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Fonti di Energia


Mornon

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Visti i recenti spot pro-nucleari, sulla sicurezza e sull'energia pulita, vorrei farvi leggere questo piccolo articolo trovato su internet:

GRAVISSIMO INCIDENTE NUCLEARE IN AFRICA, MA IN ITALIA NESSUNO NE PARLA.pERCHè?

 

L’ 11 dicembre 2010 oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate presso la miniera d’uranio Somair in Niger, miniera che appartiene al gigante nucleare francese Areva. I fanghi si sono riversati nell’ambiente, causando una vera e propria catastrofe radioattiva.

 

Voi lo sapevate? Ne avete sentito parlare?

 

Non credo, dato che in Italia la notizia ha ricevuto solo indifferenza. Chissà perchè…ma capirlo non è poi così difficile vero? In Italia si vuole a tutti i costi rilanciare il nucleare, si pretende energia “pulita” dall’atomo (una contraddizione in termini). Non era quindi proprio il caso che una notiza del genere – resa nota da Greenpeace – fosse portata all’attenzione della popolazione italiana. E’ meglio che gli italiani non sappiano di questa catastrofe ambientale che avrebbe fatto venire ancora più dubbi sulle centrali nucleari.

 

Ci sono troppi interessi (di pochi) e troppi soldi (di tutti) dietro al rilancio in Italia delle centrali nucleari, quindi meglio che questa notizia non giunga alle orecchie degli italiani che nel frattempo sono invasi dagli spot pro-nucleare (si presume a nostre spese!) nei cinema, sugli schermi televisivi e nei giornali. Nessuno che pero’ ci informa sulla “sicurezza” delle scorie, sul problema del loro smaltimento e sul pericolo che le stesse rappresentano per l’intera umanità.

 

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=684110bd192c77f9

 

Sapevo già fin dall'inizio cosa votare per il referendum sul nucleare.

E' sicuro...è pulito...è meglio non averlo

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Se consideriamo chi ha finanziato lo spot sul nucleare e le tecniche con le quali è stato realizzato, risulta palese che sia una farsa assoluta. Fosse stato pronucleare, sarebbe stato più credibile.

 

A me piacerebbe che anche il seguente spot andasse in onda:

http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/nucleare-il-contro-spot-di-greenpeace-usa-l-ironia/60087?video

 

Purtroppo, non credo che accadrà.

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  • 2 weeks later...
Sul nucleare EPR: «Domenico Coiante e Claudio della Volpe traducono in Italiano questo articolo del prof. Steve Thomas, dell'Università di Greenwich - Londra. Descrive l'odissea del "Progetto EPR" (reattore ad alta pressione) che è in costruzione a Olkiluoto in Finlandia, con tutti i suoi problemi, fallimenti, ritardi, eccetera».
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  • 2 weeks later...
  • 1 month later...

Breve panoramica sul nucleare; direi che è il periodo, tra quanto accaduto in Giappone e le discussioni sul nucleare italiano. Dal tempo in cui ne discutevamo qui (e qui) ho trovato diverse informazioni; cerco di farne un riassunto, indicando le fonti per chi fosse interessato.

Sottolineo, prima di iniziare, che non sono uno specialista, non ho studi universitari in materia, non reputo di avere una visione completa; semplicemente mi sono interessato alla materia, e riassumo qui le considerazioni finali.

 

I principali temi da affrontare sul nucleare sono: sicurezza; scorie; disponibilità del combustibile; costi; impatto ambientale. Non tocco molto i primi due, perché non reputo di conoscere abbastanza l'argomento; mi limito a riportare che "il Rapporto Rasmussen sulla sicurezza dei reattori della II generazione (quelli [di Fukushima]) [quelli italiani sarebbero di Terza] assegna [a un incidente come quello avvenuto] la probabilità più bassa, cioè 1 caso su 10000 per anno e per reattore. Detto in termini più comprensibili, su 400 reattori in funzione per 25 anni, un incidente di questo tipo accade quasi sicuramente. L’ENEL in una sua stima successiva, fatta per il caso specifico del reattore PWR di Trino Vercellese, ha calcolato una probabilità ancora più bassa, pari a 1 caso su 1 milione" (nota: riporto la valutazione dell'ENEL per completezza, ma essendo su un caso particolare non so che valenza generale abbia). Qui la mappa sismica italiana.

