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Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

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Ho finito ieri "La spia dei Drenai", romanzo di fantascienza di Lois Mc Master Bujold. L'ambientazione è interessante, un pianeta di soli uomini che pratica la riproduzione in vitro, ma la trama è esile e la conclusione assai poco originale.

Mia moglie non è riuscita ad arrivare oltre la metà, pur essendo una lettrice instancabile

Per fortuna l'ho preso al book crossing della ditta dove lavoro, altrimenti rimpiangerei i soldi spesi.

Voto: 5/10

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Terminato Le gesta di re Artù e dei suoi nobili cavalieri di John Steinbeck

 

Nella premessa l'autore dice chiaramente il suo intento: "Per molto tempo ho desiderato trasferire nella lingua di oggi le storie di Artù e dei suoi cavalieri..."

Ed è proprio quello che fa...riprendendo il manoscritto di Thomas Malory ripercorre la storia più classica delle gesta di re Artù, dal suo concepimento, per opera dell'astuzia di Merlino, fino al consolidamento del suo potere. Segue la storia di Lancillotto del Lago. Nel mezzo le vicende di altri personaggi come Merlino stesso, Morgana la Fata, ser Galvano e tanti altri. Il libro ferma le vicende prima che inizi il declino dei personaggi (per esempio per Lancillotto si ferma a SPOILER e0f1b9dbe69349a20913296e3ec4c521'e0f1b9dbe69349a20913296e3ec4c521

al momento in cui lui e Ginevra si accorgono di amarsi, senza però proseguire.

 

Dopo aver letto diverse trasposizioni della storia di re Artù, tra cui il bellissimo ciclo di Excalibur e quello di Avalon, è stato piacevole poter leggere la storia "banalmente cavalleresca" di questa leggenda. Il tutto è facilitato dal fatto che l'autore ha mantenuto il suo proposito quindi la lettura non è risultata noiosa è ampollosa come si poteva temere.

 

Voto: 7/10

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Ho finito ieri "La spia dei Drenai", romanzo di fantascienza di Lois Mc Master Bujold. L'ambientazione è interessante, un pianeta di soli uomini che pratica la riproduzione in vitro, ma la trama è esile e la conclusione assai poco originale.

Mia moglie non è riuscita ad arrivare oltre la metà, pur essendo una lettrice instancabile

Per fortuna l'ho preso al book crossing della ditta dove lavoro, altrimenti rimpiangerei i soldi spesi.

Voto: 5/10

 

La Saga dei Drenai è del caro Gemmel, quello a cui ti riferisci è la Spia dei Dendarii, i mercenari guidati dall'ammiraglio Naismith così chiamati in onore alle montagne Dendarii del suo distretto su Barrayar. Scusa se puntalizzo ma a questa saga ci tengo tantissimo. <img alt=" />

Effettivamente il romanzo che recensisci è uno dei meno fortunati del ciclo, si sente moltissimo la mancanza del vero protagonista, Miles Vorkosigan alias ammiraglio Naismith. Il libro ha un suo perchè solo all'interno della saga stessa perchè introduce qualche elemento ripreso e sviluppato solo in seguito. Se posso darti un consiglio, prova a prendere in mano i primi due della saga: L'onore dei Vor e Barrayar che possono essere letti anche come un unico romanzo. <img alt=" />

 

Riporto anche qui una breve recensione sull' Orda del vento di Alain Damasio: la parola che mi viene in mente per descrivere questo romanzo, ora che sono in fase di rilettura è denso, di parole, di trovate, di personaggi, di luoghi, di nomi, di idee, azioni ed emozioni. Pensavo che mi sarei ben presto stancata di rileggermelo dall'inizio subito dopo averlo terminato ma non è così, ad ogni capitolo colgo dettagli, descrizioni ed allusioni che mi erano sfuggiti. Imperdibile. <img alt=" />

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Ho appena terminato la lettura di "La figlia di Elminster", di Ed Greenwood, secondo volume del ciclo "L'epopea di Elminster".

La trama, piuttosto semplice, ruota stavolta intorno a Narnra di Waterdeep, una ladruncola dotata di grande agilità e rabbia verso il mondo, la quale finisce inavvertitamente per seguire il vecchio El in un portale magico a seguito di un furto malriuscito. Finisce così per trovarsi teletrasportata a migliaia di chilometri di distanza, nel lontano regno del Cormyr, dove si trova in mezzo a diversi problemi causati dalla recente scomparsa del mago reale Vangerdahast e dal suo retaggio di figlia di Elminster, che scopre poco dopo l'arrivo nel Cormyr.

