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Bernard Cornwell


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L'ultimo?? O_O non lo sapevo.. cavolo non è una bella notizia per una volta ci speravo in un ciclo più lungo.. ç_ç

 

Sì è l'ultimo della serie. Dai 6 volumi mi sembrano sufficienti, non è mica la Ruota del Tempo (14 libri)!!

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....E poi, una volta morto Alfredo, croce e delizia del nostro protagonista, sarebbe illogico continuare con le vicende di Uthred (che penso si concludano anch'esse nell'ultimo libro....senza entrare troppo in ambito spoileroso). <img alt=">

Altrimenti si rischia di fare la stessa fine del Ciclo di Sharpe; le avventure, gli eventi, gli atteggiamenti, le situazioni diventano ripetitive e poco accattivanti.....

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  • 3 months later...

Salve a tutti! Sono nuovo del forum e spero non vi dispiaccia se faccio un pò la voce fuori dal coro su B.Cornwell, così, già al primo commento <img alt=" />

 

Altrimenti si rischia di fare la stessa fine del Ciclo di Sharpe; le avventure, gli eventi, gli atteggiamenti, le situazioni diventano ripetitive e poco accattivanti.....

 

Sono d'accordissimo con te.

Io ho letto praticamente tutti i libri di Cornwell (credo mi manchi solo Figlia della Tempesta e l'ultimo su Azincourt... e non voglio neanche sapere di cosa parli <img alt=" /> ).

L'ho senz'altro amato nel ciclo di Excalibur e nella trilogia del Graal e mi ha rapito con i primi romanzi di Sharpe, visto che sono molto attratto dalle guerre del XVII-XIX secolo.

Leggendo e rileggendo i suoi romanzi però sto cominciando ad essere infastidito dal suo modo fazioso ed assolutamente non imparziale riguardo alle abilità guerresche del popolo inglese nella storia. Che siano i Britanni, che siano i Sassoni di Alfredo, che siano i soldati di sua maestà, sono sempre agguerriti, invincibili, astuti ma anche coraggiosi e fortunati.

Nei suoi primi romanzi non ho avuto una sensazione così spiacevole, ma negli ultimi di Sharpe e specialmente nel libro che sto leggendo ora (l'ultima fortezza), la cosa diventa praticamente insopportabile.

Mi par di capire che Cornwell odii i francesi... difatti i comandanti ed i soldati sono quanto di più inetto, imbelle, sfortunato ed abietto esista sulla terra. In uno dei volumi di Sharpe, quando lui è al comando dei Fucilieri, un'unità d'elite di fanteria leggera francese, asserragliata in una torre su una collina non riesce a resistere ad un assalto degli inarrestabili fucilieri britannici che caricano in salita ed arrivano alla spicciolata..... &gt;_&gt;

La torre viene conquistata e, sebbene i francesi la piglino a cannonate, non solo non riescono praticamente a colpirla, ma addirittura perdono i cannoni e, chiaramente, nessuno dei fucilieri viene neanche sfiorato dal pericolo di morte. Uno vien ferito ma si ripiglia e sta meglio di prima. &gt;_&gt;

Una settantina di soldati, tra inglesi e portoghesi possono avvicinarsi "di soppiatto" marciando sulle rive sassose di un fiume, prendendo di sorpresa una sentinella francese &gt;_&gt;

Nell'ultimo libro citato, si parla della spedizione, organizzata dal Consiglio del Massachusetts, per scacciare due mezzi reggimenti inglesi che tentarono di ristabilire una testa di ponte sulla costa orientale degli Stati Uniti, verso la fine della Guerra di Indipendenza Americana. Non l'ho finito ma so già come andrà a finire perché mi capitò di leggere in merito a questa battaglia, tempo fa. Anche qui, gli inglesi sono tutti intelligenti, arditi, saggi, molto bellicosi e fortunati. Gli americani .....meno, diciamo. Qui Cornwell tenta di essere politically correct..ché del resto si parla di un alleato importante... Ma lascia trasparire quasi ad ogni riga la totale incapacità militare della spedizione, se non per i fanti di marina, che comunque sono male impiegati o comunque non supportati dalla marina e dalla milizia che compone la maggioranza della spedizione. La soldataglia americana è trasandata, sciocca e boriosa. I comandanti sono degli stolti e non sanno cogliere mai e poi mai le occasioni.

Per carità, voglio dire, ci saranno delle situazioni in cui effettivamente i comandanti o le truppe saranno scadenti, ci mancherebbe!! Ma sostenere una cosa del genere ogni volta che scrivi un libro...mi pare un pochino eccessivo, o sbaglio?

Insomma, come scrittore è troppo di parte. Adoro gli spaccati storici, i particolari e le note storiche a fine libro.... ma è esageratamente celebrativo verso la sua nazione. <img alt=" />

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La morte dei re è uscito il giorno 11 e la saga non è ancora finita... morto un re subentra il figlio e la storia continua sino alla conquista di bebbanemburg (spero non ci metta troppo però)

Riguardo a Sharpe... ora sarà vero che i suoi atteggiamenti sono sempre gli stessi ma se il "sottofondo" storico della storia è ripercorrere le tappe del buon Wellington è ovvio che si debba partire dall'India sino ad arrivare a Waterloo

Qualcosa di troppo c'è tipo Trafalgar e Copenaghen forse ma gli eventi salienti del periodo sono quelli

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Sì, concordo con Comandante Snow.

Per quanto Cornwell tenda, ultimamente, ad essere un filo troppo "autocelebrativo", ha dalla sua parte la "licenza poetica" che gli permette a volte di modificare (in parte), anticipare o posticipare dei fatti poiché utili ai fini della trama.

