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Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

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i love shopping, i love shopping con mia sorella, i love shopping X X X...

 

tanto sono tutti molto simili e non succede nulla se si leggono non in ordine; facili da abbandonare e da riprendere senza stare a rompersi la testa per ricordare quel che è successo prima; frizzanti, divertenti, massimamente diseducativi a tratti e teneri in altri.

 

La perfetta lettura da spiaggia/boschetto di vacanza ^^.

 

La trama (di quale?...beh vale per tutti quanti con variazioni!)

avete presente le commedie shakesperiane più divertenti dove un personaggio non troppo intelligente e superficiale, o sarebbe meglio dire incurante in funzione delal trama, si caccia in un pasticcio sempre più intricato grazie a mille malintesi anche assurdi, e poi ne esce fuori lo stesso in sostanza perchè è un buono? Ecco, quello, ma scritto in prima persona e qui il personaggio ha un po' più di spessore a discapito dei rivolgimento davvero troppo assurdi (peccato).

 

Da non comprare assolutamente perchè una seconda lettura (anche mezza seconda let

tura) non ha proprio senso, dicono tutto nella prima anche se distratta.

Ma da leggere assolutamente ^^

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tanto sono tutti molto simili e non succede nulla se si leggono non in ordine; facili da abbandonare e da riprendere senza stare a rompersi la testa per ricordare quel che è successo prima; frizzanti, divertenti, massimamente diseducativi a tratti e teneri in altri.

 

Da non comprare assolutamente perchè una seconda lettura (anche mezza seconda let

tura) non ha proprio senso, dicono tutto nella prima anche se distratta.

Ma da leggere assolutamente ^^

 

Non posso che concordare con te <img alt=" /> infatti io me li sono fatti prestare da una mia amica XD

 

Terminata ieri, con qualche fatica la lettura di Memoriale del convento di Josè Saramago

 

La trama di per sè è molto carina ed affascinate. I protagonisti sono Baltasar Sette-Soli, ex soldato monco e di Blimunda, giovane dotata di una particolare "vista" se digiuna che si uniscono a padre Bartolomeu Laurenco de Gusmao il quale, nel Portogallo del 700 cerca di costruire una macchina in grado di volare. Questa vicenda si inserisce all'interno di un grande affresco del Portogallo di quell'epoca al tempo stesso povero e opulento, libertino e ancora oggetto di inquisizioni e auto-da-fè (cerimonie in cui venivano eseguite pubblicamente le condanne delle inquisizioni)...soprattutto tra gli eventi spicca la costruzione del convento di Mafra, ordinato dal sovrano Giovanni V in seguito allo stato interessante della propria consorte.

 

Le difficoltà a una storia così interessante le ha create il linguaggio. Infatti l'autore utilizza linguaggi propri del 700: i registri dell'oratorio sacro, l'opera comica, la commedia dell'arte, il picaresco ecc...

Di conseguenza la lettura diventa moooolto impegnativa a seconda delle parti che vengono lette.

 

Voto: 7/10

 

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Finito ieri di leggere Cronache di Boscofondo il primo della "saga" illustrata scritta da Paul Stewart.

Per quanto questo libro possa essere una fiaba per bambini a me è piaciuto molto perchè oltre che essere scritto con estrema cura è scorrevole e allo stesso punto educativo.

Ora, un libro per bimbi è educativo, certo, ma se lo legge una persona "adulta" (io non sono proprio adulto ma vabbè XD) che succede? Rimane comunque sia qualcosa che fa crescere e poi mi ha fatto tornare un pò bambino.

 

Il protagonista è Fruscello, un ragazzo che si trova a Boscofondo nel villaggio dei Troll legnaioli. Spelda, la mamma di Fruscello gli rivela che non è quello il suo posto e che deve andare via dal villaggio dal momento in cui lui non è un troll legnaiolo. Così Fruscello alla ricerca di sé stesso e delle proprie origini si incammina per il pericolosissimo Boscofondo, un luogo pieno di creature pericolose e singolari.

 

Voto: 9/10 al gruffolone

9/10 al mordicuore

al libro un bell'8.

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Ieri ho iniziato un libro che si intitola "La macchia della razza", un librino di 87 pagine. L'unico motivo per cui non ho ancora finito di leggerlo è che ogni tanto dovevo fermarmi a pensare, a volte anche per sbollire la rabbia che mi veniva.

