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Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

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Finito di leggere "Branchie" di Niccolò Ammaniti.

Bello, fresco...

Lo definirei abbastanza moderno, sia come scrittura che come lettura.

E' la bellissima avventura di un ragazzo romano che scopre di essere malato di cancro..ma non c'è niente di triste nel racconto anzi...è tutto molto scorrevole veloce, ironico e molto surreale!

Consiglio a tutti!

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ho appena finito di leggere "Rapporto Pelican" di Grisham.

 

in periodo di esami una lettura leggera e non impegnativa è il massimo, Grisham riesce a unire queste cose ad uno stile scorrevole e ad una trama che appassiona, senza mai risultare noioso e scadere nel banale.

 

due giudici della corte suprema vengono uccisi in circostanze misteriose e una ragazza, quasi per gioco, scrive un ipotesi su quella che potrebbe essere la soluzione del delitto... questo rapporto le cambierà la vita.

 

questa la trama, molto in breve. classico libro di Grisham, se non avete altro da leggere o non potete immergervi in qualcosa di più, questo libro fa per voi <img alt=" />

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ok, mancando per un po' di giorni la linea internet, ho potuto approfittarne per leggere un bel librone di quelli che piacciono a me, e di cui si era accennato come anteprima non ricordo dove ma qui su barriera: LA SCOMPARSA DELL'EREBUS, di Dan Simmons. è un romanzo storico sull'esplorazione dell'artide, alla ricerca del passaggio a nordovest. premetto subito che il titolo è quantomai inadatto: infatti, il titolo originale è The terror, che era un gioco di parole tra il cattivo e una delle 2 navi, per l'appunto la terror. andiamo con ordine. la storia è la scomparsa della spedizione franklin alla ricerca del passaggio a nordovest, con 2 navi, la erebus e la terror (le navi e la spedizione sono reali, così come gli equipaggi. le navi, peraltro, erano reduci dall'esplorazione antartica al comando si sir Ross). insomma, le navi rimangono imprigionate nel ghiaccio, e il romanzo è la lotta per la sopravvivenza dei 2 equipaggi. c'è anche il cattivo di turno, o meglio i cattivi, ma non dico altro per non spoilerare.

che dire? simmons è simmons, qualunque cosa scriva. io ho letteralmente ADORATO questo libro, 800 pagine di pura suspance, in cui, c'è da dirlo, c'è molta meno azione di quanto sembri. eppure, tutto il libro è pieno di azione, anche nei momenti apparentemente morti. lo stile è perfetto, claustrofobico, disperato, buio e terrorizzato, e i personaggi sono estremamente vivi. insomma, una lettura consigliatissima. anche la traduzione mi sembra buona, ma non avendolo letto in iinglese non so dire di più. alla fine del libro c'è anche l'elemento di finzione pura, proprio in stile sci-fi o fantasy, ma non cambia di niente la struttura e la solidità dell'opera.

difetti? beh, direi il titolo prima di tutto, ma è secondario. più che altro la descrizione dei movimenti sulle navi a tratti è disorientante, non tanto per poca chiarezza, quanto per chiarezza eccessiva. simmons usa moltissimi termini marinari che mi hanno un po' confuso. e nella parte più romanzesca, forse si cede un po' troppo alla morale ambientalista, giusto un po'. voto finale 8/10

 

la scena: l'ice master blanky che cerca scampo dalla creatura dei ghiacci. pura adrenalina al buio; i sogni del capitano Crozier.

 

p.s.

per evitare quanto accaduto nella mia recensione su il signore della paura, invito chi volesse chiarimenti o discussioni, a messaggiarmi in pvt. eviteremo di andare OT, grazie

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Ragazzi, che viaggio che mi sono fatto...

In poche ore mi sono fatto davvero un bel viaggio assieme a Candido, il protagonista del libro omonimo, di Voltaire.

 

Davvero non credevo che nel '700 si potessero scrivere cose così "avanti", di gusto. Certo è Voltaire direte voi..ma l'avete letto?

Fa molto piccolo principe, molto concentrato sulle morali, sugli insegnamenti e sulla filosofia del libro più che sui contenuti o le vicende, che spesso sono descritte in modo veloce, quasi fiabesco.

 

Veramente un libro bellissimo.

 

I breve: Candido è un giovane ragazzo che innamorato della bella Cunegonda si inoltra in un'avventura completamente unica, ambientata nell'Europa del '700, tra Germania, Francia, Paraguay, El Dorado, Italia e quant'altro. Il tutto inzuppato in una massima sull'ottimismo, al centro di tutti gli avvenimenti.

