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No Time To Die (2021) di Cary Fukunaga

 

Quinto e ultimo film di James Bond con Daniel Craig, ma non fine del franchise a quanto pare. È il film che più di ogni altro sintetizza l'essere Bond secondo la caratterizzazione che gli hanno dato Craig e i vari sceneggiatori e registi che si sono avvicendati: un Bond duro, sospettoso, scorbutico ma che in fondo sa amare ma teme anche di far del male alle persone a cui tiene davvero, come dimostra l'emblematico finale. Come in Skyfall Bond si dimostra simile per certi aspetti al cattivo: in Skyfall l'avversario era un ex agente tradito da M e che in qualche modo ne era una sorta di figlio adottivo, come lo era Bond; qui il cattivo Safin è una persona che dietro i suoi piani malvagi ambisce in modo perverso ad avere una famiglia, come dimostra il suo attaccamento morboso verso Swann e la figlia di lei, e Bond vede in Swann e la figlia di lei la famiglia a cui nel profondo ambisce.

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Il finale, con Bond che avvelenato da Safin capisce di non poter più neanche toccare Swann e la loro figlia senza ucciderle e si sacrifica per la salvezza del mondo ma anche per via di questa tragica consapevolezza, è l'estremo atto d'amore di un personaggio che nel primo della saga, Casino Royale, era stato accusato dalla precedente M di essere troppo egoista.

Credo che insieme a Skyfall sia il film più profondo e introspettivo della saga con Daniel Craig, e ovviamente l'azione frenetica e ben girata non manca. Direi che è promosso, e mi chiedo cosa si inventeranno per le trame dei prossimi sequel.

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Con James Bond morto, l'unica che può sostituirlo è Nomi, anzi direi che è una scelta quasi scontata, ma non so se senza il carisma di Craig i prossimi film potranno avere successo.

 

Voto: 9

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Mi sono rivisto Matrix e Matrix Reloaded con mia moglie nei giorni scorsi (il terzo a breve).

Due cose: la prima é che per la prima volta (sic!) mi sono reso finalmente conto del sottotesto "anarchico" presente nel primo film. All'epoca dell'uscita non ero certo un bambinello, ma il mio interesse politico era meno di zero ed in compenso quello per l'informatica e la fantascienza era "over 9000" (cit.) quindi é chiaro che la prospettiva con cui ho guardato il film mi aveva completamente reso cieco ad alcune sfumature, nonostante tutti ne parlassero.

 

La seconda cosa é che Matrix (ma anche il secondo!) é proprio un bel film. Guardando questo genere di pellicole al giorno d'oggi mi sono un pó dimenticato di com'era quando la storia era imprescindibile, di quando il successo di un film, si pensava, sarebbe arrivato se trama e personaggi fossero stati di qualitá. Difetti ce ne sono, ma, come per gli altri film di quegli anni, si vede che l'obbiettivo era fare il miglior film che si riusciva a fare.

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Ho sempre apprezzato più di tutti il primo film della trilogia: per i sottotesti politici come dice Manifredde e per certi aspetti complottisti, il che era una novità per l'epoca dato che non era ancora arrivato Internet; per l'originalità della storia; per i richiami filosofici di fondo (di fatto Matrix è una metafora dell'Idealismo per cui la Realtà può coincidere con la percezione); per gli effetti speciali innovativi e per il magnifico cast, doppiatori italiani compresi. Anche togliendogli tutto il sottotesto ideologico rimane un magnifico film d'azione e una pellicola di fantascienza molto originale come non se ne facevano da tempo.

Il secondo film l'ho apprezzato ed è sicuramente divertente, ma lo considero anche meno riuscito: la trama diventa molto più confusa, anche le scene d'azione finiscono per essere troppo frenetiche e tutto diventa meno spontaneo rispetto al primo film. Il terzo invece diventa molto più tradizionale e quasi rassicurante, con la tradizionale battaglia tra l'Uomo e le Macchine e lo scontro finale tra Neo e l'Agente Smith, assicurando un finale meno coerente con quanto suggerito nel primo capitolo (alla fine Matrix non viene eliminata, viene solo detto che chi vuole uscirne può farlo) e piuttosto conformista. Sul discorso dell'importanza di trama e personaggi ovviamente condivido.

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Ad Astra (James Gray, 2019)

 

Premetto che l'ho visto con un pó di distrazione: diviso in due serate, la seconda mentre facevo un pó di ginnastica e preparavo una nuova tela.

Il film non mi é piaciuto granché, ad essere onesto. Apprezzo il fatto che si tratta di un film di fantascienza originale, nel senso no sequel/prequel/spinoff/remake/reboot né tratto da altre opere o facente parte di un universo espanso.

 

Peró é lento e io l'ho trovato piuttosto confuso circa le intenzioni. Se voleva mostrare i vari aspetti di una colonizzazione dello spazio, allora il punto di vista cosí intimo e focalizzato sul protagonista non ha certo aiutato, visto che poi il resto é soltanto uno sfondo dato a pennellate grossolane. Se voleva essere una analisi dei problemi connessi con la vita solitaria nello spazio allora tutta l'azione e il conflitto mostrato sono solo una distrazione che allontana dall'obbiettivo. Se si voleva riflettere filosoficamente sulla natura umana e la presenza o assenza di altre forme di vita intelligente nello spazio, allora l'analisi risulta davvero semplicistica e superficiale.

Non si capiscono alcuni aspetti del film: perché viene dato tanto peso alla salute del protagonista, soprattutto in merito alla sua frequenza cardiaca? Che rilevanza ha per il film? Viene mostrato un sistema solare ben colonizzato, con ascensori spaziali, stazioni spaziali, razzi per il trasporto di persone, basi lunari e marziane, avamposti presso pianeti lontani, eppure ci sono difficoltá tecniche in ogni dove, incidenti continui.

Alcuni aspetti scientifici, per come li vedo io, non hanno né capo né coda: come si fa a pensare che esplosioni di antimateria su Nettuno possano interferire con le attrezzature su terra e luna che sono schermate per i raggi cosmici? Abbiamo il sole qua a due passi: se non interferisce lui, quelle esplosioni dovrebbero essere cosí potenti da spazzare via la nave (che, infatti, viene disintegrata con una bomba atomica). Per non parlare del fatto che se la bomba atomica é in grado di spingere Pitt verso casa, allora quelle esplosioni di antimateria avrebbero dovuto sparare la nave di LIMA fuori dal sistema solare come niente...

 

Infine, il film sa di giá visto: da Solaris per alcune scelte estetiche e di atmosfera, a 2001 per alcune inquadrature spudoratamente referenziali, da Il Primo Uomo per alcuni aspetti del protagonista e del suo rapporto con lo spazio a Gravity per le scene finali, fino a The Martian e Moon per la solitudine e la necessitá di cavarsela.

 

Ho trovato particolarmente irritante le riflessioni fatte dalla voce fuoricampo: mi pare che non portassero a nulla, fossero monoideiste e, nonostante l'aspetto intellettuale e profondo, fossero in realtá banalotte. Il finale del film completa perfettamente questa impressione, con il protagonista che, "finalmente",

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impara ad apprezzare la vita quotidiana

 

Come altri film fatti oggi, anche questo compete con un cinema completamente privo di idee: in questo scenario, puó pure funzionare (e infatti, proprio terribile non é, e risulta comunque piú originale di molti). L'aspetto tecnico é adeguato: quello audio meglio di quello visivo, ma anche quest'ultimo funziona quanto deve. I personaggi sono tutti buchi neri di carisma.

 

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