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Fonti di Energia


Mornon

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Proverò a informarmi in merito; di per sé sfruttiamo molto il geotermico e l'idroelettrico, stante la dispobilità di spazi e vento si potrebbe pensare di aumentare un po' l'eolico. Come investimenti nella ricerca non ti saprei dire, al momento.

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Per la legge italiana, precisamente dap CIP n° 6 del 1992 le fonti si dividono in:

-Fonti rinnovabili: energia solare, eolica, idraulica, geotermica, dalle maree, energia ricavabile dalla trasformazione di rifiuti organici o inorganici o da prodotti vegetali.

-Fonti Assimilabili alle Rinnovabili: cogenerazione intesa come produzione combinata, a partire da un'unica fonte di energia, di energia termica e meccanica; energia recuperabile in processi produttivi o impianti; sfruttamento di fonti fossili prodotti da giacimenti minori isolati.

-Fonti convenzionali: tutte quelle connesse all'impiego di combustibili fossili tradizionali.

 

Da questo si trae che se non altro la fonte nucleare di certo non è fra le convenzionali. Da parte mia potrebbe essere messa fra le rinnovabili per il fatto che, in pratica, la produzione di gas serra è nulla.

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Per la legge italiana, precisamente dap CIP n° 6 del 1992 le fonti si dividono in

in realtà la legge in materia è cambiata dal decreto Bersani in poi, comunque la sostanza non cambia.

 

Da parte mia potrebbe essere messa fra le rinnovabili per il fatto che, in pratica, la produzione di gas serra è nulla.

la rinnovabilità di una fonte non dipende da quanto inquina, ma dal fatto che la fonte di energia primaria sia rinnovabile alla fine del processo (l'acqua lo è, il sole o il vento pure, l'uranio e simili no)

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la rinnovabilità di una fonte non dipende da quanto inquina, ma dal fatto che la fonte di energia primaria sia rinnovabile alla fine del processo

 

 

Ah, dunque è per questo che ci sono i rifiuti fra le fonti rinnovabili... Di fatto i reattori veloci bruciano i rifiuti dei reattori convenzionali. Allora mi pare ovvio che perlomeno i reattori veloci vadano fra le fonti rinnovabili. Proprio perchè le scorie possono essere riusate proficuamente alla fine del processo io dico che sono fonti rinnovabili.

 

Leggero OT: consiglio a tutti gli interessati di comprarsi "Le Scienze" di aprile, 3 articoli e 20 pagine di materiale su Chernobyl, reattori di nuova generazione e stoccaggio scorie.

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oggi nell'ora di filosofia, questo dimostra quanto la materia mi interessi, mi è venuto in mente che si potrebbe usare l'energia dei fulmini. Cioè con attrezzature adatte immagazzinarne l'energia. Non essendo io esperto di ciò chiedo (soprattutto agli elettrici qui presenti) se sarebbe possibile e se questo rappresenterebbe una fonte redditizia e utile.

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io non faccio parte degli elettrici ma posso rispondre a un punto della tua domanda:

non so se sia realizzabile dal punto di vista pratico,

però la quantità di energia che contengono i fulmini è elevatissima e riuscire a fare una cosa del genere sarebbe fantastico. cmq se non se ne è mai parlato dubito che sia facilmente costruibile

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mi è venuto in mente che si potrebbe usare l'energia dei fulmini. Cioè con attrezzature adatte immagazzinarne l'energia

Ci sarebbero parecchi problemi: oltre quanto già detto sull'accumulazione, servirebbero ottimi isolanti, e inoltre i fulmini non sono prevedibili, quindi non sarebbe una fonte sicura; ancora, essendo una forma d'onda impulsiva nascerebbero altri problemi, stessa cosa per i livelli di corrente raggiunti: considerate che un fulmine, colpendo il terreno, può fonderlo. Comunque, non so per certo che livelli di potenza ed energia raggiunga un fulmine, mi informerò.

 

 

però la quantità di energia che contengono i fulmini è elevatissima

Non so quanto elevatissima, almeno quella sfruttabile: considerate che l'energia dipende anche dal tempo, e il fulmine dura pochissimo; a quanto ho letto, sarebbe dell'ordine dei chilowattora (tenete anche presente che non si potrebbe usare tutta l'energia del fulmine, per esempio parte se ne va in luce); non pochissimo, ma nemmeno molto, dipenderebbe anche dal numero di fulmini. Cercherò conferme.

 

 

Aggiungo una cosa:

 

una tonnellata di uranio equivale a circa cinquemilaquattrocento tonnellate di petrolio - dettomi da un professore alle superiori

Mi sono messo a fare due conti per confermare il dato, e a quanto ho trovato... equivarrebbe a molte tonnellate in piú. Al momento sto aspettando conferma, e i calcoli sono al vaglio di un ordinario del Politecnico di Torino, al piú presto vi farò sapere.