 

Buona lettura (sono all'incirca 94 pagine per cui è obbligatorio)

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Ho appena terminato di leggere due libri interessanti,ma dato che l'ho fatto quasi di seguito e senza recensire il primo,metto qua entrambe le mie impressioni.

 

 

Il primo libro che ho terminato di leggere è stato "Anna Karenina",di Lev Tolstoj. Questo possente monumento della letteratura russa (sono circa 1000 pagine),che a tutta prima mi spaventava con le dimensioni,si è rivelato una lettura interessante e ricca di fascino. Non tanto per le accurate descrizioni,ai limiti del fotografico,con cui l'autore rende benissimo quella che era la vita nella Russia degli zar a metà dell'800,soprattutto delle classi agiate. Non solo per le interessanti disquisizioni su temi allora di bruciante attualità (le condizioni di vita delle masse contadine,il nascente comunismo,il conflitto russo-turco,ecc).No,il vero motivo d'interesse di quest'opera sta tutto nei suoi due protagonisti,o dovrei dire piuttosto nel conflitto a distanza che oppone la protagonista Anna Karenina all'antagonista Levin. La storia d'amore che Anna vive col conte Vronski,sfidando il gelido conformismo del marito e dell'alta società russa,è infatti il lato oscuro di quella stessa medaglia che,sul lato più luminoso,mostra invece la delicata storia d'amore tra il rude ma buon Levin e l'inesperta Kitty.Le due vicende scorrono parallele,l'autore evidentemente intenzionato a condannare la prima quanto lo è ad esaltare la seconda.Eppure,l'operazione non riesce del tutto.Il destino di Anna è decisamente triste,la condanna del suo amore che tutto esclude senza appello,ma si percepisce chiaramente come,sotto sotto,Tolstoj ami questa sua impavida eroina,della cui fama presso i lettori lui stesso rimase sopreso e,forse,seccato.

Due grandi storie d'amore,una tragica e l'altra più serena,sullo sfondo di un mondo destinato a sparire di lì a una trentina d'anni.Un capolavoro che,al più presto,dovrò assolutamente vedere nella versione cinematografica con Sophie Marceau (Anna),Sean Bean (Vronski) e Alfred Molina (Levin).

 

 

Il secondo libro,che ha richiesto appena un paio di pomeriggi,è stato invece "Una stanza tutta per sè",di Virginia Woolf.Classico esempio di quel saggio narrativo che è così tipico della letteratura inglese,l'opera affronta la cruciale questione del rapporto tra le donne e il romanzo.L'autrice,in uno stile che mescola sapientemente lirismo (impagabili le descrizioni del paesaggio autunnale ad Oxbridge,immaginaria mescolanza di Oxford e Cambridge) ed umorismo ("la capacità del mio borsellino di generare banconote da 10 scellini mi lasciava ogni volta senza fiato"),affronta il tema da un punto di vista eminentemente pratico. Ella sostiene infatti che solo se le donne avranno a disposizione le adeguati condizioni materiali,ovvero una rendita di 500 sterline annue (la sua)e una stanza tutta per loro,allora potranno seriamente e con profitto dedicarsi alla letteratura. Storia accurata della letteratura femminile (inglese)attraverso i secoli, critica della società patriarcale che sempre ha condannato le donne letterate,ironica riflessione sulle reciproche autoconsapevolezze dei due sessi,il saggio ha il gran merito di dire molto (centrale per il femminismo è il concetto espresso dalla Woolf secondo il quale esiste un sapere femminile che deve essere trasmesso di madre in figlia)in poche pagine (134 nella mia edizione).Una lettura piacevole e ricca di spunti riflessivi.

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Terminata la lettura de Idi di Marzo di Valerio Massimo Manfredi.

 

L'ho trovato davvero avvincente e interessante. Partendo dal 7 Marzo, fa iniziare un conto alla rovescia verso l'assassinio di Giulio Cesare (non credo di spoilerare dato che è una nozione storica abbastanza conosciuta <img alt=" /> ) vissuto da diversi personaggi...sia che cercano di sventare la congiura, sia che cercando di attuarla.

E' molto ben scritto e parecchio scorrevole; riprende alcuni fatti risaputi, come la profezia di Spurinna e altri avvenimenti. Ma anche se quello che succede ai diversi protagonisti è inventato, ciò non va ad incidere sulla storicità di alcuni eventi. <img alt=" />

Molto bello, anche se non uno dei migliori di Manfredi

8/10

 

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ho appena letto tre libri (veramente due letti e uno ri-letto) dello stesso autore, Eric-Emmanuel Schmitt:

 

-Oscar e la dama in rosa: Oscar ha solo dieci anni, ma la sua vita sta già per finire. La leucemia lo sta uccidendo. E lui lo sa. Lo sa ma non può parlarne con nessuno, perché i grandi per paura fanno finta di non saperlo. Nell'ospedale in cui Oscar passa le sue giornate solo l'anziana signora vestita di rosa, che va sempre a trovarlo, capisce la sua voglia di risposte. E gli suggerisce un gioco: fingere di vivere dieci anni in un giorno, e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita. Oscar ci sta: così si immagina di vivere a vent'anni, a quaranta, a novanta. A centodieci, dieci giorni dopo l'inizio del gioco, si addormenta. Ha lasciato un biglietto sul comodino: "Solo Dio ha il diritto di svegliarmi".

