Jump to content
Sign in to follow this  
Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

Recommended Posts

Buonanotte signor Lenin di Tiziano Terzani

Nel '91 Terzani è in navigazione sull'Amur, il fiume che divide Cina e Unione Sovietica, quando arrivano le notizie sul putsch contro Gorbacev, il suo fallimento ed il successivo scioglimento del PCUS, e la conseguente disgregazione dell'URSS.

Decide così di percorrere tutte le repubbliche ex-socialiste dell'Asia Centrale, una sorta di via della seta al contrario, per poi arrivare a Mosca. Descrive così quei momenti dominati da paura e confusione, con tutti i problemi e gli scenari che a distanza di quasi vent'anni non fatichiamo a riconoscere chiaramente, come l'emergere del fanatismo islamico e delle rivalità etnico-geografiche. Attraverso Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Azerbaijan, Georgia ed Armenia abbiamo la descrizione di tanti scenari e popoli diversi, ma accomunati dalla tragedia della repressione e della dominazione sovietica, dalla disgregazione dell'economia e della mentalità comunista, e dalla sconvolgente naturalezza con cui, nonostante il "crollo" dell'Urss, tutto sembri, nei piani alti, più o meno rimanere immutato, con le vecchie classi politiche che rimangono al loro posto con un semplice restiling d'immagine, che le porta a cambiar nome ma non poltrona.

L'analisi acuta e critica che accompagna il lavoro da corrispondente è attualissima e per certi versi premonitrice, e le considerazioni finali, più di tutte, fanno capire a fondo, nonostante l'arco di tempo trascorso, la reale situazione della Russia e dell'Asia Centrale oggi.

Share this post


Link to post
Share on other sites

In attesa di tornare domani a Roma e al mio bel pc, mi trovo a recensire uno dei libri letti quest'estate con un portatile abbastanza scomodo, nel mezzo di un parchetto con bambini che giocano qua intorno...

Tornando alle cose serie, posso dire che il mio "Ultramarine Omnibus", massiccio volumone che comprende i tre romanzi "Nightbringer", "Warriors of Ultramar" e "Dead sky, black sun" (oltre all'interessante prequel "Chains of command") si è rivelato un ottimo acquisto quando l'ho preso in terra di Caledonia a maggio. I tre romanzi narrano le avventure di Uriel Ventris, capitano della 4a compagna degli Ultramarine che vive le sue avventure nel caotico universo del 41esimo millennio creato dalla Games Workshop. Guerriero fedele al duro codice d'onore degli Space Marine, trascritto nelle sacre pagine di quel Codex Astartes che gli Ultramarine seguono ancora più fedelmente di tutti gli altri Space Marines, Uriel si troverà però alle prese con eventi che lo costringeranno a mettere in discussione tanta fedeltà, nella lettera, se non nello spirito. Così, tra una congiura planetaria che minaccia di riportare in vita uno C'tan (antica divinità) dei necron (razza di scheletri metallici stile Terminator) in "Nightbringer" e un'invasione dei tiranidi (orde di alieni tipo quelli di Alien) nel sistema planetario di Pavonis, Uriel arriverà infine a dover rendere conto dei suoi dubbi sul pianeta demoniaco di Medrengard in "Dead sky, black sun".

Graham McNeil confeziona tre romanzi ben costruiti, dove la tramma scorre liscia e senza intoppi. Il linguaggio è a volte fin troppo "gotico", ma del resto l'ambientazione possiede questo carattere, quindi a ben vedere non si tratta di un difetto. I personaggi non si distinguono forse per originalità, ma sono comunque ben costruiti e riescono ad appassionare anche quando non sono i protagonisti. Uriel avrebbe forse meritato un maggiore approfondimento psicologico, ma per il resto si allontana dallo stereotipo dello Space Marine tutto muscoli e fede assoluta.

In definitiva, si tratta di tre ottimi romanzi per gli appassionati del mondo di Warhammer 40000 e di buoni romanzi per gli altri.

Share this post


Link to post
Share on other sites

premetto che la mia estate si é trascinata in mezzo ai calcinacci e che sto accampato dai miei da piú di un mese.... in parole povere, sto leggendo 3 libri insieme. uno l'ho finito da poco. SAMURAI, del prof. Vittorio Arena.

