Jump to content
Sign in to follow this  
Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

Recommended Posts

Ho appena terminato Piedi d'argilla di Terry Prachett, il secondo libro della trilogia della guardia cittadina (che mi sto leggendo al contrario...vabbè <img alt=" /> )

 

Ancora una volta Prachett si conferma un autore unico! I suoi personaggi sono qualcosa di incredibile e surreale, in un'ambientazione ancora più assurda di loro. Questa volta a farla da protagonista saranno i golem.

Cercare di riassumere una trama di Terry Prachett è davvero difficile...quindi mi limito a consigliare il libro a chi ama il fantasy assurdo <img alt=" />

 

Voto 8/10

 

<img alt=" />

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sto leggendo aal trilogia dei Lungavista di Robin Hobb. Sono all'ultimo libro: il Viaggio dell'Assassino e devo dire che questa scrittrice mi ha conquistato!

 

Tabti intrighi, ambientazione medievaleggiante, un pò di romanticismo(ma mai stomachevole o fuori luogo) e il fascino dell'Arte e dello Spirito!! (quest'ultimo mi ricorda il legame tra gli stark e i metalupi)

 

Ornella. <img alt=" />

Share this post


Link to post
Share on other sites

L'ultimo oracolo, di james Rollins.

è la storia, l'ennesima, vissuta dal comandante Gray Pierce e dalla sua organizzazione, la Sigma, una agenzia governativa di militari-scienziati. in questo caso, l'uccisione del prof. polk, praticamente il fondatore della Sigma, porta Pierce e gli altri ad indagare sul rapporto tra l'oracolo di delfi e l'india, scoprendo infine un piano "bizzarro" da parte di..... mi fermo qui per non spoilerare. <img alt=" />

che dire? il libro è scritto piuttosto bene, rollins dipinge delle storie avvincenti, ma a dirla tutta ho preferito l'Ordine del Sole nero, dello stesso autore. qui la storia, benchè scorra, sembra un po' forzata, specialmente il collegamento tra delfi e l'india ed il piano dei cattivi. insomma, a dirla tutta, per far funzionare la storia, non serviva quel legame con l'oracolo, che peraltro non viene qausi spiegato. ecco, se dovessi definire questo ormanzo, lo definirei troppo vago. voto: 5/10

ed ora sotto con cacciatori di ossa, ciclo di malazan!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Questa mattina ho finito di leggere "La notte che bruciammo Chrome", di William Gibson.Si tratta,a differenza della trilogia dello sprawl,di una raccolta di racconti pubblicati nel corso degli anni dall'inventore del cyberpunk.Tuttavia,non tutti i racconti appartengono a quel genere.Tra i racconti di fantascienza non-cyberpunk spiccano,per stile ed intreccio, l'inquietante "La razza giusta" (scritto con John Shirley) e il malinconico "Stella rossa,orbita d'inverno" (scritto con Bruce Sterling).

I racconti cyberpunk comprendono invece il famoso "Johnny Mnemonico" (decisamente più frenetico e meno approfondito dell'ottimo film con Keanu Reeves) e quello che secondo me è il capolavoro del libro,cioè proprio "La notte che bruciammo Chrome".Nelle 21 pagine di questa cronaca di un assalto nel cyberspazio si trovano in germe tutte le idee che saranno poi ampiamente sviluppate nei romanzi,il tutto con uno stile che alterna prosaiche descrizioni di squallide stanze a visionarie esplorazioni del cyberspazio,nel quale Gibson è maestro. Romantico e malinconico è anche "New Rose Hotel",che analizza in misura maggiore la società cyberpunk ed i suoi perversi meccanismi.

In definitiva,un gran bel libro,sia per gli amanti del genere che per chi desideri conoscere meglio Gibson prima di affrontarne i romanzi.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mentre mi accingo a terminare la lettura di His Dark Materials di Pullman, di cui sospendo il giudizio fino a saga conclusa, lancio i miei due centesimi a proposito dell'ultimo libro concluso.

 

Le luci dell'impero, di D.M. Cornish, seguito da me molto atteso di Monster Tattoo.

Può apparire una storia da bambini, in base all'età di uno dei protagonisti, riesce invece a tratteggiare una ambientazione ricca e non banale, anche soffermandosi senza renderli noiosi, i temi della biologia, dell'alchimia e della"magia" presenti nell'ambientazione.

