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Drogon

serie tv

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MezzoUomo ne aveva parlato nella discussione sulla serie tv relativa: diceva che era talmente brutta da non riuscire a smettere di vederla. Riporto il commento:

 

Il 15/1/2020 at 07:40, MezzoUomo dice:

È così brutta 'sta serie, un tale incredibile cumulo di nefandezze, che ammetto di non riuscire a smettere di guardare, tipo i video russi degli incidenti su youtube.

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Fascino del trash insomma, avevo inteso giusto :unsure:

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Credo di essere tra le poche persone qui a cui è piaciuta The Witcher. Sto persino meditando l'acquisto su Pampling di una maglietta nerdissima dedicata alla serie!  :unsure:

 

Invece, passando ad altro, qualcuno ha visto "Locke and key"? Com'è ne vale la pena?

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%d/%m/%Y %i:%s, ***Silk*** dice:

 

Non ci credo che tu non abbia visto WestWorld! 

Attendo un tuo commento nell'apposito topic! XD

Ne ho sentito parlare così male (e avevo già trovato catastrofica la S2) che fatico a trovare il coraggio di guardare la S3. Perché il dolore nel vedere del tutto affondare una serie che alla prima stagione mi aveva stregato...

 

The Witcher è una roba assurda, un trash insensato, una sequela di schifezze così spudorata che non posso fare a meno di guardarla.

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Seriamente non saprei da dove cominciare...

 

L'intera estetica della serie, tolti gli addominali del protagonista e le tette di Yennefer, è orribile. Costumi, trucco-parrucco, oggetti di scena, tutto.

 

E' filmata, fotografata e montata come una serie economica degli anni '90. Veramente non c'è una inquadratura decente, è scolastica a livelli semplicemente inconcepibili per il 2020.

 

Il ritmo narrativo è completamente scompaginato, così come il tono della serie è bipolare, non sono mai riuscito a prendere minimamente sul serio le vicende dei protagonisti.

 

La scrittura è improponibile, i personaggi sono tagliati con una accetta neppure affilata, non ho sentito il minimo afflato empatico nei confronti di nessuno di loro.

 

La storia è risibile, sembra una sessione di D&D gestita da un DM manco particolarmente bravo.

 

Poi mi  sono divertito a vederla e a commentarla con gli amici, ma siamo al livello de Il Segreto o giù di lì.

 

Per altro, il fatto che Alik Sakharov se ne fosse scappato a metà della produzione mi aveva fatto subito pensare male.

 

Fortunatamente dopo ho visto ATLANTA e ho ripreso un po' di fiducia nel genere umano...

 

 

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Io questa mediocrità non l'ho vista, anche se in effetti non potrei definirmi un inteditore di serie tv (non ne vedo quantità industriale ogni anno come molti qui). Però mi ha invogliato a leggere i libri, e questo è già tanto.

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Il 8/6/2020 at 14:24, Manifredde dice:

Sono ormai alla terza stagione di The man in the high castle, e devo dire che mi sta piacendo molto. La sto comunque trovando un pó lenta (o meglio, dai ritmi incostanti) e alle volte ho l'impressione che si approfondiscano sottotrame che nessuno ha chiesto e a cui nessuno é interessato. Ci sono inoltre alcuni personaggi che hanno un arco narrativo molto approfondito, ma che non si capisce dove voglia andare a parare:

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A me piace molto il personaggio di Smith, é tridimensionale, sfacettato. Fedele al Reich ma non crudele, anzi a livello umano con amici e famiglia non puó che generarmi simpatia. Peró la parte della malattia del figlio sembrava fatta apposta per iniziare un percorso di cambiamento che tuttavia non é mai stato intrapreso. Quindi boh?

Giuliana non é malaccio come personaggio, ma per essere il protagonista é un pó "passiva": le ragioni per cui fa le cose che fa non sono mai davvero personali. Persino la decisione di sostituirsi alla sorella dopo che questa é morta non deriva da una vera necessitá interiore, ma solo il desiderio di scoprire perché la sorella é morta.