E'un libro che traccia le figure dei principali samurai del giappone. ogni capitolo inizia con 2 paginette tipo romanzo, poi parte la trattazione vera e propria. Un libricino semplice ma gustoso, nonostante lo stile di scrittura non sia esattamente eccelso. consigliato agli appassionati del Sol Levante

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho appena terminato di leggere l'ultimo volume del bellissimo Ciclo di Borgomago. Scritto dalla bravissima Robin Hobb e pubblicato in Italia dai tipi della Fanucci, l'originale trilogia è stata da noi divisa in cinque volumi. Dal primo all'ultimo, i titoli sono: "La nave della magia", "La nave in fuga", "La nave dei pirati", "La nave della pazzia" e "La nave del destino".

Nelle lontane terre a sud di quei Sei Ducati che erano stati l'ambientazione della Trilogia dell'Assassino, sono tempi di fermento. Borgomago, la splendida città mercantile che trae le sue fortune dal commercio e dal possesso dei leggendari velieri viventi (navi senzienti legate ciascuna ad una famiglia di Vecchi Mercanti), unico mezzo per commerciare coi misteriosi ed elusivi Mercanti delle Giungle della Pioggia, attraversa un periodo difficile. Stretta tra il suo antico contratto di fedeltà nei confronti della Satrapia di Jamaillia e la morsa combinata dei rapaci Nuovi Mercanti e dell'avida nazione di Chalced, vede vacillare le sue usanze liberali e la sua stessa esistenza. Il dramma politico si riflette in quelli privati della famiglia Vestrit, antica e fiera famiglia di Vecchi Mercanti, il cui veliero vivente Vivacia finirà al centro di una complessa vicenda che cambierà per sempre il destino del mondo, intrecciandosi con quello di misteriose creature degli abissi.

Robin Hobb si rivela ancora una volta maestra nel dipingere un'ambientazione assolutamente credibile e godibile da tutti i punti di vista, in grado di reggere tranquillamente alla pari il confronto con il Westeros creato da Martin. Dove però la Hobb raggiunge la vetta è nei personaggi, figure così vive e drammatiche che rimangono a lungo nella testa del lettore anche molto tempo dopo aver posato il libro. Da tempo non mi capitava di posare un libro nel bel mezzo della lettura per perdermi in dialoghi immaginari coi protagonisti: la Hobb mi ha fatto riscoprire questo piacere. Assolutamente godibile e mirabilmente costruita poi la trama, ricca di intrecci e di sottotrame, con più di un filo lasciato aperto per possibili seguiti ma del tutto completa in se stessa.

In definitiva, un ciclo fantasy assolutamente fantastico, che consiglio a chiunque ami la fantasy di alta qualità.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Finito Anathem il pellegrino di Neal Stephenson.

Che dire, adoro Stephenson, trovo Cryptonomicon uno dei libri piu belli che abbia mai letto, e ho trovato Anathem altrettanto bello. Forse le prime 150 pagine pagine possono essere abbastanza dure da superare in quanto vengono spiegate le varie filosofie di Arbre (il mondo in cui si svolge il racconto), ma bisogna anche considerare che Neal Stephenson crea un mondo alternativo in una specie di mix fra medioevo, mondo moderno e futuro assolutamente fantastico. un libro non per tutti, ma un grande libro. Spiace solamente la scelta della Rizzoli di pubblicarlo in due parti, ma fortunatamente la seconda parte è in uscita per il 15 di settembre.

 

bye

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho finito in vacanza I Cento Cavalieri di M. Manfredi

 

In questa collezione di racconti brevi, é spiazzante come Manfredi riesca a cambiare generi letterari (dal giallo si passa al drama sociale e al racconto storico) e periodi storici (dal antichitá al dopoguerra, alla storia contemporanea), riuscendo a mantenere sempre alta la tensione, e quindi a rendere interessanti i racconti, e comunque mantenere un'eccezzionale fedeltá alle fonti storiche.

 

E cosí si spazia dalla Repubblica di Venezia, a un in contro diplomatico fra Scipione e Annibale, al penultimo capodanno del 20simo secolo, all'immediato dopoguerra. Ma non tutti i racconti sono puramente storici, almeno due sono gialli classici e contemporanei.

