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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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Molto rumore per nulla, di Kenneth Branagh., con Denzel Washington, Kenneth Branagh, Emma Thompson, Michael Keaton, Keanu Reeves, Robert Sean Leonard, Kate Beckinsale. Ritorna uno delle accoppiate più riuscite al cinema, quella Branagh - Shakespeare. E' infatti per l'ennesima volta un'opera del geniale bardo inglese a regalare a Branagh una sceneggiatura fantastica, di cui lui ha il merito di impreziosirla con una grande classe registica e piccoli tocchi di classe. A cominciare da un cast fantastico, il film procede come un'operetta da teatro incantevole, dove ogni singola battuta è recitata non per copione ma per il semplice piacere del recitare, e d'altronde quale attore non sogna di interpretare Shakespeare? Splendide le musiche, più che mero contorno ma parte viva di ogni scena, per mettere ancora più in risalto i modi teatrali dei protagonisti. Divertente con gusto e brio, ispira allegria da ogni fotogramma. Appetitoso. Voto 4 / 5 <img alt=" />;)<img alt=" />

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Lebenszeiche - Segni di vita, di Werner Herzog, con Peter Brogle, Wolfang Reichmann. Primo lungometraggio per l'eclettico regista tedesco, laddove si mostrano già i primi segnali della sua innata classe. Tutto il film è una sorta della metafora sulla noia, che in casi estremi può condurre alla follia. E' questo il caso di un giovane soldato tedesco, reduce da un incidente, che viene mandato insieme ad altri due commilitoni in un forte in Grecia, in una zona dove gli echi della guerra sono lontani. E qui, tra piccole faccende si svolgerà appunto il dramma. Strepitose alcune scene, come quella dei mulini a vento o dei fuochi d'artificio finali. Una visione dovuta a tutti i fan di Herzog, e anche a chi cerca qualcosa di diverso dal solito. Disponibile in Italia solo nella versione sottotitolata (almeno da quel che sò...). Catartico. Voto 3.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Per chi suona la campana, di Sam Wood, con Gary Cooper, Katina Paxinou, Ingrid Bergman. Un classico della letteratura, un classico del cinema. Dal romanzo di Hemingway il regista tira fuori una pellicola avvincente e drammatica, forse un pò lenta quando si sofferma sul rapporto d'amore tra Cooper e la Bergman, ma visivamente splendida e coinvolgente, fino all'epica conclusione. Sicuramente spettacolare nelle scene di battaglia (che però occupano solo una piccola parte nel film), il film è interpretato magnificamente, Cooper è sempre lui, la Bergman è incantevole e la Paxinou, interprete di una parte difficile, è grandiosa. Un gran film, la cui unica pecca (ma piccola piccola) è il ristagnarsi un pò troppo sulla tormentata love story, forse un venti minuti di meno sarebbero andati bene vista la già elevata durata. Vecchio stile. Voto 4.5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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The wicker man, di Robin Hardy, con Edward Woodward, Christopher Lee. Per prima cosa bisogna dire che questo film è l'originale da cui è stato tratto, e stravolto completamente, il remake "Il prescelto" con Nicolas Cage, ora nei cinema. Seconda che inspiegabilmente non è mai stato distribuito in Italia nonostante sia una delle pellicole "horror" (ma il termine è riduttivo, in quanto vi confluiscono diversi generi) più belle e geniali di sempre. Suppongo ci sia stato un intervento clericale, visto che il film tratta di una tematica come il paganesimo, assai "scomoda" dalle nostre parti grazie al Vaticano... Tornando alla pellicola in sè, bisogna dire che ha tutto per inquietare lo spettatore : una trama avvincente e misteriosa, che è si surreale ma non sarebbe così impossibile da rintracciare ancora oggi in comunità chiuse, un Christopher Lee straordinariamente glaciale e dei momenti di puro pathos. Deliziose poi le scene stile musical, soprattutto quella finale, con dei testi e delle melodie così ironiche nonostante argomenti drammatici. Un must assoluto, da reperire il prima possibile nella versione sottotitolata. Immancabile. Voto 5 / 5 <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Sono andata a vedere "Happy Feet" .. Film carino, anche se un po' lento in certi punti.. e la storia un po' stupida se ci si pensa <img alt=" />

 

Voto 2,5/5

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Molto rumore per nulla, di Kenneth Branagh., con Denzel Washington, Kenneth Branagh, Emma Thompson, Michael Keaton, Keanu Reeves, Robert Sean Leonard, Kate Beckinsale. Ritorna uno delle accoppiate più riuscite al cinema, quella Branagh - Shakespeare. E' infatti per l'ennesima volta un'opera del geniale bardo inglese a regalare a Branagh una sceneggiatura fantastica, di cui lui ha il merito di impreziosirla con una grande classe registica e piccoli tocchi di classe. A cominciare da un cast fantastico, il film procede come un'operetta da teatro incantevole, dove ogni singola battuta è recitata non per copione ma per il semplice piacere del recitare, e d'altronde quale attore non sogna di interpretare Shakespeare? Splendide le musiche, più che mero contorno ma parte viva di ogni scena, per mettere ancora più in risalto i modi teatrali dei protagonisti. Divertente con gusto e brio, ispira allegria da ogni fotogramma. Appetitoso. Voto 4 / 5 <img alt=" />:)<img alt=" />

 

Concordo

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the bourne supremacy... serratissimo e denso di azione... degna conclusione (?) di the bourne identity... vedremo mai un terzo?

entrambi divertentissimi!

nel primo la scena dell'inseguimento a bordo di una vecchia mini tra le strade di parigi rimarrà per sempre nel mio cuore <img alt=" /> (e soprattutto in quello del mio fidanza...)