L'opera, come la precedente del ciclo, è interessante esclusivamente per ragioni di background, dove in effetti sono presenti notizie ghiotte. Sintassi e lingua funzionano bene, per carità, ma è lo stile ad essere a volte fin troppo pesante, stucchevole, "D&Desco" nel senso peggiore del termine: che bisogno c'è di dire che una persona è alta "come una corazza indossata da un nano"? Non bastava dire che era "bassa come un nano". Mah. Ci sono però dei pezzi che, per fortuna, rendono l'opera interessante sotto questo di punto di vista, come alcuni dialoghi ed i capitoli iniziali.

Troppo affrettata inoltre la parte finale del romanzo, con i fili narrativi che finiscono per ingarbugliarsi mentre l'autore tenta di concludere tutto quello che ha preparato precedentemente, investendovi a volte fin troppo tempo (l'inseguimento di Narnra sui tetti di Waterdeep ne è una prova lampante).

In conclusione, un'opera interessante solo per quelli che vogliono approfondire le loro conoscenze sui Forgotten Realms.

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Manola, di Margaret mazzantini.

storia di confessioni al femminile, raccontata attraverso un linguaggio surreale. che dire? come mi capita sempre più spesso, devo dare 2 giudizi: il primo estetico, il secondo sul contenuto. sul primo si merita 10 pieno, la mazzantini scrive così bene che raramente ho visto di meglio.

sul contenuto, solo un aggettivo: irritante.

sarà che io non amo il surrealismo, sarà che ho letto il libro per far contenta una persona, sta di fatto che queste poche paginette si trascinano a fatica, pur con la bellezza estetica di cui sopra, tra immagini assurde e banali smanie umane enfatizzate. la sensazione generale è che il tutto non porti da nessuna parte, che il libro sia solo un esercizio di stile, ma senza altre pretese. il linguaggio è ricco, complesso, ma dietro davvero non ho visto nulla.

voto 3

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Giulio Cesare di E.Horst , fa parte di un ciclo di biografie.

 

Mi è piaciuto parecchio. In genere le biografie non sono un genere che apprezzo molto e le poche che ho letto riguardano personaggi dell'antichità quali, appunto Giulio Cesare ( <img alt=" /> ). Tuttavia le precedenti trattazioni mi avevano un pò deluso, vuoi perchè fatte male o magari insistenti su determinati episodi (per esempio quello di Cleopatra).

Questo libro, nella sua brevità, infatti non sono nemmeno 300 pagine di scritto (vabbè, è scontato che poi ci sono tutte le note) parte dall'inizio e prosegue fino alla fine riusciendo ad essere scorrevole e "giusto" nel trattare gli episodi come meritano. Con mia grande sorpresa e soddisfazione l'episodio di Cleopatra e arginato in un capitolo di circa 5 pagine (comprendente tutta la vicenda della guerra di Alessandria). Si dà spazio a tutta la legislazione proposta da Cesare poco prima della morte. Molto soddisfacente è anche il quadro della società e della politica romana fornito di volta in volta.

In tutto questo lo stile riesce ad essere scorrevole e piacevole.

Buon libro

 

Voto: 7,5/10

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Ho riletto Dune dopo molto tempo.

Capolavoro assoluto.

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Ieri sera ho finito di leggere "Il leone di Norrland", romanzo fantasy d'ambientazione vagamente celticheggiante con abbondanti richiami alla realtà europea del medioevo storico.

La trama è incentrata su Eothian, giovane figlio di un nobile di frontiera, privato della sua famiglia e della sua eredità dalle losche trame di una persona che credeva fidata. Dapprima costretto a trovar rifugio in un monastero, si unirà in seguito alla compagnia mercenaria delle Aquile di Bohun.

La trama è ben svolta, tutti i passaggi sono logicamente concatenati e non ci sono punti deboli. Degno di nota l'assedio finale, veramente avvincente.

L'ambientazione è basata su solide ricerche storiche ed è ben costruita, anche a livello linguistico.

Detto questo, tutto il resto non mi attira particolarmente.