Personalmente mi hanno colpito molto i due racconti "Hotel Bruni" (una famiglia di sempliciotti/socialisti che soffrono sotto il fascismo) e "La signora Orsini" (vedova di un fascista, che soffre abusi dai partigiani estremisti del dopoguerra). Questi due racconti si susseguono in ordine nel libro, e mostrano che grande storico sia veramente Manfredi, che riesce a trattare due momenti contrastanti del secolo precedente, non perdendo mai la sua attitudine da osservatore super partes (da storico, insomma). <img alt=">

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho appena terminato di leggere l'ultimo volume della Trilogia dell'Uomo Ambrato, scritta da Robin Hobb ed edita dai tipi della Fanucci. I tre volumi che comprendono il ciclo sono "Il risveglio dell'assassino", "La furia dell'assassino" e "Il destino dell'assassino".

Fitz, il bastardo reale dei Lungavista che per sedici anni ha vissuto nell'ombra, tentando di dimenticare i dolori subiti ai suoi tempi di assassino per la famiglia reale dei Lungavista (i regnanti dei Sei Ducati), scopre che non si può sparire per sempre dal mondo. Antichi rancori e vecchi dolori tornano a bussare alla sua porta, costringendolo di nuovo ad immergersi in intrighi, battaglie e un'antica profezia che il Matto, il suo enigmatico amico di giovinezza, sente sempre più vicina al punto focale. Sarà una lotta dura per l'uomo che tutti credono morto, una lotta dove forse nemmeno la sua magia dello Spirito e quella dell'Arte potrebbero bastare, una lotta dove il destino di un antico drago si sposa con quello del mondo.

Ancora una volta, Robin Hobb torna ai suoi amati Sei Ducati e a FitzChevalier Lungavista, uno dei personaggi più interessanti di cui mai abbia letto: assassino, praticante di magia, amico, servo fedele, innamorato, solo. Fitz è la punta di diamante di un gruppo di personaggi interessanti e ben caratterizzati, anche se manca quel senso corale che era presente nel Ciclo dei Mercanti di Borgomago (che precede cronologicamente questa trilogia: mi raccomando, leggetela prima o poi rischiate spoiler pesanti). I Sei Ducati sono come sempre ben caratterizzati, anche se stavolta l'ambientazione si allarga a comprendere le nordiche Isole Esterne, dotate di un fascino barbarico che la Hobb ha saputo ben rendere. Complessa e articolata la vicenda, ma l'autrice è come sempre maestra nel risolverla, sebbene verso il finale mi sembra che vada forse un po' troppo di fretta e sia troppo zuccheroso per essere in linea con quanto scritto prima e per piacermi totalmente.

In definitiva, un ciclo bellissimo, con una conclusione accettabile (ma sospetto possibili sviluppi...) delle tormentate avventure di Fitz e un altro straordinario affresco dell'universo fantastico creato dalla Hobb.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho finito l'apprendista assassino di Robin Hobb.

 

Avevo gia letto qualcosa della Hobb, e il suo stile mi era piaciuto molto. Scorrevole, sempre interessante, non ci sono cali di tensione, l'ideale lettura da spiaggia. Praticamente me lo sono divorato. Non ricordo di aver letto un altro libro di dimensioni simili in cosí poco tempo. All'inizio (la prima mezz'ora ho fatto un po di fatica, visto che la narrazione procede in prima persona).

 

La storia narra del giovane Fitz, un bastardo dell'erede al trono. La sua comparsa a corte crea uno scandalo che costringe suo padre a ritirarsi. Il ragazzo viene lasciato in balia di se stesso, ad occuparsi di lui sará il mastro stalliere, fino a che suo il re (suo nonno) non decide di farne un assassino. Per la sua posizione e la sua professione Fitz diventa subito una pedina importante per gli intrighi di corte, e c'é chi vuole usarlo per salire sul trono...