 

E' un libro bellissimo e toccante, si legge in mezz'oretta perchè è davvero breve e trasmette sensazioni con una semplicità disarmante. Se poi si è cristiani dà una visione della fede veramente interessante, se non lo si è non fa nulla, il libro merita davvero di essere letto. 9/10

 

-Il bambino di Noè: Belgio, primavera 1945. Nel collegio-orfanotrofio di Villa Gialla, i piccoli ospiti sfilano trepidanti davanti a una platea ogni settimana diversa: sperano di essere riconosciuti dai genitori miracolosamente scampati alla guerra, o di trovare una nuova famiglia disposta ad adottarli. Fra i bambini in cerca di mamma e papà c'è Joseph, ebreo, affidato alle cure di padre Pons tre anni prima, per sottrarlo, almeno lui, al rischio della deportazione. A Villa Gialla Joseph ha cambiato cognome - Bernstein è diventato Bertin -e ha imparato a conoscere e amare i riti cristiani a cui assiste per non destare sospetti. Ma padre Pons non vuole che Joseph dimentichi le sue origni e gli propone un patto:

"Tu, Joseph, farai finta di essere cristiano e io farò finta di essere ebreo. Sarà il nostro segreto." Perchè, nell'Europa minacciata dal diluvio della violenza nazista, salvare vite non basta. Un mondo intero rischia di scomparire e padre Pons, come Noè, vuole salvarlo. La cripta nascosta sotto la chiesa è la sua Arca, e Joseph il bambino che, su quella nave piena di tesori e di speranze, affronta le acque tempestose della Storia.

 

Altro bellissimo libro, altro libro veloce da leggere (poco più di 100 pagine...). In questo libro Schmitt indossa i panni del bambino e narra la difficile storia di un bambino ebreo durante la seconda guerra mondiale ancora con una facilità e una freschezza che hanno dello straordinario.

9/10

 

-La mia storia con Mozart: Il libro racconta la storia di un ragazzo tormentato, complessato, travolto da domande esistenziali senza risposte, che trova la propria salvezza e il proprio riscatto nella musica del grandissimo compositore austriaco. Proprio quando ha deciso di suicidarsi, il ragazzo incontra casualmente la musica di Mozart e da quell'ascolto esce purificato e nato a nuova vita. La sua crescita, difficile ma alla fine positiva, sarà scandita dalla scoperta e dall'ascolto di vari brani di Mozart. Il ragazzo racconterà così la propria vita, scrivendo lettere al compositore austriaco, il quale ogni volta risponderà con una sua composizione.

 

A differenza degli altri due libri il linguaggio di questo terzo è più fine e ricercato, senza dubbio è un libro più adatto a lettori più grandi. se piace la musica di Mozart il cd allegato al libro è un piacere e ascoltarlo leggendo le sensazioni del ragazzo è veramente bello. più che una lettura guidata di mozart e una lettura dell'uomo attraverso Mozart.

 

8/10

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Ho appena finito di leggere "La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo",di Laurence Sterne.

Questo classico romanzo del Settecento inglese è un capolavoro nel suo genere,sebbene le sue particolarità siano difficilmente apprezzabili ai giorni nostri.Diviso in nove volumi-capitoli,esso narra una vicenda riguardante l'autore che si svolge nell'arco di una sola giornata.La mole del libro è però dovuta alla innumerevoli digressioni che l'autore fa.Si può dire,come fa l'autore stesso,che questo libro non esisterebbe senza digressioni,perchè sono esse a dare all'opera il suo peculiare sapore.

Tristram/Sterne trascina con esse il lettore in un mondo ricco di personaggi curiosi,luoghi interessanti ed eventi strabilianti,costruendo un'impalcatura dalla solida ossatura settecentesca,ma che per la sua ricchezza ed abbondanza sembra quasi strizzare l'occhio al barocco,tanti e tali sono i dettagli (alcuni,come ammette lo stesso autore,purtroppo costretti ad essere appena accennati...figuratevi cosa poteva venir fuori altrimenti). Sono i personaggi il punto di forza di quest'opera,dal padre di Tristram (uomo di buon cuore che ama tuttavia sostenere le idee più assurde solo in virtù della sua abilità retorica)all'ostetrico Slop (figura di cattolico sul quale si appuntano gli strali di Sterne),fino ad arrivare alla figura che giganteggia su tutte,quella dello zio Toby,ex capitano dell'esercito ora dedito al "modellismo spinto",uomo di straordinario buon cuore e semplicità,che in coppia col fedele servitore,il caporale Trim,da vita ad una delle coppie più memorabili della letteratura inglese.

