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Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

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Primo di un ciclo comprendente sei volumi (secondo alcuni, il solo "Dune" sarebbe sufficiente)

mi hai fatto venir voglia di leggere questo capolavoro, ma imbarcarmi in un ciclo di 6 libri proprio no... <img alt=" />

 

quanto è autoconclusivo? trame e sottotrame si chiudono o restano domande/vicende concretamente irrisolte?

 

<img alt=" />

 

Io ho letto anni fa solo il primo. Mi era piaciuto un sacco e terminava in maniera autoconlusiva. Non ho sentito il bisogno di comprare i successivi, anche perchè sentivo in giro che sono meno validi.

 

Imho il primo è assolutamente da leggere. Bellissimo!Bry <img alt=" />

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Ho finito da pochi giorni un intrigante (all'inizio) ma deludente La Nube Purpurea del "re di Redonda" Matthew Phipps Shiel: la storia inizia coma una classica avventura sfortunata, vissuta da un protagonista "maledetto" nell conquista del Polo (un polo misterioso e sede di forze e poteri senzienti e malvagi, stile Lovercraft e Poe), per poi trasformarsi nel racconto di vita e follia dell'ultimo uomo rimasto sulla terra in séguito ad un'eruzione vulcanica.

Il problema è che, anche stante la tematica particolare (immaginatevi il diario di un uomo che scivola piano nella pazzia e che scrive il proprio dirio, sapendo che nessuno lo leggerà), dopo un po' l'azione si trascina, troppo lenta, un po' ripetitiva, ed alcuni artifici scelti dall'autore appaiono manifestamente impossibili. Restano delle domande aperte a cui illettore non ha risposta, ed il lieto fine conclusivo, con la scoperta di un'altra sopravvissuta ed un ritorno alla fede in Dio, ha il sapore melenso di uno stereotipo da cui non si riesce ad uscire.

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La voce del maestrale di Nunzio Russo, edizioni Robin.

Nella Sicilia del 1910 un intraprendente mugnaio, per non sottostare ai diktat del locale capomafia, si improvvisa pastaio e da vita ad un'attività destinata a durare per alcune generazioni.

Seguiamo così le vicende della famiglia Musumeci attraverso due guerre mondiali, il fascismo, la conquista dell'Etiopia, descritte in modo avvincente e storicamente credibile.

Un bel romanzo storico che a tratti mi ha ricordato i Buddenbrok, solo che qui non si respira la decadente atmosfera di Amburgo ma la vitalità mediterranea.

Un libro che mi ha preso, quattrocento pagine divorate in quattro notti.

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Due giorni fa ho terminato la lettura di "Messia di Dune", di Frank Herbert, secondo volume del ciclo di Dune.

Il libro si occupa di quello che accade ai protagonisti sopravvissuti agli eventi narrati nel primo libro. In particolare, esso esplora approfonditamente i problemi morali che Muad'dib (come è conosciuto all'intero universo Paul Atreides) incontra nel dominare un Impero dove egli è venerato come un dio. Problemi che lo lacerano e che in parte condivide anche la sorella Alia, anch'essa figura di primo piano nel governo. Sul desertico pianeta di Arrakis, essi si trovano però a dover sostenere la sfida che fazioni ostili al dominio di Muad'dib ordiscono in segreto contro di loro, una sfida nella quale giocherà un ruolo di primo piano un uomo creduto morto da tempo...

Il libro è interessante, perchè mostra gli sviluppi della vicenda narrata nel primo libro. Si delinea inoltre sempre meglio l'universo di contorno al pianeta di Arrakis, con la scoperta di nuove ed esotiche fazioni oltre a quelle già viste del Bene Gesserit e della Gilda. Tuttavia, la narrazione procede fin troppo spesso in maniera pesante, con un autore fin troppo ingarbugliato in un misticismo che, se nel primo volume aveva un senso e contribuiva al fascino dell'opera, qui finisce per risultare il più delle volte fine a se stesso.

Nel complesso, un buon libro, ma solo per chi è curioso di conoscere meglio l'universo narrativo di Herbert. Il primo romanzo, in definitiva, può benissimo essere letto da solo.

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Stamattina ho terminato "I figli di Dune", di Frank Herbert, terzo volume del ciclo di Dune.