 

Un libro da consigliare a tutti quelli che non l'hanno ancora letto. <img alt="> Non possiede la complessita di Erikson, non é avvincente come i libri dello zio Martin, ma si legge che é una bellezza. Ho gia comprato il prosieguo, l'assassino di corte. :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mi complimento innanzitutto con Timett per l'ottima scelta ;) . Posso solo consigliarti di proseguire con la Trilogia dell'assassino e proseguire con le due successive serie, che ho recensito da poco su questi lidi.

 

Passando ora all'ultimo libro letto, sono finalmente contento di aver terminato "Uomini che odiano le donne", del defunto Stieg Larsson, edito dai tipi della Marsilio.

Mikael Blomkvist, giornalista di successo alla guida del piccolo ma combattivo Millennium, è messo male. La sua inchiesta sul magnate e truffatore Wennerstron si è rivelata un passo falso clamoroso, con una condanna che rischia di distruggere tutta la credibilità guadagnata in anni di duro lavoro. Inaspettata, arriva però una proposta dall'ultraottantenne magnate dell'industria Henrik Vanger. In cambio di prove concrete contro Wennestron, il vecchio chiede all'abile giornalista di scoprire cosa ne è stato della nipote Harriet, scomparsa quasi quarant'anni fa in circostanze misteriose sull'isola dove il clan Vanger risiede. Sarà un'indagine difficile e scomoda, ma Mikael avrà al suo fianco la giovanissima e abilissima Lisbeth Salander, giovane problematica ma dall'ineguagliabile talento per scoprire notizie scottanti.

Il best seller di Stieg Larsson merita la fama che lo circonda. Con una trama avvincente che scorre liscia come l'olio e una galleria di personaggi azzeccati, è il classico giallo che inchioda finché non si arriva all'ultima pagina. Ancora più importante, l'autore ha creato due protagonisti che colpiscono il lettore. Il personaggio di Lisbeth Sander, in particolare, è forse quello più interessante. Sociopatica, solitaria, lucida, ribelle, spietata: sono molte le sfaccettature di Lisbeth che il lettore scopre nel corso del libro e altre ancora promettono di emergere nei romanzi successivi. Perchè il bello di questo libro, perfettamente godibile anche da solo, è che è solo il primo della Millennium Trilogy, incentrato sui futuri casi di Mikael e Lisbeth. Se occorre trovare un difetto nel testo, sta forse nelle prime 100-150 pagine, decisamente lente anche se indispensabili per inquadrare la situazione.

In definitiva, un ottimo giallo che merita sicuramente il tempo e i soldi spesi per leggerlo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Latitavo un bel pò da questo topic, ma non per mancanza di libri da leggere quanto per la voglia di scrivere ;) vedo di recuperare faccendo un rapido sunto dei libri principali che ho letto (di certo qualcuno mi sfuggirà <img alt=" /> )

 

Iniziamo con Tutto Sherlock Holmes di Conan Doyle. Sicuramente nelle librerie avrete visto il volumone...ecco è quello che ho letto (ambitissimo regalo di compleanno <img alt=" /> ). Adoravo Holmes e non era un mistero, alcuni racconti (un buon 40%) li conoscevo già, tra cui il mitico Mastino dei Baskerville, ma è stato davvero bello poter leggere anche gli altri. Il problema è che è un volume enorme...e specie verso la fine, i brevi racconti iniziano a diventare un pò pesanti da leggere.

Comunque Sherlock è sempre Sherlock...voto: 8/10 <img alt=" />

 

L'amore ai tempi del colera di Garcia Marquez. L'avevo comprato con un pò di apprensione dato che "Cent'anni di solitudine" mi aveva distrutto, ed invece sono rimasta innamorata da questo libro. E' la storia di Florentino Ariza che rimane folgorato in giovane età da Fermina Daza, la più bella ragazza della città. Dopo un iniziale fidanzamento "epistolare" i due vengono separati dal padre di lei che la porta a vivere lontano. Tornata in città dopo anni di assenza, Fermina rimane disincantata dal sospirato incontro con lui tanto è vero che finirà per sposare un altro. Ma Florentino non si arrende e dopo cinquantatre anni, sette mesi e undici giorni il suo sogno si realizzerà.