E' scritto da Marco Aime, docente di antropologia a Genova. E' strutturato come una sorta di lettera rivolta ad un bambino di etnia rom, quindi è molto scorrevole, semplice, ed è proprio grazie alla semplicità dello stile che certi passaggi risultano davvero incisivi, in certi punti la rabbia dell'autore è palpabile. Probabilmente sarebbe un libro adatto anche ad un pubblico molto giovane, siccome non richiede alcuna conoscenza specifica per essere compreso appieno. Nonostante dalla recensione possa sembrarlo, non è un libro politicamente schierato, a meno che non si intenda il lamentarsi dell'operato dei governi di destra come prerogativa degli schieramenti di sinistra e viceversa. Io personalmente non sono di quest'opinione, percui non lo ritengo politicamente schierato, ma decisamente antropologico.

Insomma, mi ha fatta pensare molto, soprattutto mi ha fatta riflettere sul mio essere nipote di un immigrato, che andò in Belgio per guadagnare soldi che poi venivano spediti alla famiglia a Treviso, negli anni '50.

Qui una recensione del libro: http://www.ibs.it/code/9788862200691/aime-...ella-razza.html

 

Di Aime ho letto in passato anche un altro libro, leggermente meno semplice ma ugualmente scorrevole e facilmente comprensibile, molto esplicativo: "Eccessi di culture". Sinceramente lo reputo un libro stupendo e lo consiglio caldamente a tutti

Recensione: http://www.ibs.it/code/9788806169169/aime-...si-culture.html

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Ho terminato In fuga di Anne Michaels

 

Il libro è diviso in due parti che narrano, in prima persona, le vicende di due personaggi che sono stati colpiti dall'olocausto.

Nella prima parte parla Jakob Beer che da bambino viene salvato dalla strage della sua famiglia in Polonia, dallo studioso greco Athos Roussos che lo porta dapprima in Grecia e poi in Canada. Le riflessioni del protagonista si incentrano sull'immagine della sorella Bella, non scampata alla strage, che viene a visitarlo nei suoi sogni tenendolo legato a una sorta di vita parallela.

La seconda parte è invece occupata dalla figura di Ben. Lo stesso Ben parla a Jakob (conosciuto, ormai vecchio, anni prima ad una festa tra amici), mentre torna in Grecia per recuperare dei suoi memoriali. Le figure che qui tormentano il protagonista sono i genitori, morti recentemente, che avevano vissuto la tragedia dei campi di concentramento, restandone segnati in piccole e grandi manie delle quali, solo alla fine, Ben riesce a scoprire l'origine e a liberarsi dei suoi fantasmi.

 

E' un libro abbastanza scorrevole. Di certo richiede una notevole attenzione per le riflessioni dei protagonisti. Devo ammettere che all'inizio mi sono un pò persa: anche se segue l'ordine cronologico delle vicende, sono sempre i pensieri dei protagonisti (che specie nel caso di Jakob sono spesso confusi e spezzati) a farla da padrone. Ma una volta entrati nel meccanismo del libro la lettura è abbastanza scorrevole...con riflessioni a volte molto interessanti.

 

Voto: 7/5 su 10

 

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Ho finalmente finito la Dimora Fantasma di Steven Erikson, secondo capitolo della saga La caduta di Mazalan.

Dopo il primo libro, i Giardini della luna, gia ottimo, mi aspettavo un gran salto di qualitá, come anticipiato da alcuni lettori dalla barriera. Il salto di qualitá c'é stato, ma soltanto a tratti.

Lo scenario é ancora piu caotico di quello del primo libro. Un intero continente si ribella contro l'occupazione dell'impero Malazan, e seguiamo le vicende di un ultimo generale rimasto fedele all'impero, di una potente maga, che si mette a capo della ribellione, di un assassino mandato ad uccidere l'imperatrice e di un gruppo misto (un mago, un soldato, un ladro, una ex-assassina/sfiorata dagli dei e due esseri mistici indefinibili, che non ho capito bene cosa centrassero con il resto del libro. <img alt=">)

Allora, tutte le faccende legate a Coltaine e alla sua catena dei cani, sono state strabilianti. Epicitá inarrivabile, Bult, Coltaine e soprattutto Mincer, sono dei personaggi stupendi.