Sono tempi duri per Leto e Ghanima, i due gemelli figli dello scomparso Paul Atreides e della povera Chani. La loro zia, Alia, governa come reggente su Arrakis, ma il suo equilibrio interiore è sempre più fragile, la sua stretta sull'Impero sempre più forte. La Casa di Corrino, che non ha dimenticato la deposizione del defunto imperatore Shaddam IV, trama nell'ombra per riacquistare il trono imperiale. Le Bene Gesserit sono di nuovo all'opera, tramite il ritorno in scena di Jessica, nonna dei due gemelli. E il pianeta Arrakis è sottoposto a mutamenti che rischiano di distruggerlo per sempre. I due giovani gemelli, dotati del potere di attingere alle memorie ancestrali di tutti i loro avi, dovranno battersi duramente per difendere "i figli di Dune".

Se paragonato al precedente libro del ciclo, questo volume spicca nettamente per qualità della narrazione e per ricchezza della trama. Misticismo (si arriva a vette toccate solo nel primo volume), complotti, amori traditi, vecchi amici e nemici che tornano in scena, ce n'è veramente per tutti i gusti. Questa successione di elementi si snoda con continuità dall'inizio alla fine, aiutata da un linguaggio che torna finalmente ad avere quell'immediatezza presente nel primo volume e che era invece quasi andata perduta nel secondo. Il libro risulta poi particolarmente utile per capire meglio il precedente: in sostanza, se avete scelto di leggere il ciclo di Dune, non scoraggiatevi alla fine del 2° volume, perchè il 3° vi aiuterà. Non per niente, i primi tre volumi del ciclo sono stati accorpati dalla Sperling anche in un unico volume (così come gli ultimi 3), perchè in effetti costituiscono un unicum narrativo, separato dal successivo da un periodo di qualche migliaio d'anni.

In definitiva, un'opera piacevole e che invoglia ad addentrarsi sempre più nel ciclo di Dune.

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Confessione di un assassino mi aveva inizialmente tratto in inganno: la definizione il "romanzo russo" di Josef Roth mi aveva fatto pensare a un racconto scritto in stile particolare, magari che richiamasse per atmosfere o sviluppi psicologici quelli di una certa letteratura russa - tipo il Dostoevskyi di Memorie del Sottosuolo - invece si riferisce alla nazionalità del personaggio-narratore, un esule russo nella Parigi degli anni '30, già agente dell'Ocrana (la polizia segreta zarista) ed assassino mancato della sua donna e del suo amante, fratellastro di lui. Tutta la storia si snoda attraverso le memorie di Golubcik/Kropotkin, raccontate in una notte in un bar chiuso: dalla nascita illegittima all'ossessione di essere riconosciuto, all'altalena di successi e disgrazie fino all'epilogo sanguinoso, con la figura zoppicante dell'ungherese Lakatos che incrocia continuamente lui ed altri, sconvolgendo i piani.

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Ho finalmente finito di leggerer gli allegati del SDA di JRR Tolkien, che sono stati pubblicati come libro a se stante nell'edizione economica tedesca.

Devo ammettere che ho letto pochi libri cosí pesanti. Gli allegati non sono assolutamente essenziali per la comprensione della famosa trilogia del signore degli anelli, tuttavia aiutano a comprenderne certi aspetti, soprattutto ti fanno comprendere l'inarrivabile profonda conoscenza che Tolkien aveva della "sua terra di mezzo". Per quanto mi riguarda, ho fatto molta fatica a leggere i testi sulle evoluzione delle varie lingue e delle varie scritture e sui vari calendari in uso nella terra di mezzo. Ho trovato parecchio piu interessanti i testi storici e i trattati sulle genealogie. Molto bella anche la storia di Aragon e Arwen, peccato non abbia trovato spazio nel libro.

 

 

Una domanda, sicuramente qualcuno di voi ha letto il Silmarillion. È paragonabile ai testi storici degli allegati? Cioé é affrontato in modo scientifico o é piu in forma narrativa? Fatemi sapere, che ci sto facendo un pensierino... <img alt=">

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Non ho letto gli allegati, ma ho letto il Silmarillion.

 

Tendenzialmente non lo consiglio, a meno che uno non sia un vera appassionato, ma penso che gli allegati siano più pesanti.

Per quanto non sia certo scorrevole, il Silmarillion è leggibile <img alt=" />

 

Ho appena finito di leggere ''Viaggio spirituale per l'uomo contemporaneo'' di Nouwen.

Libro che tratta quelli che l'autore definisce i tre movimenti dello spirito:

-dall'isolamento alla solitudine

-dall'ostilità all'ospitalità

-dall'illusione alla preghiera.

Con il suo classico stile molto scorrevole e piacevole Nouwen regala un libro profondissimo che apre la mente a molte cose che a cui spesso semplicemente non si pensa. Prima della lettura avevo qualche dubbio, spazzato via dopo solo poche pagine. Semplicemente un capolavoro.