I personaggi non brillano per spessore, tutti fanno quello che uno si aspetterebbe da loro, senza alcuna variazione. Le uniche eccezioni sono costituite forse dal protagonista e dal mugnaio Niall.

Le descrizioni del background sono fin troppo numerose, addirittura corredate da note a fondo pagina, appesantendo non poco la narrazione: "mostra, non dire" sarebbe stato un precetto utile da seguire, perchè effettivamente il background è interessante.

Lo stile è a volte troppo infiorettato, mentre la scelta delle parole sembra diverse volte essere dettata più dalla ricerca dell'effetto fine a se stesso che dalla reale necessità di usare quella parola.

Infine, le illustrazioni che marcano l'inizio delle varie parti del libro sono palesemente fatte in Paint, fallendo nel dare quel tocco di colore che sarebbe nelle loro intenzioni. A questo punto, era meglio non metterle affatto.

Tutto questo, unito all'aspetto generale del libro (copertina liscia da versione economica, poco più di 200 pagine) ed al suo costo (21 euro), non rende certamente l'opera una di cui possa essere particolarmente contento alla fine della lettura. Esiste un secondo libro, che conclude le vicende del primo, ma non credo che lo comprerò.

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Lette due raccolte di fiabe popolari appartenenti alla collana "I grandi classici della fiaba"

 

La prima, Racconti magici islandesi , tratta appunto le storie e le leggende di quella terra, incentrate fondamentalmente su figure di pastori(nel senso di uomini di chiesa) aventi poteri legati ancora alla vecchia religione. Si tratta di storie popolari introdotte da Alan Boucher.

Carine e argute in alcuni casi.

 

Voto: 6,5/10

 

La seconda è Fiabe popolari svedesi . Questa volta si entra proprio nell'ambito delle classiche favole (non per niente quasi tutte iniziano con "C'era una volta") quasi sempre con principi e principesse, re e regine e troll, ossia stregoni o comunque quella parte di mondo ancora legata al paganesimo. Ogni favola sarà lunga una decina di pagine, circa :P quindi sono anche veloci da leggere.

Sarà per la loro classicità e semplicità, ma queste favole mi hanno colpito più della precedente raccolta.

 

Voto: 7/10

 

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Ho riletto Dune dopo molto tempo.

Capolavoro assoluto

 

posso solo quotare e tacere in segno di rispetto profondo

 

 

 

 

ndLyra: corretto il quote. Il messaggio è al limite dello spam, cerchiamo di evitare

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Lette due raccolte di fiabe popolari appartenenti alla collana "I grandi classici della fiaba"

 

La prima, Racconti magici islandesi , tratta appunto le storie e le leggende di quella terra, incentrate fondamentalmente su figure di pastori(nel senso di uomini di chiesa) aventi poteri legati ancora alla vecchia religione. Si tratta di storie popolari introdotte da Alan Boucher.

Carine e argute in alcuni casi.

 

Voto: 6,5/10

 

La seconda è Fiabe popolari svedesi . Questa volta si entra proprio nell'ambito delle classiche favole (non per niente quasi tutte iniziano con "C'era una volta") quasi sempre con principi e principesse, re e regine e troll, ossia stregoni o comunque quella parte di mondo ancora legata al paganesimo. Ogni favola sarà lunga una decina di pagine, circa :P quindi sono anche veloci da leggere.

Sarà per la loro classicità e semplicità, ma queste favole mi hanno colpito più della precedente raccolta.

 

Voto: 7/10

 

<img alt=" />

 

 

Giù li hai presi per caso a cagliari??

 

io ho appena terminato un libro intitolato la grande strategia dell'impero bizantino una volta letta l'ultima pagina mi sono reso conto di come sia ipocrita e falsa la storiografia europea occidentale che ha fatto morire l'impero romano con più di mille anni d'anticipo rispetto alla sua vera fine che lo ha sempre categorizzato come uno stato decadente e poco importante dal punto divista dell'evoluzione politica guerresca e tecnologica...posso ritenerlo un libro illuminante e và ad affiancare altri libri in questa direzione che cercano di portare un pò più di ellade e virtus in un medioevo fin troppo barbarico e politicamente corretto...