Interessanti anche le vicende di Felisin e di Kalam, entrambe un po altalenanti. Alcune parti della trama erano cariche di suspence, e meravigliose, altre parti invece motone e piuttosto incolcudenti, p. es. 299728551c99774666efec027b24d859'299728551c99774666efec027b24d859

La prima parte della trama di Felisin é fantastica, la prigionia, la fuga nel deserto, piuttosto mistica la parte della fuga che li porta sulla nave che viaggia nel canale magico e piuttosto noiose tutte le cose successive, che la portano ad essere la reincarnazione di Sha'ik.

 

Mi sono piaciute di meno le parti che riguardano Icarium, Mappo, Fiddler e compagnia bella. Crokus é antipiatico e Fiddler mi piaceva di piu come zappatore ignorante, invece del philosofo introverso, nel quale si é trasformato.

Tutto sommato comunque uno dei piu bei romanzi fantasy che io abbia mai letto, consigliabile a tutti gli amanti di Martin, se I Giardini della luna era un 9/10, La Dimora Fantasma é un 9,5/10. Ma non siamo ancora ai livelli di Martin! ;)

Vediamo che cosa diró dopo Memorie di Ghiaccio, vedo che da molti é reputato il migliore della serie. <img alt=">

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Alcuni giorni fa ho terminato di leggere "I reietti dell'altro pianeta",di Ursula K. Le Guin. Alla fine della lettura,capisco perfettamente per quale motivo l'opera abbia vinto il premio Hugo a suo tempo. Lo stile, sebbene a volte un po' troppo didattico (si parla di fisica e organizzazione sociale nel contesto del rapporto tra due pianeti molto diversi tra loro),non scade mai nella fastidiosa lezioncina che ti farebbe chiudere il libro. Al contrario,anche gli argomenti più difficili suscitano interesse e curiosità,per come sono esposti. L'ambientazione è decisamente il punto di forza della storia,che è basata proprio sulle differenze e sui rapporti che intercorrono tra i due pianeti fratelli Urras (fertile,ricco,capitalista,spietatemente classista) e Anarres (arido,povero,pseudo comunista utopico,sinceramente collaborativo). Il protagonista del libro è forse l'unico personaggio ben dipinto, in grado di coinvolgere il lettore,spingendolo a farsi quelle domande sulle quali (si sente molto) l'autrice ha molto riflesso e che solo parzialmente trovano una risposta alla fine del romanzo. Nel complesso,un'opera che merita la lettura,non solo da parte degli aficionados di scifi,ma anche di chi è interessato a romanzi che siano ben più di una semplice storia.

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Durante le vacanze ho anche letto Fevre Dream, ovvero Il battello del delirio (mamma mia che traduzione orribile, giusto sarebbe sogno febbrile) di George RR Martin. Da molti é acclamato come il suo capolavoro al difuori dalle cronache.

 

Il libro tratta di Abner Marsh, imprenditore e capitano di una flottiglia di battelli a vapore sul Mississippi. Un giorno Abner viene incaricato da uno strano tipo, Joshua York, di pilotare la piu grande e veloce nave a vapore di tutta la zona fluiviale. Piu che contento Abner si butta nell'incarico, ma la nave dei suoi sogni si tramuta presto nella nave dei suoi incubi.

Joshua infatti é un vampiro che vuole usare nave per "curare" la sete di sangue degli ultimi superstiti della sua razza. Il progetto di Joshua viene brutalmente contrastato da Julian, un vampiro "maestro di sangue", contrario al dogma di Joshua.

Abner si trova cosí coinvolto in una guerra a sangue caldo tra gli ultimi vampiri.

 

Ambientazione degna del miglior Martin, con un Mississippi á la Mark Twain, che in questo horror-romantico si tinge di rosso. I personaggi hanno veramente un carisma mostruoso, specialmente Joshua e Abner (che mi ricorda un po lo zio Martin, versione piu grande e forte).

Eppure questo acclamatissimo romanzo di Martin, mi é piaciuto meno dei suoi due predecessori, ovvero "la luce morente" e "il pianeta dei venti". Non so neanche dirvi il perché, di preciso. Sará che non mi piace tanto il genere horror o magari che ho appena finito di leggere lo strabiliante "La Dimora Fantasma" di Erikson.