Sicuramente la storia ha un ritmo che parte più speditamente rispetto al primo libro della saga, visto che i pezzi nello scacchiere sono già piazzati e la storia ha già preso la sua andatura.

La storia tratta delle vicende di Rossamund, un orfano che desidera una vita avventurosa da marinaio, ma ne troverà una ancora più eccitante che lo metterà a confronto con la sua stessa natura.

Il Mezzo Continente, il luogo in cui si svolge la vicenda, è un territorio in tumulto, diviso tra tensioni politiche interne e giochi di potere e assalti esterni da parte di altri imperi confinanti e dei mostri che da secoli contendono alla razza umana il loro posto nel mondo.

Un bel romanzo in cui bene e male si mischiano in infinite scale di grigio, corredato per altro da una ricca appendice illustrata e da un glossario dei termini particolari e tipici dell'ambientazione.

Unico difetto, a differenza del precendente capitolo della saga, è che la DeA ha tagliato il libro in due parti. Resta comunque un tomo di oltre 400 pagine.

8\10

 

 

PS: Piedi d'Argilla è il terzo libro della saga della Guardia cittadina. Arriva dopo, rispettivamente, A me le Guardie e Uomini d'arme. IMHO il migliroe è il secondo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho appena finito di leggere La città proibita di Alessandro Tulli - Runde Taarn edizioni - pagg. 277.

 

Non sono mai stato bravo con una spada, forse per questo, in un mondo dominato da guerrieri e cavalieri, mi sono sempre sentito fuori posto. Non che non abbia voluto provare, solo ero disastroso, per usare un aggettivo caro a mio fratello. Lui sì che era abile e non solo con una spada; anche un'ascia, una mazza, un giavellotto, nelle sue mani, divenivano la miglior esemplificazione di cosa voglia dire combattere, far fuggire il nemico, costringerlo alla resa. Nulla di cui stupirsi per chi conosce la mia famiglia, i Garidon, i valorosi protettori del Regno di Dukil da tempo immemore.

 

Beh, cosa dire... non mi è piaciuto. Il libro parte bene, con questo figlio di nobili che cerca di sottrarsi allo studio della Misura per divenire cavaliere e, a causa del fato si ritrova a fare il ladro per tutti i cinque Regni. Ma quando parte l'avventura vera e propria lo scrittore inizia a miscelare vari ingredienti fantasy creando una trama inverosimile e bruttina. Passa dai cinque regni, popolati dai soli umani a terre dominate da orchi, goblin, elfi e nani, in un'ambientazione simile a quella dell'America centrale al tempo degli aztechi; ci aggiunge il solito manufatto che puo' far dominare l'intero mondo e ci spruzza infine una vicenda famigliare da odierno serial televisivo.

La nota positiva, a mio avviso, sta nel modo in cui scrive, divertente e scanzonato.

 

Stile: 7

Trama: 4

Giudizio globale: 4,5/10.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Finito Infinite Jest di David Foster Wallace.

 

Romanzo monumentale sia per la mole(1200 pagine circa, più un paio di centinaia di pagine di note), sia per lo stile. Un futuro vicino eppure lontano, simile e dissimile al nostro presente, luoghi e personaggi surreali, una trama discontinua e indefinita, uno stile variegato, che va dal leggero e divertente al cupo e desolante fino ad un vero e proprio flusso di coscienza. Al centro di tutto una riflessione sulle dipendenze, da sostanze, da sentimenti, da situazioni, la caduta nell'abisso e la difficile resurrezione ad una vita reale.

Nell'ombra rimane sempre Infinite Jest, opera ultima di un regista sperimentale, la cui visione è la forma definitiva e perfetta di dipendenza.

 

Abbiamo tennisti drogati, travestiti, criminali sulla via del recupero, terroristi canadesi sulla sedia a rotelle, registi incompresi, agenti segreti dei Servizi Non Meglio Specificati, la Mami, Lui In Persona, il Punter, la Ragazza Più Bella Di Tutti i Tempi (talmente bella da considerarsi deforme)...una serie di personaggi ognuno geniale a suo modo, e ognuno con la sua forma di dipendenza con la quale confrontarsi, le storie che si intrecciano, si sfiorano, collidono.