 

 

Ho anche appena finito ''Cacciatori di ossa'' (parte I). Il sesto libro della saga di Erikson parte alla grande, aspetto di leggere anche la seconda parte prima di dare un giudizio definitivo, ma le impressioni sono ottime!

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Grazie Drogon, allora il Silmarillion intanto resta in lista d'attesa. <img alt=">

 

 

Ho finito The Great Hunt (La grande caccia) il secondo libro della Ruota del Tempo.

[...]

Se nel terzo libro la trama non si da una mossa, mi sa tanto che mollo tutto lì. &lt;_&lt;

 

Esistono pareri molto controversi sulla Wheel of Time. Diciamo che è come la torta al rabarbaro irlandese <img alt="> : o la ami, o la odi... e bastano i primi morsi per rendersene conto.

Sinceramente, io dopo il quarto ho mollato, ma so di gente entusiasta che ha retto per tutta la saga e che ora aspetta con ansia la pubblicazione del volume conclusivo nonostante la scomparsa di Jordan.

 

<img alt=">

 

...ed eccomi alla fine di 'The Dragon Reborn' e forse la torta al rabarbaro irlandese inizia a piacermi. <img alt=">

Questo libro é stato brillante e denso di azione. I personaggi iniziano (e meno male) ad avere personalitá e carisma. Mi piacciono i capitoli di Perrin e delle ragazze (a parte Nynaeve, non riesco proprio a digerirla <img alt="> ), e ho semplicemente adorato quelli di Mat.

Ora, finalmente pare che la scacchiera della ruota del tempo abbia preso forma, le figure sono ai loro posti, spero che nel prossimo libro 'The Shadow e rising' (a detta di alcuni uno dei migliori fantasy mai scritti) i giochi abbiano inizio. <img alt=">

Comunque ci tengo a fare presente che 'The Dragon Reborn' é un gran bel libro, ma siamo ancora lontani anni luce da Martin o Erikson. <img alt=">

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spero che nel prossimo libro 'The Shadow e rising' (a detta di alcuni uno dei migliori fantasy mai scritti) i giochi abbiano inizio. <img alt=" />

Comunque ci tengo a fare presente che 'The Dragon Reborn' é un gran bel libro, ma siamo ancora lontani anni luce da Martin o Erikson. <img alt=" />

 

The Shadow Rising è (almeno fino a dove sono arrivato io) il più bello che ha scritto. Il finale del libro è probabilmente il miglior finale che abbia mai letto!! Beato te che lo assaporerai tra poco. <img alt=" />

Buona lettura. <img alt=" />

 

Bry &lt;_&lt;

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La Mano sinistra di Dio, targato Paul Hoffman. L'ho comprato per pura curiosità, in realtà credevo si trattasse di qualcosa di simile al nome della rosa. In realtà, è un libro particolare, il primo di una serie spero, che narra la vicenda di Thomas Cale, un giovane accolito dei cosiddetti Redentori, una setta integralista impegnata in una guerra secolare contro gli Antagonisti. i Redentori sono soldati implacabili, e reclutano i loro elementi tra i bambini, che vengono poi sottoposti a torture ed addestramenti allucinanti. in questo contesto cresce Cale, che poi, per motivi ed in modi che non spiego, fugge. e da lì inizia la sua avventura.

Il libro scorre decisamente bene, in pratica l'ho divorato, la trama è molto carina, pur senza brillare per eccessiva originalità, se escludiamo l'ambientazione. Partendo dai difetti del romanzo, direi che il primo, forse, è la traduzione. Alterna colpi di vera maestria (tipo i mercanti che parlano in dialetto), ad altri momenti in cui sembra che il traduttore si sia semplicemente appoggiato allo scrittore, senza cercare uno straccio di adattamento. Altro difetto, la trama è carina ma estremamente semplice, e non proprio originale. un solo protagonista, presente o nominato in ogni singolo capitolo, un'azione che forse non è sviluppata nei tempi giusti, forse troppo affrettati (o forse è solo il mio gusto, adoro i libroni, altro che 453 paginette), personaggi che tutto sommato non hanno una grossa evoluzione psicologica, nè sono poi originali.

I pregi? la lettura è scorrevole e la trama, pur con i suoi difetti, è piacevole e si lascia godere. il personaggio di Cale risulta in fondo simpatico, e io non vedevo l'ora di sapere cosa stavano facendo i Redentori. nel complesso mi è piaciuta di più la parte al santuario dei redentori che non il resto. il pregio più grande del libro, però, credo sia la prospettiva. o meglio, la prospettiva di sviluppo. se giudico questo libro con un 6,5/10, non posso però fare a meno di pensare che, nel seguito della serie, il tenore del tutto e la qualità aumenteranno in maniera significativa. l'autore, insomma, mi è sembrato usare questo primo libro come trampolino, un po' come un fumettista che comincia a prendere confidenza con i suoi personaggi nei primi numeri, per poi modificare in meglio il suo stile nel momento in cui ha preso la mano. ecco, la sensazione è questa, e la lettura la consiglio.