Libro fantastico con quel pizzico surreale che lo rende indimenticabile. voto 8/10

 

Il silmarillion di Tolkien. Al terzo tentativo ce l'ho fatta...copio e incollo la recensione (un pò lunga, dissacrante e con spoiler quindi se volete potete anche evitarla <img alt=" /> ) fatta nel mio blog XD

05d1b29419cbef5f183fb3d1ca580987'05d1b29419cbef5f183fb3d1ca580987

Finalmente oggi sono riuscita a terminare un'impresa che credevo improbabile, se non impossibile: sono riuscita a terminare il Silmarillion di Tolkien. Questo libro è stato una spina nel fianco avendone tentato la lettura per ben due volte e rinunciando dopo le prime venti pagine...e per me mollare un libro è assai difficile, sopratutto se si tiene conto dell'altissima considerazione che ho per il Signore degli Anelli e per lo Hobbit

Questa volta (dopo aver prima riletto il Signore degli Anelli) l'ho affrontato con spirito diverso (e anche una buona dose di testardaggine) e sono riuscita ad arrivare alla fine.E devo dire che mi è piaciuto parecchio. Il problema fondamentale, che penso sia stata la causa che mi ha arenato le prime due volte, sono le decine e decine di nomi che imperversano (di stirpi, di Valar, di Elfi, di luoghi...) e che molto spesso non sono molto funzionali alla storia in sè. Quindi cercando di fare una cernita, sono riuscita a estrapolare i personaggi principali e a riuscire a seguire il filo del libro sino alla fine.

 

 

-SEGUE TRAMA DISSACRANTE CON SPOILER-

 

 

Il Silmarillion si discosta molto dal SdA soprattutto per struttura. Alla fine è una cronaca, abbastanza annalistica degli avvenimenti delle prime Ere della Terra di mezzo in cui la fanno da padrone gli Elfi.

 

Questi, rispetto a come appaiono nel Signore degli Anelli, sono molto più “casinisti” e creano parecchio subbuglio prima nelle terre dei Valar e poi nella Terra di Mezzo. In particolare spicca la figura di Fëanor, creatore dei Silmaril, elfo particolarmente “ambizioso” che non solo crea i primi problemi interni tra gli elfi che vivevano felici sotto i Valar, ma li spinge addirittura a una migrazione verso la Terra di Mezzo per recuperare i Silmaril che il Valar Melkor era riuscito a rubargli. Inoltre, riesce a incasinare ulteriormente la vita dei sui discendenti giurando che solo i suoi figli potranno avere i Simaril. Ucciso in battaglia riuscirà, con questa erdità, a complicare la vita degli elfi che grazie a lui si erano ritrovati nella Terra di Mezzo a combattere il Valar Melkor, soprannominato amichevolmente da Fëanor, Morgoth. Lo sport principale degli elfi, oltre a “i figli di Fëanor provocano solo danni, col cavolo che li accoglierò”, pare essere quello di crearsi ciascuno il proprio regno (cercando di isolarlo dal resto del mondo…si legga Gondolin) e di sfidare periodicamente Morgoth evitando di dargli sempre il colpo mortale e quindi ritrovandolo vivo e fastidioso dopo qualche tempo.

 

Per aggiungere un po’ di pepe alla storia, il grande dio Ilùvatar aveva già da principio deciso che dopo un po’ sarebbero giunti gli uomini. Questi si dimostrano particolarmente decisi a superare gli elfi nelle sfighe e nel creare problemi: non solo diversi di loro cadono immediatamente sotto le menzogne di Morgoth, ma altri hanno storie così tremende che contagiano tutti i loro familiari, tanto da da poter essere considerati dei veri portasfiga della Terra di Mezzo…mi riferisco ovviamente a Hùrin e la sua famiglia (rinominati i Malavoglia della Terra di Mezzo) che tra incesti, uccisioni di amici o innocenti in momenti d’ira e “spiate” inconsapevoli a favore di Morgoth, riescono a far distruggere due dei reami più potenti degli elfi (e questo lo fanno in due…padre e figlio…parliamone).

 

Meno sfigati (se la cavano con la perdita della mano di lui e dell’immortalità di lei) sono Beren e Lùthien: contravvenendo all’ordine del padre di lei che sosteneva che “questo matrimonio non sa da fare”, lui decide di dimostrare di avere fegato recuperando uno dei Silmaril. Effettivamente a posteriori non è stato un gesto molto intelligente dato che ha riscatenato tutte le gelosie represse degli elfi riaccendendo dispute degne di un salotto di MaVia de Filippi.