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e inoltre i fulmini non sono prevedibili, quindi non sarebbe una fonte sicura;

però io ho sentito che in alcune zone ad ogni temporale cadono centinaia di fulmini. Perchè sarebbe difficile accumularli? Non si possono fare delle gigantesche batterie come quelle delle macchine?

Forse un problema sarebbe quello di trovare un trasformatore adatto.......

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però io ho sentito che in alcune zone ad ogni temporale cadono centinaia di fulmini. Perchè sarebbe difficile accumularli? Non si possono fare delle gigantesche batterie come quelle delle macchine?

Forse un problema sarebbe quello di trovare un trasformatore adatto

A parte che il fatto che cadano centinaia di fulmini non significa poterli raccogliere tutti, dipenderebbe da dove cadrebbero rispetto alla (ipotetica) centrale stessa,

 

Accumulare energia elettrica è impossibile o quasi (ci sono le batterie, ma hanno una valanga di problemi)

e fare batterie per accumulare energie rilevanti non è esattamente semplice, senza contare la natura impulsiva del fulmine... Inoltre, l'energia dei fulmini andrebbe convertita; in quanto al trasformatore... dovrei informarmi, ma a parte le questioni costruttive (isolamenti, ecc.), bisognerebbe abbassare tensione e corrente, e un trasformatore alza l'una e abbassa l'altra.

Ancora, come detto non sarebbe una fonte sicura: ogni quanto cadrebbero? Anche si potesse accumulare, fare affidamento su un fulmine che prima o poi cadrà non è il massimo.

Si potesse fare, ben venga; a oggi non mi risulta che ci si sia riusciti.

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Mi chiedevo una cosa, magari voi esperti smile.gif me lo potete chiarire....

Leggevo che il rendimento dei pannelli commerciali si aggira intorno al 10-15 % a seconda del tipo di pannelli (monocristallino,policristallino, microsferico, etc..) mentre il massimo di rendimento raggiunto finora con i moduli più innovativi si aggira intorno al 50% ma i costi di questi ultimi sono proibitivi e quindi difficilmente utilizzabili su larga scala; sapete se questi dati sono veritieri ??

 

Inoltre questo limite di rendimento è un limite tecnologico oppure ci sono ragioni fisiche per cui è impossibile raggiungere il 100 % di rendimento ?

Ovviamente il 100% sarà irragiungibile perchè non si possono costruire oggetti ideali, ossia saranno sempre presenti indeterminazioni su misure, dispersioni, imperfezioni intrinseche ma si può avvicinarsi al 100% oppure no ???

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il massimo di rendimento raggiunto finora con i moduli più innovativi si aggira intorno al 50% ma i costi di questi ultimi sono proibitivi e quindi difficilmente utilizzabili su larga scala; sapete se questi dati sono veritieri ?

Da una breve ricerca ho trovato un riferimento secondo cui i moduli usati in ambito aerospaziale avrebbero effettivamente quel rendimento, però non ho fonti in merito... c'è però da considerare che fuori dall'atmosfera la radiazione solare ha molta piú potenza unitaria, quindi bisogna stare attenti a riportare i discorsi a terra.

 

 

il 100% sarà irragiungibile perchè non si possono costruire oggetti ideali, ossia saranno sempre presenti indeterminazioni su misure, dispersioni, imperfezioni intrinseche ma si può avvicinarsi al 100% oppure no ?

Onestamente non saprei, però c'è da considerare che ci sono molte perdite penso non eliminabili o comunque difficilmente eliminabili (calore, riflessione, ecc., non ultimo che, a quanto ho letto, il rendimento peggiorerebbe all'aumentare della temperatura, e nell'uso i pannelli ovviamente si scaldano), sarebbero da quantificare. C'è comunque da dire che un limite fisico c'è, ossia la potenza della radiazione solare a terra: anche ipotizzando un rendimento del 100% e una radiazione di 0,5 kW/m² a terra (a quanto ne so esagerata; l'ENEA, in un suo documento, la considera pari a 0,2 kW/m², e ovviamente dipende anche dalla zona), servirebbero duemila metri quadrati di terreno per avere 1 MW di potenza... e considerate che non si può pensare di adibire un'unica enorme zona per simili cose, altrimenti le zone lontane verrebbero raggiunte con difficoltà e con molte perdite.

Inoltre, il quasi 100% continuo nel tempo sicuramente no: la potenza prodotta da pannelli fotovoltaici dipende dall'inclinazione dei raggi solari, se il Sole è coperto o meno, ecc.

Ho anche letto che per motivi costruttivi il rendimento dell'intero modulo è al massimo uguale a quello della sua cella peggiore, e che diminuisce di un punto percentuale all'anno. Comunque, mi segno tutto e chiederò conferme.

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