 

Tuttavia libro assolutamente consigliabile a tutti gli amanti di Martin e di storie di Vampiri. Tra poco uscirá una riedizione del romanzo in italiano (io ho letto la versione tedesca), quindi a differenza degli altri romanzi vecchi di Martin, questo lo si troverá anche in libreria! <img alt=">

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Ieri ho finito di leggere la Trilogia dei Lungavista, di Robin Hobb. Pubblicata dalla Fanucci sotto i tre titoli di "L'apprendista assassino", "L'assassino di corte" e "Il viaggio dell'assassino", è stata una delle migliori storie che mi sia mai capitato di leggere da diversi anni a questa parte e devo ringraziare il Sommo per avermi dato la spinta a leggerla.

Lo stile della Hobb è ricco e dettagliato, tale che ogni persona o luogo o azione sembra balzare vivo dalla pagina. Questo non significa però che la lettura sia pesante, al contrario l'opera scorre leggera. I Sei Ducati, luogo centrale della storia, acquistano un sapore di luoghi conosciuti eppure si rimane colpiti ogni volta dai dettagli che l'autrice dispensa sapientemente. I personaggi non sono semplici macchiette, ma vengono resi con una profondità psicologica che mi è capitato di vedere in pochi autori, ad esempio Martin.

Non parlo delle "comparse", ma dei personaggi principali della storia, in particolare del protagonista FitzChevalier. Questi, nel corso dei tre libri, matura progressivamente da bambino a giovane adulto, in un susseguirsi di avventure, dolori, gioie e scoperte che lo rendono uno dei personaggi più vivi e più avvincenti che mi sia mai capitato di vedere, uno di quelli coi quali si finisce per identificarsi al punto tale che, finita la storia, si ha la sensazione di aver fatto un lungo viaggio insieme ad un caro amico.

La scelta dell'autrice per quanto riguarda la magia è interessante e stilisticamente resa in maniera ottimale. All'Arte, magia della mente prerogativa della famiglia reale dei Lungavista e di pochi altri, si contrappone lo Spirito, magia dello "spirito" che mette in comunione uomini e bestie e che è malvista dal popolo in quanto stregoneria in grado di rendere il praticante più bestia che uomo. La presenza in Fitz di entrambe è forse l'elemento centrale della storia, fonte di continue avventure e di turbamenti psicologici come raramente mi è capitato di vedere in un protagonista.

Una menzione particolare meritano infine gli animali (non più solo mezzi per gli uomini,ma veri e propri protagonisti della storia) ed il finale della trilogia, uno dei migliori mai visti.

In conclusione, un'opera che ogni appassionato di fantasy dovrebbe a mio giudizio leggere, non fosse altro per conoscere quello straordinario personaggio che è Fitz.

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Ho appena terminato un bellissimo libro, scelto a caso in biblioteca e rivelatosi un'autentica sorpresa: Sterminate quelle bestie di Sven Lindqvist.

Prendendo spunto da "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad l'autore trasforma un diario di viaggio dal deserto del Sahara al sud del Niger nell'occasione per una serie di interessanti riflessioni sul colonialismo europeo del IXX secolo e sui suoi genocidi pressochè dimenticati.

Il libro unisce magistralmente una sobria e potente capacità narrativa ad un'analisi saggistica capace di spaziare in modo sintetico ma mai banale fra storia, letteratura e filosofia.

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Ieri sera ho terminato la lettura di un libro a cui facevo il filo da anni (e da tempo era in coda sul mio comodino).

Si tratta di "Le porte di fuoco" di Steven Pressfield. Il libro racconta una delle storie più epiche che esistano, la storia di Leonida e della battaglia delle Termopili. Nonostante la partenza, un pò confusionaria a mio parere, l'autore riesce appieno nel suo tentativo di raccontare in maniera storicamente verosimile e, allo stesso tempo, di emozionare il lettore toccando livelli epici che ho trovato in pochi altri libri.

Insomma un libro storico davvero notevole la cui lettura consiglio a chiunque. Gli assegno il voto di 8.5 e lo inserisco nella mia personale top20.

 

<img alt=" /> Bry

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Caspita sono rimasto indietro con le recensioni dei libri che ho letto... con l'età avanzata divento lavativo, cercherò di recuperare almeno in parte il lavoro arretrato. (se riesco ancora a ricordarmi i libri)

 

GLI ULTIMI INCANTESIMI, Silvana De Mari, Salani ed.