 

Comunque, all’ennesima capitolazione degli elfi, i Valar decidono che forse è il caso di dare loro una mano e insegnare che se si combatte Morgoth lo si fa fino in fondo. Lieti di questa conclusione, gli elfi decidono di ritornare nelle coste occidentali, lasciando spazio agli uomini di Numenor.

 

Questi discendevano dal fratello di Elrond Mezzelfo (sì, è lui) che aveva deciso di rinunciare all’immortalità dando luogo a questa stirpe dotata di vita particolarmente lunga. Tuttavia…può una stirpe con sangue umano ed elfico stare lontana dai guai per molto? Ovviamente no. Dopo parecchie generazioni, i re di Numenor decidono di concupire l’immortalità degli elfi e di colpo diventano bramosi della parte occidentale del mondo a loro proibita (i Valar giustamente avevano capito che bastavano gli elfi nel loro territorio…gli uomini sarebbe stato troppo). Non potendo più contare su Morgoth, ormai bandito dal mondo e con le gambe amputare, trovano un suo degno sostituto in Sauron (sì, anche lui è proprio lui) che riesce con i suoi consigli a portare al collasso l’isola dei Numenor i cui supestiti approdano nella Terra di Mezzo creando la geografia che troviamo nel Signore degli Anelli (alla fine tutto questo casino doveva pur servire a qualcosa). Qui Sauron continua a combinare danni e trame portando alla forgiatura dei famosi Anelli del potere.

 

Parte decisamente interessante…diciamo il vero antefatto di Lo Hobbit e del Signore degli Anelli tra l’altro vi è l’arrivo di Gandalf e Saruman.

 

 

Dunque, concludendo, il Silmarillion è un libro davvero interessante se si affronta nel modo giusto. Ovviamente coprendo un arco di tempo assai vasto (prima della creazione del mondo sino ai fatti appena precedenti lo hobbit) è molto meno romanzato rispetto al Signore degli Anelli. Nonostante questo non mancano gli episodi e le gesta di singoli personaggi che rendono interessantissime queste cronache. Unica pecca è che spesso questi personaggi sono spoilerati dall’autore appena compaiono (con frasi tipo “più tardi avrebbe provocato molti danni la sua stirpe…” o cose simili) e quindi ti viene levata qualsiasi sorpresa.

 

Tra i vari capitoli spiccano quelli di Beren e Lùthien e quella di Turin.

 

Libro consigliato agli estimatori della Terra di Mezzo. <img alt=" />

 

Concludendo: voto: 8/10 <img alt=" />

 

La papessa di Donna Woolfolk Cross. Libro da cui è stato tratto l'omonimo film.

Ricostruisce la storia della figura della mitica papessa Giovanna che avrebbe occupato il trono papale per due anni tra Leone IV e Benedetto III. Se ne segue l'infanzia e la giovinezza, in cui per le sua intelligenza le viene consentito, con molte contestazioni, di apprendere a leggere e a scrivere. A un certo punto però sarà constretta a vestire abiti maschili, prendendo il posto del fratello, per entrare in monastero...e da qui, con il nome di Giovanni Anglico (perchè suo padre era inglese) arriverà fino a Roma dove, dopo una serie di eventi, verrà eletta papa.

Vera o finta che sia questa figura (interessante la digressione fatta dall'autrice a fine libro, in cui spiega le motivazioni che possono far considerare questa figura come realmente esistita), il romanzo è certamente ben scritto e piacevole. Voto 7,5/10

 

Omero gatto nero di Gwen Cooper. Sulla scia di Io e Marley, un altro libro dedicato al rapporto tra uomo e animale...con la differenza che questa volta il gatto protagonista, Omero, è cieco. E' questa particolarità a farci apprezzare un libro che altrimenti scadrebbe nel banale...vedere la simpatia e la spigliatezza di questo micetto senza occhi, asportati da cucciolo per un infezione, che si fa beffe del suo handicap rivelandosi un vero e proprio personaggio. Scene divertenti, come episodi di convivenza con le altre due gatte dell'autrice, ma anche commoventi...come succede sempre per chi ha animali domestici.