Infine, il ministro del commercio giapponese é troppo spesso impegnato in sottotrame soporifere.

 

Ho trovato straniante che i nazisti siano stati visti in maniera tutto sommato "neutrale": sono assolutamente a favore di narrazioni piú sottili di rappresentazioni caricaturali di personaggi e idee, e mi piacciono le storie che comunque mi destabilizzano e interrogano, ma non so se il nazismo possa prendere parte a questa sorta di "rivalutazione": é da condannare, sempre comunque e in qualsiasi forma. Superato questo ostacolo, la rivalitá tra giapponesi, nazisti e resistenza da vita ad interessanti intrecci.

Domanda: com'é che sembra che esista soltanto Berlino e NY/San Francisco? Gli stati uniti dovrebbero essere una provincia remota, eppure sembra che al di lá del quartier generale di Berlino, tutto il resto venga fatto in america. Nulla in Italia, in Francia, in Spagna, in Inghiltera, quasi come se non esistessero neppure :ehmmm:

 

A parte questo, per il momento é una serie che seguo con piacere: ben fatta (non "lussuosa", ma quando c'é bisogno dell'effetto, di solito é di qualitá da decente a buona). I personaggi e le situazioni sono trattati con rispetto e serietá e alcuni personaggi sono particolarmente interessanti.

Attori in genere molto in forma. Ho trovato Rufus Sewell e l'attrice che interpreta la moglie (Chelah Horsdal, pare) particolarmente espressivi.

A me aveva colpito

1)gli americani dell'est sembrano essere stati nazificati senza grossi problemi. 

2)il personaggio migliore è l'ispettore kido che si destreggia molto bene  tra l'essere un nazionalista/repressore  spietato e un uomo capace di essere onorevole anche con persone che i giapponesi considererebbero infimissime. 

Sui tuoi dubbi posso dire 

1)come serie americana non è strano che si concentri sugli usa e poco più. 

2) la premessa che il reich e il Giappone si sono divisi il mondo e gli usa è da accettare tramite sospensione dell'incredulita' (anche solo per una questione di logistica sarebbe impossibile) 

3)su Jon Smith che rimane fedele alla Germania anche dopo la vicenda del figlio, la s4 darà una risposta. 

4)un po' come Vikings, ci tengono a darsi un'aria filosofica indugiando sugli aspetti più mistici, che sono anche più lenti nello svolgersi 

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3 hours fa, MezzoUomo dice:

Seriamente non saprei da dove cominciare...

 

L'intera estetica della serie, tolti gli addominali del protagonista e le tette di Yennefer, è orribile. Costumi, trucco-parrucco, oggetti di scena, tutto.

 

E' filmata, fotografata e montata come una serie economica degli anni '90. Veramente non c'è una inquadratura decente, è scolastica a livelli semplicemente inconcepibili per il 2020.

 

Il ritmo narrativo è completamente scompaginato, così come il tono della serie è bipolare, non sono mai riuscito a prendere minimamente sul serio le vicende dei protagonisti.

 

La scrittura è improponibile, i personaggi sono tagliati con una accetta neppure affilata, non ho sentito il minimo afflato empatico nei confronti di nessuno di loro.

 

La storia è risibile, sembra una sessione di D&D gestita da un DM manco particolarmente bravo.

 

Poi mi  sono divertito a vederla e a commentarla con gli amici, ma siamo al livello de Il Segreto o giù di lì.

 

Per altro, il fatto che Alik Sakharov se ne fosse scappato a metà della produzione mi aveva fatto subito pensare male.

 

Fortunatamente dopo ho visto ATLANTA e ho ripreso un po' di fiducia nel genere umano...

Eh come ti quoto... hai colto benissimo le pecche!