 

Romanzo complesso, geniale, un vero capolavoro della letteratura contemporanea.

 

Voto 9 su 10.

Ora che è finito mi sento vuoto, come mi succede alla fine di libri veramente speciali.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Terminata la lettura di Le ceneri di Angela di Frank McCourt

 

Libro autobiografico dell'autore da cui è stato tratto anche un film. Narra l'infanzia dello stesso nell'Irlanda, nella cittadina materna di Limerick, dal 1934 in poi, quando si trasferisce con la famiglia dall'America. E' una famiglia che non riesce ad uscire dalla povertà: il padre è un'irresponsabile che si beve nei pub il salario dei lavori che riesce ad ottenere, tornando ubriaco a casa e obbligando i figli a giurare che moriranno per l'Irlanda. La madre, Angela, sposatasi in quanto incinta dell'autore, porta avanti la sua esistenza cercando di far sopravvivere i figli nella miseria e non sempre ci riesce. Il tutto in una zona povera della città, dove a scuola gli insegnamenti cattolici tendono a reprimere qualsiasi iniziativa, lasciando i bambini nel terrore del peccato.

Gli occhi di bambino del protagonista raccontano questi tremendi anni, fino all'età adulta, con un punto di vista disarmante che alterna innocenza a cinismo a sarcasmo. Sono gli occhi di un bambino che deve sopravvivere, che non ha punti di riferimento forti se non se stesso. Un bambino che tutti reputano strano, come il padre (che viene dal nord dell'irlanda).

E' questo punto di vista a rendere il libro interessante. Se fosse la mera storia di questa famiglia di certo il libro sarebbe una depressione mortale, invece con gli occhi da bambino di Frank (che alterna, nella narrazione, fatti di vita quotidiana a giorni particolari come la prima comunione e simili) si è catapultati una realtà dove le cose vengono spiegate in maniera del tutto originale, dove la tristezza è ben poco evidente.

Libro strano da leggere, ma mi è piaciuto

 

Voto: 8/10

 

&lt;_&lt;

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho da poco terminato "Falco di mezzanotte", di David Gemmell. Si tratta del volume che completa la storia iniziata con "Spada nella tempesta", dove erano narrate le vicende del giovane Connovar,impetuoso guerriero Rigante ed in seguito re di tutte le tribù dei Keltoi,uniti contro l'inarrestabile impero di Stone.

La vicenda del libro è ambientata alcuni anni dopo il primo libro e segue le vicende di Flagello,figlio illegittimo di Connovar e,come il padre,guerriero impetuoso e irascibile. Il suo "viaggio di formazione" ricalca quello del padre nel primo libro,ma con un tono molto più oscuro,perchè tutto il libro,a ben vedere, non è altro che la progressiva discesa di Flagello nella spirale della vendetta e dell'odio,dalla quale solo verso la fine del libro s'intravede una luce di redenzione. Il tono cupo del libro, col suo contorno di guerre di espansione, conflitti politici e rivalità personali, è reso da Gemmell con asciutta maestria,sebbene si soffra a volte una mancanza d'introspezione nei personaggi, alla quale supplisce in parte l'azione che scorre frenetica in tutto il volume. Splendida la descrizione della battaglia finale,una delle migliori mai lette.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho da poco terminato "Falco di mezzanotte", di David Gemmell. Si tratta del volume che completa la storia iniziata con "Spada nella tempesta", dove erano narrate le vicende del giovane Connovar,impetuoso guerriero Rigante ed in seguito re di tutte le tribù dei Keltoi,uniti contro l'inarrestabile impero di Stone.

La vicenda del libro è ambientata alcuni anni dopo il primo libro e segue le vicende di Flagello,figlio illegittimo di Connovar e,come il padre,guerriero impetuoso e irascibile. Il suo "viaggio di formazione" ricalca quello del padre nel primo libro,ma con un tono molto più oscuro,perchè tutto il libro,a ben vedere, non è altro che la progressiva discesa di Flagello nella spirale della vendetta e dell'odio,dalla quale solo verso la fine del libro s'intravede una luce di redenzione. Il tono cupo del libro, col suo contorno di guerre di espansione, conflitti politici e rivalità personali, è reso da Gemmell con asciutta maestria,sebbene si soffra a volte una mancanza d'introspezione nei personaggi, alla quale supplisce in parte l'azione che scorre frenetica in tutto il volume. Splendida la descrizione della battaglia finale,una delle migliori mai lette.