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La Compagnia del Corvo romanzo d'esordio di Jjames Barclay (peccato sia del 1999), ed ulteriore prova che la Nord è ritornata a pubblicare cose curate e valide. Sei uomini ed un elfo costituiscono il Corvo, una brigata di mercenari che combattono per denaro, ma sono legati ad un rigorosissimo codice: si uccide solo in combattimento. la vicenda si snoda mentre una guerra sta per devastare e por fine al continente di Balaia con quanti vi stanno sopra, e solo il ritrovare un'incantesimo il cui uso può essere letale può forse salvare la situazione...ma ritrovarlo implica che nemici che si odiano si fidino l'uno dell'altro, mentre all'interno delle stesse scuole di magia, che sembrano ritrovare un accordo dopo secoli di odio, si annidano traditori.

il romanzo in sé è leggibilissimo ed autoconclusovo (cosa che non fa male)...ma poi ci si informa e si scopre che si ricade nella stessa trappola di Markus Heitz e della sua tetralogia nanesca: Dawnthief (questo il titolo originale) è solo il primo delle Cronache del Corvo....e siccome è già di suo un mattoncino di cinquecento pagine, ci si prospettano lunghe letture.

 

Bello, particolare, e classico del suo tempo Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki, praticamente le Mille e Una Notte europee...se almeno fosse completo!!!

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Ho terminato stamattina la lettura di "L'Imperatore-Dio di Dune", di Frank Herbert, quarto volume del ciclo di Dune.

Sono passati più di tremila anni da quando Leto II Atreides, figlio di Paul, ha fatto ciò che suo padre non aveva osato fare: fondersi con le trote della sabbia (lo stadio precedente quello di verme delle sabbie). Leto ha così ottenuto un corpo quasi indistruttibile ed immortale, finendo oltretutto per affinare ancora di più i suoi già grandi poteri di prescienza ed empatia. Leto è ora il Dio dell'Impero, un dio che sa ogni cosa, controlla tutto con pugno di ferro e un esercito di fanatiche guerriere-sacerdotesse, ma per il quale tutto è noia, perchè tutto è già conosciuto. Forze disgregatrici si muovono però all'interno dell'Impero, forze che l'immortale imperatore-verme quasi brama, nel disperato tentativo di conservare un po' della sua sempre più sfuggente umanità.

Ancora una volta Frank Herbert regala al lettore un'opera pregna di misticismo e di filosofia, che richiede grande attenzione per essere letta, in maniera simile al secondo volume del ciclo, ma senza raggiungere quella pesantezza. A ciò contribuisce indubbiamente l'ambientazione leggermente mutata e, soprattutto, la figura di Leto, che giganteggia su tutte le altre finora incontrate nel ciclo.

In definitiva, un libro piacevole, fondamentale nella prosecuzione del ciclo (è il primo del secondo gruppo del ciclo, che comprende appunto i volumi dal 3 al 6) e con un protagonista davvero interessante, ma che per qualità si situa appena sopra al 2° volume, in una scala di valore che prosegue poi col 3° e con l'inarrivabile (per ora) 1° volume.

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il primo volume non è eguagliabile, te lo dico subito.... ma se tutti i libri di livello inferiore fossero come quello che hai appena letto.... <img alt=" />

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letto Il dardo e la rosa.

 

L'ho preso convinta che fosse un fantasy invece di soprannaturale c'è molto poco, tranne verso la fine (dove ci azzecca pure poco); l'idea di partenza è una rivisitazione simpatica della storia altomedievale europea, il risultato è un softporno da collana Liala scritto molto bene.

 

Tutte le vicende sono raccontate in prima persona da quello che poteva essere un personaggio piuttosto originale - una prostituta in un mondo in cui la prostituzione è legale, istituzionalizzata e persino sacra -, ma si trasforma via via in una MarySue fatta e finita, peccato.

Un paio di personaggi valgono la pena di essere ricordati, la peculiare religione che fa da sfondo a tutto e definisce l'ambientazione anche; per il resto...le ultime pagine lasciano chiaramente intendere che ci sarà un seguito ma personalmente non credo che lo leggerò XD

 

Ottima lettura da spiaggia/aereoporto, 2/5 (fosse stato lungo la metà gli avrei dato persino 3 :P)

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