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Qualcuno sta guardando Westworld 4?

Finora sono uscite 6 puntate su 8, è sicuramente più avvincente e meglio concepita della quasi inguardabile stagione 3 ma per quanto mi concerne i difetti rimangono quelli di sempre: produzione impeccabile, recitazione ottima, ma rimane un gelido gioco intellettuale incapace di emozionare. Complice anche il fatto che non c'è un solo personaggio che susciti la minima empatia, sono tutti odiosi e per quanto mi concerne potrebbero finire tutti sterminati da una catastrofe nucleare e m'importerebbe meno di zero. 

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3 minuti fa, Pongi ha scritto:

Complice anche il fatto che non c'è un solo personaggio che susciti la minima empatia, sono tutti odiosi e per quanto mi concerne potrebbero finire tutti sterminati da una catastrofe nucleare e m'importerebbe meno di zero.

Sembra quello che pensavo di GoT all'inizio :blink:

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25 minuti fa, Pongi ha scritto:

Qualcuno sta guardando Westworld 4?

Finora sono uscite 6 puntate su 8, è sicuramente più avvincente e meglio concepita della quasi inguardabile stagione 3 ma per quanto mi concerne i difetti rimangono quelli di sempre: produzione impeccabile, recitazione ottima, ma rimane un gelido gioco intellettuale incapace di emozionare. Complice anche il fatto che non c'è un solo personaggio che susciti la minima empatia, sono tutti odiosi e per quanto mi concerne potrebbero finire tutti sterminati da una catastrofe nucleare e m'importerebbe meno di zero. 

Io la sto guardando. Non ricordo quasi nulla della terza stagione ma la quarta mi sta prendendo parecchio

Non siamo ai livelli di scrittura della prima ma mi sembra che gli showrunners abbiano cercato questa volta di fare le cose con un minimo di logica e di criterio..

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18 ore fa, Menevyn ha scritto:

Visti i primi tre episodi di The Sandman. La prima impressione è prevalentemente positiva, per ora, la prima stagione si concentra sui primi due volumi della serie originale, sicchè ci sarà poco materiale, al termine di questa prima stagione, per dare un voto sufficientemente risolutivo. Per ora Sogno, oltre ad una certa aderenza estetica alla sua controparte cartacea, non gli somiglia poi tanto sul piano caratteriale, ma siamo ancora agli inizi. Vedremo.

Ma i fumetti di Gaiman di cosa parlano? Non ti fare problemi a spoilerare:victory:

Sono ancora indeciso se cominciarla o meno come puro passatempo in attesa di HOTD e di ROP

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2 ore fa, JonSnow1992 ha scritto:

Ma i fumetti di Gaiman di cosa parlano? Non ti fare problemi a spoilerare

 

The Sandman è una serie parzialmente antologica, intreccia storie indipendenti ed autoconclusive con una trama principale che segue le vicende di Sogno e degli altri Eterni (che nell'universo DC sono potentissime entità che personificano diversi aspetti dell'esistenza mortale, oltre a Sogno di sono Morte, Destino, Desiderio, Disperazione, Delirio e Distruzione). L'antefatto da cui parte la serie e da cui si dipana la trama principale è

Spoiler

la cattura di Sogno da parte di una setta esoterica, che in realtà mirava a Morte per costringerla a resuscitare il figlio del capo della setta. A Sogno vengono rubati il suo elmo, la pietra dei sogni e la sabbia dei sogni e resta prigioniero per quasi 80 anni (116 nella serie), durante i quali il suo Regno va in rovina e questo provoca ripercussioni caotiche e pericolose nel mondo materiale. Alla fine riesce a liberarsi, ed intraprende una serie di viaggi per ricostruire il suo Regno, recuperare gli oggetti che gli sono stati rubati e sono in mani mortali (l'elmo finisce addirittura all'Inferno).