Questo in particolare è stato anche il mio problema maggiore:

"il tono della serie è bipolare, non sono mai riuscito a prendere minimamente sul serio le vicende dei protagonisti" e penso che lo sia stato anche per molti altri che poi hanno abbandonato.

Ciononostante direi un merito agli attori che comunque fanno il loro nonostante i limiti della storia, anzi deve essere pure difficile sembrare credibili o per lo meno non ridicoli con questi difetti a monte.

Eccepisco solo su una cosa: non tutte le inquadrature sono così brutte, io per esempio ho trovato molto bello il piano sequenza (non sono sicura del nome) del combattimento finale del primo episodio, interessante per lo stile nuovo (combattimenti fantasy cosi non ne avevo mai visti se non forse un qualcosa in king arthur) e videogiocoso. 

L'estetica è al 99% effettivamente orrenda ma mi era piaciuta la campagna promozionale.

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Sì hai ragione, infatti i primi episodi (in particolare il pilot) non sono così tremendi. Andato via Sakharov c'è stato un continuo peggioramento, le ultime due puntate sono surreali nella loro bruttezza.

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Concordo sul pilot, effettivamente sarebbe stato un disastro se facevano un bordello già con quello :ehmmm: anche tra le inquadrature nella radura con Renfry e Geralt ce ne sono alcune di quasi ispirate, salvo il difetto che il loro dialogo più importante non viene mai ripreso con entrambi sullo schermo ma solo alternando loro 2 di profilo e questa è una cosa che in generale mi dà sempre fastidio perché non permette di avere una visione d'insieme dei personaggi coinvolti e le loro reazioni in contemporanea.

Il problema degli episodi finali è collegato al tono generale della serie un "vorrei essere epico" ma non ci riesco a causa appunto della bipolaritá generale (troppo cupa e troppo comica, forse anche involontariamente)

e anche di una certa pezzenteria di fondo (assedio di Cintra? Ne vogliamo parlare? 2 secondi per espugnare una città che si preparava da anni alla guerra e la cui unica difesa è un muro invisibile eretto da un mago che per mantenerlo deve sporgersi dalla finestra?). Qui però non capisco se sia un problema della serie o della storia.

 

Riguardo i protagonisti e i personaggi in generale, invece, ripensandoci a me non sembrano neanche tagliati con l'accetta, non sembrano praticamente nulla... non si capisce nulla delle loro motivazioni (Geralt in primis, a parte il fatto che dovrebbe essere tenebroso/tormentato ma che è buono come ci sbattono in faccia ogni 2x3 io continuo a non capire una miccia di lui) che ok all'inizio ci può stare ma verso la fine dovrebbe anche intuirsi qualcosa... invece siamo praticamente al punto di partenza e forse neanche quello perché nel frattempo alcuni fanno cose che vanno contro quello che hanno sempre professato (vedi Yennefer che aiuta la maga nonostante il suo odio per lei e il posto in cui è stata addestrata).

 

Ho visto comunque che adesso Matiosky fa il commento agli episodi in compagnia di Immanuel Casto e, nonostante mi sia scaduto molto Matiosky nel tempo, avevo trovato molto godibili i suoi commenti a Game of Thrones, soprattutto validi quelli con l'apporto di Immanuel che si soffermava anche sull'analisi tecnica e non solo sulla facile ironia.

Sarei curiosa di sentire questi a The Witcher ma non so se farmi del male XD

 

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Ah si, avevo visto il trailer e mi ispirava.

Però a volte i trailer sono ingannatori :unsure:

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Sembra interessante, peccato che Artù sia interpretato da un attore di colore.

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9 hours fa, alexxxk dice:

Sembra interessante, peccato che Artù sia interpretato da un attore di colore.

 

Ormai è d'obbligo il blackwashing su tutto, altrimenti si è omofobi e razzisti.

Comunque il trailer è promettente, gli darò una possibilità.

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