel momento, il pianto, è il perno attorno a cui ruota tutto il film: personaggi, prospettiva dello spettatore (io ho avuto un vero momento WOW in quella scena), relazioni (tra ragazzina e genitori, tra Gioia e Tristezza), il senso stesso del film trova compimento come un Puzzle.

Il momento di realizzazione di Soul è tenero, ma nulla di più. E, secondo me, nell'ideazione originale questo processo era molto più efficace. Tutto IMHO ovviamente.

6 ore fa, ryer ha scritto:

Li hanno replicati sul canale 20, in versione estesa, le sere del 23, 24 e 25

Davvero? Non lo sapevo... ma con le pubblicità saranno durati 5 ore l'uno :stralol:

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26 minuti fa, Manifredde ha scritto:

Il momento di realizzazione di Soul è tenero, ma nulla di più. E, secondo me, nell'ideazione originale questo processo era molto più efficace.

 

Ma ci sono degli articoli su Internet che dicono quali fossero le intenzioni originali del regista? Mi hai reso curioso.

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Mmm, a dire la verità non ho cercato. So solo che su Wikipedia si dice che:

Cita

il co-regista K. Powers ha affermato che il film è "mutato completamente" dall'idea originale di Docter

 

Però potrebbe essere in effetti interessante vedere se si trova qualcosa...

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18 minuti fa, Menevyn ha scritto:

 

E' semplicemente inadatto a fare Holmes. Non ha nè i lineamenti (nè la stazza) giusti. :ehmmm:

Non so che cosa si sia fumato l'addetto al casting durante la scelta. Tra l'altro non mena nemmeno quindi non si capisce la necessità di prendere uno come lui. 

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1 ora fa, Lyra Stark ha scritto:

Tra l'altro non mena nemmeno quindi non si capisce la necessità di prendere uno come lui. 

 

Ti giuro che questo commento mi ha fatto ribaltare sulla sedia :excl2:

Comunque, avendo l'abbonamento Netflix, mi era venuta la curiosità di vedere il film in questione solo per vedere la performance di Cavill (ma tanto vedrei il film in italiano quindi vabbè), ma forse passo. Già il trailer mi aveva attirato poco, se poi ci mettiamo pure la tua recensione...

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Letto, grazie! L'articolo mette in risalto il fatto che Soul, a differenza degli altri film Pixar più "adulti" come Inside Out e Up (Coco non lo considero perchìe non mi è piaciuto ed era più Disney che Pixar, anche sul versante "messaggio" del "puoi essere ciò che vuoi") non ha una vera e propria lettura "per bambini". In Cars, ad esempio, abbiamo i 2 livelli ben separati: le corse per i bambini, la nostalgia e il rapporto tra ambizione e vita per gli adulti. Ma in Soul, in effetti, non c'è. 

Mi domando se sia il semplice risultato della sensibilità di Docter, o se Pixar stia consapevolmente virando verso un pubblico più adulto e, in questo secondo caso, se sia "solo" per inseguire il suo pubblico storico che ora ha sui 40 anni o se sia per differenziare le produzioni Disney da quelle Pixar. 

A me andrebbe benissimo se Pixar decidesse di usare il film di animazione per storie più "mature": tutta la parte iniziale di Wall-E è genio allo stato puro ma difficilmente puoi proporla ad un pubblico di soli bambini...

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Little Women (2019)

Da piccola ho amato la serie sulle famiglia March. Col tempo sono diventata scettica sui vari adattamenti televisivi, perché quando un'opera è portata sullo schermo così tante volte, c'è sempre il rischio di minestra riscaldata. Invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. 

SPOILER PICCOLE DONNE

Spoiler

La scelta di iniziare verso la fine del libro e di recuperare le vicende iniziali attraverso i vari flashback è semplicemente geniale. Non solo perché consente di sottolineare i vari parallelismi tra presente e passato (il montaggio tra la scarlattina di Beth e la sua morte è fantastico), ma anche perché crea un senso di avvolgimento, di immersione nella storia narrata. I momenti più drammatici della vita adulta si fondono con la spensieratezza dell'infanzia e tutto il film è dominato da un senso di nostalgia, di intensa delicatezza. 

Le figure che spiccano di più sono Jo, Laurie e Amy (e l'amore tra questi due è reso benissimo), tuttavia il film restituisce appieno la profonda amicizia tra tutti e cinque i ragazzi, e in questo senso l'ingresso di Laurie nel club rimane la mia scena preferita <_<. Mi ha sorpreso non vedere la dichiarazione tra Meg e John, tuttavia ho apprezzato che siano riusciti a inserire la vicenda della stoffa e del cappotto: è un momento apparentemente insignificante, ma di forte realismo, di quelli che mi sono rimasti più impressi negli anni. Il film gioca molto sull'analogia tra Jo March e la stessa autrice (e difatti Piccole donne è considerato un romanzo semi-autobiografico) e questo contribuisce ulteriormente al senso di "vita vissuta" che anima la pellicola.

Voto del film: 9/10

Ora però voglio il sequel con Piccoli uomini e I ragazzi di Jo, perché non è giusto che gli ultimi due libri vengano puntualmente dimenticati.

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