 

Trama

Terzo capitolo della saga di Silvana De Mari dopo “L’ultimo Elfo” e “L’ultimo Orco”, “Gli ultimi incantesimi” narra la storia dei quattro popoli – uomini, orchi, nani e elfi – 9 anni dopo la conquista di Daligar. La regina strega Rosa Alba, rimasta vedova, è chiusa nel suo dolore, che cerca di colmare a furia di pane, miele e cacio. Il capo degli Uomini si troverà a vivere un terribile dolore che rischierà di annientarlo. Saranno i figli di Rosa Alba, poco più che bambini, e altri improbabili eroi grassi o brufolosi, ladri di galline e zoppi, che prenderanno in mano le redini per salvare il popolo dei nani, deportato e reso schiavo da quello degli orchi. Una antica profezia nascosta dentro una filastrocca per bambine e tramandata nei secoli lega il destino dei quattro popoli e incrocia i sogni e le vite del piccolo Joss (il figlio più fragile della regina strega) e di Inskay il Nano.

 

Commento

La storia è coinvolgente e ben narrata, ci sono molte immagini e scene appassionanti e commoventi, e lungo il libro si snoda una riflessione sul rapporto tra uomini (e orchi e nani) e divinità piuttosto interessante, così come quello sul senso del lutto. E rimane sempre condivisibile il messaggio di fondo: i bambini hanno la purezza e la tenacia necessaria per salvare il mondo, e il mondo si salva attraverso le madri, o meglio la condizione in cui vivono le donne e madri è specchio degli uomini che esse metteranno al mondo.

 

Difetti: Il commento di Philip Pullman che si trova sulla copertina:"Silvana De Mari utilizza gli stilemi della Fantasy per parlare di cose reali" personalmente racchiude alcuni pregi e molti dei difetti della scrittura della De Mari:alcuni parallelismi con la realtà dei nostri giorni sono di una evidenza quasi irritante e offensiva. Gli orchi somigliano troppo allo stereotipo del terrorista islamico e i nani somigliano troppo allo stereotipo dell’ebreo. E gli uomini hanno una mentalità decisamente troppo occidentale. Il che lascia piuttosto spiazzati e perplessi. Il messaggio di fondo della De Mari sulla condizione femminile viene espresso anche troppe volte. Non è necessario che un concetto debba essere ripetuto venti volte in un libro perchè sia compreso dal lettore (anche si tratta di un lettore di fantasy). Inoltre trovo poco credibile il passaggo di alcune personaggio da uno stato di "inetti zimbelli" a quello di abili guerrieri e condottieri di eserciti (ed io tendo ad essere abbastanza tollerante su questi aspetti). Infine il finale è decisamente affrettato ed è chiaramente serve come introduzione per il prossimo libro della saga.

 

Conclusione: anche se mi ha parzialemente deluso e lo trovo comunque inferiore all'Ultimo Orco, il mio giudizio rimane comunque positivo, Silvana De Mari è un’ottima scrittrice (anche se per sua sfortuna non più adolescente) ed in un panorama di "eroi al crepuscolo" e robaccia simile si distingue per stile ed originalità.

 

Voto 7

 

Ho riportato la recensione anche nell'apposita discussione sulla De Mari

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finito da poco "l'enigma di catilina", di steven saylor.

il libro è il terzo capitolo su Gordiano il Cercatore, una specie di detective di roma antica, che in questo caso si trova alle prese con la congiura di catilina. gordiano si è ritirato in campagna, dopo una vita a roma tra assassini e politici, giurando di non immischiarsi più nella vita pubblica della città. ma un giorno, un messaggero gli porta un ordine dal console, ed un enigma. il libro prosegue con altre vicende, di cui non parlo per non soilerare. dico solo che la vicenda di catilina si intreccia con quella privata di gordiano, creando un libro di certo godibile, dal finale parzialmente inatteso.

libro godibile, dicevo, ed è vero. ammetto che ho scelto il titolo per il riferimento a catilina, un personaggio che mi ha sempre attirato, che giudico fin troppo demonizzato, specialmente da 2 tipi, sallustio e cicerone, che sulla moralità non potevano certo dar lezioni ad nessuno. speravo di trovare un romanzo SU catilina, in effetti. invece, il racconto tocca la vicenda della congiura solo incidentalmente, lasciando più spazio a gordiano, il che non è necessariamente un male. scritto bene, tradotto bene, credo, o cmq con pochi errori dovuti in modo evidente al traduttore. lo consiglierei? di sicuro, come lettura estiva, non troppo se ci si vuole impegnare. sarà un pregiudizio, il mio, dopo aver letto il ciclo di colleen mccoullogh?

voto 6,5/10

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