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L'ULTIMO SAMURAI, Tom Cruise, Ken Watanabe. Credo che il giudizio migliore di questo film lo abbia dato Steven Seagal Sensei: "Sono cresciuto in Giappone. Ho studiato le arti marziali. Mi è stato dato il titolo di Maestro (Sensei). Girano il film "The Last Samurai". Prendono un tappetto di un metro e sessanta, gay o etero, non si sa. Non me ne importa. Non era mai stato in Giappone. Non parla giapponese. Non ha mai preso in mano una spada in vita sua. Lo fanno diventare l'ultimo samurai.

 

Steven, sempre il più grande <img alt=" />

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Heimat - 1° serie - Episodio I - Nostalgia di terre lontane, di Edgar Reitz, con Marita Breuer, Dieter Schaad, Gertrud Breder, Michael Lesch. Il primo capitolo di questa prolifica serie di film sulla storia del popolo tedesco, dagli inizi del secolo scorso fino ai giorni nostri. Un taglio molto realistico, una regia essenziale ma d'effetto, l'alternanza del bianco e nero donano al film un sapore semplice e retrò che cattura facilmente. Inoltre poi avere come materiale la storia del glorioso popolo tedesco, non può che affascinare ancor di più, scoprendo tradizioni e canzoni dei tempi che furono. Il primo capitolo và dal 1919 fino al 1928, nel periodo post prima guerra mondiale. Culturale. Voto 4 / 5 <img alt=" />:)<img alt=" />

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Steamboy di Otomo. Capolavoro, meglio di Akira, per molti sarà una bestemmia, ma per me è così. C'è tutto, ma proprio tutto, in questo film di Otomo. 5 su 5

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The sentinel, di Clark Johnson , con Michael Douglas, Kiefer Sutherland, Eva Longoria, Martin Donovan, Kim Basinger. Un canonico film d'azione made in USA, spettacolare e avvincente al punto giusto, e per una volta tanto con una trama almeno nella prima parte, non banale. Infatti di solito i film sugli attentati al presidente degli Stati Uniti son tutti uguali, qua invece si cerca una diversificazione che si perde un pochino soltanto nel finale. Bravo Douglas, produttore del film, sempre più uguale al padre Kirk, simpatico Sutherland, sempre sexy nonostante l'età la Basinger. Un film senza grandi pretese, per una serata alla pura insegna dello spettacolo. Sicurezza. Voto 3 / 5 <img alt=" />:)<img alt=" />

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Orwell 1984, di Michael Radford, con Richard Burton, John Hurt, Suzanna Hamilton. Fedele trasposizione del classico di Orwell, decadente e oscuramente grezza nel delineare una società senza principi. Se la regia non trova colpi di genio, pur essendo ligia al dovere e facendo il suo buon compitino, bisogna lodare la grande prova dei due protagonisti : Burton, alla sua ultima prova prima della morte, è strepitoso nei panni del sadico torturatore del Grande Fratello, e John Hurt esprime con rara maestria tutta la sofferenza del suo personaggio. Un buon film, non eccelso ma di sicuro impatto. Tradizionalista. Voto 3 / 5 <img alt=" />:)<img alt=" />

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V per vendetta....

non avevo ancora visto il film e non mi aspettavo granchè, invece forse proprio per questo mi ha stupito...

il film è bello, si guarda volentieri e fa passare una serata piacevolmente... molto evidenti i richiami storici,+

forse un pochino troppo espliciti. cmq un bel film 4/5 <img alt=" /><img alt=" />

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ieri notte ho visto di fila <img alt=" />

 

As Tears Go by di Wong Kar Wai. Film del 1988, chiaramente non è il regista di In The mood For Love, ma già si vedono benissimo le sue scelte stilistiche dietro la camera. Ancora acerbo dietro la macchina da presa, ma mostra in particolari scene tutto il suo talento di regista puro. La storia fa leva sulla dicotomia violenza-amore, un pò debole a dire il vero, non so perchè ma in certi frangenti mi ha ricordato mean streets di Scorsese. Però vedere in tutto il suo splendore giovanile Maggie Cheung vale tutta la pellicola <img alt=" /> voto 3 su 5

 

Poi ho visto che cominciava subito dopo Le onde del destino di Lars Von Trier e mi sembrava farli un torto grave andare a dormire. Strutturato per capitoli, è la drammatica storia d'amore tra un operaio e una donna magnifica interpretata da Emily Watson. Ambientato in un villaggio teocratico scozzese, il regista mette a nudo questa comunità gestita da un becero consiglio di anziani. Guardando Le onde del destino, lo spettatore può toccare con mano in che maniera può diventare degradante un rapporto amoroso. Jan, rimasto completamente paralizzato a seguito di un incidente, pretende che la moglie compia con estranei perversioni totalmente gratuite, solo per il gusto di ascoltare racconti. E lei, per amor suo, nella speranza che così migliori, si piega alle maligne richiese del marito. Emily Watson interpreta un ruolo difficile con una classe immensa: tutte le giovani attrici che vogliono cimentarsi in ruoli drammatici dovrebbero visionare la prestazione superba della Watson. Impagabile. Mi dispiace essermi dilungato un pò troppo, ma è un film che amo molto, ed ogni volta che lo vedo mi regala sensazioni sempre diverse. Voto 5 su 5

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mi sono sparato in fila (con pause umane) la trilogia di Matrix. Avevo già visto i tre film man mano che sono usciti, e poi un'altra sola volta in fila. Devo dire che ogni volta che lo rivedo ci capisco un po' di più. Magari la prossima...

Giudizio.... 3/5

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