Per le scorie, al momento non è che ci sia soluzione: negli USA l'ordalia di Yucca Mountain procede dagli anni ottanta e nel 2009 è stato proposto di eliminare tutti i fondi; il problema, come al solito, è trovare un posto che dia sicurezza per tempi dell'ordine delle decine di migliaia i milioni d'anni, cosa difficile da valutare a causa dei tempi enormi in gioco. A volte si citano i reattori di quarta generazione, ma continua a essere un "Sí, prima o poi dovrebbe", quindi li tengo fuori da questo discorso.

Passiamo ai costi: spesso si sente dire che il nucleare è economico, e si citano a sostegno studi e calcoli; la questione in realtà è, se non altro, dubbia: ci sono calcoli che mostrano che in realtà la convenienza è raggiunta attraverso giochetti sui conti, e casi come quello del reattore finlandese mostrano ritardi nella costruzione e costi superiori a quelli preventivati.

La Francia a volte viene citata come caso che, grazie al suo grande parco nucleare (nel 2004, il 78,8% della produzione totale), può godere di energia a basso costo; in realtà, stanno uscendo diversi articoli sull'aumento che l'EDF sta chiedendo: aumento non trascurabile, e in altri articoli si parla di passare da 34 €/MWh a circa 45 €/MWh (con 42 €/MWh accettabile come compromesso). Il direttore generale dell'EDF ha detto che vendere a meno di 42 €/MWh sarebbe una rovina (pillage). In generale, il concetto è chiaro: l'EDF non ce la fa e vuole aumentare i costi.

A quanto riportato qui, l'impatto dei costi è aumentato da quando sono venuti meno le sovvenzioni statali e gli introiti provenienti dall'acquisto militare delle scorie.

Ci sarebbero poi da considerare i costi a fine vita della centrale, ma non ci entro perché attualmente non ho abbastanza materiale. Aggiunta: Articolo di ASPO-Italia in merito.

A questo si va ad aggiungere la disponibilità di combustibile: innanzitutto, già ora non ne estraiamo abbastanza e copriamo la mancanza con accumuli e bombe dismesse; inoltre, partendo da dati della Nuclear Energy Agency, l'Energy Watch Group ha sviluppato un grafico delle scorte in relazione a diverse ipotesi di richiesta. Si parla di scorte per ottant'anni (cento, secondo il calcolo NEA), ma ci sono calcoli che danno risultati molto peggiori (trenta/quarant'anni).

Anche prendendo i dati qui (WNA è un'associazione che promuove il nucleare) riportati, al consumo attuale si ottiene una durata di circa ottant'anni, senza considerare però il picco (in breve: i problemi non iniziano quando la risorsa finisce, ma quando scarseggia). Altre fonti sembrano dare oltre duecento anni di risorse, al consumo attuale, ma senza dati, e il WNA cita altre possibilità, che aumenterebbero la durata (anche se in realtà non tutte potrebbero essere fattibili: estrarre uranio dall'acqua di mare, per esempio, potrebbe richiedere piú energia di quanto ne fornisca poi il combustibile).

Dal combustibile passiamo alla vita della centrale: si sente parlare di numeri che vanno dai trenta ai sessant'anni. Trenta/quaranta è in effetti la vita media che si dà alle centrali normali; viene quindi da chiedersi se una centrale nucleare, che comunque a causa del bombardamento di neutroni è sottoposta a sforzi e costi superiori, possa arrivare a sessant'anni.

In Germania volevano aumentare la vita di otto o dodici anni (a seconda dell'anno di costruzione); stando a quanto riportato in quell'articolo, la vita delle centrali costruite prima del 1980 sarebbe andata da 39 a 43 anni, mentre per quelle costruite dal 1980 in avanti da 33 a 42 anni (date di costruzione prese da qui). Alla luce di quanto successo in Giappone sta riconsiderando la cosa.