Tuttavia, se leggi le note storiche alla fine di ogni libro (soprattutto quelle relative al Ciclo di Sharpe, ovvero la saga "incriminata") noterai che di solito dichiara dove e cosa ha modificato; questo è indice di parzialità....

Alla fine scrive anche (e soprattutto) per vendere, non per essere scrupolosamente attinente al rigore storico. E ci sta che esprima una sua opinione.....e ci sta anche che, da buon inglese, detesti i "mangiarane" (ovvero i francesi); anche questo dualismo è storico <img alt=">

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Su Sharpe non so dire perchè non ho letto i libri.

 

Per il resto sì, Cornwell è decisamente filo-sassone nei racconti che ho letto.

 

Nel ciclo di Excalibur i Britanni, pur essendo protagonisti e quindi presentati in una certa maniera, sono in battaglia se va bene pari ai sassoni (al di là degli interventi dei cavalieri di Artù, intendo quando se la giocano muro di scudi contro muro di scudi). C'è però in tutti i libri questo sottofondo di disperazione, di rinuncia, di ineluttabilità nell'avanzata dei sassoni. I protagonisti sanno, piuttosto inconsciamente, di star solo rallentando l'inevitabile. Lo si capisce dai piccoli particolari (dalla densità della popolazione piuttosto che dalle discordie interne o dallo squallore in cui vivono la maggior parte dei britanni) più che da prove ben definite.

 

Nel ciclo sassone invece, con questi che diventano da nemici a protagonisti, è il contrario. I danesi, sono presentati all'inizio come cazzuti e invincibili, per vedere poi pian piano che in effetti i sassoni sono anche meglio, in quanto i danesi non hanno disciplina, non hanno tenacia in battaglia, devono evitare forti perdite, sono anarchici eccetera eccetera. E qui, pian piano, il sottofondo inevitabile diventa la conquista dell'Inghilterra da parte del Wessex. Un destino a cui i vichinghi, gli anglosassoni degli altri regni, i britanni, gli scoti e i pitti possono solo tentare di rubare qualche anno, ma senza speranza di vittoria finale.

 

E' una cosa che, una volta che si conosce Cornwell, si impara a tenere in conto senza che ti possa dare fastidio, così come non da fastidio lo strisciante razzismo nei racconti di Lovecraft, una volta che ne si prende atto.

 

(almeno, questa è la mia opinione) :)

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Beh, forse il ciclo sassone non è finito, ma neppure sul proprio sito Cornwell accenna ad un settimo libro.

 

nessuno dei fucilieri viene neanche sfiorato dal pericolo di morte. Uno vien ferito ma si ripiglia e sta meglio di prima.

Beh, non direi: sono in parecchi a rimetterci la pelle, sia nei libri pubblicati in italiano che in quelli ancora non pubblicati; semmai a dar fastidio è l'immortalità di Obadiah Hakeswill, che alla fine di ogni libro viene messo in condizioni di morte assicurata e poi rispunta fuori, vivo e vegeto, nel libro successivo...
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Beh, forse il ciclo sassone non è finito, ma neppure sul proprio sito Cornwell accenna ad un settimo libro.

 

nessuno dei fucilieri viene neanche sfiorato dal pericolo di morte. Uno vien ferito ma si ripiglia e sta meglio di prima.

Beh, non direi: sono in parecchi a rimetterci la pelle, sia nei libri pubblicati in italiano che in quelli ancora non pubblicati; semmai a dar fastidio è l'immortalità di Obadiah Hakeswill, che alla fine di ogni libro viene messo in condizioni di morte assicurata e poi rispunta fuori, vivo e vegeto, nel libro successivo...

 

Quoto di compagni Sharpe ne ha perduti molti... Obadiah è un altro discorso, è il nemico numero 1, una sorta di nemesi di Richard in effetti

E poi è una saga, normale che il personaggio principale sia sempre uguale a se stesso e che sia immortale, almeno sino alla fine della saga medesima <img alt=" />

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Aspettate, io parlo dei Fucilieri del 95° Reggimento, dalla Spagna in poi. Non del Reggimento in India. Del 95° non mi risulta perda neanche un unghia, qual'è l'ultimo romanzo di Sharpe? Le aquile? L'oro? Non ricordo più. Ormai è tanto che non esce nulla, sbaglio?

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Aspettate, io parlo dei Fucilieri del 95° Reggimento, dalla Spagna in poi. Non del Reggimento in India. Del 95° non mi risulta perda neanche un unghia, qual'è l'ultimo romanzo di Sharpe? Le aquile? L'oro? Non ricordo più. Ormai è tanto che non esce nulla, sbaglio?

In italiano? o in inglese? Perchè in inglese la saga è conclusa (con la battaglia di Waterloo) ed un accenno a Sharpe si ritorva poi nella serie Coppehead (inedita in Italia, basata sulla guerra civile americana) dove uno dei protagonisti è suo figlio. Obadaiah Hakeswill ritorna anche nei romanzi "spagnoli".

Cmq, "l'Oro di Sharpe" è l'ultimo volume tradotto ed edito in iatliano: in inglese ce ne sono altri quattordici....

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Aspettate, io parlo dei Fucilieri del 95° Reggimento, dalla Spagna in poi. Non del Reggimento in India. Del 95° non mi risulta perda neanche un unghia, qual'è l'ultimo romanzo di Sharpe? Le aquile? L'oro? Non ricordo più. Ormai è tanto che non esce nulla, sbaglio?

 

Beh intanto il 95° è quasi sterminato all'inizio della parte "spagnola" del racconto con sharpe sottotenente/furiere

Poi con il proseguire della storia muoiono altri "colleghi" che con sharpe hanno condiviso quella esperienza

Ovvio che lui e Harper non possano essere toccari

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