 

La serie poi affronta varie tematiche ed attinge a miti, tradizioni e religioni molto diverse tra di loro. E' una lettura che io consiglio assolutamente.

 

3 ore fa, Pongi ha scritto:

Complice anche il fatto che non c'è un solo personaggio che susciti la minima empatia, sono tutti odiosi e per quanto mi concerne potrebbero finire tutti sterminati da una catastrofe nucleare e m'importerebbe meno di zero. 

 

Concordo. Premesso che la terza stagione l'ho apprezzata di più, per quanto la trama puzzasse di visto e rivisto, per ora la quarta è proprio fiacca.

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Non una serie tv, ma un documentario, quello sulla ILM offerto da disneyplus e che racconta della nascita della compagnia di Lucas prima (e quindi del suo lavoro per Star Wars) e della rivoluzione digitale che ha alimentato dopo.

Certo che proprio tutti i grandi pionieri del settore o quasi hanno lavorato in ILM: da Tippet a Muren, da Dykstra a Catmull, da Knoll a Edlund, persino Joe Johnston, ora regista, si occupava degli effetti e della design (e a giudicare dai disegni mostrati nel documentario, caspita se sapeva disegnare!).

 

Documentario affascinante, molte delle storie raccontate non saranno nuove per chi é appassionato di queste cose, ma qualche chicca la si puó scoprire comunque grazie alle interviste agli artisti degli effetti speciali che ricordano quei primi anni, rivelando dettagli magari meno noti. Come, ad esempio, il fatto che Joe Johnston era esaurito alla fine della trilogia e voleva abbandonare tutto. É stato George Lucas che, parlandone con lui, si é offerto di pagargli gli studi presso una scuola di cinematografia avviandolo alla carriera di regista.

 

Insomma, lo consiglio.

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Il 6/8/2022 at 19:50, Menevyn ha scritto:

 

 

 

Concordo. Premesso che la terza stagione l'ho apprezzata di più, per quanto la trama puzzasse di visto e rivisto, per ora la quarta è proprio fiacca.

 Il problema principale di Westworld, secondo me, è che il tema portante della serie -il conflitto tra l'umanità degli esseri umani e quella degli androidi- è sviluppato in modo troppo cervellotico, e se all'inizio poteva intrigare ora  siamo ormai smarriti nella ridda di copie, copie delle copie, gente che sembra qualcuno ma poi contiene l'HD di qualcun altro, gente che sembra umana ma è un androide, gente che sembra un androide ma è umana, nonchè il fracassamento di palle dei loop temporali. Tutto questo trovo che abbia fatto perdere di vista il punto: come possiamo affezionarci a un personaggio se già sappiamo che anche se crepa male niente paura, verrà clonato? E che comunque se lo clonano non è detto che abbia la stessa personalità, e neppure che sia lo stesso di prima? Di fatto passiamo il tempo a grattarci la pera per capire cosa diavolo sta succedendo.

A mio modo di vedere, perchè un tema così visto e stravisto funzioni gli androidi devono avere una personalità ben definita, non essere solo dei contenitori. Personalmente, i due esempi più recenti che ho apprezzato -pur non essendo del tutto convinta della riuscita dell'opera che li contiene- sono la Ava di Ex Machina (personaggio in sè banale, ma l'idea di carrozzarla in modo da non farci mai dimenticare che è un robot è molto buona) e soprattutto la Mother di Raised by Wolves: la trovata del conflitto tra l'identità originaria di androide assassino e la riprogrammazione da madre amorevole che la rende schizofrenica  (schizofrenica come può esserlo un androide, non un essere umano) è geniale. Aiutata dalla straordinaria prova recitativa di Amanda Collin: quando nelle recensioni scrivono che quelle cagnacce di attrici di Westworld recitano bene, forse dovrebbero ridare un'occhiata alla Collin...

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4 ore fa, Manifredde ha scritto:

Insomma, lo consiglio.

 

Quoto, è bellissimo.