In ogni caso, stando a questo articolo non ci sono evidenze pratiche che provino la possibilità di estendere a sessant'anni la vita degli impianti.

Ultimo punto: l'inquinamento. È vero che durante la generazione la centrale non emette gas serra, ma lo stesso non si può dire se si considera l'intero ciclo di estrazione, raffinazione, arricchimento ecc. dell'uranio; per esempio, questo studio dell'EIA fa vedere che nel 2001 la filiera di arricchimento statunitense ha immesso in atmosfera 405,5 tonnellate di freon/CFC-114; parlando di effetto serra, un chilogrammo di CFC-114 vale 9 000÷10 000 chilogrammi di CO2 (vedi lo studio già indicato e la tabella riportata qui). Qui Beric ha trattato l'argomento in maniera abbastanza approfondita, inutile quindi che mi metta a ripetere tutto.

 

Una nota in chiusura: contrariamente a quanto si crede solitamente, il referendum del 1987 non ha vietato la costruzione di centrali nucleari in Italia.

 

Aggiunta: Ho aggiunto il collegamento a questo messaggio anche nel messaggio di apertura, modificando intanto la voce sul nucleare.

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Aggiungo una cosa a quanto detto da Mornon: nel caso francese, i costi del nucleare sono sempre stati bassi semplicemente perché, nel bilancio dello Stato, il nucleare viene a piacere spalmato tra la voce energetica e quella militare.

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C'è anche da dire - ma qui prendetelo con le molle, perché vado a memoria e non ho fonti sottomano - che l'EDF riusciva a non chiudere il bilancio generale in negativo per un misto di trasmissione (che chiudeva in positivo) e di soldi dati dallo Stato. Senza quelli, rosso pieno.

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  • 2 weeks later...

Articolo interessante. Come alcuni di coloro che l'hanno commentato, però, sarei curioso di conoscere il dato relativo alla quantità di energia rinnovabile prodotta per abitante, in modo da tener conto del diverso peso demografico tra il nostro Paese e la Germania. Ignoravo inoltre il grande peso che avesse l'idroelettrico in Italia: sapevo che era importante, ma non immaginavo che il boom economico degli anni '60 si fosse basato pesantemente su di esso. Come mai allora nel tempo questa importanza è andata via via scemando?

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Il conto dell'energia rinnovabile pro capite si può fare abbastanza facilmente; prendendo i dati da quell'articolo e - per il numero di abitanti - dalle relative pagine di Wikipedia inglese:

 

• Produzione annua: 593 TWh (Germania) contro 290 TWh (Italia).

• Percentuale rinnovabile (eolico + fotovoltaico): 43,2 TWh contro 7,7 TWh.

• Percentuale rinnovabile (eolico + fotovoltaico + idroelettrico): 68,8 TWh contro 64,2 TWh.

• Abitanti (stima 2010): 81 757 600 contro 60 605 053.

• Energia pro capite (eolico + fotovoltaico): 528 kWh/ab contro 127 kWh/ab.

• Energia pro capite (eolico + fotovoltaico + idroelettrico): 841 kWh/ab contro 1059 kWh/ab.

 

Comunque, in questo caso questo dato non mi pare particolarmente significativo: se una persona consuma 100, di cui 10 rinnovabili (10/ab da rinnovabili), è messa peggio di due che consumano 100 in tutto, di cui 20 da rinnovabili (10/ab da rinnovabili).

Detto in altri termini: se uno non consumasse, il fatto che produrrebbe 0 W/ab da rinnovabili avrebbe un qualche peso?

 

Per l'importanza dell'idroelettrico: bisognerebbe vedere se ci sono ancora grandi bacini disponibili; se no, se c'è la disponibilità (statale e locale e ambientale) di farne; altrimenti, valutare se e quali corsi d'acqua potrebbero sopportare quante centrali.

Una centrale come quella di Entracque ha bisogno di un bacino di dimensioni rilevanti.

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