 

se ti interessa dopo di questo ci sono "Cuore di corvo" e "Cavalca la tempesta"

Share this post


Link to post
Share on other sites

M'interessa eccome,non sapevo ce ne fossero altri.Messo in prenotazione il terzo <img alt="> .

Share this post


Link to post
Share on other sites

Finito da poco di leggere "Un Cavaliere ed il suo Re" di Bernard Corwell, secondo delle cronache Sassoni. Devo dire che con questa saga Cornwell sta toccando veramente degli ottimi livelli; sia la trama, sia gli avvenimenti storici si incrociano, fondendosi, in un'armonia perfetta, magistralmente narrati dalla sapiente penna di Cornwell che pare avvinto alla stesura della saga esattamente come il lettore lo è alla lettura dell'opera. L'epoca di sfondo, per quanto, rappresenta una delle fasi più "oscure" del medioevo; l'ambizioso sogno di un sovrano a volte fin troppo "schiavo" del fanatismo cristiano, le tradizioni pagane che a fatica venivano abbandonate e, nella maggior parte dei casi, finivano con il confondersi con i riti della nuova religione.......La visione dell'invasore danese vista con gli occhi di chi la subisce, ma anche attraverso quelli di chi la perpetra (in questo caso solo pochi personaggi e in maggioranza concentrati nel primo libro della saga). Una lettura scorrevolissima, densa di avvenimenti e raccontata a volte con crudo realismo soprattutto per ciò che concerne le battaglie.

Inoltre, gli avvenimenti storici non vengono mai stravolti ed in un solo caso un determinato episodio, per esigenze di trama, viene anticipato di circa un anno rispetto alla sua reale collocazione storico-temporale, ma viene chiaramente detto nella nota storica presente al termine del libro.

 

voto 9/10.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Appena finito La civiltà della forchetta di Giovanni Rebora.

Una sorta di saggio sulle abitudini culinarie dal medioevo al settecendo, concentrandosi soprattutto sul periodo rinascimentale, quando entrarono a far parte della nostra dieta tanti cibi nuovi importati dalle Americhe.

Il libro è scritto molto bene e racconta veramente cose di cui non avevo neanche idea.

 

Consigliato ai curiosi :P

Share this post


Link to post
Share on other sites

terminato Cacciatori di ossa (parte prima), il nuovo libro della Caduta di Malazan. che dirne? beh, prima di tutto è un (sigh) mezzo libro, e quindi giudicarlo è arduo. però....però ho come la sensazione che eriksson stia cercando di riagguantare i fili di una storia che, forse, gli stava sfuggendo di mano. cominciano in effetti alcune convergenze di personaggi, anche se ci sono colpi di scena nuovi. lo stile stavolta è meno difficile, più scorrevole, forse l'ho apprezzato meno come estetica, ma di più come comprensibilità, forse una volta tanto può essere merito della traduzione.

buon libro, in ogni caso. aspetto con ansia il seguito

voto: N.G. dato che è solo metà libro.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Terminato Cuori in Atlantide di S. King

 

Sono diversi racconti legati dalla presenza dei personaggi del primo racconto. Nel primo la vita di un ragazzino di 11 anni viene radicalmente cambiata dall'arrivo di un vicino di casa che sta scappando da qualcuno di molto pericolo. La loro amicizia porta il ragazzino a venire "contaminato" dai poteri del suo nuovo amico ed entra nel tunnel delle sue paure.

Il secondo racconto parla di ragazzi universitari, negli anni 60, colti dalla "febbre del gioco" mentre sullo sfondo ci sono le prime proteste contro il vietnam. A legarlo al racconto precedente è la presenza della ragazza che prima era amica del protagonista undicenne.

Gli altri racconti (3) sono una sorta di conclusione...tra reduci del vietnam e i due ragazzi sopracitati che si rincontrano nei luoghi del primo racconto.

 

E' un libro strano, anche se non lo definisco pesante...diciamo che potevo restare giorni senza leggerlo, ma quando lo riprendevo andavo avanti spedita.

 

Voto

7/10

 

&gt;_&gt;

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...