 

voto 9 lettura divulgativa che tutti dovrebbero prendere in mano e leggere anche solo qualche capitolo sparso visto che nn segue un filo logico storico temporale tra i capitoli! <img alt=" />

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io ho appena terminato un libro intitolato la grande strategia dell'impero bizantino una volta letta l'ultima pagina mi sono reso conto di come sia ipocrita e falsa la storiografia europea occidentale che ha fatto morire l'impero romano con più di mille anni d'anticipo rispetto alla sua vera fine che lo ha sempre categorizzato come uno stato decadente e poco importante dal punto divista dell'evoluzione politica guerresca e tecnologica...posso ritenerlo un libro illuminante e và ad affiancare altri libri in questa direzione che cercano di portare un pò più di oriente in un medioevo fin troppo barbarico e politicamente corretto...

 

 

quanto ti stimo! <img alt=" />

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Lette due raccolte di fiabe popolari appartenenti alla collana "I grandi classici della fiaba"

 

Giù li hai presi per caso a cagliari??

 

 

Si a Cagliari...la libereria è "Più libri" in via Cavour...fa il 50% di sconto su tutti i libri fuori catalogo. Di questa collana ce ne sono parecchi...ma ci sono libri davvero davvero belli <img alt=" />;)

 

Tornando a noi...

 

Durante la mia permanenza in Abruzzo ho avuto modo di comprare e leggere

 

La marcia dei pinguini di Luc Jaquet, preso più che altro per la meraviglia delle immagini...(fondamentalmente è un libro illustrato). La trama è la stessa del film, ossia la marcia dei pinguini imperatore al polo sud per riprodursi. Le poche parti scritte riprendono la tenerezza del film.

 

Voto: 7/10

 

Il bambino con il pigiama a righe di John Boyne

Ne avevo già sentito parlare e sapevo che ne avevano fatto il film qualche anno fa. Una sola frase per descrivere questo libro...Teneramente e terribilmente agghiacciante. La storia è vista con gli occhi di Bruno, un bambino di nove anni che per il lavoro del padre si deve trasferire dall'amata Berlino in un posto chiamato Auscit dove, poco distante da casa sua, un enorme rete lo divide da migliaia di strani individui con un pigiama a righe. Senza amici, il bambino, durante un'esplorazione lungo il reticolato incontra Shmuel, un coetaneo che vive dall'altra parte della rete.

Nasce così un amicizia tenera e allo stesso tempo terribile che porta a una conclusione che non mi sarei mai aspettata e che in aereo mi ha fatto sbiancare (spero che la signora accanto a me non si sia spavantata XD)

Libro bellissimo nella sua terribile ingenuità...scritto scorrevolmente dato che si tratta del punto di vista di un bimbo di nove anni.

 

Voto: 9/10

 

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Ho appena terminato di leggere "E-doll", di Francesco Verso. Si tratta di un romanzo di fantascienza, vincitore del premio Urania 2008.

In un futuro non troppo lontano, l'umanità soddisfa molti dei suoi bisogni sessuali tramite e-doll, androidi eccezionalmente simili agli esseri umani, sui quali è possibile sperimentare ogni sorta di perversione. Vera e propria valvola di sfogo di tensioni che altrimenti porterebbero al dilagare della criminalità, gli e-doll suscitano ammirazione ed invidia dovunque si trovino. La giovane Maya, ragazzina ribelle e dedita alla scoperta di quanto il suo corpo sia potente, si muove in una Mosca che è capitale mondiale dell'utilizzo degli e-doll. La giovane ammira gli e-doll e vorrebbe essere come loro, specialmente come una delle "celebrità" del settore, l'ambiguo Angel. Quando qualcuno comincia però ad uccidere gli e-doll, le cose si fanno difficili e le indagini del tenente Gankin iniziano a scoperchiare vasi che sarebbe stato meglio tenere chiusi...

Se l'idea alla base della trama, cioè l'interazione tra umani ed esseri artificiali, è tipica della fantascienza, decisamente originale è il modo in cui Verso sviluppa questa trama. Il romanzo è infatti un'acuta riflessione su quanto il sesso sia elemento umano per antonomasia, dunque su come la sua pratica possa essere elemento di avvicinamento tra uomo e macchina. Lo stile di Verso è a volte capace di grandi altezze, mentre alcuni dialoghi hanno a volte un sapore un po' artificioso. Perfettamente caratterizzati i personaggi, tra i quali brillano Maya ed Angel, una delle coppie più interessanti della fantascienza che mi sia mai capitato di vedere.

In definitiva, un'opera che consiglio a chiunque voglia leggere della buona fantascienza, italiana per di più.

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