 

2 ore fa, Pongi ha scritto:

A mio modo di vedere, perchè un tema così visto e stravisto funzioni gli androidi devono avere una personalità ben definita, non essere solo dei contenitori.

 

Io trovo che tutti i personaggi abbiano una personalità ben definita, Maeve su tutti, è dalla terza stagione in avanti, quando Dolores si replica innestando le sue copie in altri host, che in effetti si ha un pò di confusione, e se da una parte questo aggiunge spessore alla caratterizzazione del suo personaggio, della Dolores "principale", dall'altra fa sì che le sue copie siano effettivamente viste come degli strumenti e basta, e di fatto smettono di svilupparsi. Anche in questa stagione, con la Hale, si fa fatica ad inquadrarla (e comunque come attrice non è che sia granchè). Ma è la stagione in sè che come ho detto, trovo abbastanza banale.

Sull'eccessiva cerebralità dello sviluppo della trama, boh, io l'ho trovata molto ben scritta, quasi elegante (anche per merito di Hopkins), forse lenta in alcuni tratti, e mooolto lenta in altri, ma comunque piacevole, senza eccessive divagazioni - non ci allontaniamo mai dai temi dell'identità e del libero arbitrio, fondamentalmente.

 

2 ore fa, Pongi ha scritto:

Personalmente, i due esempi più recenti che ho apprezzato -pur non essendo del tutto convinta della riuscita dell'opera che li contiene- sono la Ava di Ex Machina (personaggio in sè banale, ma l'idea di carrozzarla in modo da non farci mai dimenticare che è un robot è molto buona) e soprattutto la Mother di Raised by Wolves: la trovata del conflitto tra l'identità originaria di androide assassino e la riprogrammazione da madre amorevole che la rende schizofrenica  (schizofrenica come può esserlo un androide, non un essere umano) è geniale.

 

Sono d'accordo.

 

2 ore fa, Pongi ha scritto:

quando nelle recensioni scrivono che quelle cagnacce di attrici di Westworld recitano bene, forse dovrebbero ridare un'occhiata alla Collin...

 

Tolta Thandiwe Newton, non è che il resto del cast brilli, in effetti... :ehmmm:

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Il 6/8/2022 at 16:55, JonSnow1992 ha scritto:

Ma i fumetti di Gaiman di cosa parlano? Non ti fare problemi a spoilerare:victory:

 

Non so se usi Audible (si può comunque fare la prova gratis di un mese), ma se vuoi farti un'idea della trama e delle atmosfere ti consiglio di recuperare la versione audiolibro, fatta davvero molto bene:)

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Ieri sera ho iniziato a vedere Outer Range. La premessa pare interessante* e l'esecuzione, lenta e che si prende i propri tempi, la sostiene in maniera efficace. Sono al terzo episodio, vediamo come procede.

 

*ma rischiosa: potrebbe degenerate in qualche allucinato pippone meta-pseudo-filosofico difficilmente digeribile. Si cammina su ghiaccio sottile, temo...

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Sono a metà di Sandman e confermo il giudizio positivo.

La puntata 5, che assieme alla 6 viene indicata un po' ovunque come la più riuscita di questa prima stagione, l'ho apprezzata forse un filo meno di quanto pensassi.. paradossalmente, quella parte di trama mi ha fatto più effetto nell'audiolibro (sarà che una fruizione solo uditiva dà più spazio all'immaginazione, contando solo su voci e musiche).

 

Se fosse stata una serie HBO, probabilmente si sarebbero spinti un po' oltre, qui invece le parti più crude sono comunque abbastanza edulcorate e mai eccessive.

Il Lucifero della Christie per me funziona, le critiche sul fatto che sia impersonato da una donna non hanno nessun senso visto che il personaggio è reso senza connotazione sessuale: è un'attrice che impersona un'entità priva di sesso, punto.

 

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Finita The Sandman.