Nessuna lettura impegnata...ma qualcosa di semplice, ma per questo gradevole.

Voto 7,5/10

 

Emma di Jane Austen. Molti mi avevano detto che è il libro migliore dell'autrice, ma continuo a preferire Orgoglio e pregiudizio. La storia parla della giovane benestante Emma e dei suoi tentativi di combinare matrimoni agli altri, specie a una sua amica...ottenendo sempre risultati opposti. Alla fine è il fratello del cognato a farle capire che "la deve smettere di stressare gli altri" e come è ovvio che succeda lei si accorge di amarlo.

Se c'è un pregio di questo libro è che ho odiato praticamente il 90% dei personaggi con il loro maledetto e pesante perbenismo...a partire proprio da Emma...mi pare l'antenata di uomini e donne di Maria de Filippi. E' odiosa con il suo senso di superiorità pronta ad elargire consigli inutili e dannosi a tutti. E tutti ovviamente la seguono nella sua antipatia.

Libro che non rileggerei...ma un voto in più 5/10 per la capacità di avermi fatto odiare in tal modo i personaggi...non accade spesso.

 

<img alt=" />

Share this post


Link to post
Share on other sites

6ad1d6a9aec83e9b5ee4a02f48782e2d'6ad1d6a9aec83e9b5ee4a02f48782e2d

Dunque, concludendo, il Silmarillion è un libro davvero interessante se si affronta nel modo giusto. Ovviamente coprendo un arco di tempo assai vasto (prima della creazione del mondo sino ai fatti appena precedenti lo hobbit) è molto meno romanzato rispetto al Signore degli Anelli. Nonostante questo non mancano gli episodi e le gesta di singoli personaggi che rendono interessantissime queste cronache. Unica pecca è che spesso questi personaggi sono spoilerati dall’autore appena compaiono (con frasi tipo “più tardi avrebbe provocato molti danni la sua stirpe…” o cose simili) e quindi ti viene levata qualsiasi sorpresa.

 

io l'ho letto a 11 e mi era piaciuto molto ;)<img alt=" /><img alt=" />

 

 

ndLyra: corretto tag quote

Edited by Lyra

Share this post


Link to post
Share on other sites

4742b8425b0bf5193f03178f14b70449'4742b8425b0bf5193f03178f14b70449

Dunque, concludendo, il Silmarillion è un libro davvero interessante se si affronta nel modo giusto. Ovviamente coprendo un arco di tempo assai vasto (prima della creazione del mondo sino ai fatti appena precedenti lo hobbit) è molto meno romanzato rispetto al Signore degli Anelli. Nonostante questo non mancano gli episodi e le gesta di singoli personaggi che rendono interessantissime queste cronache. Unica pecca è che spesso questi personaggi sono spoilerati dall’autore appena compaiono (con frasi tipo “più tardi avrebbe provocato molti danni la sua stirpe…” o cose simili) e quindi ti viene levata qualsiasi sorpresa.

 

io l'ho letto a 11 e mi era piaciuto molto <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

 

Ma la maggior parte della gente che conosco l'ha letto senza troppi traumi la prima volta ;)

è questione di predisposizione e di gusti, a mio parere. Cmq l'importante è avercela fatta. <img alt=" />

 

Cmq adesso mi sto leggendo una perla di libro <img alt=" /> "Sonetti lussuriosi e altri scritti" di Pietro Aretino <img alt=" />

Share this post


Link to post
Share on other sites

Cmq adesso mi sto leggendo una perla di libro ;) "Sonetti lussuriosi e altri scritti" di Pietro Aretino <img alt=" />

 

Io ho letto la raccolta "Sonetti lussuriosi e dubbi amorosi" <img alt=" />

 

preso da un raptus di follia mi sono riletto tutta la saga di HP. Che dire, m'era piaciuta molto alla prima lettura, m'è piaciuta ancora di più alla seconda (e sono sempre più convinto che dal terzo libro non li abbia più scritti lei!). Tutto questo anche per "prepararmi" all'uscita del settimo film -la prima parte almeno- ed essere pronto a criticare qualunque errore <img alt=" />

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho appena terminato di leggere "La ragazza che giocava con il fuoco", secondo volume della Millennium Trilogy scritta da Stieg Larsson.