Un'opera forse complessa,ma assolutamente divertente.

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durante le scorse vacanze ho letto "Il nome del vento" di Zafon...pur non essendo il mio genere, s'è lasciato leggere, soprattutto grazie ai comprimari (fermin e barcelò su tutti), mentre i personaggi su cui verteva la storia li avrei tranquillamente gettati in fondo a un pozzo dopo cinque pagine. Peccato per la prevedibilità di alcune parti, comunque buon acquisto se in edizione economica.

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Ho terminato "Il nascondiglio" di Pupi Avati, romanzo tratto dalla sceneggiatura dell'omonimo film e devo dire che mi ha deluso. Dopo un inizio promettente e suggestivo, si cominciano a intravedere nella trama molte ingenuità e implausibilità e, udite-udite, nella quartultima pagina si assiste al rinvenimento da parte dell'eroina di un oggetto della cui presenza non sapremo mai la ragione, visto che l'Autore non la spiega.

Personalmente ne ho tratto la conclusione che la storia sia stata buttata giù in modo molto arraffazzonato, senza revisione e senza che l'Autore avesse ben chiaro all'inizio quale fosse il genere in cui si stava cimentando. Inoltre il libro contiene una prefazione in cui Avati dichiara di essersi ispirato a una vicenda realmente accaduta (versione smentita nel press-book del film, ma va bè, pazienza, d'altra parte anche Walpole aveva voluto dare una forma di legittimazione al suo Castle).

Quel che veramente mi ha fatto riflettere del libro è il fatto che a nessun esordiente sarebbe stato perdonato uno svarione come quello di cui sopra (l'episodio della quartultima pagina) e che purtroppo la maestria in un'arte(quella del regista) sembra di per sè sufficiente a garantire la maestria in un'altra (quella dello scrittore).

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Ho concluso la Lama del Dolore, primo libro della trilogia di Lothar Basler scritta da un autore italiano, Marco Davide.

Dunque...innanzitutto l'avevo comprato per curiosità e per vedere come scriveva questo scrittore, un italiano. DOpo una partenza un po' così così in cui pativo un po' l'abbondanza dei soliti luoghi comuni alla dungeons and dragons come e la locanda, il gruppo di eroi, il nano spaccatutto ecc la trama seppur non originalissima si è dipanata bene e ho proseguito piacevolmente senza accorgermene nemmeno. Dopo la perplessità ora che l'ho finito penso di comperare il secondo.

 

Sono molto contento!

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Letto tutto d'un fiato Novecento di Baricco, il libro da cui è tratto il film La leggenda del pianista sull'oceano.

 

Un monologo bellissimo, in appena 62 pagine, che volevo leggere da tempo. La storia è praticamente quella del film che però ha apportato qualche modifica. Un libro meraviglioso nella sua brevità. <img alt=" /><img alt=" />

Voto 9/10

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Più di due settimane fa ormai ( <img alt=" /> ) ho terminato la lettura di Brisingr il terzo libro della saga di Eragon di Paolini

 

Ancora una volta lo stile e molto scorrevole. La trama è piuttosto lineare per la maggior parte del libro, senza troppi colpi di scena dal punto di vista delle azioni: diciamo che si aspetta il quarto (ed ultimo a quanto pare) libro per avere la classica resa dei conti. Interessante invece dal punto di vista delle rivelazioni, che forse a posteriori possono apparire abbastanza scontate. Vedremo che sviluppi avranno nel prossimo libro.

Ancora una volta non posso che confermare come Paolini non sia così male come si vuole far intendere. In fondo i suoi libri si leggono in fretta e pur non avendo molto di originale non sono da buttare nella pattumiera

 

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Riguardo ai libri che hai commentato, Erin, direi che per Novecento di Alessandro Baricco hai pienamente ragione... anch'io do un bel 9 al libro, nel complesso.

 

Riguardo Brisingr perchè non dai uno sguardo alla discussione sul Ciclo dell'Eredità? Ci sono numerosi utenti che discutono riguardo le proprie idee sulla saga. <img alt=" />

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L'ultimo libro che ho letto è stato La Scuola dei Maghi, di Trudi Canavan, proseguo de La Corporazione dei Maghi. Un libro ben fatto, con una trama ben strutturata e scorrevole. 7/10

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