Devo dire che sono abbastanza combattuto. Da una parte c'è una innegabile fedeltà al fumetto originale (anche visiva, in un modo quasi eccessivo, se si considera che per il resto la serie è calata in un contesto molto meno onirico e stravagente e più normanle del fumetto, finendo per essere visivamente banale); certo adattare in dieci episodi parte dei primi due volumi del fumetto ha chiaramente reso necessario iper comprimere tante cose, trame e personaggi, ma questo è il prezzo che deve pagare ogni trasposizione televisiva o cinematografica. Che però è comunque un impoverimento.

Per il resto, il cast, con qualche eccezione, non mi pare funzionare troppo, su tutti Morfeo, Sturridge. Come ho già detto, dove il Morfeo cartaceo è duro, inflessibile e temibile, Sturridge riesce a sembrare solo freddo e distaccato, il che è un problema. Anche il cambiamento estetico di Morte è un problema, perchè se da una parte il suo rapporto con Sogno non cambia, non riesco a vederla, a riconoscerla, come quel personaggio ormai iconico che era nei fumetti. Perfino il nuovo, anzi, la nuova Constantine sembra un'imitazione di quello classico che compariva nel fumetto, forse sarebbe stato meglio darle una caratterizzazione maggiormente autonoma.

 

Nel complesso la serie può definirsi riuscita, ma mi sembra molto, molto lontana dal fumetto per atmosfera, fascino, originalità, complessità. Che The Sandman fosse una di quelle opere impossibili da trasporre lo si sapeva (e a me il coinvolgimento di Goyer faceva molta paura, visti i suoi precedenti lavori), ma sarebbe stato il caso di seguire una ricetta diversa per questa serie. Uno stile più simile a Legion, per dire, secondo me avrebbe funzionato.

 

Il 13/8/2022 at 17:42, ryer ha scritto:

Il Lucifero della Christie per me funziona, le critiche sul fatto che sia impersonato da una donna non hanno nessun senso visto che il personaggio è reso senza connotazione sessuale: è un'attrice che impersona un'entità priva di sesso, punto.

 

L'ho trovata anch'io perfetta; un Lucifero androgino, del resto molto simile a quello della serie a fumetti, ambiguo, mellifluo, i fan avrebbero voluto Tom Ellis, della serie Lucifer (che tra l'altro è uno spinoff proprio di The Sandman), ma secondo me sarebbe stato un grosso errore - e non solo perchè la serie era scarsa. :blink:

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13 ore fa, Menevyn ha scritto:

 Anche il cambiamento estetico di Morte è un problema, perchè se da una parte il suo rapporto con Sogno non cambia, non riesco a vederla, a riconoscerla, come quel personaggio ormai iconico che era nei fumetti.

Però dal punto di vista recitativo non le si può dire nulla: la resa del carattere del personaggio, la voce, lo sguardo gentile sono perfettamente in linea.

Secondo me queste cose alla fine contano di più dell'aspetto (capisco perfettamente che l'originale sia super-iconico, ma alla fine l'unica differenza sostanziale è il non essere bianca, non stiamo parlando di uno stravolgimento totale).

 

 

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1 ora fa, ryer ha scritto:

capisco perfettamente che l'originale sia super-iconico, ma alla fine l'unica differenza sostanziale è il non essere bianca, non stiamo parlando di uno stravolgimento totale

 

No, vero, infatti per il resto il personaggio è fedelissimo alla sua controparte cartacea, ma il fascino del personaggio stava nel contrasto, c'era questa ragazzina pallida dal look gotico, la personificazione della Morte, dalla quale ti saresti aspettato tutto meno che fosse allegra, gentile e premurosa. Con un'attrice di colore quell'aspetto è venuto meno.

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Ho visto Resident Evil. Sono contenta che Netflix abbia così tanti soldi da buttare. Il prodotto non funziona in NULLA, toccate vette di noia e sciatteria che non mi sembravano possibili. Eppure si parla di una seconda stagione. 

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