Mikael Blomkvist è tornato vittoriosamente alla guida di Millennium, il combattivo giornale di denuncia che dirige insieme all'amica Erika. E' pronto a lanciare un nuovo scoop, un'inchiesta su un traffico di prostitute dai paesi dell'est alla Svezia, che farà tremare parecchie persone. Quando però manca poco all'andata in stampa dell'articolo, un triplice omicidio fa sospendere tutto quanto e scatena una massiccia caccia all'uomo in tutto il paese. Principale sospettata degli omicidi è Lisbeth Salander, la giovane hacker tanto intelligente e decisa quanto socialmente incompetente. Tutti gli indizi puntano su di lei, ma Mikael non crede alla colpevolezza dell'amica ed è pronto a fare di tutto per dimostrarlo, mentre Lisbeth inizia la sua personale caccia nell'ombra...

Ancora una volta, Stieg Larsson confeziona un thriller ineccepibile sotto ogni punto di vista, che scorre liscio come l'olio. La trama è ingarbugliata, ma si dipana logicamente, mentre i personaggi sono come al solito ben delineati, con approfondimenti su quelli che, nel precedente romanzo, erano rimasti un po' in ombra. Più di Mikael, è Lisbeth questa volta a monopolizzare la scena, sia col suo passato che torna a galla che con la sua spietata caccia a chi ha cercato di incastrarla. Le atmosfere sono meno cupe di quelle del primo romanzo, meno sottilmente psicologiche e con una maggiore brutalità. L'autore ha capito che Lisbeth è il personaggio trainante e non esita a metterla al centro del palcoscenico, aumentando inoltre la dose di azione. Se si cercano le atmosfere del primo libro, si rimane un po' delusi, ma la storia è comunque molto interessante. Unico neo sul finale è che bisogna leggere anche il terzo volume per conoscere la fine di tutto.

In definitiva, un buon giallo, che inchioda il lettore fino all'ultima pagina, ma che abbandona le atmosfere un po' rarefatte del primo volume.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho appena terminato di leggere "La regina dei castelli di carta", l'ultimo romanzo della Millennium Trilogy scritto da Stieg Larsson.

Lisbeth Sander giace gravemente ferita in un letto d'ospedale, con pesanti accuse pendenti sul suo capo. Per giunta, una sezione deviata dei servizi segreti si prepara a farla condannare per sempre al manicomio, per mettere a tacere quei segreti pesanti che per anni hanno influenzato la vita della giovane hacker. Mikael Blomkvist però non ci sta ed insieme ad altre persone pronte a difendere la giustizia, prepara una combattiva guerra mediatica e non. Tutto pur di scagionare per sempre Lisbeth ed impedire a criminali che operano ai più alti livelli delle cariche statali di farla franca un'altra volta.

Stieg Larsson confeziona un massiccio romanzo che pure fila liscio come l'olio e scrive la parola fine su una delle serie più amate degli ultimi anni. La trama è ancora una volta perfettamente congegnata ed i personaggi sono come sempre ben caratterizzati. Più equilibrato nel ripartire l'attenzione tra i due protagonisti, il romanzo vede inoltre un vasto numero di comprimari, ognuno dei quali si caratterizza molto meglio di quanto non fosse accaduto nei romanzi precedenti. Ci sono tuttavia alcuni punti negativi in questo romanzo che me l'hanno fatto amare meno degli altri. Innanzitutto la parte dedicata ai "problemi" di Erika Berger (amica e amante di Mikael) non c'entra assolutamente niente ai fini della storia e sembra essere stata messa solamente per riempire pagine. Forse l'autore avrebbe desiderato continuare la serie, ma così come stanno le cose sembra solo un tappabuchi. Inoltre, la resa narrativa di alcune scene non è all'altezza del miglior Larsson: penso soprattutto ad alcuni dialoghi tra i cattivi e a certe parti del finale.

In definitiva, un buon romanzo che scrive la parola fine su una serie appassionante, ma che fa un po' rimpiangere lo Stieg Larsson del primo romanzo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...